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CRONOLOGIA

20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
O A TEMA
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 1 d.C.

( La notte del <13 e del 14> novembre dell'anno 7 a.C. )
 

SULLE GUERRE, LA POLITICA  E L' OPERA DI AUGUSTO VEDI QUI RIASSUNTO DAL 29 a.C. 13 d.C. 

L' 1 d.C. è l'anno tradizionale della NASCITA DI CRISTO ricostruita (ma errata - vedi nel 540 d.C.) da DIONIGI IL PICCOLO e poi adottata (errata anche questa) come inizio dell'era cristiana dal monaco BEDA il Venerabile nel 725 d.C.

RIPERCORRIAMO BREVEMENTE  
L'ITALIA ANTICA
DAL 753 a.C. ALL' 1 d.C 

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Quest'anno a Roma, sono consoli C. CESARE (nipote di Augusto) e EMILIO PAOLO. E' intanto in atto una lotta dinastica in Armenia fra ARZABARZANE-ARTAVASDE due ambiziosi successori di TIGRANE che si affrontano ripetutamente per dominare questo territorio.
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NASCITA CONVENZIONALE DI GESU' CRISTO

(vedi anche "NASCITA DEL CRISTIANESIMO"
"DALLE ORIGINI AL MONACHESIMO")

La data tradizionale della nascita di Gesu' Cristo, fu fissata dal monaco Dionigi il Piccolo nel sec.VI per servire quale punto iniziale dell'era cristiana, ed è tuttora in uso; ma questa sembra sia stata soggetta a taluni errori. Secondo alcuni storici si tratta di uno scarto di circa 4 anni, per cui tale nascita sarebbe avvenuta nel 4 a.C. prima della morte di Erode I il Grande, in concomitanza con la narrazione evangelica, secondo la quale il Bambino nasce quando Erode e' ancora vivo tanto da permettere a costui di ordinare la strage degli innocenti, che pero' sempre secondo il Vangelo (Matteo 3,16) essendo rivolta a tutti i bambini da due anni in giu' potrebbe spostarsi di altri due anni indietro (quindi nell'anno 6 a.C. - Cioè quando Erode ordina la strage e nello stesso anno muore, Gesù aveva già 2 anni)

Di Erode oggi sappiamo perfino quasi il giorno della sua morte, avvenne si racconta verso il 4 a.C., pochi giorni prima di una eclisse di Luna. Sul computer - nella simulazione retroattiva- abbiamo rintracciato questo eclisse; avvenne (sulla coordinata Palestina) esattamente il 13 marzo del 4 a.C.

Del resto abbiamo  un'altra fonte "storica". Nel Vangelo di Luca, nel secondo capitolo, lui scrive che Gesu' era nato durante il censimento di Quirino governatore della Siria nell'anno 6. E fino ad oggi ci sembrava anche questa data oggetto di confusione successive, quindi errata,  perche' Quirino era governatore nel 6 d.C. e fece proprio un censimento in quell'anno. Ma oggi sappiamo che ne aveva fatto un altro nel 6 a.C. non come governatore ma come semplice funzionario, affiancando Sanzio Saturnino; di qui l'ipotetico errore di Luca che dimentica di dire funzionario al posto di governatore mettendo in imbarazzo i successivi storici che per secoli hanno ignorato l'altro censimento, quello da lui fatto nel 6 a.C. Proprio quando era nato Gesù.

Ma abbiamo sempre un anno che ci manca, e questo è da attribuire sia alle molte modifiche del calendario (quello romano, quando Cesare cercò di imporre quello egizio-solare) e sia perché la nascita di Gesu' era da circa un secolo, fino al 329, celebrata dalla Chiesa Ortodossa il 6 gennaio (e viene celebrata ancora tutt'oggi - Nel 1917 la Russia politica ha adottato il nostro calendario, mentre la Russia religiosa lo ha del tutto ignorato - come si vede ogni Paese e ogni istituzione fa quello che vuole anche nel computo del tempo).

L'accenno a una modifica avvenne da parte di Elena, madre di Costantino, che nel 327 si era recata in Palestina alla ricerca di testimonianze del cristianesimo ascoltando in loco le tradizioni orali e le narrazioni leggendarie, quelle che poi da quel momento assumeranno grande importanza nella tradizione popolare e religiosa fino al Medioevo per poi proseguire fino ai nostri giorni (con le discordanze da paese e paese, e anche da Vangeli e Vangeli (gli apocrifi - anche questi scelti da uomini (monaci, papai, ecc,) che hanno detto questo è giusto e questo è sbagliato). Ad Elena  dobbiamo infatti la presunta scoperta dei frammenti della croce, la presunta capanna della natività, la costruzione del Santo Sepolcro e pure il nome alla località, detta Terrasanta, che da quel momento inizia a diventare meta di pellegrinaggi. Una Gerusalemme di cui i cristiani si erano impossessati solo nel 135, a spese degli Ebrei che erano stati sterminati e cacciati dal territorio da Adriano (vedi anno 135).

