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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1661

*** FRANCIA - MORTE DI MAZZARINO
*** L'INIZIO DELL'ASSOLUTISMO DI LUIGI XIV
*** IL GRANDE COLBERT 


*** Muore il cardinale MAZZARINO, il protagonista della politica francese degli ultimi vent'anni; finalmente LUIGI XIV assume il potere in prima persona, non nominando più nessun Primo Ministro. E' in questa occasione che gli viene attribuita la frase "Lo Stato sono io!". Ed infatti nasce lo Stato assoluto del re di Francia, circondandosi di ministri e collaboratori fidati di origine anche borghese. 
Suo principale consigliere JEAN BAPTISTE COLBERT; grande ed abile economista sarà il più valido ispiratore del sovrano nel rivoluzionare molte istituzioni governative e amministrative. Lui il principale artefice della politica economica e finanziaria francese. Chiamata poi "colbertismo".

COLBERT era nato a Reims nel 1619 da una famiglia di grandi mercanti: Entrato giovanissimo in servizio nel ministero della guerra nel 1645, nel 1651 poco più che trentenne divenne segretario di Mazzarino. Abile e geniale, ben presto accumulò varie cariche: di sovrintendente alle costruzioni, alle manifatture, ministro della casa reale, ed infine controllore generale delle finanze. Qui diede il suo grande contributo decisivo nel riordinare le regie tasse spesso non versate non solo da certi appaltatori delle imposte, ma anche da una nobiltà che i titoli li aveva usurpati ma si era allineata a quell'altra numerosa schiera di nobiltà che era esente dai tributi. Colbert li obbligò a pagare e ai riluttanti soppresse i titoli.
Ma la sua politica economica  -nei primi dieci anni di regno di Luigi XIV - fu innanzitutto improntata alle idee e alle pratiche mercantilistiche, rendendo possibile una libera circolazione delle merci, che gli permisero di creare diverse compagnie commerciali monopolistiche, dare impulso alle stesse per costituire basi coloniali (Canadà, Antille, Madagascar, Isole Bourbon, Pondichery in India ecc.) o trattati commerciali, come quelli stipulati con la Russia.
Il "colbertismo" rappresentava un'idea che la prosperità e la potenza di un paese e dei suoi abitanti fossero legate alla massa dei metalli preziosi disponibili. Tale massa, essendo ritenuta stabile a livello mondiale, andava -secondo Colbert- accresciuta a spese di altri paesi. Nacque così un rigido protezionismo che mirava allo sviluppo della flotta nazionale (L'Atto di navigazione di Cromwell, ci faceva quindi capolino) e all'incremento della produzione manifatturiera locale. Ovviamente nacquero una serie di conflitti economici e guerre sanguinose come quelle dell'Olanda (1672-1678).
Le conseguenze furono (quando si esaurì la prima benefica spinta all'interno) quelle di irrigidire nella stessa Francia le strutture e i processi economici riducendo lo spazio all'innovazione.  Colbert con il "suo" governo (con poco spazio agli organi rappresentativi locali e alle aristocrazie, ridotti a "nobili di corte" e perdendo ogni radice politica nei propri feudi) con il suo  "centralismo" creò una rete di  controlli con i suoi intendenti, emanando una serie di minuziosi regolamenti che strozzarono quell'economia liberista che stava già prendendo a modello quella che si stava sviluppando da alcuni anni in Inghilterra.

Il "colbertismo" fu inizialmente prezioso per la Francia, ma poi anche dannoso, quando imitandolo, questo sistema si diffuse  un po' ovunque, soprattutto in Bretagna, nella Franca contea, nelle province del Nord, dove le barriere doganali restarono; proprio quando a seguito di rovesci militari, carestie, epidemia della Francia, con il tempo, avrebbero potuto evitare il crollo della monarchia.
 Più tardi, dopo la grave crisi, alla ripresa economica settecentesca, il "colbertismo" non riuscì a imporsi, e nemmeno ad eguagliare la politica economica mercantilistica britannica, nè a imitare quanto era già stato fatto dalle compagnie Inglesi e Olandesi, perchè questa era già una economia mercantilistica concepita più avanzata, più adeguata ai tempi, che correvano in parallelo  (spesso spregiudicatamente) per allargare sempre di più la propria egemonia, economica oltre che politica.

