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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1760

*** FRANCIA OTTIMISTA - RUSSIA E IMPERO PURE
*** FEDERICO NONOSTANTE BERLINO BRUCIA, VINCE
*** MUORE RE GIORGIO II -  "il suo merito, fu quello di stare nell'ombra"
*** GIORGIO III - "quante cose vide!"


*** GUERRA DEI 7 ANNI -  Se la Francia era ottimista, la stessa fiducia sembra esserci dentro le corti di Russia e Austria, che stipulano un contratto per continuare la guerra contro la Prussia offrendosi reciproca assistenza. Mirano a una sola cosa: distruggere e cancellare la Prussia, far ritornare Federico a fare il semplice elettore di un piccolo principato com'era prima la Prussia.

Gli imperiali in GIUGNO sferrano un'altra offensiva contro i Prussiani in Baviera battendoli
nella battaglia di Landshut, poi il LUGLIO in Slesia fanno sloggiare i prussiani dalla fortezza di Glatz.
In AGOSTO, come sempre guida personalmente l'esercito prussiano Federico II, ma non va solo a cavallo, studia anche strategie, che fa da solo, e inoltre non le fa prima, ma al momento, dopo aver visto il territorio. E sceglie in questo agosto - pur abbandonando e quindi sacrificando Berlino - di scontrarsi con l'esercito austriaco a oriente di Dresda, sconfiggendoli a Liegniz. E' una strategia  vincente che non permette alle truppe austriache di unirsi con quelle russe, che Federico si era lasciato alle spalle, quindi incuneandosi tra i due eserciti. 
Ma ne approfittano proprio i Russi che a fine SETTEMBRE a sorpresa con alcuni reparti di Svedesi penetrano in Pomerania e in OTTOBRE occupano Berlino saccheggiandola e incendiandola.
Federico, dopo Liegniz, ha proseguito sconfiggendo in NOVEMBRE  ancora gli austriaci a Torgau, li ha fatti sloggiare da tutta la Sassonia, si porta sulla Slesia, poi piomba improvvisamente su Berlino costringendo i russi a ritirarsi. 

*** INGHILTERRA - Muore re Giorgio II, gli succede il nipote GIORGIO III. 
Giorgio II, nato nel 1683, era salito sul trono nel 1727, si era sempre occupato assai poco del regno, permettendo però, prima a Walpole, poi ultimamente a Pitt di avere un ruolo di assoluto primo piano nel governo del Paese.
Una condotta questa che non solo ha favorito ai due statisti (e quindi allo stesso Parlamento) in grande misura la gestione di tutta la politica estera inglese, compresa quella economica, ma ha contribuito moltissimo a far nascere la grande ammirazione verso quella monarchia costituzionale inglese, a tutti quei personaggi che negli anni del suo regno (33) sono andati di persona a vedere cosa accadeva al di là della Manica. E uno dei primi a sbarcare proprio nei primi anni di regno di Giorgio II, fu un Voltaire in fuga, dopo aver già passato un anno dentro la Bastiglia, e in procinto di ritornarci dentro, non per aver rubato chissà cosa, ma per aver espresso delle idee. In Gran Bretagna gli si aprì un mondo nuovo. Lo chiamò "uno stato dei bottegai", ma fu affascinato nel riscontrare la giusta considerazione che i "bottegai" davano a tutti quegli uomini audaci che le idee le proponevano, senza aver il timore di finire in una fortezza.

Questo nuovo sovrano GIORGIO III, anche lui principe elettore di Hannover; ma nato a Londra  nel 1738, morirà nel 1820; dopo 55 anni di regno.  Un po' meno assente del primo, vuole partecipare alla guida politica; ma lo fa in un modo maldestro, emarginando i principali esponenti del partito whig, con l'appoggio dei tories; poi con gli appoggi delle clientele, riesce a costituire un gruppo a lui favorevole (i king's friends= gli amici del re); fin quando i wigh  furono eliminati del tutto.

 Controlla così con degli incapaci la politica interna, ma subisce anche i condizionamenti di inetti personaggi.  Ancora in misura maggiore in quella estera. Così l'Inghilterra già dal suo primo anno di regno vide quasi vanificare tutti quei vantaggi politici conseguiti (senza impiegare tante risorse umane) in questa guerra dei Sette anni in Europa, ma soprattutto i grandi vantaggi economici che perse poi nelle colonie americane; dalle rivolte fino alla proclamazione della loro indipendenza.
Nel suo lungo regno, Giorgio III, assistette a tutti i grandi eventi traumatici; a quelli americani, a quelli europei, alla Rivoluzione francese, alle guerre napoleoniche, fino alla Restaurazione. E proprio nel 1815, stanco e malato, abdicò. Morirà cinque anni dopo, nel 1820.
Se volessimo analizzare bene, la politica estera degli "amici" di re Giorgio III, direttamente o indirettamente, implicati o no, loro sono responsabile di tutti gli eventi che seguirono; quelli elencati sopra. Ma leggeremo ancora e nei dettagli, quelli che fecero ripiombare l'Inghilterra nel secolo di Enrico VIII.

Gli uomini del resto erano cambiati, e proprio dopo la sua ascesa al trono, il prossimo anno Pitt ha la sua sconfitta politica, perchè (in verità ribaltando la sua precedente politica) divenne un fautore di un deciso intervento nella guerra europea; cioè correre in aiuto di Federico II in serie difficoltà, anche se non proprio disperate, perchè quello che mancava agli avversari del re Prussiano era l'iniziativa: vincono qualche volta una battaglia, poi non sanno cosa fare. Sono tre alleati che non si parlano, non si conoscono, che non coordinano mai gli sforzi, né hanno una strategia in comune. E spesso in segreto fanno accordi, aprono trattative di pace, gli uni all'insaputa degli altri, si spartiscono i futuri territori ancora da conquistare, e molte volte con lo stesso nemico. Come in tante guerre, confuse, incerte, guidate dal sottobosco politico, quindi senza certezze i politici e gli stessi generali ed entrambi spesso cercano di ricavarsi un futuro, di riciclarsi, tradendo i patti che nelle cancellerie si sottoscrivono, a loro volta tradendo altri patti fatti con altre cancellerie.

Questo a Parigi, a Vienna o a Mosca nel fare il "rovesciamento delle alleanze" non lo avevano previsto? Credevano a Parigi, che i vecchi generali, sistemate le non tanto antiche rivalità belliche (soli pochi anni prima si erano scannati l'un l'altro, 50 mila morti per parte)  cooperassero tra di loro come fare una scampagnata di vecchie glorie?
 
Non lo avevano previsto perché ai generali non chiesero nulla. Ordinarono - da dentro le alcove profumate- solo la direzione da prendere. E spesso senza nemmeno una logistica alle spalle. Allo sbaraglio. Causando a se stessi e alla nazione sventure e danni irreparabili.
Mai l'esercito Francese scese così in basso come nella Battaglia di Rosbach; Voltaire ne fu indignato! Andò a cercarne un'altra simile nella storia, ma non ne trovò un'altra cosi vergognosa. (Voltaire, Memorie)

Federico II, era in una situazione così critica, così intrappolato, che era in procinto di suicidarsi. Poi gli bastò farsi vedere su una collina e senza sparare un solo colpo, 30.000 francesi fuggirono, abbandonando ogni cosa, e alcuni anche la vita.
Nè avrebbero potuto fare di meglio, soldati e generali, visto che erano guidati, o meglio sospinti verso il disastro, dalle "madame" di Versailles, distese nelle alcove libertine.

 CONTINUA ANNO 1761 >