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CRONOLOGIA

20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 229 d.C.

QUI riassunto del PERIODO: A.  SEVERO A FILIPPO  (dal 222 al 249)


* CASSIO DIONE E LA STORIA

 Nel corso di quest'anno DIONE viene nominato console assieme all'imperatore Alessandro Severo. In questo stesso anno conclude quella che è conosciuta come la più attendibile storia di Roma, in 80 libri; dalla venuta di Enea a questo anno 229.
E' la più dettagliata storia di Roma dell'antichità anche se alcune volte le sue simpatie, forse perchè appartenente a partiti avversi, gli fa sottacere alcuni fatti e certi aspetti poco simpatici di alcuni personaggi del suo tempo - a lui molto vivini. 

Della sua intera opera originale ci è rimasto poco; è giunto fino a noi solo il periodo dal 68 a.C. al 14 d.C.
Ma indirettamente conosciamo anche i contenuti relativi agli altri periodi - a partire dalla leggendaria venuta di Enea in Italia- , perchè molti storici a  lui contemporanei o quelli successivi attinsero moltissimo dai suoi libri; citando spesso interi passi.

Contemporaneamente alla definitiva stesura, forse proprio per le sue capacità di essere uno scrupoloso osservatore, lo troviamo in partenza quest'anno, inviato come governatore in Africa; seguirà poi un incarico nel governatorato della Pannonia e poi in Dalmazia. Ottimo consigliere al pari di Ulpiano lo ritroveremo spesso a documentarci alcuni importanti fatti che accadranno; molte delle informazioni contenute in questa cronologia, dai suoi scritti provengono, assieme a molti altri, visto e lo abbiamo sottolineato, Dione ha volutamente tralasciato di accennare ad alcuni fatti che ritenne non doversi tramandare ai posteri. Come quelli di Settimio Severo in Britannia. 

Grosse lacune che però non ci impediscono di avere una situazione abbastanza oggettiva del suo tempo, visto che oggi c'e' non solo a disposizione un'altra sterminata produzione dei tempi di Dione che scopriamo in ogni contrada seppellita in qualche antica biblioteca dalla polvere dei secoli, ma abbiamo studiosi che non si limitano a leggere quanto era stato scritto a quei tempi, ma stanno rivisitando quegli stessi testi dei nostri ultimi tempi, dove molti storici frettolosi, dai primi avevano estrapolato o messo da parte tutto quello che a loro era o non era gradito, poi aggiungendo lacune su lacune, storici successivi, prendendo a prestito da questi scrittori censori hanno proseguito con tanta superficialità a raccontarci in una forma ancora più triturata fatti e personaggi che ci appaiono invece oggi in tutt'altra luce. Tacito ad esempio, riapparve solo nel tardo 1700, anche se sappiamo che a Machiavelli non era per nulla sconosciuto quando scrisse Il Principe.

Non solo; solo oggi possiamo attingere a testi di altri Paesi, dove in certe occasioni furono i protagonisti di certi eventi, e dove questi eventi sono raccontati in un modo molto diverso. Degli arabi fino a pochi anni fa, non vi erano in circolazione traduzioni dei loro testi storici, nessuno osava pubblicarli; solo ora possiamo sapere cosa accadde veramente durante la formazione dell'impero islamico, la sua dominazione nell'area  mediterranea, e come veramente si svolsero le crociate -i fatti- che invece i nostri storici ci tennero nascosti per circa ottocento anni.

Ci sono provinciali nazionalismi che hanno tenuto in alta considerazione personaggi che invece non avevano nessun spessore, scienziati che non avevano inventato proprio un bel nulla ma avevano copiato, e navigatori che non avevano scoperto proprio nulla  ma solo rivisitato un territorio già scoperto mille anni prima.

Oggi  non reggono le "verità storiche manipolate", stiamo acquisendo e quindi costruendo sempre di più sul pianeta un'unica cultura, un'unica storia, e scopriamo molte volte che alcuni monumenti di casa nostra e la storia che li accompagna spesso sono più conosciuti in Giappone che non da noi. La musica sinfonica ad esempio è più seguita nel Sol Levante che non dove è nata. Ha più auditori specifici Tokio che non l'intera Europa.
In fatto poi di storia antica, cosa molto strana e singolare, chi sta scrivendo queste note riceve più richieste di ulteriori notizie da paesi lontanissimi che non dall'Italia.  

Ci stiamo globalizzando in una "mente collettiva", quindi necessitano (forse è nel grande inconoscibile progetto universale) altrettante esperienze conoscitive  che fino a poco tempo fa non era possibili assimilare. Quindi sono in via di estinzione quegli storici che fino a ieri ci hanno raccontato i fatti, gli eventi, la storia dei popoli, delle nazioni, le religioni, le evoluzioni culturali spesso tacendo le involuzioni; cioè hanno raccontato solo quello che volevano loro, spesso perchè montavano subito sul carro del sovrano vincitore; altro del resto non potevano fare; da che è mondo, chi scrive qualcosa degli sconfitti fa apologia, viene messo subito a tacere, subito radiato: Se non si adegua a cambiare bandiera, cessa di fare lo storico, perchè non può più fare il suo mestiere. E questo allo storico non è gradito. Ecco perchè è sempre costretto a montare sul carro del vincitore.

 Scopriamo così che molti ci hanno truffati; erano dei semplici servi al soldo dei potenti di turno. E solo oggi sappiamo che hanno fatto un pessimo servizio.

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