Nell'anno 330 (vedi) , in concomitanza delle solenni cerimonie e consacrazione della nuova capitale dell'impero detta Roma Nuova (edificata sull'antica
Bisanzio,  poi chiamata Costantinopoli), per volontà di Costantino viene per la prima volta celebrato su tutto l'impero e quindi anche a Roma nel giorno del "Natale Invitto" (che d'ora in avanti lo sostituisce col "Natale" cristiano) la nascita di Gesu'. In pratica si decise di anticipare nello stesso anno al 25 dicembre quella del 6 gennaio dell'anno 331. Cioe' fu celebrata nello stesso anno 2 volte la ricorrenza, e quest'ultima, quella del 25 dicembre, la si fece coincidere con la tradizionale festa pagana della "Nascita del Sole".
Questa doppia celebrazione in un calendario che era ancora conteggiato come il 1079 (anno della fondazione di Roma) fa trasformare l'anno che diventa virtualmente così il 1080. Ecco quindi il conteggio errato e quindi il settimo anno che ci manca e che farà coincidere quell'evento astronomico che accenneremo verso la fine di questa pagina ; cioè la stella o la presunta e fantomatica cometa di Betlemme che... cometa non era.

Il 25 dicembre, questa ricorrenza della Natività come giorno del mese ma non ancora come anno (dato che questo fu conteggiato erroneamente come già detto sopra) è una data simbolica che si collega al solstizio d'inverno e a una festa pagana romana di epoca imperiale. Il Natale dell'Invitto, che altro non era che il Sol Invictus, divinità solare di Emesa, ovvero il "giorno del nuovo sole" fissato al 25 dicembre, introdotto dall'imperatore Aureliano nel 274 d.C., (
VEDI PER ULTERIORI NOTIZIE) che aveva costruito a Roma anche un tempio in suo onore nel campus Agrippae, oggi Piazza San Silvestro. Un periodo questo a Roma dove fin dai tempi delle campagne di Giulio Cesare in Egitto era già penetrato e in uso il culto del Sole, compreso il calendario egiziano. Cesare infatti aveva fatto trasportare a Roma non solo gli obelischi di Heliopolis e di altre città egizie  ma si era portato dietro anche i sacerdoti del culto di Helios, che nella capitale trovarono subito dei seguaci che adottarono (anche se molti anni dopo) , dopo aver abbandonato l'anno lunisolare di Numa, l'anno solare degli Egizi.

L'anno (senza seguire le fasi della luna) gli egiziani avevano scoperto era di 365 giorni, l'avevano diviso in 12 mesi assegnando ognuno 30 giorni; ottenevano così 360 giorni, alla fine aggiungevano 5 giorni e ricominciavano da capo. Era molto semplice, e anche quasi perfetto, per far coincidere puntualmente i quattro periodi in cui gli equinozi e i solstizi vanno a formare le quattro stagioni.
In circa tremila anni non fu mai modificato fin quando ci si accorse che l'anno era di 365,25 (cioè un quarto di giorno in più ogni anno). Questo fu poi quello introdotto a Roma da Giulio Cesare (anno "giuliano"). I cinque giorni egiziani servirono per fare mesi di 30 e 31 giorni. Cinque mesi avevano 30 giorni, sette mesi 31 e uno di 28 (a quest'ultimo ogni 4 anni si aggiungeva un giorno) e il mese diventava "bisestile". (bi-sesto, perchè era l'intercalare aggiunto al sesto giorno dell'inizio di marzo. Oggi invece lo aggiungiamo al 28 del mese di febbraio). Ma anche questo "anno giuliano" non era astronomicamente del tutto preciso per una manciata di minuti che però nei secoli diventavano giorni. Con la riforma del calendario operata nel 1582 da Papa Gregorio (e da lui prese il nome come "anno gregoriano") furono aboliti 10 giorni che si erano nel ritardo accumulati e fu stabilito che l'anno bistestile non lo si applicava negli anni secolari, esclusi quelli divisibili per 4, come l'anno 1600, il 2000, che sono appunto bisestili.


