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CRONOLOGIA

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vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1761

*** LA GUERRA IN STALLO
*** AMBIGUE ALLEANZE
*** LA GENIALITA' DI FEDERICO
*** LA PACE DI AMBURGO


*** GUERRA DEI 7 ANNI - Nonostante qualche successo ottenuto lo scorso anno, e nei primi mesi di quest'anno, Federico II non ha cambiato di molto la sua situazione. Anzi in ottobre resta bloccato in Slesia dagli Austriaci.  Anche per l'altra metà del suo esercito la situazione è (apparentemente) critica; è divenuta tale sul fronte  nord-orientale, dove i Russi a dicembre occupando Kolberg in Pomerania (e appare molto strano) non fanno offensive, tuttavia mettono in stallo i prussiani (ma sembra quasi un cessate il fuoco).
 
I prussiani riceveranno inoltre all'inizio del prossimo anno una brutta notizia: l'uscita dal governo di William Pitt, con l'Inghilterra che si disimpegna dagli aiuti finora concessi per la guerra antifrancese.

Per questo drastico disimpegno, due motivi ci sono. Il primo: quella inattività sul fronte nord-orientale di russi e prussiani ha allarmato gli inglesi. Hanno il sentore di una trattativa di pace tra le due potenze. In questo caso finanziare ancora Federico II per fargli continuare la guerra contro Austria e Francia poteva essere molto pericoloso; insieme Prussia e Russia con i denari inglesi potevano diventare una grande potenza, in grado di travolgere e poi spartirsi i domini austriaci, danesi e polacchi, oltre che essere temibili per la stessa Francia e Inghilterra. (in effetti questo sleale patto era stato concepito da Federico prima ancora della sospensione dei finanziamenti).

Il secondo motivo: è che la stessa Francia con un'altrettanto ambigua iniziativa sta trattando con gli inglesi che nell'agevolarla non sono meno sleali di Federico (una slealtà degli inglesi che ebbe serie conseguenze negli anni successivi).

 L'abile architetto di questo piano è il duca di Choiseul. E' lui a fare pressioni su Pitt di abbandonare la Prussia e fare proposte di pace nella guerra Inghilterra-Francia, che Pitt però rifiuta perché esose.
A questo punto Choiseul che ha fatto un "patto di famiglia" con gli spagnoli, segretamente li spinge a dichiarare guerra all'Inghilterra in modo da poter alzare il prezzo delle sue pretese. 
In sostanza Choiseul vuole trascinare la Spagna in guerra in modo che la Francia ne tragga profitto. E nello stesso tempo vuole trascinare l'Inghilterra in guerra contro la Spagna, in modo da alleggerire con gli spagnoli la propria guerra con gli inglesi. Ma se andava bene, il progetto successivo era molto ambizioso e audace. Contemplava un attacco diversivo a Gibilterra, in Giamaica e nel Portogallo, per dividere le forze navali poste in difesa dell'Inghilterra per poi poterla invadere con i 100.000 soldati; non pronti sulla costa, ma per non destare sospetti dislocati e suddivisi all'interno sulla Mosa e sul Reno, pronti a imbarcarsi per l'assalto all'isola.

PITT solo lui dovette intuire questa astuta mossa, quindi allarmato propose al gabinetto di prendere delle misure immediate contro la minaccia di una invasione. Ma non lo ascoltò nessuno. Del resto era stato proprio Pitt nella precedente politica a volere il disimpegno sul continente per impegnarsi solo ad acquisire colonie a spese dei deboli stati europei che si stavano scannando a vicenda.
 Ma quella non era la stessa situazione di ora. E forse Pitt vedeva più lontano degli altri (i debiti e la guerra d'indipendenza. Non molto lontana con i suoi primi atti di risentimento nel 1764 (Sugar Act), poi i climi di tensione sorto, quando i soldati inglesi a Boston nel marzo del 1770 aprirono il fuoco su una folla di coloni che manifestavano ( 5 morti tra la popolazione. Ma i soldati colpevoli furono puniti dopo un regolare processo) o quando nel dicembre 1773 si ribellarono (Tea Party). Poi non vi fu spargimento di sangue nella zona fino al 1775 a seguito di scontri tra "miliziani" coloniali e truppe inglesi in quella che si ritiene la prima vera schermaglia a fuoco con i primi veri morti della guerra di Indipendenza ( Lexington and Concord, Massachusetts Aprile, 1775 ).

Fino a questo periodo, durante la guerra dei sette anni, forse nessun colono americano delle 13 colonie pensava ancora all'indipendenza. Ma dopo la pace di Fontainebleau, anche se la Francia dall'America settentrionale era stata estromessa, ed era in una grave crisi interna e piena di debiti; l'Inghilterra era anch'essa un paese fortemente indebitato; il Parlamento "amicale" (i king's friends) di Giorgio III, d'accordo con il ministro Grenville, decise si imporre nuove (ridicole, pretestuose) pesanti tasse ai coloni nordamericani. Dopo aver rapinato per anni alla Spagna, al Portogallo, alla Francia, all'Olanda le colonie, non trovarono di meglio i conservatori a Londra che andare nelle stesse colonie ad accendere "la miccia" di una rivoluzione. Cioè l'inizio della guerra anglo-americana.

Torniamo a quest'anno. Ad opporsi a Pitt e ai suoi wigh, si scatenarono i tories e gli "amici del re"Pitt fu costretto a dimettersi e il governo si limitò solo a dichiarare guerra alla Spagna il 2 GENNAIO, facendo affidamento solo sulla sua flotta, sugli ospitali porti del neutrale Portogallo, trascurando il resto d'Europa, e guardando solo alle colonie spagnole e a quelle francesi. Per i tories quello era il futuro! Cioè la "vacche da mungere".

