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(pagine in continuo sviluppo
(sono graditi altri contributi o rettifiche)

ANNO 1776 

SUL COME AFFRONTARE LA FAME DEI POVERI

(concorso)



In EUROPA il  problema della fame dei poveri - un dilemma sociale scottante - é affrontato quest'anno dall'Accademia di Besancon, che mette in palio un premio a chi "inventa" un cibo molto economico. Lo vinse PARMENTIER (già ricordato) con un testo sulla coltivazione e uso della patata; che finora veniva coltivata e usata solo come mangime per le bestie; mentre il 2° classificato é De Rosa con il saggio "Uso della ghianda e altre cose molto utili per il cibo del volgo". Insomma si prendono in considerazione per gli umani poveri che hanno fame dopo 15 ore di lavoro, i cibi finora propinati ai maiali!


Non vinse chi propose l'uso del granoturco, cioè del mais. Ancora sconosciuto per l'alimentazione dei poveri.

IL MAIS americano lo si chiamò (qualcuno lo chiama ancora) "granoturco", quando di turco non c'era proprio nulla, fu chiamato così semplicemente perchè le civiltà precolombiane davano questi chicchi da mangiare a uno strano animale che in Europa era ancora sconosciuto e che gli inglesi chiamarono (e si chiama ancora turkey) tacchino, e quindi i chicchi di mais: gran-turkey, in italiano, grano dei tacchini.
Lo coltivarono per primi nella zona africana fin dal suo arrivo dall'America, perchè cresceva bene, e veniva utilizzato per alimentare - si disse - ".... quella gente nera che sono quasi bestie, e nulla si deve fare per farli diventare civili, ma solo mettere a loro le catene ai piedi"; Marmocchi,  così si esprimeva nelle 100 dispense della sua Grande Enciclopedia del Mondo, ancora nel 1833!

Molto più tardi di quanto si creda, il Mais servì come unico mezzo soddisfare l'alimentazione della classe povera in Europa introducendolo d'imperio. Prima, in qualche piccolissimo orto il contadino, di nascosto ne coltivava alcune piantine; e se veniva scoperto riferiva che era mangime per le bestie, appunto per i tacchini del padrone, o frantumato per le galline;  ma lui sapeva come usarlo, lo macinava fine, poi ci preparava delle grandi polente, mangiandoci però assieme altre cose.

Con la grande carestia del XVIII sec, (e contemporaneamente l'esplosione demografica, che da 145 milioni di abitanti del 1700, passò a 200 milioni nel 1800) fu scoperto dai politici il grande rapporto peso semenza-resa del Mais. Fu così introdotta e iniziata la coltivazione quest'anno 1778; poi con la grande carestia del 1816-1817 divenne un cibo di massa, con un decreto perorato con grande passione dall'economista ADAM SMITH, che abbiamo già conosciuto riguardo alla "cattiva società"; quella "razza" plebea di lavoratori confrontata con quella dei ricchi, ritenuta superiore con le teorie di Spencer.

ADAM SMITH scrive il 1° trattato sistematico di economia politica "Ricerche sopra la natura e la causa delle ricchezze delle nazioni"
ADAM SMITH fra l'altro teorizza con un semplicismo degno di un negriero.
"Il volgo non ha carne? meglio per loro, la carne non è necessaria alla vita, l'esperienza di secoli ci dice che grano e vegetali anche senza la carne sono una dieta ricca, e rinforzante. In nessun luogo - guardate le grandi civiltà - il decoro richiede che per forza un uomo debba mangiar carne. Le vecchie civiltà c'insegnano che il grano e il mais era la dieta più ricca, più sana, più nutriente" (!!)

Adam Smith (Kirkcaldy 1723-Edimburgo 1790), era un filosofo, economista scozzese. Il suo celebre trattato "Ricerche..." fu il primo vero tentativo di studiare la natura del capitale e lo sviluppo storico dell'industria e del commercio tra le nazioni europee, e gettò le basi della moderna economia. Smith, che compì i propri studi nelle università di Glasgow e Oxford, tenne lezioni di retorica e letteratura a Edimburgo dal 1748 al 1751. In questo periodo, si stabilì una stretta collaborazione tra Smith e il filosofo David Hume, un sodalizio che durò fino alla morte di quest'ultimo nel 1776, e che contribuì fortemente allo sviluppo delle teorie etiche ed economiche di Smith.

