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CRONOLOGIA

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(pagine in continuo sviluppo  (sono graditi altri contributi o rettifiche)

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1643

*** IL 
GIANSENISMO - 
*** MORTE DI LUIGI XIII
*** ALL'ALBA DELL'ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV
*** INGHILTERRA: I PARLAMENTARI ASSEDIATI A  BRENTFORD-


*** ITALIA - Nasce dentro la Chiesa la polemica destinata a durare più di un secolo sul...
GIANSENISMO.

(vedi anche i Bollandisti - Acta Sanctorum)

( GIANSENISMO- Dottrina morale e teologica cattolica, attiva soprattutto in Francia nel XVII, risalente al vescovo fiammingo Giansenio d' Y Pres (Cornelis Jansen), e seguita dai religiosi di Port-Royal. Egli nel trattato Augustinus del 1640, attinse ad alcuni aspetti del pensiero di S. Agostino, come la grazia, il libero arbitrio, la predestinazione per teorizzare una dottrina in stretta connessione con la dottrina del calvinismo,e che quindi venne combattuta dai Gesuiti e condannata in cinque proposizioni dal papa Urbano VIII. Alla base di questa dottrina vi era il pensiero che il peccato originale avesse talmente gravato sulla natura umana, da rendere l'uomo incapace di resistere al male attraverso le sue sole forze; solo l'aiuto della grazia divina può salvarlo. Soprattutto ad opera dell'abate Jean Duvergier de Hauranne, il giansenismo si diffuse per tutta la Francia, adottando come roccaforte il convento di Port-Royal, presso Parigi. Nel 1653, in seguito alla condanna da parte del papa, il pensatore Blaise Pascal e il teologo Antonie Arnauld, inervennero a difesa del giansenismo e dimostrarono la falsità delle accuse fatte a Giansenio. )


Una corrente innanzitutto religiosa poi politico-ecclesiastica franco-belga che assunse forme di aperta rottura con Roma e con il papa. Scaturì dalle vicende legate all'Augustinus  di C. GIANSENIO.
Rigorismo devozionale e morale improntato da una fervida attenzione alla conoscenza diretta e interiorizzata della Scrittura, soprattutto del Nuovo Testamento. Con molte concezioni antigerarchiche della Chiesa, appellandosi a un concilio ("Giansenismo appellante") quindi di aperta rottura con Roma. Non mancarono le tendenze apocalittiche e millenaristiche che perdurarono sino alla Rivoluzione Francese.
Roma con sul soglio il pontefice URBANO VIII, condannò l'opera già il 6 marzo 1642, ma pubblicata solo quest'anno il 10 giugno 1643, con la Bolla In eminenti, evidentemente ispirata dai gesuiti.
Non arrendendosi, ma polemizzando contro la condanna, scese in campo A. ARNAULD in un momento di particolare clima antigesuitico diffuso in Francia soprattutto dalle Lettres Provinciales di PASCAL (1656). La polemica sembrò cessare per alcuni anni a partire dal 1669. Ma poi riprese nei successivi anni, quando si affiancarono agli scritti di Arnauld, le Riflexions morales di QUESNEL, condannate nel 1713 anche queste con un'altra Bolla: la Unigenitus.
In Italia si attirò le attenzioni anche il vescovo di Pistoia, SCIPIONE de' RICCI legato alle riforme illuminate, e DEGOLA a Genova durante il democratismo rivoluzionario della Repubblica ligure.

( Pascal Blaise (1623-1662) Già in giovane età è avviato dal padre verso gli studi matematici. A 16 anni pubblica l’Essai pour les coniques e già ventiquattrenne inizia a soffrire di una malattia. Intorno al 1646 conosce i giansenisti Adrien e Jean Deschamps che ne determinano la conversione alla fede giansenista. Partecipando alla vita mondana cerca di dimenticare i suoi affanni, ma non riuscendovi se ne affligge fino alla notte del 23-11-1654 in cui riacquista la fede in Dio. Si ritira quindi a Port Royal dove approfondisce i suoi studi teologici e migliora le sue capacità dialettiche. Pubblica le Lettere Provinciali, capolavoro di stile ed eleganza. Negli ultimi anni di vita si dedica alla realizzazione di un' opera apologetica, I Pensieri, che non riesce a terminare, e che verranno pubblicati postumi. Muore a Parigi dopo avere sopportato con ascetica rassegnazione ogni sofferenza fisica.)

