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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1755

*** IL CAMBIAMENTO DI EQUILIBRI
***  CORSICA - LOTTA INDIPENDENTISTA
*** DAVID HUME: DISCORSO SULLA MONETA


*** EUROPA - Inghilterra e Impero iniziano ad allontanarsi, mentre proprio gli Austriaci sollecitati dagli intrighi di palazzo a Versailles, aprono trattative a unirsi ai vecchi nemici Francesi.
Nello stesso tempo gli inglesi a Pietroburgo firmano una convenzione: i russi forniranno uomini in cambio di aiuti finanziari.
Gli inglesi iniziano a cercare dei pretesti per attizzare la guerra. Per degli incidenti alle foci del San Lorenzo in America settentrionale, richiamo da Parigi il loro ambasciatore; ed anche senza dichiarare guerra, sequestrano 300 mercantili francesi.
Nell'Ohio sono i Francesi a prendere l'iniziativa attaccando Fort Duquense, sconfiggendo gli inglesi e uccidendovi il loro comandante generale Braddock.
A loro volta i Francesi sono sconfitti dagli inglesi sempre sul fiume San Lorenzo (attuale New York) nella battaglia del Lago George.
I rapporti fra Parigi e Londra diventano sempre più ostili. Intanto dentro le stanze di Versailles intriganti "favorite" del Re e prelati faccendieri, stanno concependo un incredibile piano di alleanze: un rovesciamento delle alleanze.  La Francia e l'Impero Asburgico unite; quegli stessi Asburgo di Maria Teresa che la Francia di Luigi XV ha combattuto dal 1740 al 1748); una guerra disastrosa come perdite di vita umane (50.000) e come costi (350.000 milioni di franchi) cercando di impedire che la figlia di Carlo VI salisse sul trono.

***  La CORSICA  per conquistarsi l'indipendenza  è nuovamente in rivolta contro Genova. Sull'isola viene eletto dalla popolazione corsa il patriota generale PASQUALE PAOLI (1725-1807) sempre protagonista di questa ambita indipendenza.  I genovesi non riuscendo a reprimere la rivolta, nel 1768 cederanno i diritti sull'isola alla Francia. Questa interverrà l'anno dopo con il suo esercito. I Corsi sollevatasi contro i francesi dovettero -dopo 14 di lotta- capitolare alla Battaglia di Pontenuovo. 
Dopo aver condotto una resistenza sulle montagne, il sogno indipendentista degli isolani fu infranto. 
Era l'anno il 9 maggio del 1769. Fra questi partigiani desiderosi di libertà che lottavano fra i boschi e i sassi, c'è anche un giovane irrequieto Carlo Buonaparte aiutante di Paoli, seguito da sua moglie Letizia Ramorino (sposati nel 1764 - 18 anni lui, 14 anni lei); nessuno immagina lontanamente che questa donna porta in grembo da sei mesi il futuro imperatore della Francia.
Infatti il 15 agosto darà alla luce NAPOLIONE  BUONAPARTE (questo il nome originario).
Pasquale Paoli, esiliato tornerà sull'Isola dopo la Rivoluzione francese. Ma si scontrò con la
Convenzione. Sperando di ottenere qualcosa, favorì l'occupazione degli inglesi che crearono una costituzione che prevedeva l'unione personale della Corsica alla Gran Bretagna. Paoli fu deluso per non aver ricevuto la nomina a vicerè. Aveva sempre sperato e lottato tutta la 
vita per questa sua ambizione. Si ritirò nuovamente a Londra dove morì nel 1807.


*** Un tremendo terremoto distrugge la città di Lisbona. Vi muoiono 30.000 persone.
Questa tragedia darà lo spunto a Voltaire nello scrivere Poeme sur le desastre de Libone.  E' lo spunto per aprire la  polemica contro l'ottimismo sovrannaturale leibniziano.
Nel 1759 approfondisce questa critica dell'ottimismo, scrivendo Candido; un piccolo poema che mostra alcuni lati assurdi e anche comici dei personaggi che si muovono continuamente dentro questo ottimismo, per poi arrivare alla fine a "proporre in alternativa una vita semplice e attiva nel mondo più bello possibile".

***
R.CANTILLON elabora con la "Teoria del salario", il mezzo di sussistenza dell' operaio; inizia a sorgere tra gli economisti, il grande problema del secolo: "più salario = più produzione, o l'inverso? (l'espressione usata fu poi questa: "la carota dietro o avanti?").
Un problema ancora oggi non risolto; ovviamente se visto solo da una parte.

