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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1754

*** ROUSSEAU PUBBLICA Pensees de la nature


*** JEAN JACQUES ROUSSEAU con Pensees de la nature accenna all'alienazione prodotta dalla nostra civiltà. Un testo con delle intuizioni straordinarie che sembrano anticipare gli interventi che oggi ogni psicologo espone nei suoi molteplici saggi nell'esaminare la problematica esistenziale dei tempi moderni.

E' l'opera politica di Jean-Jacques Rousseau più famosa del Settecento basata sull'individualismo e sulla concezione della volontà generale del popolo. In questo documento Rousseau espone e nel contempo sostiene la tesi della democrazia diretta contro la pratica della democrazia parlamentare in uso in Inghilterra.

Secondo Rousseau l'uomo è nato libero ma è anche in catene e i  molti che si ritengono padroni di altri uomini in realtà sono più schiavi di questi. Rousseau afferma che non riesce a spiegarsi il perchè di tutto ciò, ma ritiene di avere la risposta a questo problema. Sostiene infatti che è bene che un popolo, costretto ad obbedire, obbedisca, ma è ancor meglio che questo, non appena ne abbia la possibilità, recuperi la sua libertà, con lo stesso diritto con cui gli è stata tolta.

 Secondo il pensiero di Rousseau l'ordine sociale non viene dalla natura,  ma è fondato su delle convenzioni. Il problema politico è per Rousseau quello di trovare una forma di associazione che difenda e protegga con tutta la forza comune la persona e i beni di ciascuno e per la quale ciascuno, unendosi con tutti, non ubbidisca che a se stesso.....Ciò è raggiungibile mediante un contratto con il quale ciascun individuo affida i suoi diritti al corpo politico, espressione della volontà generale.

 Lo Stato, da quanto afferma Rousseau, è prossimo alla rovina non appena cessa l'interesse del cittadino per il servizio verso la comunità. Rousseau combatte con fermezza contro la pigrizia e il denaro affermando per esempio che se bisogna andare a combattere i cittadini pagano delle truppe e rimangono a casa.....date denaro e ben presto avrete catene. Il filosofo afferma ancora che la parola finanza, che è una parola da schiavo, non esiste in uno stato autentico perchè i cittadini fanno tutto da soli senza l'aiuto del denaro. In uno Stato ben governato tutti vogliono recarsi alle assemblee.

 Legge dello stato è la volontà generale che mira al benessere comune e che non va quindi confusa con la volontà di tutti che altro non è se non la mera somma delle particolari e perciò egoiste volontà dei singoli. Forma ideale dello Stato costituitosi sulla base della volontà generale è, secondo Rousseau, la repubblica democratica, alla cui futura realizzazione l'umanità deve continuamente tendere attuandola progressivamente.

I deputati del popolo non sono nè possono essere suoi rappresentanti; ogni  legge che non sia stata ratificata direttamente dal popolo è nulla cioè non è una legge. Alla domanda La libertà si mantiene soltanto con l'appoggio della schiavitù? Rousseau risponde che tutto ciò che non è nella natura ha i suoi inconvenienti. Ci sono condizioni in cui non si può conservare la propria libertà se non a spese di quella altrui e il cittadino non può essere perfettamente libero se lo schiavo non è estremamente schiavo. Comunque sia, nel momento in cui un popolo si dà dei rappresentanti non è più libero.


*** DIDEROT scrive Pensieri filosofici. Un opera polemica e anticonformista; "l' uomo fa parte dell'evoluzione fisica-biologica dell' Universo"
Respingendo le concezioni deterministe; si occupo' con pungente ironia e grande passione etica dei problemi religiosi, politici e sociali; e non rinunciò a credere alla libertà e alla bontà naturale dell'uomo, quando questa é sostenuta da buone istituzioni sociali.

 CONTINUA ANNO 1755 >