LA MORTE DI LUIGI XIII

*** FRANCIA - Prematuramente, a soli 42 anni muore il re di Francia LUIGI XIII. Lascia vedova Anna d'Austria e il figlio di soli 5 anni, il futuro Re LUIGI XIV. 
La reggenza l'assume la madre, ma il governo effettivo lo affiderà al suo primo ministro cardinale Giulio Mazzarino, che come ha promesso sul letto di morte del padre, si prenderà cura anche della formazione del futuro re. Un potere quello ricevuto ora che Mazzarino mantenne fino alla morte (1661), anche quando il sovrano raggiunse la maggiore età.
Potere che Mazzarino esercitò fedele agli indirizzi politici di Richelieu, ma più portato alla diplomazia e al compromesso. Dal suo predecessore ereditò anche l'impopolarità, le ostilità di alcuni nobili ridimensionati dalla centralizzazione amministrativa o addirittura esautorati dal loro ruolo, e i risentimenti popolari. Ma fece moltissimo per la Francia, scegliendo i più geniali collaboratori, i migliori funzionari, i più validi generali. Questi ultimi quando lui morirà sopravvivranno per alcuni anni, ma quando mancarono, Luigi XIV rimase un monarca ma non più un grande statista.

LUIGI XIV é ora l'erede del trono e vi rimarrà fino al 1715. Un re destinato a incarnare l'assolutismo monarchico in Europa. Quella forma di regime monarchico nella quale il potere è esercitato da un sovrano che si ritiene libero da controlli e condizionamenti da parte di istanze politiche e rappresentative superiori o inferiori. "Libero da vincoli legali" (legibus solutus, onde assolutismo), tale per grazia di Dio e suo rappresentante in terra. 
Un re assolutista che rivendica anche l'autonomia dello stato di fronte ai poteri universalistici della chiesa e dell'impero.
Se a Luigi XIV gli si attribuisce la frase "lo Stato sono io" (e questo lo disse quando venne a mancare proprio Mazzarino e non volle più nominare un primo ministro), Giacomo I Stuart, re di Scozia e d'Inghilterra, era stato ancora più radicale affermando che il sovrano in quanto Imago Dei non doveva rispondere a nessuno dei suoi atti se non a Dio. Tale assolutismo proprio in Inghilterra, prima con Giacomo poi in questi anni con Carlo I (che abbiamo appena letto e che leggeremo nei prossimi anni) provocò quelle forti tensioni che sfociarono nella Rivoluzione Inglese, fino alla sua condanna a morte nel '49. Tensioni che anticiparono (con Cromwell) di quasi 150 anni quella francese.

Luigi XIV rappresentò per la Francia  e per il resto d'Europa la figura del monarca assoluto per antonomasia; nel suo primo periodo di regno perfino soffuso di un'aura sacralità.
Nel secondo periodo invece, a partire dal 1685, quando con i rovesci della sua politica (fatta di prepotenza e arroganza) entrò in decadenza l'autorità e il suo prestigio (e con lui la Francia che lasciò in eredità),  morendo nel suo letto scampò (ma a Parigi fecero festa con i fuochi) alla "bufera"  che mise poi più tardi in discussione il carattere divino dell'assolutismo, ma lasciandolo in eredità ai suoi discendenti, non risparmiò a loro e a molti altri (che sconfinarono anche nel dispotismo, come quello degli zar) di finire o sulla ghigliottina, o con degli attentati, o in massa giustiziati, e i più fortunati prima o dopo deposti e mandati in esilio.
Un po' diverso fu l'assolutismo degli Asburgo; pur con le stesse caratteristiche della centralizzazione del potere, il loro fu piuttosto un autoritarismo, che dovette scontrarsi con lo strapotere degli "stati" in mano alle grandi famiglie aristocratiche, che a partire da Leopoldo I, poi con Maria Teresa, gli Asburgo riuscirono a disciplinare ma mai a piegare né a umiliare, come quei nobili francesi (fra l'altro piccoli) messi all'improvviso tutti dentro in quella prigione dorata che era Versailles, cioè fuori dal mondo reale, che anche in Francia era invece presente, già sulle rive della Senna, nelle campagne, nei porti commerciali e nelle prime fabbriche. Cioè una nuova epoca! Già esplosa quella dell'illuminismo, già in embrione certe ideologie, già in fermento le coscienze.

