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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1699

*** IMPERO e TURCHIA - PACE DI CARLOWITZ
*** UNGHERIA-AUSTRIA -UNIONE E REPRESSIONE


***  EUROPA ORIENTALE - Termina definitivamente la guerra dell'Impero Asburgico contro l'Impero Ottomano- Il 26 gennaio, Austria, Polonia, Russia e Venezia firmano a Carlowitz la pace con i turchi. Gli Asburgo ottengono l'Ungheria, la Transilvania, la Croazia e la Slavonia.
La Polonia ottiene la Podolia e l'Ucraina. Venezia acquisisce il Peloponneso, mentre la Russia mantiene il possesso di Azov sul Mar Nero.
Vengono così ben definiti i confini del prossimo Impero Austro-Ungarico. Sulla carta però.
All'interno i vecchi principi, la nobiltà terriera, i vari domini signorili, ma anche la popolazione colta, remano contro questa annessione-integrazione, che nulla aveva a che vedere con quella indipendenza a cui miravano da decenni; volevano conservare la propria cultura, le proprie tradizioni, la propria lingua, e anche quella tolleranza religiosa, che avevano imparato dai Turchi, che per 150 anni a Budapest non avevano dato fastidio a nessuna altra religione.
La politica assolutista e cattolica degli Asburgo, suscitò anche l'opposizione armata dei transilvani  in nome di questa stessa autonomia locale ma anche in nome della fede protestante professata.
Proprio l'Ungheria Transilvanica i Turchi l'avevano occupata, ma i magiari transilvanici proprio per quella tolleranza dimostrata cercarono di mettersi sotto un protettorato turco piuttosto che sotto quello repressivo asburgico. 
In seguito ci sarà un allentamento della pressione quando per 50 anni governerà l'imperatrice Maria Teresa (1740-1790) che -piuttosto illuminata- concesse alla Dieta ungarica l'autonomia decisionale,  il diritto di veto, i Comitati.

Ma quando salì sul trono l'Imperatore Giuseppe II (1780-1790) in soli 10 anni di regno, fautore dell'accentramento burocratico e politico (Vienna doveva essere la guida e il centro del mondo per tutti) soppresse le autonomie, i Comitati, impose il tedesco, cancellò cultura, tradizioni, impose in ogni distretto dell'impero la religione cattolica.
Solo dopo la Rivoluzione Francese, seguita dalle guerre napoleoniche, gli Asburgo cercarono in Ungheria la solidarietà in quell'aristocrazia locale, esautorata e abbandonata al suo destino da anni.
Venne poi la Restaurazione, gli Asburgo dimenticarono subito la solidarietà, tornarono a dimenticare il popolo magiaro, gli intellettuali, i nobili di larghe vedute. Rispuntarono i contrasti e le tensioni arrivarono al punto critico, fin quando nel 1848 scoppiò in Ungheria (quindi all'interno di quell'Impero assolutista  guidata dal pugno di ferro di  Metternich) una delle più gravi rivoluzioni;  repressa poi nel sangue, ma che diede fuoco alle polveri di tutta quell' Europa antiasburgica.

L'Ungheria visse poi quella stagione che va dal 1867 al 1918 rimorchiata da un'Austria meno assolutista, accettata con un compromesso (l'Ausgleich) che favorì un discreto sviluppo sociale ed economico, ma con sempre presente quell'anacronistico, ingombrante e arrogante predominio nobiliare, che non causò lotte civili, ma nemmeno favorì una facile e felice convivenza. 
Come in tanti stati d'Europa, a fine Ottocento primo Novecento, anche in Ungheria si formarono quei piccoli gruppi liberali autoritari che condizionarono le scelte politiche; e quando ci fu la scintilla a Sarajevo, questi gruppi (accadde la stessa cosa in Italia) convinti che l'Ungheria ne sarebbe uscita rinforzata come Stato, trascinarono nella suicida avventura asburgica  il popolo magiaro.
 
Nel crollo austriaco gli Ungheresi non ottennero uno Stato potenziato, ma finalmente sorse una Repubblica Democratica indipendente dall'Austria a suffragio universale.
Le vicende tormentate non erano comunque del tutto finite per i magiari. Ma di questo ce ne occuperemo nella prima e nella seconda parte del Novecento.

 CONTINUA ANNO 1700 >