HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1629

*** LA GUERRA DEL MONFERRATO
*** LA DISTRUZIONE DI MANTOVA

 
***  ITALIA - Le ostilità nella guerra del Monferrato fin da inizio anno  sono riprese in maniera più grave. Il conflitto per questa successione non solo del ducato di Mantova ma anche del Marchesato monferrino sta coinvolgendo seriamente le tre grandi potenze: Francia, Spagna e l'Impero.
La provvidenziale, ostinata e generosa resistenza dei cittadini di Casale all'assedio degli spagnoli, ha impresso una svolta alla guerra.
Siamo alla terza fase, purtroppo dolorosa per Mantova. Se Richelieu era preoccupato per una eventuale aumento della presenza degli Asburgo in Italia, anche l'Imperatore Ferdinando si era inquietato per la presenza dei francesi in Piemonte. La banale contesa di un modesto territorio, e il dare aiuto a questo o a quell'altro pretendente era null'altro che un buon pretesto per muovere le prime pedine su una scacchiera ben più grande; un assaggio di forze non su un piccolo "affare" ma su un "affare di somma importanza". L'Italia era la scena, ma il teatro era l'Europa.
Dalle minacce all'agire Ferdinando non indugiò molto a muovere anche lui la sua pedina. Messo insieme un esercito di Lanzichenecchi, calandosi questi dai Grigioni, si avventarono su Mantova, e dopo un lungo e durissimo assedio della città, quando poi cedette all'inizio del prossimo anno, subì un altrettanto durissimo saccheggio degno di barbari. Gli Asburgo non erano certo scesi in Italia per difendere una successione, nè per venire a prendersi una città che loro stessi stavano distruggendo. 

Ma intanto Richelieu risolta la questione a suo modo con gli Ugonotti e disimpegnatosi a La Rochelle, converge sul Piemonte un forte contingente di truppe francesi, ed è lui personalmente a guidarle, e sarà lui il prossimo anno a chiudere la partita mettendo persino in pericolo lo stesso ducato di Savoia, che aveva avuto l'ardire di sconfiggere lo scorso anno il primo piccolo contingente di truppe francesi inviate in Italia.

*** FRANCIA - Il disimpegno di Richelieu era appunto avvenuto con la soluzione del problema La Rochelle. Scoppia un'altra rivolta degli ugonotti nonostante le concessioni già offerte lo scorso anno; ma l'insurrezione ha vita breve, fallisce, viene subito domata. Richelieu conciliante firma la Pace di Alais (Ales), riconosce ancora una volta la libertà di culto, ma è inflessibile su qualsiasi forma di organizzazione politica. Fatto questo, pacificate gli animi senza usare il pugno di ferro, subito dopo però usa il piccone. Fa smantellare tutte le piazzaforti ugonotte esistenti nel regno.
Richelieu ha fretta di concludere i problemi interni, e ha fretta di formare una compagine politica forte e convincere tutti cattolici e ugonotti che è ora di guardare lo scenario europeo che dall'inizio della guerra (dei trent'anni) i dieci anni di lotte politiche religiose economiche, e ora sempre più quelle militari, stanno cambiando gli equilibri in Europa.
E come prima pedina da muovere all'esterno è quella della Guerra del Monferrato, che sta coinvolgendo Spagna e gli Asburgo, e la Francia non può essere assente.
Detto e fatto. Richelieu in persona forma l'esercito per l'intervento in Piemonte, e lui stesso si mette alla guida.
Non prima di aver fatto -come mediatore- concludere la guerra Polacca-Svedese. Ha firmato una pace con l'Inghilterra. Ha concluso un trattato commerciale con la Russia. Ha invitato la stessa Svezia a intervenire militarmente contro gli Asburgo.  

*** INGHILTERRA - In Parlamento dopo gli avvenimenti dello scorso anno, alla riapertura di un'altra sessione, nonostante tanti cedimenti di Carlo, la non più presenza del duca di Buckingam, i contrasti si riaccendono ancora sull'autoritarismo della corona ma anche su quello ecclesiastico. Si arriva al punto di rottura. Carlo scioglie il Parlamento (non verrà più riconvocato fin al 1640) e rinuncia perfino agli introiti fiscali, dato che questi possono essere autorizzati solo dal Parlamento.
E' insomma una critica fase, che impedisce perfino di svolgere una politica estera attiva in un momento altrettanto critico in tutte le diplomazie europee. 

GERMANIA - Dominando incontrastata ora la Lega Cattolica su tutto l'impero, ha l'incarico il solito generale Wellestein, con le sue truppe e i principi cattolici, di far rispettare con la forza l'editto che l'imperatore ha promulgato, che impone la Controriforma su tutto l'impero.
Fra le altre cose L'EDITTO DELLA RESTITUZIONE  prevede il ritorno di tutte le proprietà della Chiesa cattolica, secolarizzate a partire dalla famosa Pace di Augusta del 1555.
Come per incanto tutti i discendenti di quei principi protestanti che avevano fomentato quelle rivolte, sono tutti scomparsi, diventati tutti cattolici.
Quella di Augusta dopo anni di lotta aveva sancito la pace tra cattolici e protestanti. E veniva concessa la libertà di culto secondo il principio del cuius regio eius religio, proprio su richiesta dei Principi protestanti; di poter scegliere quale religione di Stato doveva essere impartita ai propri sudditi. Si sancì allora la definitiva divisione religiosa della Germania, fu rafforzata l'unione dei principati tedeschi, e fu portata alla dissoluzione quell' odiosa autorità assolutista imperiale, sempre combattuta dai principi protestanti ma anche da molti principi cattolici.
Con Ferdinando d'Asburgo la "odiosa autorità assolutista" torna a volteggiare sulla Germania.

"La Pace di Lubecca sancisce il ritiro di Cristiano IV, re di Danimarca, dalla Guerra (danese) dei Trenta Anni. La partecipazione di Cristiano IV alla guerra era stata brevissima, quattro anni appena (1625-1629). In quanto Duca di Holstein e capo della circoscrizione imperiale della Bassa Sassonia era intervenuto nella guerra contando nell'appoggio della Francia. Ma nel 1626 Tilly aveva sconfitto i Danesi a Lutter ed insieme a Wallenstein li aveva inseguiti fino nello Jutland. Per salvare il salvabile il re aveva stipulato la Pace di Lubecca. Ora l'Imperatore Ferdinando II ha a disposizione tre possibili strade: 1. creazione di una monarchia universale asburgica secondo il modello di Carlo V- ma deve scontrarsi con l'opposizione francese e svedese. 2. riforma assolutistica dell'Impero, come gli consiglia Wallenstein. 3. ricattolicizzazione forzata di tutta la Germania. E' quest'ultima la strada che ha intrapreso con l'Editto di Restituzione.(By: Pier Paolo Chiapponi)"


*** G.BRANCA pubblica, Le machine; vi appare anche una rudimentale turbina che gira con la pressione del vapore, ma passa inosservata.

 CONTINUA ANNO 1630 >