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ANNO 250 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)



*** IL ZOROASTRISMO in PERSIA

Accenniamo solo brevemente le vicissitudini di DECIO, poi le riprenderemo il prossimo anno quando si concluderà la sua breve reggenza in un modo drammatico. Questo Decio lo aveva perfino presentito: "diventare imperatori in questi tempi ci si accorcia la vita", aveva detto. Ma dopo lo scontro a settembre con Filippo a Verona finita tragicamente, la sua acclamazione a imperatore, ritornando a Roma non aveva resistito anche lui a salire sul quel trono  così poco "raccomandabile", sia per le congiure di altri ambiziosi e sia per la difficile situazione sul fronte danubiano, in Pannonia, e quest'anno anche con la  Mesia in rivolta. 
Era vissuto cinquant'anni tranquillo, ma ora nelle vesti di imperatore non supererà i cinquantuno
Deve infatti nel corso di quest'anno  rimettersi in marcia verso i confini che aveva lasciato, per recarsi precipitosamente sul fronte danubiano, in Mesia (nella odierna Bulgaria)  fronteggerà le minacciose incursioni di Goti, guidati dal loro condottiero KNIVA, che però a Nicopoli (od. Tarnovo) in una famosa battaglia sono solo respinti dai romani, ma per nulla sconfitti. 

 Lasciamolo in zona a organizzarsi per lo scontro che dovrà sostenete il prossimo anno e rivolgiamo lo sguardo in quella zona dove con il recente avvento di RE SHAPUR (o SAPORE) il nuovo impero persiano,  il mitico della dinastia Archeminide, di Ciro, Dario, Serse, distrutto da Alessandro Magno, sta nuovamente rinascendo forte con la dinastia dei Sasanidi.

Ardhashir (Artaserse I - da non confondere con quello del V sec. a.C.) il re che ha sconfitto definitivamente gli Arsacidi, è lui ad aver fondato questa nuova dinastia, prendendo il nome da un suo lontano antenato Sasan, l'ultimo sacerdote di Zarathustra a Persepoli distrutta dal terrificante Macedone. Morto Ardhashir nel 239 è salito sul trono suo figlio Shapur I. Regnerà per 33 anni, facendo risorgere  militarmente e politicamente l'intero impero persiano; ma indirettamente la sua nuova concezione politica dello "Stato" farà scuola tra breve anche in occidente.

Quindi uno sguardo a questo nuovo sovrano orientale è doveroso perchè di grande significato storico politico e religioso. Anzi come fatto politico é addirittura epocale. Il mondo inizia un nuovo cammino con al vertice poteri che si distinguono da tutti quelli precedenti.

Siamo in Persia, dove la religione dominante, quella più ricca  spiritualità è da  964 anni il Parsismo di Zarathustra. 
La ponderata decisione di ARDASHIR fu quella di promuovere la riscrittura del libro sacro agli Archeminidi,  l'Avesta, della religione del "Signore Bianco; il dio buono e supremo, creatore e giudice del mondo. 

L'Avesta ai tempi di Alessandro era già un libro sacro, con una raccolta dei detti originali di Zarathustra, che sarebbe andato perduto durante l'invasione del Macedone. Questa antica "religione popolare" (che non è sinonimo di superstizione) di provenienza iranica-indiana era protetta dai re Achemenidi, ma poi con la caduta dell'impero persiano e insieme la dinastia per opera di Alessandro, subì una profonda crisi. Nel territorio conquistato dagli Arsacidi rimasero (per oltre 500 anni) solo alcuni solitari sacerdoti a continuare la loro imperterrita missione: una relazione vivente dell'uomo col suo partner superumano.
Quella semitica (Ebraico-israelitica, Cristianesimo, Islamismo) si fonda sull'assoluta superiorità e potenza di Dio rispetto all'uomo; quella indoeuropee (Parsismo, Buddhismo) tende invece a cancellare le frontiere fra l'uno e l'altro, da un lato, timor di Dio, umile sottomissione, assoluto sentimento di dipendenza; dall'altro tendenza a divinificare l'uomo, a penetrare nella sfera del divino.
Sono comunque considerate tutte -quelle citate sopra- Religioni Universali. A differenza di quelle locali, tribali, nazionali, non sono chiuse entro le frontiere di una nazione, e in pari tempi sono religioni aventi un fondatore, create da una data personalit, quali Mosè, Zarathustra, Gesù, il Buddha, Maometto.

