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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1696

*** VITTORIO AMEDEO "SCACCO" A  LUIGI XIV

*** L'ASCESA DI PIETRO IL GRANDE

 
*** ITALIA - Approfittando di un momento critico della Francia, in gravi difficoltà finanziarie e militari, Vittorio Amedeo II ha saputo cogliere al volo la situazione assediando Casale.
Luigi XIV se non vuole avere - attraverso il Piemonte- una porta spalancata da dove possono entrare i nemici della Francia è costretto a venire a patti con il sabaudo; che non dimentichiamo è dentro nella grande alleanza antifrancese.
Il 29-AGOSTO, con il "Trattato di Torino" i SAVOIA firmano con i Francesi una pace separata dalla grande coalizione anti-francese.
I francesi lasciano Nizza e la Savoia, il Piemonte sabaudo riacquista Pinerolo e ottiene lo sgombero dei francesi da Casale che però rimane ai duchi di Mantova.
In cambio Vittorio Amedeo deve ritirarsi dalla Grande Alleanza antifrancese.
La Francia non più "distratta" da questa guerra di disturbo, ora può con più tranquillità rivolgere le sue armi sugli inglesi. E non sul continente, ma sta un'altra volta progettando di invadere l'Inghilterra.

Guglielmo d'Orange il re d'Inghilterra, che era rientrato per qualche mese sull'isola, forse intuendo le intenzioni di Luigi XIV, preferisce nuovamente rimbarcarsi per l'Olanda cercando di organizzare dal continente l'offensiva sia terrestre che navale contro i francesi.

*** RUSSIA - Dopo essersi unito alla coalizione anti-turca che sta combattendo la seconda guerra turca fin dal 1686, lo Zar Pietro I il Grande conquista Azov  aprendosi così il primo sbocco sul Mar Nero.

PIETRO IL GRANDE (1672-1725) 24 enne, inizia fin d'ora a farsi un nome nella storia. Ancora  associato al malato fratellastro Ivan che morirà quest'anno, ha di fatto già da tempo solo lui in mano il governo del grande stato. Della Russia e dei suoi confini sa già tutto, è informato; lui è una persona intelligente, attenta, anche coraggiosa e quindi non pone limiti ai desideri: di fare ancora più grande la Russia che gli ha lasciato il padre e di fare ancora più grande quel popolo che lo ha scelto e voluto già a 17 anni come zar.

Lo scorso anno con tanta determinazione, aveva già organizzato un'ambiziosa spedizione militare contro l'Impero Ottomano, audacemente quasi dentro il loro territorio che è un punto strategico non indifferente sia per i Turchi che per i Russi. 
Infatti il giovane zar vuole impadronirsi di Azov, dove c'è la grande fortezza turca che vigila e controlla l'ingresso del Mar Nero; tutta una zona sorvegliata dal khanato di Krimea, tuttavia sempre sotto il protettorato turco. Ma non è stata una spedizione molto fortunata per il giovane zar quella dello scorso anno. 
In novembre aveva abbandonato l'offensiva, fatto ritorno a Mosca; ma non si è scoraggiato, anche perché la spedizione non è stata inutile, ora ha le idee più chiare su quel territorio. Fino al punto che quest'anno organizza la stessa spedizione, ma questa volta all'esercito terrestre, affianca una flotta navale. Ed è la strategia vincente. La fortezza di Azov assediata come una tenaglia da mare e da terra cede, si arrende, e la Russia per la prima volta può così accedere al Mar Nero.

Pietro sta iniziando la sua leggenda. E sta anche scoprendo che ci sono "nuovi mondi", che per la Russia di questi tempi, sono i Paesi dell'occidente. Indubbiamente a Mosca gli giungono notizie come si vive a Roma, a Parigi, a Londra, a Vienna. Chi era stato a Parigi, chi aveva visto Versailles, quando raccontava cosa aveva visto, la maggior parte degli ascoltatori era incredula. Meno Pietro che ci credeva, e il prossimo anno deciderà di andare a vedere di persona com'è fatto l'occidente, visitando tutte le capitali d'Europa.
Quando tornò a Mosca le idee le aveva chiare. La sua missione era una sola: quella di fare della Russia una grande potenza militare, politica ed economica e voleva competere anche in magnificenza.
Nel 1703 aveva già fondato la nuova capitale, la "sua" capitale! e il "suo" palazzo reale poteva già rivaleggiare con Versailles: Pietroburgo.
Sembrò un gesto di coraggio solo simbolico, invece Pietro era proprio determinato a portare la Russia a emulare i grandi paesi occidentali. 

Da dove veniva Pietro Romanov ?

Nel 1613 salì al trono per la prima volta la dinastia dei ROMANOV ; una grande famiglia di boiari russi (una nobiltà terriera) che nel "periodo dei torbidi" (dopo la scomparsa di Ivan il Terribile)  fecero ripetuti tentativi di prendere il potere; alla fine ci riuscirono e conquistarono il trono 
Il primo, il capostipite, fu MICHELE 1613-1645, poi il figlio ALESSIO I 1645-1676, poi FEODOR III 1676-1682, poi IVAN V 1682-1689, infine 
PIETRO I IL GRANDE 1689-1725

Lo zar Alessio si era sposato con Maria Miroslavkaja, aveva avuto da lei due figli maschi: FEODOR e IVAN, entrambi molto malati e deboli di mente. Dal matrimonio con la seconda moglie, Natalja Naryskina,  nel 1672 era poi nato PIETRO.
Dieci anni dopo, alla morte di Fedor, nel 1682, era naturale che si scatenasse la guerra per la successione al trono. Negli anni seguenti e per sette anni, la principessa Sofia, sorella di Ivan, esercitò di fatto il potere, ma la sua cattiva politica determinò la formazione di un movimento d'opinione favorevole a Pietro che, appena quasi maggiorenne, a 17 anni salì al potere nel 1689 estromettendo la sorellastra ma associandosi al fratellastro Ivan maggiorenne ma malato e debole di mente, che sopravvivrà fino a quest'anno 1696.

