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CRONOLOGIA

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PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

vedi stesso periodo "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"

ANNO 1764

*** COLONIE AMERICANE: INIZIO DELLE PRIME RIBELLIONI
*** POLONIA: 
"FINIS POLONIAE"- Il "Liberum Veto



***  INGHILTERRA - Se già il paese era attanagliato da una grave crisi economica (oltre che politica dopo  l'emarginazione dei principali esponenti del partito whig, a renderlo ancora più travagliato ci pensò il Parlamento dei i king's friends (gli amici del re) e il primo ministro GRENVILLE.
 Fortemente indebitato dalla guerra, per recuperare moneta, inviarono il primo boccone "amaro" ai cugini delle proprie colonie, approvando il Sugar Act (la tassa doganale sullo zucchero) per recuperare le spese per la loro difesa. Seguita subito dopo dal Currency Act, cioè la proibizione di emettere qualsiasi tipo di carta moneta a corso legale. Quella che circolava nelle varie colonie più che una moneta erano una specie di buoni  locali che si erano diffusi nei vari stati per la praticità nella circolazione monetaria. La messa fuori legge di questa abitudine, provocò subito la scarsità monetaria aggravando le già forti difficoltà commerciali. In pratica per avere denaro spendibile  bisognava unicamente vendere o comperare in Inghilterra.
Così all'"amaro"  zucchero  si aggiunse pure quest'altra '"amarezza" verso la madre patria aumentando i risentimenti.

Ora dobbiamo fare un salto indietro di 10 anni. Tornare ad Albany, quando nel 1754, alcuni delegati delle colonie del New England, del New York, della Pensylvania e del Maryland  si riunirono per predisporre un piano di difesa contro i francesi cercando anche appoggi presso gli indiani irochesi. (come del resto avevano fatto i francesi con gli algonchini). Si crearono anche rapporti benevoli tra indiani e inglesi, ma per la sete di conquista di nuove terre, finirono di combattere guerre micidiali contro di loro aggravando sempre di più la situazione fra bianchi e pellirosse.
Alla riunione di Albany c'era un famoso personaggio: Benjamin Franklin, che presentò un piano per la creazione di un organo rappresentativo comune di tutte le colonie. Il piano fu approvato, ma non entrò mai in vigore, per alcuni contrasti interni (le varie Assemblee legislative dei singoli stati) oltre il veto del governo reale inglese.
(Ogni colonia però guardava ai propri interessi; e combatteva non solo contro gli indiani per impossessarsi dei loro territori, ma iniziò numerosi conflitti contro gli stessi coloni. Questo prima della guerra d'indipendenza; ma anche dopo non mancarono guerre fratricide fra potenti per farsi fuori l'un l'altro.)

(dobbiamo non confondere la etimologia di "coloni", che molti identificano come poveri contadini lavoranti la terra. I "Coloni" in America erano i proprietari delle Colonie).

Ogni colonia aveva una sua assemblea rappresentativa, i cui poteri bilanciavano quelli del governatore, rappresentante della corona o del proprietario. Dopo la rivoluzione del 1688 l'Inghilterra si sforzò di inquadrare le colonie americane in un sistema imperiale, che assicurasse alle manifatture inglesi un mercato protetto in America e un mercato analogo ai prodotti delle colonie verso l'Inghilterra. Ma non istituì mai un governo centralizzato comune a tutte le colonie. Ne temeva la potenza, perchè già alcuni erano diventati piuttosto potenti.