L'Avesta  al centro ha la dottrina fondata da Zarathustra; una scrupolosa riforma dell'antica religione iranica, "primordiale-naturale" ma già evoluta in un rapporto dell'uomo con una potenza misteriosa. Quando apparve Zarathustra  nel 714 a.C. (secondo una recente iscrizione assira); si stava decisamente passando dalla vita nomadica a quella  sedentaria allora prevalentemente agricola. Il profeta ebbe una precisa concezione dei benefici che si legavano a questa nuova civiltà, dove occorrevano nuove regole, l'ordine, tracciare un immagine del bene e del male, una giustizia terrena e una trascendentale, oltre a tutto ciò che poteva risvegliare e promuovere la vita. Qualcosa del genere stava accadendo anche in Grecia. Una presa di coscienza della nuova civiltà. E civiltà e religione sono in origine strettamente connesse. O primordiale con le varie forme della magia, o quelle che stanno diffondendosi ora, entrambe compenetrano tutti i domini dell'attività umana. E  la Civiltà è l'insieme delle attività umane intese a dominare e dirigere la natura e le sue forze.
Come religione di un popolo nomade in via di divenire un popolo sedentario, il Parsismo di Zarathustra mostra in modo assai chiaro la compenetrazione di Civiltà e Religione.

Purtroppo poi ci saranno delle forte tensioni, quando tutte queste religioni nel loro stadio più alto (dominio teocratico) entreranno in contrasto con la Civiltà, col "mondo" e le sue seduzioni. Ogni piacere umano bandito, ogni godimento terreno una colpa.  La reazione della Civiltà  nei confronti della Religione, sarà quella di separarsi. Accadrà ai sofisti greci, al razionalismo del XVIII sec., all'attuale materialismo.

Eppure si afferma che non vi è altra religione che più del Parsismo abbia affermato il valore della cultura. E ha in proprio una escatologia che esercitò poi una grandissima influenza sull'ebraismo, sul cristianesimo e sull'islamismo. 
Zarathustra appare come un riformatore che attacca con rigore la vecchia religione popolare, cercando di eliminare le escrescenze politeistiche (spesso divinità locali, nate autonome), portandola al monoteismo; spazza via i residui cultialistici arcaici; crea una sola fede, con un unico Dio.

Infatti per Z. al centro di ogni cosa sta solo il "Saggio Signore", e la sua missione è quella di preparare il regno del giusto pensare, del giusto agire e del giusto parlare. Z. si richiama a un giudizio di questo unico Dio, da cui dipende la beatitudine o la dannazione; così l'uomo viene inserito nella lotta grandiosa e drammatica fra le potenze del bene e quelle del male.

E' dunque importante sottolineare come questa religione in questi anni, diventa il nuovo cemento della coesione dei popoli orientali in Persia; e si può anche affermare che questa forma di coesione farà da modello anche in occidente quando quelle riunificazioni di carattere universale dell'impero romano porteranno a trovare nel cristianesimo -che aveva le stesse rivendicazioni- quell'unione politica e religiosa che porrà termine alle "persecuzioni" e inaugurerà il nuovo cammino della Storia dell'impero, con una politica che non ha più nulla a che vedere con il periodo augusteo (Qui in occidente questo avvenimento avverrà con Costantino, fra alcuni anni, nel 330)

Le fede comune dei popoli iranici-persiani, sul loro territorio prendeva sempre di più il sopravvento su quella ellenistica (da tempo in crisi). La organizzazione parsismo in una chiesa di Stato era una innovazione di un processo evolutivo che portava a rinforzare un potere monarchico con una dottrina che aveva formato per nove secoli la spiritualità dei popoli iranici. Quasi tutti  i re partici (Arsacidi) chi più chi meno  avevano alle volte solo permesso questa religione, altre volte l'avevano sostenuta, alcuni ne erano i seguaci,  anche se tenevano distante (così anche a Roma) religione e sacerdoti dal potere politico; come se temessero dai secondi una rivalità dei poteri temporali (avevano abbastanza anteveduto!)

