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ANNO 293 d.C.

QUI riassunto:  PERIODO DI DIOCLEZIANO  dal 284 al 305 d.C.


L'ANNO 293
* NASCE LA TETRARCHIA DI DIOCLEZIANO
* NASCE ANCHE IL BIZANTINISMO

A Roma, gli imperatori sono Diocleziano e Massimiano (anche se nessuno dei due vive a Roma) e sono registrati pure come consoli. 

 Sulla Tetrarchia lo abbiamo anticipato di cosa si trattava nel 286, ma vi ritorniamo perchè è nel corso di quest'anno che l'imperatore decide di scegliersi alcuni uomini,  che lui ha osservato molto da vicino in questi ultimi 6 anni. Valutate dunque le loro capacita' e ancora di piu' maturata la sua idea di dividere con loro l'impero, va a operare ora una riforma costituzionale con la cosiddetta appunto Tetrarchia ( significa “governo a quattro” (tetra – arché),

Avevano promesso nell'investitura in quel 286, Diocleziano assieme al suo collega Massimiano, che avrebbero governato 20 anni poi abdicato, lasciando così ad altri capaci uomini il governo dell'impero. Per cercare questi uomini validi da sette anni Diocleziano osservava i futuri degni successori. Poi nel corso di quest'anno fatta la sua scelta, la ufficializza.

L'atto formale delle investiture che fa Diocleziano contempla una rivoluzione nei poteri che non era mai avvenuta prima all'interno dell'impero.

1) Assume per se' e per Massimiano la qualifica di Augusto, anche se seguita Diocleziano stesso a mantenere una certa superiorità formale e di fatto.

2) Al suo impero (l'Oriente) con il titolo di Cesare associa GALERIO, con residenza a Sirmio nell'Illiria.

3) All'impero di Massimiano (l'Occidente) associa COSTANZO CLORO con residenza a Treviri in Gallia e ad Eburacum in Britannia.

Il suo progetto è di assicurare una regolare successione (con i futuri discendenti) e di rendere ancora piu' assolutistico il suo potere.

Diocleziano compiva quest'anno 47 anni.

Massimiano ne compiva invece 43.

COSTANZO CLORO ha 43 anni. Non è un nobile di grandi meriti come dice la leggenda che venne creata in seguito, ma afferma Aurelio Vittore, "un contadino rude che ha fatto solo una buona carriera militare".

CAIO GALERIO ha anche lui 43 anni ed è pure lui un rude, e ha come il suo collega un buon passato di soldato che indubbiamente è piaciuto a Diocleziano.

Tutti quindi in una età matura ma ancora in una età per fare grandi cose.

Ma oltre alle ufficiali  investiture di Stato, ci furono le unioni parentali. Infatti Diocleziano per legare a se' e al suo collega Massimiano i due nuovi caesar, impose loro di ripudiare le rispettive mogli e sposare le principesse imperiali.

COSTANZO CLORO  ripudiò la sua compagna (Elena) e sposò la figlia di Massimiano, TEODORA. 
(ELENA  non dobbiamo ora dimenticare è già madre di COSTANTINO che ha quest'anno 13 anni. In effetti Elena più che moglie era una serva di bell'aspetto, "tuttofare", che Costanzo (anche lui Illirico) aveva frauna bevuta e l'altra "raccattato" nel 279 in una osteria dei Balcani, a Nis durante una campagna militare. Elena era poco più che ventenne e Costanzo ne aveva fatto la sua concubina preferita fissa, senza mai sposarla. Costantino era nato l'anno dopo nel 280 ed era quindi un bastardo, e non come la leggenda cristiana gli ricamò addosso paragonando la sua infanzia a quella di Mosè. Di entrambi ne sentiremo molto parlare, nel bene e nel male).

GALERIO ripudio' anche lui la moglie e sposo' la figlia dello stesso Diocleziano, VALERIA.

E' nata dunque la famosa tetrarchia per comandare l'impero. Furono infatti chiamati i quattuor principes mundi. Ma i due divini erano e rimanevano loro due, Diocleziano e Massimiano; uno si era e veniva identificato e adorato come Giove, l'altro non di meno in Ercole. Uno era la mente, il saggio, l'altro il braccio, la forza a disposizione del saggio.