Smith, fu nominato professore di logica nel 1751 e professore di filosofia morale nel 1752 all'università di Glasgow. Successivamente raccolse gli insegnamenti etici proposti nelle sue lezioni e li pubblicò nella sua prima grande opera, Teoria dei sentimenti morali (1759). Smith conobbe molti dei principali esponenti della scuola dei fisiocratici del continente e fu particolarmente influenzato da François Quesnay e Anne-Robert-Jacques Turgot, le teorie dei quali vennero più tardi adottate in parte da Smith quali basi della propria. 
Dal 1766 al 1776 Smith lavorò alla Ricchezza delle nazioni, l'opera, pubblicata nel 1776, che segnò l'inizio della storia dell'economia quale scienza indipendente.
 La Ricchezza delle nazioni  rappresenta il primo serio tentativo nella storia del pensiero economico di separare l'economia politica dalle discipline connesse alla politologia, all'etica e al diritto. Quest'opera è una penetrante analisi dei processi di produzione e distribuzione della ricchezza economica, e dimostra che le fonti principali di ogni reddito, cioè le forme fondamentali nelle quali la ricchezza viene distribuita, sono la rendita, il salario e i profitti. La tesi principale della Ricchezza delle nazioni è che il capitale viene impiegato nel migliore dei modi in condizioni di non interferenza governativa e di libero scambio. Per spiegare questo concetto, Smith si servì della famosa metafora della "mano invisibile": ciascun individuo che persegua il proprio tornaconto è spinto, come da una mano invisibile, a operare per il bene di tutta la collettività. Ogni interferenza nella libera concorrenza da parte del governo è pertanto quasi sicuramente dannosa.

Il testo che riportiamo è tratto dal IV libro de Ricchezza delle nazioni e presenta una critica del sistema commerciale o mercantile , ovvero della teoria e della politica economica del mercantilismo.

""E' una nozione comune che arricchirsi vuol dire fare denaro;  ricchezza e denaro sono, nel linguaggio comune, considerati sinonimi sotto ogni aspetto. Altri tuttavia ammettono che in un' ipotetica nazione separata dal resto del mondo non avrebbe alcuna importanza la quantità di moneta che circola in essa, bensì essa dipenderebbe interamente dall' abbondanza o dalla scarsità di beni di consumo. Diversamente accade per i paesi che hanno rapporti con nazioni straniere e sono costretti a fare guerre, dovendo, per pagare queste ultime, accumulare oro e argento in patria. In conseguenza di queste credenze popolari tutte le nazioni europee hanno studiato ogni mezzo possibile per accumulare metalli preziosi nei loro rispettivi paesi, introducendo  proibizioni. Innanzi tutto l' esportazione di oro e argento  spesso aumentava la quantità degli stessi nel regno, in quanto le merci acquistate dall' estero possono essere riesportate e vendute con grossi profitti.  Secondo, la dispersione di metalli preziosi avviene facilmente attraverso il contrabbando che è tenuto sotto controllo dalla bilancia commerciale. Si arriva ad una situazione di bilancia economica quando si importa per un valore maggiore di quanto si esporta, viceversa ci si trova con una bilancia creditoria  verso le altre nazioni, necessariamente saldata in oro e argento, aumentando quindi la quantità di metalli in quel regno. Così l' esportazione risultava oltre che effettiva più pericolosa e costosa. Inoltre si asseriva che l' alto prezzo del cambio dovesse aumentare una bilancia economica non favorevole, provocando una perdita di una maggior quantità di metalli preziosi. Bensì esso funziona come un' imposta, facendo aumentare il prezzo delle merci estere e diminuendone conseguentemente il consumo. In Francia e in Inghilterra le limitazioni nel campo dell' esportazione furono solo inerenti ai rispettivi coni, quella di lingotti e moneta estera era libera. In Olanda questa libertà fu estesa anche ai coni del paese, fu quindi spostata l' attenzione dai divieti di commercio alla considerazione della bilancia commerciale. Da una cura vana ci si rivolse ad un' altra molto più complicata e altrettanto vana.  L' importantissimo commercio interno in cui un uguale capitale dà il massimo redito e crea la massima occupazione alla popolazione del paese, fu considerato solo sussidiario al commercio estero. [...] 