Forse per vie di esperienze visionarie, sentendosi in rapporto col suo unico Dio (rifiuta infatti tutte le altre divinità) Zarathustra appare un riformatore che attacca con piena coscienza tutte quelle credenze popolari del suo tempo, cercando di eliminare tutte le religioni politeistiche pagane (dei piccoli villaggi, del pagos - indi pagani) per riportarle a un unico divino monoteismo; una unica fede cui dipende o la beatitudine o la dannazione, il Bene e il Male; il primo impersonato da Mainyu, l'altro da Mazda.

Bene e male significava sulla terra anche ordine e disordine, e in una civiltà che stava organizzandosi riunendo vari clan e tribù con i loro diversi dei, nello stanziarsi in un luogo, nell'organizzare una comunità occorreva ed era necessario un unico Dio, un unico punto di riferimento.

Ma dopo aver concepito questo unico Dio che dava beatitudine o dannazione a un popolo fatto per lo più di nomadi ignoranti, furbi e ladri, Z. doveva prima di tutto insegnare a loro una legge morale fondamentale per far nascere la cooperazione necessaria; quindi insegnare il giusto pensare, il giusto parlare, il giusto agire. Cioè l'insegnamento dei sacerdoti doveva essere non solo il predicare la fuga dal mondo (infatti l'ascesi non entò nella dottrina di Z.) ma predicare una cultura etica terrena, poi viverla e operare con essa.

Non un'unica cultura imposta, quella soggettiva dei sacerdoti, ma doveva essere rappresentata da una somma di culture arcaiche dove si prendevano dalle varie tribù le tradizioni e le regole  più sagge, quelle che avevano dato i risultati migliori nella convivenza comune. Regole derivate da esperienze che ogni gruppo, ogni clan aveva escogitato e applicato nel suo interno in migliaia di anni e che dopo una indiscutibile analisi del gruppo solo alcune e non altre risultavano essere le migliori, e accettate dalla maggioranza.

Zarathustra si scagliò contro i riti pagani e contro il sacrificio di animali che avevano la convinzione che anch'essi possedessero un'anima. E si scagliò soprattutto su quelle tribù o gruppi che fino allora erano vissuti di nomadismo rapace a spese di altre tribù magari deboli e indifese.
Rubare era possibile -anche se amorale- quando si era nomadi; ma non era ora più possibile conservare questo "costume"  vivendo in una comunità; nè bastava il timore di essere scoperti e puniti.  Ci voleva altro; una punizione ultraterrena che creasse un disagio interiore
Fondò in una parola l'Etica (in greco ethos); un termine che in origine designava proprio "una abitazione comune di uomini" e che poi passò a indicare il comportamento reciproco dei membri di un gruppo (in greco ethos significa costume). Infatti ai tempi di Aristotele - l'etica- si intese come dottrina morale nel suo aspetto "normativo individuale"  con una tendenza più ampia: il sociale (ecco perchè si usò il termine   costume). Ma non erano intuizioni sue, erano i concetti di Zarathustra, e chi legge entrambi noterà e scoprirà che Aristotele non era certo all'oscuro delle dottrine di cinquecento anni prima; Zarathustra non lo nomina mai, ma ne conosceva benissimo la dottrina.

Il mondo -dice la dottrina di Zarathustra- risulta diviso in due campi: Bene-Male, Mazda e Mainyu. L'intera storia dell'universo non è altro che la storia della lotta tra loro due; lotta tra i quali ogni uomo é chiamato a scegliere, ma che tuttavia non potrà che terminare solo con la totale sconfitta di Mainyu: il male".
Ma come eliminarlo? in due modi, uno terreno e uno nell'aldila'.