Fu così che Federico II fu abbandonato al suo destino nel momento di estremo bisogno. Ma per fortuna si era (slealmente ?) anche lui cautelato, prendendo iniziative di pace con la Russia, che diventarono poi di amicizia quando il 5 GENNAIO del prossimo anno su tutti i campi di battaglia giunse la notizia della morte della zarina  ELISABETTA di Russia; che era  la forza motrice che sosteneva la coalizione antiprussiana.

Ma anche qui abbiamo anticipato troppo. Torniamo sui campi di battaglia di quest'anno.

Sul fronte nord orientale sono in stallo non solo i Russi e i Prussiani, ma anche i francesi e gli imperiali. Sono in disaccordo tra di loro i vari generali, e non riescono a prendere la più importante decisione: quella di sferrare il colpo definitivo a Federico. Ognuno pensa alla sua guerra, non programma le sue battaglie con quelle degli altri, nè unisce quelle vittoriose con quelle dei propri alleati. Quando invece -tutti insieme- potrebbero benissimo chiudere la trappola che hanno messo attorno ai prussiani anche senza averlo strategicamente previsto, confusionari come sono.

Si sta quasi ripetendo la situazione del primo anno di guerra; dopo la battaglia che abbiamo letto nel 1757, narrataci da Voltaire, quella di Rosbach; con Federico solo contro tutti, quasi circondato; poi non solo salvo, ma quasi senza sparare un colpo riprese saldamente in mano la critica situazione.

E se allora fu la fortuna ad aiutare il disperato Federico a uscire dalle "forche caudine", anche in questa circostanza -questa volta non proprio disperata- la  buona sorte è ancora una volta dalla parte di Federico II. 
Si presenterà la fortuna il prossimo anno. Anche se nelle ultime battute Federico ottiene alcuni clamorosi successi, contro eserciti che sono tre quattro volte superiori rispetto al suo.
Tutto questo è dovuto a una nuova concezione della guerra. E a diversi fattori. A parte l'efficienza dell'esercito, ben addestrato e motivato e sotto un unico comando, Federico - e qui rivela il suo genio- nelle battaglie non ha uno schema preordinato, come tutti i generali, ma ha delle fulminee intuizioni nel corso degli avvenimenti, adeguandosi di volta in volta al terreno e al tipo di esercito (non sempre lo stesso, quindi spesso caotico) che ha di fronte. Inoltre ha la mobilità, si sposta con una rapidità altrettanto fulminea e compie dei blitz che scompigliano gli avversari, impreparati a cambiare all'improvviso lo schema imposto dai loro generali, o quello -fisso- imparato nei vari addestramenti.
Perfino negli approvvigionamenti, importanti quanto le battaglie campali, Federico rimandò un attacco per far scortare non da un reparto dappoco ma dal suo intero esercito, 4000 carri di vettovaglie, perchè queste erano preziose per gli uomini quanto le munizioni, se non addirittura psicologicamente ancora più importanti. Una sua frase famosa era questa: "Non trattiamo come animali i nostri uomini, perchè quando abbiamo bisogno di loro, ci troveremo a comandare degli animali".

Napoleone grande ammiratore di tutte le sue battaglie,  imitatore del suo addestramento, dei rapporti umani e delle sue strategie campali, quando poi andò a combattere i Prussiani -racconta nelle sue Memorie-  li temeva e credeva di doversi battere con questo leggendario ed efficiente esercito; ne rimase deluso ma capì anche che  non era più lo stesso esercito, perchè quello che all'esercito prussiano mancava negli anni napoleonici era... Federico.

Ora a parte la sue indubbie virtù già fuori dall'ordinario, ultimo elemento a favore di Federico in questa guerra è che il talento mancava ai suoi avversari, inoltre gli uomini che formavano gli eserciti dell'alleanza non erano motivati. Soprattutto quello francese. Nella coscienza collettiva, dal soldato fino al generale, reminiscenze per nulla ataviche, semmai recenti, quindi presenti nella stessa generazione che ora combatteva, avere a fianco gli austriaci, nemici da sempre, non era semplice modificarne l'imprinting, nè a cancellare le memorie di fresca data con un pezzo di carta-trattato voluto da una diplomazia che lo redigeva fra meschini intrighi e varie alcove note a tutti. Anche il soldato più idiota intuiva che era usato solo come "carne da macello", e non per scopi per far prosperare la Francia.
Ed era dalla famosa guerra di successione spagnola (1701-1714) che era così. Così alla guerra di successione polacca (1733-1738)). Così alla guerra di successione austriaca (1740-1748). E la peggiore di tutte questa, con delle alleanze che sconvolsero e indignarono anche i morti nelle loro tombe. 

Il prossimo anno vedremo come andò dunque a finire, l'ultima di queste sciagurate guerre che nell'arco di cinquant'anni hanno sconvolto le famiglie francesi, coinvolgendovi padri, figli e nipoti. E anche chi non vi aveva partecipato fisicamente  non è che stava meglio. La crisi aveva coinvolto tutti nella mala sorte. Solo a Versailles i balli proseguivano impassibili, e le alcove erano sempre con le lenzuola calde.

G. B. MORGAGNI pubblica "Ricerche anatomiche sulle sedi e cause delle malattie"; di grande importanza nella storia europea della patologia e della sintomatologia medica.

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