Seguirono con i primi anni del '700 i vari conflitti nelle varie colonie francesi, ogni colonia inglese spesso si difese o attaccò autonomamente; e anche se le vittorie furono non proprio difficili per le note difficoltà francesi, i nuovi insediamenti contribuirono fortemente ad ampliare i domini della madre patria.  Con la pace di Parigi dello scorso anno, sancito l'effettivo ma anche il potenziale dominio dell'Inghilterra su quasi tutta l'America settentrionale, i Coloni americani sperarono di sfruttare queste vittorie facendo altri bottini di guerra al di là di quella linea che limitava il territorio (in molti casi solo come entità geografica) controllato prima dai francesi e dagli spagnoli. Erano soprattutto quasi tutti territori indiani, tutti a ridosso della Florida, Georgia, Carolina, Virginia, Pennsylvania, New York, Nuova Inghilterra.
In alcuni casi fu agevole insediarsi nelle zone incolte degli indiani, in altri si dovette barattare con loro per farsi cedere le terre migliori (ma gli indiani non conoscevano la proprietà privata e non davano alcun peso ai contratti fatti di carta), mentre in altri ancora ci furono conflitti sanguinosi che li decimarono; come se non bastassero le malattie che i pellirosse contraevano dai bianchi contribuendo così al declino della popolazione locale, mentre viceversa quella dei Coloni e coloni crescevano rapidamente. Nel 1700 i Coloni più i lavoranti "coloni" inglesi erano circa 400.000, nel 1750 erano già 1.400.000, distribuiti nelle colonie della corona, in quelle private (Virginia e Pennsylvania) o in quelle che avevano una relativa autonomia garantita da una "carta" reale (come le colonie della Nuova Inghilterra).
Sia la crescita demografica che quella economica, non meno l'avidità di alcuni grandi proprietari, spinsero i Coloni ad allargare i territori a spese dei pellirosse.

Ma l'Inghilterra si oppose a queste nuove conquiste per evitare altre guerre con gli indiani. 
Ma ora chiedeva  alle colonie contributi per le spese militari, imponendo diritti doganali come se si trattasse di un altro stato. I Coloni si opposero di pagare tasse che non fossero decretate dalle loro assemblee, in nome dei principi della costituzione inglese stessa:
Il motto che circolava era; "niente tasse senza rappresentanza"

A queste autonomie, gli inglesi della madre patria -o meglio i grandi monopoli- iniziarono ad allarmarsi. Alcuni prodotti  nelle colonie in qualche modo venivano creati autonomamente. Si era già ricorso a tanti mezzi per impedirlo, come il divieto assoluto di importare macchinari dal vecchio continente, perché temeva Londra  una dislocazione della produzione; ma l'ingegnosità era patrimonio proprio dei coloni e le motivazioni c'erano tutte.
Del resto nelle colonie,  i tecnici, le maestranze, gli artigiani c'erano, ma quello che mancava erano gli attrezzi del mestiere che non solo non si potevano importare ma nemmeno fabbricare. 
Ma che ora  si arrivasse addirittura a tassare lo zucchero e a impedire di emettere una moneta locale, era una vera e propria minaccia di strangolamento. 
I "mollicci" di Londra avevano dimenticato che a emigrare erano stati i "duri".

Compare a Boston quest'anno The rights og the Britissh Colonies Asserveted and Proved, dell'americano JAMES OTIS. Afferma che "... i poteri del Parlamento inglese sulle colonie sono limitati dalle leggi di natura e di Dio e che quindi il governo di Londra non può imporre tasse senza consenso agli americani".
Non è ancora una dichiarazione di guerra alla madre patria, ma preannuncia già venti di guerra; cioè di rifiutare le leggi che arrivano da Londra a costo di boicottare le stesse merci.
E se prima si erano appellati alla costituzione inglese, ora cominciano a mettere in discussione la costituzione stessa. E fra questi coloni radicali, ci sono quelli della Virginia intrisi di cultura illuministica, come THOMAS JEFFERSON.
La goccia che fece traboccare il vaso, venne poi in prossimo anno, con l'altro famigerato Stamp Act. Iniziano a sorgere i primi focolai di resistenza contro l'Inghilterra, dentro l'organizzazione dei Figli della Libertà.

*** CI SI AVVIA ALLA FINE DELLA POLONIA ( "Liberum Veto" )

***   """" POLONIA: "FINIS POLONIAE": Questa è l'espressione che si dice usò il patriota polacco Tadeusz Kosciusko per commentare la sconfitta di Maziejowize che pose fine all'indipendenza della Polonia. In questo anno ha fine la lunga agonia dello stato polacco. Se l'Impero Ottomano è stato il malato d'Europa durante il XIX° secolo ed i primi anni del XX°, la Polonia è stata il malato d'Europa nel XVIII° secolo. Uno dei germi della sua decadenza risiedono in quella sciagurata consuetudine del "Liberum Veto" che aveva provocato una diffusa paralisi decisionale nella Dieta della Stato polacco. Infatti la mancanza di unanimità (ciascun membro aveva il diritto di opporsi) poteva paralizzare ogni decisione. Numerosi rovesci militari e politici nel corso del XVII° secolo avevano lasciato presagire questo esito oltre alla Guerra di Successione Polacca (1734-1738) ma la situazione precipita decisamente a partire da questo anno 1764.