Nei secoli precedenti sempre per volere di Costantino, nel 321 era avvenuto anche un altro cambiamento, quello del nome del primo giorno della settimana; infatti, lo si chiamò dominus, (da dominio, signore, quindi domenicus, domenica). Per motivi politici-religiosi di quegli anni e poi anche di quelli che seguirono sui territori del nord Europa (l'arianesimo e il laicismo) l'imposizione ortodossa prima, e quella cattolica poi, non riuscì, si continuò a chiamare la domenica il "giorno del Sole", infatti, sia in tedesco che in inglese, ancora oggi, la domenica è la "festa del giorno del Sole", l'attuale  sun-day e soon-tag

(Da notare che ancora nel 1527 in alcune valli montane del Trentino Alto Adige (Val Tesino), in isolate sacche di popolazioni di origine latina-romana, si celebrava, con l'orrore del Vescovo di Feltre (che la visitò per la prima volta, e la vietò, pena la scomunica),   il 25 dicembre la Nativita' del Sole. E ancora oggi in un paese altoatesino nella Val Venosta si celebra dopo la notte del 24 dicembre la "nascita del Sole". Del resto anche la domenica,  in tutto l'Alto Adige continua  tutt'oggi a chiamarsi "giorno del Sole" = cioe' sontag)

La Domenica, questo primo giorno della settimana fin dai tempi babilonesi ed egiziani, era gia' chiamato giorno del Sole, seguiva quello della Luna (lunedi) e poi quelli dei cinque pianeti fino allora conosciuti : Marte, Mercurio, Giove, Venere, Saturno. Il 7 marzo del 321 d.C., fu imposto il nome Domenica da Costantino che lo dichiarò per legge, giorno di riposo civile, fino allora lavorativo per tutti. Infatti il suo editto lo cita appunto come "il venerabile giorno del Sole" (anche se  in molte regioni orientali già era tradizione il riposo nel primo giorno della settimana. (Negli atti degli Apostoli (anni 40-50) Luca dice appunto "Nel primo giorno della settimana, quella festiva, ci eravamo riuniti....ecc. ecc.)
Chiaro però nella volontà di Costantino, anche se distinguendosi nel giorno, quella di imitare la religione ebraica che a sua volta seguendo l'Antico Testamento celebrava la giornata festiva e quindi il riposo settimanale nella giornata di Sabato, verosimilmente derivato dal giorno del plenilunio (luna nuova)  dagli antichi babilonesi   chiamato sabpatu' ma da questi celebrato ogni 15 giorni e non ogni sette.

Comunque a questa tradizione cristiana (gli ebrei non hanno mai riconosciuto la venuta di questo Messia) la nascita di Gesù è pure in comune (cioè imitata) con l'antica religione degli eredi spirituali di Zoroastro; questi si tramandavano di padre in figlio uno scritto attribuito a Seth dove si profetizzava (vedi iscrizione sotto) l'apparizione di una stella lucente il cielo, e vi erano scritte le istruzioni sui doni da offrire al Salvatore in quel fatidico giorno. Ricordiamo che a Seth, figlio di Adamo, l'antichità giudaica attribuiva l'invenzione della scienza astrologica. Ma sappiamo questa essere di origine babilonese (al di la' dell'Eber o Eufrate o Giordano). Per questo motivo nel vicino Oriente Seth venne facilmente identificato con Zoroastro cui si attribuivano dottrine di origine caldea, i cui scienziati erano considerati i veri padri dell'astronomia (attenzione non dell'astrologia). Ed infatti un eco dell'attribuzione si trova nel "Vangelo arabo-siriaco dell'infanzia" dove la predizione della venuta del Messia è attribuita a Zaradusht-Zoroastro che riporta questo passo: "...e vennero a Gerusalemme dei Magi.... come aveva predetto Zaradusht".

Per quanto riguarda l'individuazione dell'anno, proseguendo la ricostruzione storica-politica fatta nelle prime righe di sopra, oggi ci viene in aiuto proprio il Vangelo di Matteo, che in merito contiene  tali precisazioni astronomiche che si possono definire come  veri contributi a un trattato di astronomia anzichè   leggenda-tradizione. Matteo, uomo istruito, formatosi alla scuola dei Caldei (che erano a quei tempi i più competenti in materia di corpi celesti - caldeo era sinonimo di astronomo) descrive quell'evento in modo preciso,  che oggi possiamo ricostruire al computer con un buon programma grafico che ci permette, trasportandoci indietro nel tempo, di rivedere la volta stellata di quel periodo. Nella ricerca retroattiva si cerca di capire quale poteva essere la stella che accompagnò i re magi verso il luogo dove era nato Gesù e se quella "stella di Betlemme" poteva essere quella Cometa che nell'immaginario collettivo popolare dei successivi secoli (ma a partire solo dal 1300) si è poi radicata come un fatto veramente accaduto in quella lontana notte.

