HOME PAGE
CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 255 d.C.

QUI  riassunto  PERIODO: 
DECIO- RIDDA DI IMPERATORI FINO A CLAUDIO  (dal 249 al 270)



*** LA CADUTA DEL MONDO ANTICO
*** VANDALI - UNNI - AVARI

 Anche se convenzionalmente ha una data precisa dove raggiunse il culmine nel V° secolo e che porta la data precisa 476, la vera caduta dell'Impero romano (quella della decadenza politica l'abbiamo gia' vista da Antonino Pio in poi) prende origine da quest'anno.

Lo abbiamo già intuito quando in questi ultimi due anni abbiamo visto cosa è accaduto sui confini danubiani e orientali. L'affacciarsi sul Danubio davanti ai romani e l'affacciarsi sul Mar Nero davanti ai Persiani, dei primi gruppi di quel popolo di nomadi cavalieri asiatici; i veri "barbari" (li chiamarono così anche gli stessi germani)

Ma quello che non abbiamo ancora detto, è che  si "affacciano" anche in Cina e in India questi "cavalieri erranti", che avranno non poche ripercussioni in entrambi queste due grandi entità politiche sempre in cerca nei propri territorio di una stabilità  e di una vera unione non meno di quanto era  nel desiderio dei popoli occidentali. 
L'antropologia umana forse un giorno, con la biologia e la neuroscienza, indagando sui geni, o sulle sostanze biochimiche del cervello dell'uomo, ci spiegherà quali furono le componenti di questi comportamenti sociali; popolazioni che un certo momento sentirono il bisogno di mettersi in marcia e a percorrere diecimila chilometri per affacciarsi sul Mediterraneo, sull'oceano Indiano, e perfino sull'oceano Atlantico. Distanze che ancora oggi nonostante i mezzi moderni ci sembrano spostamenti e "avventure militari" terrestri eccezionali.

Prima, quando dicevamo "barbari", questi erano per i romani tutti quelli che abbiamo conosciuti come i Catti, Franchi, Cheruschi, Allemanni, Longobardi, Marcomanni, Quadi, Ermundi, Batavi, Burgundi, Norici, tutti germanici abitanti nei rispettivi territori, nativi di questi territori ancora arcaici ma insediati nella zona da alcuni secoli, o al massimo si erano spostati dal profondo nord scendendo
verso il Reno e il Danubio, come i Longobardi che vivevano sull'Elba e che si stanno avvicinando sempre di più nel paese del sole; l'Italia
Questi barbari, occupata la Rezia, erano entrati nella Gallia meridionale e si erano spinti sino a Mende. Alcune schiere, capitanate dal re Crocus erano state affrontate e sbaragliate dalle legioni romane, ma altre  numerosissime, per i valichi alpini scesero in Italia.
L'annunzio che i barbari avevano invasa la valle del Po ed erano giunti sino a Ravenna produsse un grande sbigottimento a Roma. Il Senato, improvvisato un esercito con gli stessi cittadini (altro non aveva)  lo mandò insieme con le coorti dei pretoriani contro gl'invasori.
Sorpresi dal pronto accorrere di questo esercito, gli Alemanni si ritirarono, ma presso Milano furono fermati dalle legioni di Gallieno, il quale, di ritorno dalla Pannonia, informato dell' invasione, si era affrettato a passare in Italia. Una battaglia sanguinosa ebbe luogo e gli Allemanni dovettero subire una grave sconfitta.


Ma avevamo detto molto prima che erano arrivati nuovi popoli, e che si erano integrati, avevano stretto alleanze, unioni, strategie comuni con quelli appena accennati. Erano i Goti che poi si divideranno in Visigoti a Ovest, Ostrogoti a Est.