"La libertà di commercio fornirà sempre ciò di cui si ha bisogno senza alcuna cura governativa. Quando la quantità di oro e argento in un paese eccede la domanda nessuna vigilanza può impedirne l' esportazione. E' il caso di Spagna e Portogallo dove ciò fa cadere il prezzo di tali metalli. Se essi dovessero scarseggiare vi sarebbero più espedienti per surrogarli, mentre così non è per le merci. Esse possono servire a molti altri scopi oltre all' acquisto di moneta, ma quest' ultima non può servire ad altro che all' acquisto di merci. Inoltre in ogni paese la quantità di una merce è limitata dall' uso che se ne fa ed è assurdo averne in eccesso. Quindi la quantità di moneta è regolata dal valore delle merci che circolano con essa, ed aumenta proporzionalmente. Trattenere oro e argento in eccesso è assurdo come cercare di aumentare il buon umore delle famiglie obbligandole a tenere un numero superfluo di utensili da cucina." (Dal IV libro de La ricchezza delle nazioni di Adam Smith).

Questo in teoria; che sembra di solidarietà. Ma è anche opportunistica di un certo ceto.

Ritorniamo alla carestia e alla quelle frasi di Smith  lette all'inizio, di mangiar solo cereali, e che alcuni presero alla lettera, anche con il mais. I piccoli veri contadini (i piccoli proprietari) dalla carestia ne vennero fuori indenni perché un po' di verdura la mangiavano sempre; mentre invece nelle grandi fattorie dove era impiegato molto personale e così nelle città, dove frutta e verdura era usata pochissimo, questo tipo di alimentazione -che gonfiava solo la pancia dando un senso di sazietà - provocò una piaga dentro la società, ma anche vere e proprie piaghe sulla pelle; era la famigerata "pellagra"; la carenza di niacina, una importante vitamina, che provoca questa malattia terribile; la disquamazione della pelle e delle piccole ma fitte piaghe sulla stessa.

I piccoli contadini si salvavano bevendo quel "vino acidulo fatto con i miei piedi" (che ha presente un buon apporto di questa niacina e altre preziose vitamine), mentre le civiltà precolombiane da dove proveniva il mais non conosceva questa malattia perchè contemporaneamente nella loro dieta consumavano abitualmente e abbondantemente pomodori, peperoni e molta verdura; ma questo Smith lo ignorava, come lo ignorava chi decretò la legge " ...per il bene del popolo, la coltivazione intensiva e industriale del granoturco sia estesa in tutte le contrade".

Furono mobilitate tutti i preti delle parrocchie nei più sperduti villaggi per incentivare la produzione di mais in modo da riempire la pancia dei poveri con la "polenta". Dovettero fare proprio un buon lavoro. Dove c'erano molti preti, lì la pellagra attecchì di più. Come in Veneto

E altrettanto lo si fece poi con la patata. Ma era un alimento quest'ultimo che se non era ben conservato diventava ancora più micidiale.
Nella patata, si sviluppa per ereditarietà nel tubero (quindi il successivo raccolto é tarato) una potente tossina che conduce alla morte. In Irlanda morirono a milioni, l'Isola fu quasi spopolata, mentre il grano che coltivavano finiva per legge tutto in Inghilterra, alla Corona Inglese.
(era migliore quella legge emanata da Federico II in Prussia; com'era solito, visitava di persona tutte le campagne. Quando si accorse che le galline razzolavano per i campi, e alla sera deponevano le uova, e che con un paio di queste si faceva cena ed era un alimento completo, obbligò ogni famiglia di cinque persone ad allevare minimo 10 galline").

*** LAVOISIER dal suo grande arsenale chimico specifica le proprietá dell' ossigeno. Mentre SPALLANZANI spiega il sesso degli anfibi

 CONTINUA ANNO 1777  >