Storicamente è da escludere, perché non si parla in nessun testo religioso sia occidentale che orientale di una simile  apparizione celeste, nemmeno i Vangeli di Luca, Marco e Giovanni (escluso quello di Matteo citato) che non accennano non solo alla cometa ma non fanno alcun riferimento nemmeno a una stella. Tutta la storia della cometa nasce da un quadro di Giotto, che nel 1301 alla Cappella degli Scrovegni; accanto alla Natività, lui dipinge l'Epifania e inserisce sopra la capanna una cometa. Per un motivo molto semplice, realistico, contemporaneo al suo tempo, infatti proprio in quell'anno 1301, a Dicembre, poco prima della data della tradizionale natività, apparve in cielo la famosa cometa di Halley (allora molto luminosa e appariscente); fenomeno celeste che nulla ha però a che vedere con la famosa data della nascita di Gesu', e che oggi con la ricostruzione computerizzata dei movimenti celesti,
sappiamo che la cometa Halley era comparsa 66 anni prima della nascita di Cristo, e ricomparve poi nell'anno 10 d.C. Del resto il racconto sulla Natività ci narra solo ciò che scrisse Matteo quando nel suo Vangelo parla di una grande stella luminosa in cielo. Ma si trattò più semplicemente della congiunzione tra Giove e Saturno
, che per diffrazione della luce (5 volte di piu' della somma delle due sorgenti luminose prese singolarmente) appare in cielo quasi come una unica stella; un fenomeno che avviene ogni 854 anni.
Questi due pianeti contemporaneamente appaiono in cielo vicinissimi e sempre di più lucentissimi. Le due stelle si stavano avvicinando da varie notti, e solo quando furono vicinissime si cominciò a notarle. Osservando il fenomeno  della congiunzione, si ha l'impressione di una grande stella doppia, oppure che sia nata una nuova stella tanto è luminosa in cielo; tanto da confonderla i cinesi (che puntualmente registrarono nei loro annali questo fenomeno!) come una stella supernova. E tale fu considerata fino a poco tempo fa, visto che gli annali cinesi (pur confondendosi anche loro) la registrano proprio nel corrispondente anno 7 a.C., dandoci conferma di questo curioso luminosissimo fenomeno in cielo, ma anche l'anno 7 detto sopra all'inizio.

Si trattava invece come abbiamo detto, della "grande congiunzione" (astronomica) . Ma era anche il tanto atteso (leggendario) evento che aspettavano i tre saggi sacerdoti-astronomi di origine babilonese (I Magi,  non dimentichiamolo erano i sacerdoti che custodivano il sacro fuoco di Zarathustra -vedi il 250 d.C.),

Babilonia

L'evento  aveva - come abbiamo ricordato sopra - un particolare significato religioso profetico. Infatti Giove era la stella simbolo del dio babilonese Marduk, e Saturno era la stella simbolo d'Israele. Questo significava sia per gli uni sia per gli altri la tanto desiderata riunificazione religiosa dei due grandi popoli in perenne attrito. L'evento interpretato era quello dell'ebraico messaggio: " A Betlemme piccola terra di Giuda nascerà (fra 7+7+7 e 14+14+14 generazioni) il Capo (Messia) che guiderà il mio popolo". I Giudei ravvisarono in questo evento quanto predetto nell'Antico Testamento, mentre gli Israeliti... (nella diatriba tutta politico-religiosa fra i farisei ed i sadducei, -farisei che in parte (Gamaliele, Giuseppe d'Arimatea, Nicodemo - poi diventeranno discepoli di gesù)- e la situazione che si venne a creare dopo la morte di Salomone,al 926 a.C. quando dieci tribù d'israele non riconobbero la discendenza dinastica e si staccarono formando così il regno del nord (d'Israele) contrapposto a quello del sud (di Giuda), regni che furono poi distrutti nel 740 a.C. dagli Assiri (Israele) e nel 586 a.C. dai Babilonesi (Giuda). biblia docet.) negarono questo "arrivo" (infatti furono poi loro, più tardi a far condannare Gesù come impostore).

Torniamo al fenomeno. Matteo scrive" I Magi partirono verso occidente seguendo la direzione della grande luminosa stella, che indicava loro la via verso Gerusalemme, ma non trovarono colà nulla. Sostando nella notte e con gli occhi fissi nel cielo, si accorsero che la stella questa volta indicava la nuova direzione, verso sud, verso Betlemme".