 Proprio in questo anno il neo-eletto Re di Polonia Stanislao II Poniatowski, favorito della Zarina Caterina II di Russia, cerca di porre un freno all'anarchia e di imporre delle riforme ma la stessa Russia che lo aveva appoggiato ora appoggia i suoi nemici e favorisce la formazione di Confederazioni di nobili, le Confederazioni di Sluzk e di Radom (1767). Queste organizzazioni impediranno la limitazione del "Liberum Veto". 

Un'altra confederazione, quella di Bar, appoggiata dai Turchi verrà invece sconfitta (1768). 
Nel 1772 la Polonia diventerà l'oggetto mediante il quale si impedisce una guerra russo-austriaca giungendo alla Prima Spartizione della Polonia. Questo atto, benchè avversato da Maria Teresa d'Austria, vedrà anche l'Austria parteciparvi suscitando le ironie del Re di Prussia. La Polonia, così amputata della Prussia polacca a favore della Prussia tranne Danzica e Thorn; della Galizia e Russia Rossa a favore dell'Austria; della Russia Bianca a favore della Russia, dovrà anche accettare un diktat politico per cui si impegnerà a non cambiare la monarchia elettiva in monarchia ereditaria ed a mantenere il "Liberum Veto". 

Nel 1791 approfittando della guerra della Russia contro la Turchia e la Svezia, la Dieta dei Quattro Anni promulgherà la Costituzione del 3 maggio 1791 che trasformerà la Polonia in una monarchia ereditaria costituzionale. La Russia ispira una nuova confederazione, quella di Targovica (1792) cui il re sarà costretto ad aderire. Si giungerà così alla Seconda Spartizione della Polonia cui non parteciperà l'Austria ma solo la Russia. I disordini polacchi del 1791-1792 impediranno anche una reazione immediata delle potenze conservatrici contro la Francia rivoluzionaria che avrà sempre simpatia per la causa polacca. L'anno successivo (1794) scoppieranno delle rivolte a Varsavia ed a Vilna guidate da Tadeus Kosciusko che aveva combattuto in America durante la Guerra d'Indipendenza.

Dopo gli iniziali successi i Polacchi verranno sconfitti e si giungerà alla Terza Spartizione della Polonia (1795) che porrà fine all'esistenza dello Stato Polacco. La Polonia ritornerà indipendente solo alla fine della Prima Guerra Mondiale. I Polacchi durante il XIX° secolo costituiranno una diaspora ricca di grandi personalità intellettuali come Chopin, Mickiewicz, ecc... Effimeramente ci saranno dei momenti di libertà come con Napoleone che creerà un Granducato di Varsavia oppure con la rivolta del 1831 ma saranno casi sporadici. (By: Pier Paolo Chiapponi) """"

*** RUSSIA - Caterina proseguendo  la tradizione autocratica di Pietro il Grande, ma innovandola con le idee assimilate dall'illuminismo, dà inizio ad alcune audaci riforme dentro il governo, fa il tentativo di razionalizzare l'apparato statale; compreso quello religioso. Sono appunto di quest'anno i provvedimenti che confiscano le terre della Chiesa. Mentre gli ecclesiastici sono retribuiti con un salario che li rende in completa dipendenza dall'autorità politica.
Una politica quella di Caterina che si sta ingerendo in quella Polacca dove sta scoppiando un conflitto tra le opposte fazioni nobiliari (una è appunto filorussa) dopo l'ascesa al trono di Stalislao  Poniatowski con l'appoggio di Caterina.

*** VOLTAIRE, pubblica Dizionario Filosofico.
 *** CESARE BECCARIA, propugnando con passione umanitaria l'abolizione  della tortura e della pena di morte, pubblica Dei Delitti, delle Pene.

***  WINCKELMANN dà alle stampe Storia dell’Arte. Una esaltazione dell'arte greca.

***  ROUSSEAU, riscrive l’opera di Abelardo (Romanzo sentimentale in forma epistolare) la Nuova Eloisa.

*** A Roma SALVI termina sull'antica fonte romana la costruzione della celeberrima Fontana di Trevi.

*** Destinata ad operare una profonda trasformazione nella manifattura tessile, è l'invenzione del tessitore JAMESS HARGREAVES: la prima filatrice meccanica, la "Spinning Jenny". Anche se è ancora azionata a mano.

 CONTINUA ANNO 1765 >