Grande importanza ebbero l'invenzione della recitazione delle preghiere. Importanza ebbe l'invenzione della confessione delle colpe che contemplavano delle penitenze, che prima erano espiazioni corporali (frustrate); poi il Parsismo preferì dare a quelle assurde pratiche, lavori civili per la comunità, come la costruzione di strade, ponti, dighe. Chi era colpevole di aver recato "un danno alla comunità"  doveva lavorare, non c'era scampo, "per la comunità".
(Troveremo più avanti Shapur con una trappola far prigioniero l'intero esercito romano, ma non ne uccise nemmeno uno; li mise invece a costruire una delle più grandi dighe della Persia, che ancora oggi possiamo ancora ammirare)

C'era poi l'invenzione dei premi e delle pene nell'aldilà. Ed ecco che arriviamo al giudizio divino, che usa, appena passiamo nel mondo dei morti, la bilancia del bene e del male per giudicarci. Poi ecco l'invenzione del paradiso (in persiano significa, Giardino, Parco - ancora oggi). Ecco lo stato intermedio in attesa di essere giudicati. Ed infine troviamo l'inferno con il fuoco e le fiamme per l'espiazione.

Tutta questa escatologia, lo si intuisce, influenzò non poco l'ebraismo, il cristianesimo e l'islamismo che verranno poi in seguito. Non dimentichiamo che le leggi che Mosè avrebbe dato al suo popolo, in realtà non sono sue (e nemmeno i libri di M. - c'è tanta confusione)  ma sono le leggi introdotte dal Re di Giuda, Gioisa nel 621 a.C. nel suo Deuteronomio. Un'opera fondamentale sulla riforma religiosa a Gerusalemme, che alcuni interpretano come una reazione contro l'allora dominio Assiro in Israele (fin dal 722). L'Assiria terminò la sua potenza nel 612 con il re dei Medi Ciassare, poi definitivamente  sottomessa da Ciro il Grande, proprio il Re Persiano  che poi liberò nel 539 gli Ebrei da Babilonia deportati nel 598 da Nabucodonosor. E a Babilonia il Parsismo era già di casa proprio dal 722. L'influenza sulla religione mosaica ci fu eccome. E a sua volta poi quella cristiana si impossessò di entrambe, modificando alcune cose. Ad esempio sulle punizioni divine sugli uomini "fuori legge", sui "peccatori".

Ma con una differenza enorme nella pena inflitta ai malvagi: infatti nell'inferno di Zarathustra le sue fiamme toglievano le impurità e i cattivi venivano restituiti al mondo nel giorno della "resurrezione" (viene chiamata l'Apocastasi - restituzione di tutto), mentre ufficialmente la dottrina cristiana la respinge, e considera l'inferno senza ritorno cioè per la vita eterna. Cioè un Dio quello cristiano piu' implacabile.

Per Nietzsche Zarathustra "fu veritiero piu' di qualsiasi altro pensatore" e gli dedico' il titolo della sua piu' famosa opera.

POLITICA E RELIGIONE
ARDASHIR e poi SHAPUR (Sapore) li abbiamo conosciuto gli scorsi anni come i due primi fondatori di quel nuovo impero persiano chiamato Sasanide che va prendendo sempre più corpo. Ma con una novita', una vera innovazione in campo politico: viene infatti fondato con una nuova concezione lo Stato, creando una forte alleanza con il "clero" di Zarathustra.

Shapur come capo di uno Stato redige anche un trattato morale, religioso, politico, che è poi il libro sacro del parsismo, L'Avesta (Il sapere). Ventuno libri di storie, saghe, preghiere, riti, fatti: come la creazione del mondo, e molti detti e proverbi antichissimi, fra cui alcuni di Zarathustra. Ma soprattutto è la summa della liturgia e delle litanie; prescritte e descritte nei minimi particolari. Moltissime di queste saranno poi mutuate dal cristianesimo, prima con i riti bizantini, poi da questi a quelli della Chiesa romana. E come legislatura politica e come osservanze religiose servì anche come modello perfino a Maometto. Anzi troviamo nel Corano molto più zoroastrismo che non nei testi del cristianesimo che con le varie dispute nei vari Concili, modificò moltissimi concetti e precetti, e dove poi ogni corrente - ve ne sono oggi 5, con 56 Chiese, 175 istituzioni - ritenne (ognuno con la sua convinzione all'interno delle proprie correnti) essere quei precetti i soli da osservare. Non di meno la stessa religione Maomettana con 3 correnti, 65 movimenti, e quella Ebrea con 3 correnti e 12 tribù politiche religiose.