Erano comunque gli uomini che aspettava da molto tempo Roma. La loro opera produsse non pochi immediati benefici durante la loro iniziale illuminata reggenza, e ne produsse non meno (con tante riserve pero' in alcuni settori) anche quando scomparvero dalla scena. Pur commettendo tanti errori, soprattutto Massimiano.

Naturalmente questo stato di cose fu creato per accentuare quella tendenza assolutistica (detti poteri del Consilim principis) e di conseguenza esautorò del tutto il Senato che da questo momento diventa solo più un simbolico palazzo, e non un gruppo di persone chiamate a nominare imperatori, governatori e funzionari.

Dei due imperatori, l'incontrastato assolutista è Diocleziano, lui il cervello, e sue tutte quelle rivoluzioni nella vita politica, economica e sociale che erano come abbiamo già detto quasi un esperimento socialista. Ma pur creando così un nuovo sistema imperiale, la "nuova casa" che voleva costruire era diventata solo un rifugio di emergenza, non era riuscito a inculcare ai suoi cittadini sudditi un interesse personale a questa politica pur diventando inesorabile il suo sistema fiscale che andava a penalizzare i cittadini ricchi; anch'essi distanti oltre che per ovvie ragioni insofferenti.

Il distacco fra il popolo e Diocleziano era dovuto alle sue leggi proto-bizantine. E' infatti lui il primo a crearlo il bizantinismo prima ancora di Costantino: I successori lo erediteranno e lo amplieranno in un inarrestabile processo. La religione cristiana greca influenzò poi molto questa evoluzione del formalismo, che era quasi stata totalmente mutuata dalle religioni e dai riti orientali, e che a Costantinopoli, nella neo-capitale dell'impero divenne alla fine una espressione attribuita al volere divino.

Sistema ingegnoso, con subito grandi risultati (recupero delle tasse a chi non le pagava). Ma stava creando (e questo il popolo l'aveva capito subito) un meccanismo perverso nell'amministrazione, un apparato autocratico che andrà a riprodursi in forma esponenziale (anche in una forma ambigua, traversale, oscura, nepotistica, di casta) con tutte le sue conseguenze negative. Producendo tutte quelle tensioni a macchia d'olio che seguiranno, e che se erano servite inizialmente per salvarsi dalla tempesta che si stava abbattendo sull'impero, che era - prima di Diocleziano - sull'orlo dell'abisso, non erano servite per creare una coscienza civile, il calore, la luce e l'amore dei cittadini per il "proprio" Stato e i "propri" funzionari, ma l'odio e il sotterfugio per evitare l'uno e gli altri. La cavillosità creata ad arte impediva la comprensione delle leggi, tuttavia queste erano rigorosamente applicate.

Questo bizantinismo finirà in seguito a Bisanzio, ma dopo aver messo salde radici in Italia, e Roma ne divenne la capitale mondiale; non lasciò più a nessuno il suo primato. Ancora oggi questo popolo (l'italiano) nutre molta diffidenza verso i suoi amministratori e i suoi legislatori, che non hanno fatto nulla per eliminarla questa sfiducia, anzi nell'anno 2000 in Italia si contano 172.000 leggi, con le relative interpretazioni del singolo funzionario, che spesso viene anche sostituito e ha quindi una sua soggettiva diversa soluzione ai problemi.
Siamo al paradosso kafkiano: che nessun italiano ha la possibilità materiale e temporale di conoscere tutte le leggi nel corso della sua breve vita. Occorrerebbero i 40.000 libri che le contengono e 360 anni di vita solo per prenderne una visione superficiale. L'Inghilterra ne ha 7.000 e nemmeno codificate, si chiamano
consuetudinarie. Per chi non avesse capito bene, significa che non esiste ne' un' Codice Penale ne' un Codice Civile scritti con i vari articoli, commi, revisioni, modifiche, e nemmeno una Carta Costituzionale. Eppure l'Inghilterra ha progredito!

*** In Grecia si svolgono i CCLXVIII Giochi Olimpici.

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