*** JEAN JACQUES ROUSSEAU pubblica Origini della disuguaglianza.
L 'Indice dei Libri Proibiti, lo condanno come empio "E' una esaltazione della sovranità del popolo, inalienabile e imperscrittibile, per cui esso può, quando voglia, ritorla ai capi cui l'affidò"
(ne parleremo in seguito con pagine a parte - in Tematica)

***
DAVID HUME pubblica  Storia della religione.
David Hume (Edimburgo 1711-1776), filosofo scozzese che influenzò l'evoluzione dello scetticismo empirismo. Dopo aver studiato giurisprudenza presso l'università di Edimburgo si trasferì a La Flèche, in Francia, dove scrisse il Trattato sulla natura umana (3 voll., 1739-1740), opera che venne però ignorata dal pubblico. Tornato in Scozia, Hume si interessò di etica e di economia politica. I suoi Saggi morali e politici (2 voll., 1741-1742), riscossero, diversamente dal Trattato, un successo immediato. In seguito, pubblicò la Ricerca sull'intelletto umano (1748) e la Ricerca sui principi della morale (1751), entrambe frutto di una rielaborazione dei temi del Trattato
Nel 1752, dopo la pubblicazione dei Discorsi politici, che contengono otto saggi di economia, Hume ottenne un posto di bibliotecario a Edimburgo e poté dedicarsi alla stesura della Storia d'Inghilterra, cominciata nel 1754 e ultimata nel 1761. Nel 1763 si recò nuovamente in Francia, a Parigi, dove venne apprezzato dai philosophes, particolarmente da Jean-Jacques Rousseau, con il quale fece ritorno in Inghilterra; tuttavia, soprattutto a causa della nevrotica instabilità di carattere del filosofo ginevrino, l'amicizia fra i due si ruppe in breve tempo. Negli ultimi anni Hume visse a Edimburgo dedicandosi agli studi e alla cura editoriale delle sue opere. L'autobiografia venne pubblicata postuma nel 1777, come pure i Dialoghi sulla religione naturale (1779).
 

Il testo qui riportato è tratto dai Discorsi Politici;  capitolo: Saggio della moneta 

Moneta, prezzi e benessere economico di Hume

"La moneta non è uno degli oggetti del commercio, ma soltanto lo strumento su cui gli uomini si sono accordati per facilitare lo scambio di una merce con un'altra. L'alto prezzo di una merce determina l'aumento dell'inflazione ed è uno svantaggio per il commercio già avviato e rende gli Stati più poveri in grado di vendere a minor prezzo di quelli stranieri. Con la scoperta delle miniere in America si ha un afflusso di moneta che fa acquistare maggior vigore alle attività commerciali, ma solo intervallo di tempo fra l'aumento della moneta e l'aumento dei prezzi è favorevole alle attività economiche e non lo è in assoluto l'accresciuta quantità d'oro e di argento. Durante il suo percorso per tutta la nazione, la moneta stimola necessariamente l'operosità di tutti prima di aumentare il prezzo del lavoro. Se la moneta è in maggiore o in minore quantità la prosperità di uno Stato non è di alcuna importanza. Una buona politica economica consiste soltanto nel mantenere la moneta  sempre in aumento, poichè  questo modo si mantiene desto lo spirito di operosità nella nazione e si aumenta la riserva di lavoro in cui consiste ogni reale ricchezza e potere. 

Nella misura in cui un sovrano ha un gran numero di sudditi, e questi hanno abbondanza di merci, egli è naturalmente grande e potente ed essi ricchi e felici. I sudditi essendo divisi in numerose classi sociali dovevano avere monete di differente valore e se aumentate le merci, esse diventano più a buon mercato; se aumentato il denaro, esse aumentano il valore. E' evidente che i prezzi non dipendono tanto dalla quantità assoluta di merci e di moneta che si trovano in una nazione, quanto da quella delle merci che si trovano o possono trovarsi sul mercato e della moneta che circola.Se il denaro fosse chiuso in casse, ciò equivarrebbe alla sua distruzione; se le merci fossero chiuse in magazzini sarebbe uguale, perchè non si influenzano reciprocamente. 
Se la moneta nella nazione non aumenta, ogni cosa diventerà più a buon mercato in tempi di laboriosità che in epoche rozze ed incivili.

Con La teoria dell' equilibrio internazionale, la critica è invece rivolta al mercantilismo: "...se i 4\5 del denaro di una nazione fosse distrutto, allora i salari si abbasserebbero ed i prezzi saranno competitivi in ambito internazionale e le casse si riempirebbero come prima. Contrariamente se i soldi di una nazione quintuplicassero, questa avrebbe prezzi troppo alti e quindi gli stessi abitanti sarebbero costretti ad acquistare dai paesi vicini e perderebbe tutti i soldi in esubero. Il denaro in nazioni confinanti si mantiene in proporzione alle arti e alle attività di ciascuna nazione. L'acqua, in vasi comunicanti, rimane sempre al medesimo livello."  (I discorsi di David Hume)

 CONTINUA ANNO 1756 >