Se i primi si fondono con quelli germanici e in seguito faranno razzie in Gallia (Francia) e nella Iberia (Spagna), i secondi che vivono al di la' della Pannonia (ex Iugoslavia, Ungheria), con stanziamenti in Macedonia e nella odierna Bulgaria e Romania fino al Mar Nero, ora stanno venendo a contatto con quelle che saranno le vere invasioni epocali dei popoli cavalieri nomadi asiatici.

Questi popoli invasori non erano di origine indoeuropee, anche se cominciavano ad avere come  alleati i popoli delle zone sopra accennate. Conducevano tutti vita pastorale, con attendamenti mobili, sempre a cavallo quando combattevano, con efficienti finimenti (mai imitati dagli europei), staffe, selle:  costantemente su queste, ci mangiavano e ci dormivano pure. Il cavallo più che un mezzo di locomozione costituiva un insieme al loro corpo; e costituì la ragione principale dei loro successi, ovviamente assieme alla tempra e alla intelligente rapidità degli spostamenti, fatti con un orientamento  fenomenale.

Provenivano tutti dai lontani territori dell'Asia Centrale che oggi per semplificare diciamo steppe russe, anche se in effetti viene indicata questa "rotta" come quella dei "buoni pascoli". Partiva questa  "linea" dalla Manciuria fino alla Russia che si affaccia sul Mar Nero. Avevano già dato molto fastidio ai cinesi antichi (ecco le ragioni della Muraglia 300-220 a.C.) poi si erano spostati sempre di più a Ovest raggiungendo attraverso deserti (Gobi ) e steppe i lembi della nostra Europa.

Tutte le civiltà del mondo classico nell'arco di un secolo furono travolte dall'impeto di queste armate di nomadi cavalieri asiatici. (da non confondere con le invasioni dei Mongoli che compariranno sette secoli dopo. Comunque il tipo fisico era mongoloide, anche se i loro idiomi appartenevano al Nord-Est asiatico, agli Altaici).

Se il crollo clamoroso fu quello dell'Impero Romano che avverrà fra non molto, anche l'impero della Cina, - regni di grandi civiltà, gia' popolati da 100 milioni di anime- fu devastato a partire proprio da questi anni. Stessa sorte per l'Impero Persiano che fu indebolito in più punti nel suo territorio soprattutto a nord. E neppure ne venne fuori indenne l'India, dove le turbe asiatiche posero fine direttamente e indirettamente all'impero del Gupta; il più leggendario.

Erano costoro i VANDALI, gli UNNI e gli AVARI.

Questi movimenti delle popolazioni nomade dell'Asia centrale, sono ancora oggi oggetto di studi, e le cause che determinarono questi grandi spostamenti sono attualmente ancora oscure. Migrazioni dove possiamo tracciare una linea retta che molte volte arriva a 10.000 chilometri e in altri supera i 13.000. Imprese che sfuggono alla nostra comprensione quando pensiamo  che non esistevano punti di riferimento precisi, non esisteva una topografia del pianeta, ed esistevano solo i mezzi arcaici, cavalli e come corredo soltanto pelli. L'alimentazione in migliaia di chilometri, senza quasi flora e fauna lungo il percorso rimane anch'esso un grande mistero, anche se più avanti scopriremo cosa mangiavano e quali tecniche della conservazione degli alimenti adottavano.

Sono spostamenti che come vedremo segneranno fra pochi anni la fine di un periodo della storia del mondo, e in più parti,  del mondo stesso. Ne risultò un regresso civile che si concretò più avanti nei "secoli bui"  dell'alto Medioevo non solo in Europa, ma in tutta l'Eurasia.
Qualche successo -nell'opporsi alle invasioni- nei primi anni lo ottenne la Cina, ma anche qui la decadenza politica fu fortissima e si riprese solo nel 589, quando iniziò la forte dinastia dei Sui che riuscì a riunificare la Cina fino all'invasione dei Mongoli del 1211 (quasi contemporanea a quella subita dall'occidente con Gengis Khan nel 1221)

PROSEGUI NELL'ANNO 256 >