*** SPAGNA - Nella guerra dei Trent'anni, una delle battaglie decisive tra Francesi e Spagnoli si svolge a Tocroi, nella Francia meridionale il 18-19 maggio. Le truppe francesi con al comando Luis II duca di Anghien, principe di Condè sconfiggono non degli spagnoli qualsiasi, ma i leggendari tercios  di Castiglia, che da un secolo non hanno mai perso una battaglia.
Filippo IV esonera dalla carica di primo ministro il duca Olivares.

Ma anche la FRANCIA a fine anno, subisce a sua volta una sconfitta in Germania. Sono le truppe austriache-bavarese a vincere i francesi nella battaglia di Tuttlingen.
E mentre la Svezia a Osnabruck sta aprendo trattative di pace con i diplomatici imperiali, anche la Francia inizia a prendere in considerazione questa soluzione per chiudere definitivamente la lunga guerra; infatti già il prossimo anno in Westfalia i francesi invieranno dei rappresentanti.  Ma le trattative saranno lunghe, quasi tre anni, mentre il conflitto rimane sempre aperto in entrambi gli schieramenti.

*** INGHILTERRA - Lunga e complessa, sempre più ostinata, ora anche ad oltranza, anche la guerra civile che Carlo I ha scatenato nel suo paese. Le truppe parlamentari contro quelle della corona ottengono una serie di successi a gennaio, maggio e settembre. Poi i realisti con una controffensiva anche loro respingono alcuni a attacchi, poi contrattaccano  riconquistando Bristol. Ma a fine anno nessuno dei due schieramenti hanno la vittoria in pugno.
Il problema della guerra per i parlamentari è quello già visto lo scorso anno; non hanno un esercito cui fare affidamento, ma anche perché lo hanno messo insieme con i contadini o peggio con degli sfaccendati.
Nonostante questo stato di assedio del re, asserragliatosi a Brentford, l'assemblea di 25 pari e 288 membri dei comuni riunitasi a Westminster discute di problemi religiosi ed affronta una serie di riforme, creando una nuova organizzazione ecclesiastica. Viene sottoscritta una "lega e alleanza solenne" che sancisce l'unità delle chiese d'Inghilterra, Scozia e Irlanda.
Sul piano militare si ottiene un disimpegno con l'Irlanda, mentre la Scozia  si schiera con le armi a fianco dei parlamentari. Intanto proseguono gli scontri  fra l'esercito rivoluzionario e le truppe della corona che stanno decidendo di riunirsi a Gennaio a Oxford per poi sferrare il grande attacco.

*** TORRICELLI, segretario di Galileo Galilei, crea il vuoto torricelliano, poi attraverso un tubicino col mercurio anticipa l'invenzione del barometro, ma l'invenzione la perfeziona, la brevetta e poi la commercia DELUC nel 1771

*** DESCARTES pubblica "Principia philosophia" ma dopo i roghi dei suoi colleghi e la condanna di Galileo Galilei, non si espone troppo. In questi anni scrive anche ma non pubblica, la sua opera più importante "Il mondo o trattato della luce" (uscirà infatti solo nel 1868, 230 anni dopo!)

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