(per la precisione "Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo. - Gli risposero. A Betlemme..... Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finchè giunse e si fermò sul luogo")

In effetti i due pianeti astronomicamente parlando sono disposti est-ovest (vedi immagine all'inizio)  poi quasi si incontrano, e sembrano fermarsi, e in questa fase irradiano nel cielo un grande luce, poi prendono (invertono) la rotta, verso sud-ovest.
La spiegazione astronomica è molto semplice: i due pianeti negli apparenti anelli orbitali visti dalla Terra, si avvicinano dx ovest e sx est, si intersecano, ci sembrano per due notti immobili (e molto luminosi per il motivo fisico detto sopra), poi nel percorso retrocedente continuano verso sx sud e dx nord, In pratica i Re Magi si videro indicare prima Gerusalemme (a ovest) poi arrivati in questa città, videro la stella che indicava il Sud (cioè Betlemme).
Prendete un computer, inserite un buon programma astronomico, e percorrete a ritroso giorno per giorno più di duemila anni ; con molta pazienza (come ho fatto io) fate scorrere tutte le 731.142 notti stellate che sono trascorse sulla coordinata celeste di Gerusalemme, e con tanta emozione vedrete confermata questa tesi scientifica inoppugnabile, scoprirete che il fenomeno è avvenuto ogni 854 anni, nel 1702, nel 854, e il giorno il 13 novembre dell'anno 7 a.C.

Nel corso dei secoli (oltre gli errori) si sono registrati diversi spostamenti nei calendari, ma oggi senza tenere conto di quelli civili in uso nei vari Paesi, si impiega quello astronomico. Questo parte dal 1° gennaio 4713 a.C. (era giuliana). Tutti i giorni successivi vengono semplicemente numerati progressivamente senza raggrupparli in mesi o anni. Con questo sistema è semplice la datazione univoca (quindi matematica) di tutti i fenomeni celesti e quindi una possibile intercalazione cronologica di qualsiasi documento "storico" che contenga riferimenti a tali fenomeni registrati nella cronaca nel passato. Un punto di riferimento oggi accettato da tutti gli ambienti astronomici mondiali di ogni cultura e tradizione.

Se la "storicità" di Gesù, il suo destino e i tratti essenziali della dottrina... 


( VEDI CRISTIANESIMO )

e ("NASCITA DEL CRISTIANESIMO" )

... si possono considerare accertati seppur in forma convenzionale, lo stato delle fonti non consente però di tracciare una esatta collocazione di date (salvo questa che abbiamo cercato di fare) e quindi neppure una vera biografia storica di Gesù, e soprattutto di conoscere il suo sviluppo interiore, l'evoluzione della sua autocoscienza. 

Le sole fonti sono i tre Vangeli sinottici di Matteo, Luca, Marco (quello di Giovanni non è sinottico perchè  a sè) e altri (molti) apocrifi, più alcuni accenni "indiretti" in storiografi romani quali Tacito, Svetonio, Plinio il Giovane. Quello di Giuseppe Flavio è considerato un falso dagli studiosi e dagli apologisti cristiani; Origene e i primi scrittori patristici non ne parlano, solo Eusebio.
La collocazione del passo di Giuseppe Flavio che tratta di Gesù, lontano da quello che parla di Giovanni Battista, conduce alla seguente alternativa, che non viene evidenziata: O il passo di Giuseppe Flavio è interpolato, quindi falso, oppure è autentico, ed in questo caso, sono i Vangeli a sbagliarsi, e quindi ad essere inattendibili.
Qui non si parla di San Paolo, dei suoi scontri con la Chiesa di Gerusalemme, e delle modifiche che potrebbe aver fatto sulla dottrina originaria, creando di fatto una nuova religione. Questa eventualità consentirebbe di spiegare sia il Gesù storico, uno dei tenti profeti dell'epoca morti ammazzati, sia il Gesù teologico, frutto di quella "ispirazione" che colse San Paolo sulla via di Damasco...
 
La data tradizionale rimane tuttavia in uso come termine convenzionale nei libri di storia, nella teologia e nella vita quotidiana di ogni nazione occidentale ivi comprese tutte quelle che intrattengono oggi rapporti con queste.

Alla base di tutto c'è una fede. E una fede non ha bisogno di nessuna certezza.
La facoltà di credere in qualcosa è una facoltà dello spirito.

*** IN GRECIA SI SVOLGONO I GIOCHI DELLA CXCV OLIMPIADE

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