Iniziata da Michele, suo figlio Alessio proseguì l'opera espansionistica sullo sterminato territorio, avanzando a est fino in Siberia e a ovest inglobando l'Ucraina orientale. Quando Alessio morì, questa voglia di espandersi la lasciò indubbiamente nel Dna del suo ultimo figlio Pietro e degnamente anche il regno (fino al 1725) del quale costituì uno dei periodi più ricchi di eventi e trasformazioni della storia russa. 
Dopo la conquista di Azov, Pietro decide di inviare in occidente, in Italia, in Inghilterra, in Olanda dei nobili e dei funzionari a studiare, a vedere, a osservare, per relazionare, riferire.
Poi il prossimo anno partirà lui a vedere di persona cos'era l'occidente.
 
Pietro, dopo aver fatto il suo primo viaggio in Europa, fu tra i maggiori sostenitori dell'occidentalizzazione della Russia; intraprese una gigantesca opera di ammodernamento del paese, riformando l'esercito (con ufficiali provenienti dall'Europa), l'amministrazione (idem), il sistema fiscale (idem) affidando a zaristi governatori locali il prelievo fiscale nelle province,  potenziando il commercio e creando (in Inghilterra era rimasto sbigottito dalla cantieristica e dalle tecnologie)  una potente industria estrattiva e metallurgica nella zona degli Urali; e dopo la conquista delle acque del Mar Nero iniziò a concepire una Marina, che portò poi a potenza marittima quando con la Guerra del Nord, riuscì a strappare agli svedesi il Mar Baltico.  
Oltre questo grande apparato burocratico il controllo sulla chiesa ortodossa divenne totale, perseguitando i tradizionalisti. La Chiesa ortodossa venne trasformata in Chiesa nazionale, strettamente soggetta allo zar (dall'Inghilterra aveva imparato anche questo!).  Che non fu indolore, provocò lo scisma di milioni di credenti, perseguitati spietatamente.

Decisiva per il futuro della Russia  fu anche la sua politica estera, come vedremo nei prossimi anni.

Fra le sue riforme interne più importanti, obbligo anche per i nobili di fornire servizi allo Stato, fondazione di una rete nazionale di scuole tecniche su modello europeo, creazione di un esercito permanente, centralizzazione dell'amministrazione statale.
Consolidando il proprio potere, privò l'aristocrazia terriera di ogni potere politico (qui imitò Luigi XIV), e in cambio gli offrì l'assoluto dominio sui contadini, il cui stato di servitù fu sancito come perpetuo ed ereditario.
Divenne così anche il creatore di quell'autocrazia russa, con un sistema di governo monarchico assolutista (più assolutista di Luigi XIV, perchè divenne dispotico, in una parola "zarista") che durò (anacronisticamente) sino allo scoppio della rivoluzione bolscevica.
La caratteristica essenziale dello zarismo era il potere autocratico, del quale il monarca si sentiva incaricato per volere di Dio.
Abbastanza chiare le sue idee in questa sua frase: "Sua Maestà è un monarca assoluto, e non è obbligato a rispondere delle proprie azioni a nessuno al mondo, ma ha il potere e l’autorità di governare i propri stati e territori secondo il suo desiderio e la sua benevolenza."
Disposizioni (cap. 3, art. 20) di Pietro il Grande, anno 1716;  ancora perfettamente valide duecento anni dopo, fino al 1917 con lo Zar  NICOLA  II, quando terminò in una tragedia la dinastia dei Romanov.

Se lo zarismo cadde, senza entrare in una fase di monarchia costituzionale come era avvenuto altrove in Europa, fu a causa dell’instancabile opera di propaganda, opposizione e terrorismo dei partiti radicali che seppero trasformare una ribellione - quella della guarnigione militare di Pietroburgo - in una rivoluzione che contagiò tutta la Russia. Il primo sintomo dunque di ciò che sarebbe avvenuto in futuro, avvenne dentro l'esercito, uno dei pilastri dell’autorità zarista, che improvvisamente voltò le spalle.
Dall’intellighenzia (*)  nacquero i partiti politici, che si organizzarono in Russia non prima della fine del secolo XX. Ma in questa fase storica le forze che seppero meglio approfittare della situazione ed organizzarsi per ottenere una consistente rappresentanza nella Duma furono i liberali moderati, e non i rivoluzionari radicali.
Queste incomprensioni (paralizzando la vita economica) sfociarono poi negli scioperi dando vita al Soviet, struttura che aveva il compito di gestirli, ma che in futuro sarebbe diventato lo strumento ideale in mano ai bolscevichi per impadronirsi del potere assoluto.
(*)  Il termine "intellighenzia" esordì in Russia tra il 1830 e il 1850, e stava ad indicare quel ceto di cittadini istruiti (zaristi anche loro) e tendenzialmente progressisti che, pur potendo disporre, come detto, di una preparazione superiore non solo alla maggioranza della popolazione, ma alla stessa casta del potere aristocratico e burocratico, restava, come si suol dire, al di fuori della "stanza dei bottoni".
(vedi anche PIANETA RUSSIA )

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