Alcuni sostengono che lo stesso Gesu' Cristo, in quegli anni (di assenza, perchè di Lui non troviamo nessuna presenza in Palestina) sia stato in qualche santuario iranico e abbia preso conoscenza della dottrina di Zarathustra. Troppi sono i contenuti della sua religione che trovano moltissime affinità con quelle del parsismo.

Nella Persia di questi anni con Shapur  il mondo religioso sacerdotale è arrivato a questa scelta e a fare questa unione politica per una maggiora tranquillità sul territorio - sempre sconvolto da guerre e ribellioni oltre che esterne anche intestine.
Mentre quella monarchica ha a sua volta bisogno -per essere autorevole- di un sostegno anche spirituale trascendentale, non bastavano più solo le armi; un appoggio dei sacerdoti voleva dire aumentare i consensi e nello stesso tempo il prestigio (e anche l'infallibilità) di chi regnava.

(vedremo in seguito come anche Costantino dovette adeguarsi, scegliendo alle volte la religione ortodossa e altre volte quella ariana, sempre per un calcolo di consensi puramente politici. E, senza andare tanto indietro nel tempo, nel 1801 Napoleone (trattato Consalvi), mentre nel 1929 lo farà anche (meglio di tanti liberali del'Ottocento) l'anticlericale Mussolini concependo i Patti Lateranensi- Con tempismo calcolato. Infatti dopo 35 giorni dai patti,  alle elezioni, tutti i cattolici votarono il fascismo avallato dal Papa, e il giornale che abbiamo inserito nell'anno 1929, riporta appunto essere stata questa "una grande vittoria politica e spirituale del regime". Ma non era null'altro che uno scambio di favori; quello che è avvenuto quest'anno in Persia.)

I grandi sacerdoti di Zoroastro possedevano enormi estensioni di terra quasi tutta coltivabile, e quindi erano organizzati da una complessa struttura amministrativa che provvedeva allo sfruttamento del suolo esercitando una vera e propria autorità sulle popolazioni che erano ridotte a una sorta di schiavismo; anche se in sostanza questa condizione diventava una specie di protezione dell'individuo.

Assieme a loro c'erano i grandi sacerdoti degli antichi santuari,  una mitica elite sacerdotale; ed a fianco i semitici Magusei, con il loro dialetto aramaico (prima impiegato nella diplomazia e negli affari e solo in un secondo tempo in quello letterario), o meglio conosciuti come i Magi. Quest'ultima era una antica tribù di Medi che inizialmente si chiamavano athravan "gli accenditore del fuoco", forse il piu' antico culto che si conosca essendo stata forse la prima forte sensazione a carattere sovrannaturale (il fuoco) che dovettero provare i primi uomini. 

Da questo sgomento (il fuoco inceneriva, ditruggeva) e ammirazione (il fuoco era luce e calore) ancora un passo e arriveremo a quello della sua personificazione sotto forma di demoni, spiriti e di divinità che in quasi tutte le religioni si andarono poi formando.  Fonte di vita, di luce e di calore, ma anche potente distruttore, che nell'idea di Zarathustra diventa  purificatore e rigeneratore. Attenzione a queste due parole! Non un inferno senza ritorno. Ma l'Apocastasi,  un ritorno del tutto.

Con questo lungo processo evolutivo dei popoli religiosi iranici durato secoli, con questa nuova concezione di Stato, re e sacerdoti vanno a realizzare quindi una unificazione politica- monarchica- religiosa che unisce le varie tribù, i vari regni, che daranno buoni contributi nel futuro impero sasanide, e li porterà sempre di piu' al distacco dall'occidente ancora permeato da molteplici riti pagani ellenici o romani, per altri 80 anni, fino all'arrivo di un imperatore, che adotterà poi la stessa politica persiana.

Infatti è interessante sapere che questo modello di Stato verrà in seguito mutuato da COSTANTINO nel 330, non solo come concezione, ma anche come rituali e normative liturgiche,  tipo l'"Agenda" parsista che successivamente diventerà patrimonio dei sacerdoti occidentali cristiani come  il Rituale romanum. E molte altre cose che scopriremo nei vari anni.

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