Colbert comunque non si fermò solo alle imprese commerciali, ma condividendo il classicismo,  partecipò (o forse fu lui stesso l'ispiratore di Luigi XIV)  alla creazione delle grandissime istituzioni culturali della Francia moderna. Morì nel 1683. A Luigi XIV mancò molto il geniale segretario di Mazzarino; dopo un anno non era già più lui. Entra con il suo assolutismo anche nella sfera religiosa (articoli galligani), revoca l'editto di Nantes (1685), sanziona il carattere sacrale della monarchia, si mette contro tutti (Lega d'Augusta), inizia due decennali disastrose guerre; e più che sacrale torna ad essere uno dei tanti "uomini", arroganti, prepotenti, quindi destinato come tanti prima di lui a finire osteggiato e detestato. Quando la reggia fu colpita da lutti, in riva alla Senna i teatri erano pieni; e quando morì accesero perfino i fuochi dalla gioia. Morì solo, con attorno solo i suoi cortigiani, che avevano imparato una sola cosa bene; come incipriarsi.
Quando morì, nel 1715, i debiti della Francia erano superiori alle intere entrate del 1716, 1717, 1718. Ma a Versailles si continuò a ballare spensieratamente per altri 70 anni, fino al 1789. 

Torniamo a questo anno 1661. Con la morte di Mazzarino, Luigi XIV, mira subito al rafforzamento dell'assolutismo, al contenimento dell'autonomia della nobiltà, al rafforzamento dello Stato assoluto.  Tutti i poteri sono ora concentrati nelle sue mani. Caduto nello stesso anno in disgrazia il ministro della finanze Fouquet, prende il suo posto Colbert, iniziando  la sua brillante ascesa politica ed economica nel consiglio del re.
Alla morte di Colbert, Luigi XIV, accentuerà ancora di più questi poteri sottomettendo alla corona non solo la piccola nobiltà, ma anche quella grande, togliendo loro ogni radice politica nei propri feudi, trasformando tutti i nobili in una schiera di cortigiani a vivere  nella grande festaiola "prigione d'oro" di Versailles. A elemosinare, disponibili perfino a fare i servi, pur di poter vivere al di sopra dei propri mezzi e nel babilonica corte.

*** INGHILTERRA - Dopo la fase rivoluzionaria, restaurata la monarchia, con l'incoronazione del figlio di Carlo I giustiziato,  CARLO II STUART, 31 enne, formalmente ritorna sul trono.
Sciolto i due parlamenti lo scorso anno, compresa la Convenzione, costituisce il Parlamento dei Cavalieri,  con la netta prevalenza dei realisti; che approva con il Corporation Act, una élite di magistrati che sono obbligati a prendere i sacramenti secondo il rito della Chiesa Anglicana, e a giurare che prendere le armi contro il re è tradimento.

Non terminano però le profonde divisioni politiche che iniziano a trovare espressione nei due schieramenti che prendono il nome Tories  Wighs.  I primi, espressione dell'aristocrazia terriera legati al potere regio e favorevoli al consolidamento della Chiesa anglicana; i secondi interpreti dei ceti commercianti urbani che invece sostengono la limitazione del potere regio e a una tolleranza religiosa.
I primi prenderanno il generico nome  Conservatori, i secondi  Riformatori (o liberali).
Quando Carlo II inizierà ad esercitare un intransigente assolutismo, verrà meno ai patti sulla questione religiosa, tornando (lui è uno Stuart) a favorire i cattolici e contemporaneamente ad imbarcarsi nella guerra contro l'Olanda (1672-1674), subendo pesanti disfatte. Entrambi le due cose, aggraveranno i suoi rapporti con il parlamento, ostile alla sua politica favorevole alla Francia cattolica di Luigi XIV, per seguire la quale Carlo sciolse nuovamente il Parlamento.

R. BOYLE con Sceptical chimyst, critica l'alchimia dominante aristotelica, rivela la sua "legge sui gas" e apre l'epoca di tutta la chimica moderna, col metodo sperimentale.

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