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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1749

*** AUSTRIA: L'ASCESA DI KAUNITZ
*** SI SCOPRE POMPEI


*** AUSTRIA - A mettere sottosopra la pace di Aquisgrana non furono eventi bellici particolari, ma un giovane statista austriaco. WENZEL von KAUNITZ (nato e morto a Vienna - 1711-1794).
34enne già Plenipotenziario nei Paesi Bassi (1745-1746), poi ambasciatore a Parigi dal 1748 al 1751, infine cancelliere dal 1753 al 1792. (83 enne, morì due anni dopo, nel 1794)

Fin da quest'anno (mentre è cancelliere a Parigi, nella "tana" dell'atavico nemico degli Asburgo) diventa fiduciario di Maria Teresa e cerca di convincere l'imperatrice che per riconquistare la sua amata Slesia, dovrebbe cambiare tutta la storica politica asburgica, sempre stata antifrancese. Insinua questo tarlo a Maria Teresa, che pur di ritornare in possesso della Slesia, emotivamente da questo tarlo si fa anche dolcemente rodere; la rapina della Slesia  è sempre stato il suo tormento interiore, ha sofferto moltissimo per quella aggressione del re prussiano, appena salito sul trono ("L'ambizione, l'interesse, il desiderio di far parlare di me, lo imponevano, così decisi quella guerra" scrisse nelle sue memorie che diede a correggere a Voltaire per giustificarsi, ma che Voltaire soppresse ritenendolo un azione non da "re illuminato". Memorie di Voltaire) quindi prepotente, senza dare ascolto alla ragione ma solo al suo spirito ardente, con Maria Teresa debole, poco più che ventenne, appena salita al trono. Quasi un trauma giovanile nel veder aggredito l'impero di suo padre, senza poter far nulla e solo perchè era donna; si ritrovò perfino i suoi parenti contro, per mettersi loro sul trono. 

Quando Kaunitz (non poteva essere diversamente per il rapporto fiduciario che era nato tra lui e l'imperatrice (che conserverà sempre fino alla morte di M.T.) diventa poi suo Cancelliere nel 1753, da abile statista qual'è, insiste nella sua paradossale ma diabolica idea; nel frattempo altre qualità a Kaunitz non gli mancano e se ne serve: cerca di rafforzare lo stato che la sua protettrice con tanta fiducia gli ha affidato e quindi di consolidare innanzitutto la potenza austriaca in tutti i campi, da quello militare a quello religioso, da quello economico a quello culturale.

Ma il suo capolavoro di statista è la realizzazione dell'alleanza con la Francia, che è poi all'origine della guerra dei Sette Anni.
Secondo alcuni storici fu la intrigante Pompadour a influenzare Kaunitz e Luigi XV. Altro protagonista l'abate Bernis, più impiccione della prima.
Ma da come andarono poi le cose, su questa influenza si possono avanzare dei dubbi. Semmai fu l'incontrario. Perchè l'abile statista Kaunitz ne venne fuori vincente solo lui. Riuscì a trascinare la Francia e gli uomini del suo esercito (non motivati, anzi demotivati - basterebbe ricordare la figuraccia fatta a Rosbach davanti ai Prussiani - che ricorderemo più avanti con le memorie di Voltaire) nella sciagurata guerra; permettendo a Kaunitz di riuscire a rafforzare lo stato di Maria Teresae a consolidare la potenza austriaca. Se questi erano i suoi obiettivi, ci riuscì in pieno, si prese gioco della "gonnella" e del "libertino". 
Se l'Austria non era mai riuscita a togliere l'egemonia alla Francia con le guerre, ci riuscì in questi sette anni, stringendo con la corte di Versailles un alleanza. Un patto scellerato, perfino diabolico, che non solo ridimensionò la Francia negli equilibri delle potenze europee, ma la sprofondò in una grave crisi. 

In seguito, dopo la pace di questa guerra, Kaunitz  continuò il suo eccellente lavoro per altri circa trent'anni, rimanendo al suo posto di Cancelliere fino a 81 anni. Sue le moltissime riforme di Maria Teresa ("teresine"), riprese poi anche dal "giuseppinismo", anche se ci fu la diminuzione della sua influenza quando mori l'imperatrice  con l'ascesa al trono appunto di Giuseppe II, che finita la sudditanza alla madre (che non gli concesse mai il totale governo) si mise a fare l'assolutista e il cinico (vedi spartizione della Polonia), fino al punto che Kaunitz insofferente ai suoi metodi, diede le dimissioni, proprio nei tre anni critici della Rivoluzione francese; quando prima Giuseppe II (morto nel 1790), poi Leopoldo fra luci ed ombre nella gestione della guerra antirivoluzionaria insieme alla Prussia, morto anche lui subito dopo nel 1792, Francesco II l'erede andò a rovinare anni e anni di buon lavoro diplomatico del bravo Kaunitz. 
Francesco -rifiutando ogni pacificazione- impegnandosi  sconsideratamente nelle campagne antifrancesi, costarono poi all'Austria mutilazioni territoriali, e lui dovette inchinarsi davanti a Napoleone  perdendo pure il titolo di imperatore; e anche se (con tradimenti e voltafaccia) si prese la rivincita con la coalizione che battè il Corso e riuscì così a sedersi tra i vincitori al Congresso di Vienna, non lasciò buoni ricordi del suo operato, anche perchè sia nelle guerre antinapoleoniche, come negli anni della Restaurazione, si mise sotto l'ala protettrice del diabolico Metternich. Morto nel 1835, Francesco I non fece in tempo a vedere nel '48 il totale fallimento della politica del terrore di Metternich, quando il giovane Francesco Giuseppe lo mise alla porta; purtroppo quando la maggior parte dei danni erano già stati fatti (guerre in Italia, rivolte in Ungheria, sconfitta a opera della Prussia, e rivolte nella stessa Austria). 


*** Iniziano con CARLO DI BORBONE, primo sovrano indipendente di Napoli, gli scavi di Pompei.
 Dopo quelli di Ercolano, la prima città sepolta dal Vesuvio, iniziano anche in questa località gli scavi. Ma iniziano anche i saccheggi, dopo aver scoperto questi tesori archeologici.

La monarchia instauratasi a Napoli con Carlo di Borbone (giovanissimo, 18 enne) ebbe il merito di non ricalcare le caratteristiche delle vecchie monarchie del così detto Ancien Regime, ma di tendere a un graduale adeguamento della concezione del potere inteso come assolutismo illuminato.
La monarchia instaurata a Napoli da Carlo di Borbone viene pertanto considerata dagli storici illuminata e riformista. Le successive critiche nei confronti della dinastia borbonica, sono state invece dirette, per lo più, ai successori di Carlo. (vedi qui  la sua
BIOGRAFIA )


*** BENIAMIN FRANKLIN concepisce il parafulmine. Quest'anno ha solo costruito il suo aquilone per raccogliere l'elettricità atmosferica, nel 1752 realizza il suo primo parafulmine.

*** a Parigi LUIGI XV apre la sua prestigiosa collezione d'arte: IL LOUVRE.

***
VOLTAIRE si reca in Prussia. Vi soggiorna per tre anni, accolto nella corte con tutti gli onori e tenuto nella massima considerazione.
La convivenza con Federico II, pur ammirandolo ancora quand'era giovane e mantenendo sempre con lui una fitta corrispondenza, molte volte sarà burrascosa, anche se il sodalizio durò per trent'anni, fino alla morte del filosofo.

(I fatti li riportiamo nella Biografia di  FEDERICO II IL GRANDE

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