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ANNO 301 d.C.
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riassunto: PERIODO
DI DIOCLEZIANO dal 284 al 305 d.C.
L'ANNO 301
* EDITTO DEI PREZZI DI DIOCLEZIANO
* NASCE IL CALMIERE DEI PREZZI
* SERVI SI NASCE - CONSOLATEVI!
A Roma oltre che ricoprire entrambi la carica di Imperatori, DIOCLEZIANO e MASSIMIANO sono registrati pure come consoli, anche se d'ora in avanti quest'ultima carica perde di importanza, come del resto tutte le altre cariche di origine repubblicana. Non vengono del tutto abrogate, ma appaiono sempre in modo saltuario nei documenti e, nella redazione della stessa cronologia romana come si era sempre fatto da secoli, sempre più spesso sono omesse.
EDITTO DEI PREZZI DI DIOCLEZIANO - Per quelle ragioni che abbiamo già conosciuto e visto negli scorsi anni, Diocleziano promulga questo singolare intervento alla fine di calmierare i prezzi in seguito alla svalutazione e alla sostituzione della moneta con un'altra di nuova concezione; sostituzione che allarmò i possessori che le avevano tesaurizzate e provocò un disastro maggiore di quello che si voleva riparare.
L'allarmismo provocò un gravoso inconveniente economico; si era riversato sul mercato (per disfarsi dei soldi) una fortissima domanda e un' accaparramento di beni con la conseguenza della rarefazione degli stessi e quindi della ulteriore salita di prezzi in una spirale senza fine. Diocleziano che certamente non voleva questo, dovette allora ricorrere al "CALMIERE" dei prezzi obbligando i commercianti a vendere a un prezzo fisso le merci. Ma anche qui fallì, perchè in parallelo sorse un fiorente mercato nero e la scomparsa negli ammassi delle quantità necessarie che erano state assicurate in un primo momento dai censores ma che poi all'atto dei prelevamenti erano per tanti pretestuosi motivi inadeguati. Ma ne abbiamo abbondantemente parlato nel corso dell'anno 292 e 293
Nello stesso tempo invitò (poi obbligò) a chi si apprestava a chiudere alcune attività non più redditizie, a continuare quei lavori che avevano un carattere sociale e di utilità pubblica; ed anche questi a prezzi calmierati, naturalmente da fame, visto che ormai per procurarsi il necessario per vivere o qualsiasi altra cosa si doveva ricorrere all'esoso mercato nero; i miseri introiti non lo permettevano proprio. Due erano le strade: o lavorare in nero (spesso in natura) nelle prestazioni (e si innescava un circolo vizioso fra clienti e fornitori) o chiudere l'attività. Insomma tutti rubavano per andare a pari con quello che lo stato rubava a loro, mentre i meno scaltri erano costretti o preferivano cessare del tutto l'attività.
Quindi fallita anche questa iniziativa almeno come era negli intendimenti, Diocleziano colpì con un provvedimento singolare e molto impopolare che purtroppo resisterà per secoli.
Obbligò i lavoratori a fare il loro mestiere, gradito o no, molto o poco redditizio.
Non solo, ma obbligò anche i figli a continuare l'attività dei genitori in modo da non far mancare dopo la loro morte i lavoratori che erano necessari alla comunità. Purtroppo tale iniziativa creò un precedente che tergivisando completamente il pensiero politico di Diocleziano, permise di creare poi quelle attività nel Medioevo dove erano destinati tutti quei poveracci che nella concezione morale dei "signori" era frutto di una legge non più di Diocleziano, ma si disse di Dio; che fece così nascere quella categoria di popolazione detta "servi della gleba" in una forma plurisecolare.
Gente che nasceva già predestinata dall'obbligo di fare certi lavori per tutta la vita e che poi lasciava in eredità ai figli e ai figli dei figli le stesse incombenze che naturalmente venivano sempre meno remunerate, anzi era diventata la loro prestazione un obbligo, all'inizio male compensato poi alla fine un obbligo dovuto se volevano sopravvivere.
In sostanza non c'era più bisogno di distribuire moneta a chi lavorava per produrre i beni o i servizi; si iniziò con il salario politico, poi a dare loro solo una mancia, e alla fine li si accontentò solo col il puro e semplice sostentamento, un piatto di minestra e basta. "Sei nato figlio di un servo, e se Dio ha voluto così, non posso certo io cambiarti la sorte").
Tale concetto andò avanti, e diventò ancora più inumano quando venne il periodo feudale e poi quello coloniale. Lo schiavismo (nulla a che vedere con quello greco e romano) era già bello e confezionato.
Fino al 1900 (e resiste ancora in certi Paesi) questa concezione e queste imposizioni dilagarono, e i filosofi del tempo ci ricamarono sopra anche delle filosofie che conciliavano questo determinismo; non di meno i teologi che la giustificarono come una predestinazione in negativo, ma (dissero per consolare i poveri disgraziati) solo sulla Terra. La ricompensa avverrà poi nei cieli.
Si scriveva ancora in pieno ottocento "la sopravvivenza è dei più capaci" che è di Spencer e non di DARWIN, e fin da principio fu riferita all'uomo e non agli animali inferiori: SPENCER teorizzava che i caratteri acquisiti dei servi o quelli (chiamati ora lavoratori) dediti alla produzione, fossero geneticamente trasmissibile come l'ereditarietà dei nobili, e che era inutile far intervenire lo Stato alla salvaguardia di certe loro assurde libertà, pensare alla salute di questi, fornire loro una inutile istruzione, tutto questo andava contro natura.
""E' solo questa ad assicurare i necessari ricambi. Se lo stato interviene con i suoi soldi a favore dei bisognosi e degli ignoranti con ospedali e scuole fa solo sopravvivere a danno dello Stato che li deve mantenere, i soggetti più vulnerabili della razza umana "" Sembra incredibile ma sono parole di Spencer nel suo "Social Statics" pagina 413.
Ma non basta, proseguiva così: ""Si può essere piu' assurdi di quando si ha in mente di migliorare la vita sociale, violandone le leggi naturali fondamentali, di una legge divina? Se vogliamo attenuare la miseria finiremmo di arrestare il progresso "" Pag.260 di "Principles of Ethics" 1897 sempre di Spencer (!!!).
Quando Spencer arrivò nel 1882 negli Stati Uniti gli fu riservata un'accoglienza degna di un messia, e al ricevimento si offrirono agli ospiti sigarette che si accendevano con un legittimo senso di opulenza con i biglietti da cento dollari. Un suo ospite, il magnate Rockefeller pontifico':" E' Dio che mi ha dato la facoltà di essere io il padrone, e loro gli operai, e questi cosa vogliono anche una paga? Non è la mia una idea perversa, non è altro che la manifestazione di una legge naturale e di una legge divina" (Galbraith- La Civilta' Opulenta 1958 -Boringhieri 1972 pag. 87).
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In Grecia si svolgono i giochi della CCLXX Olimpiade