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CRONOLOGIA

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ANNO 338 d.C.

QUI riassunto  del PERIODO di GIULIANO dal 337 al 363 d.C.


L'ANNO 338
*** I TRE FIGLI DI COSTANTINO
*** IL "MONDO" ROMANO SI SPACCA IN DUE

Christoph Keller, professore all'Università di Halle, in un compendio del 1688 propose di indicare con il termine Medioevo il millenino compreso fra la morte dell'imperatore Costantino (337 d.C.) e la presa di Costantinopoli da parte dei turchi (1453).
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COSTANZO II, il figlio di Costantino che ha ereditato dal padre l'Oriente seguita ad avere un forte appoggio del clero Ariano, mentre gli altri due figli COSTANTINO II e COSTANTE con i loro territori in occidente accordano invece il loro favore al clero ortodosso (quello per intenderci allora chiamato romano) creando così attraverso le contese di religione fin dall'inizio delle grosse difficoltà nell'ambito della stessa religione, ma soprattutto a soffrirne sarà la divisione del potere politico, che avrà una enorme ripercussione in questi 1700 anni, e non di poco conto, su tutta l'area mediterranea, nel centro e nord Europa, e su tutta la zona balcanica (in quest'ultima come vedremo si mise lo spartiacque politico, ma che poi diventò anche religioso)

Possiamo anche ipotizzare (qualora non si fosse verificata questa frattura politica religiosa) che l'influenza di una grande unità religiosa così com'era stata concepita da Costantino, in un  grande territorio come quello imperiale, avrebbe potuto anche estendersi nella vicina Arabia, dove forse l'Islam non sarebbe nemmeno mai nato.

Non di meno l'unità politica; se fosse rimasta tale e bene organizzata sul continente europeo sotto una unico potere imperiale, divisosi proprio per motivi religiosi, le invasioni dall'Oriente non sarebbero mai avvenute o almeno sarebbero state contenute e respinte da quel potente esercito che l'impero avrebbe costituito con la sua forte unità politica e chiaramente anche come forza militare.

In pratica i tre fratelli stanno sfasciando quell'unità religiosa che Costantino ha concepito, fatto nascere, e utilizzata per meglio arrivare a ottenere quella politica. 
Ma il responsabile di questa divisione religiosa fu lo stesso Costantino. Forse proprio perchè non conosceva la spiritualità della religione cristiana, non aveva tenuto conto a quale fanatismo poteva portare una confessione che poggiava solo sulle soggettive interpretazioni dogmatiche dei suoi seguaci. La disputa trinitaria non era biblica ma era una contesa fra vescovi dove ognuno aveva le sue ragioni da vendere e ognuno di essi credeva di avere la verità dalla sua parte. Soggettiva dunque.
Si tramanda che durante il concilio di Nicea, tutti i vangeli conosciuti (crifi ed apocrifi, una quarantina) siano stati messi alla rinfusa su di un altare. L'intervento dello spirito santo fece cadere a terra i vangeli "non autentici" risparmiando naturalmente quelli canonici noti. Ma non è affatto così; prima, durante e dopo Nicea alcuni furono scelti. Sono oltre trenta lavori che hanno visto la luce in un arco di tempo molto ampio, dal II secolo al XIX secolo. L'ultimo scoperto e' il vangelo di Pietro ritrovato nel 1887..

A innescare e forse a strumentalizzare queste contese con dei progetti gretti, che con la religione non avevano nulla a che fare, troviamo appunto i tre fratelli, Costantino II, Costante, e Costanzo, che non sono degli statisti, ma sono solo tre giovani ambiziosi. Hanno rispettivamente 21, 16, 19 anni.
Tutto il "pasticcio" lo crearono loro tre. E ne sentiamo ancora oggi le conseguenze.


Nel 395 poi TEODOSIO (leggi anni 392-395) sempre per questi motivi dinastici creati ora (con il suo famoso editto)  tracciò una riga sui Balcani dividendo l'attuale territorio iugoslavo in due parti: quello a nord della Drina venne assegnata all'Impero d'Occidente di Onorio; quello a sud della Drina all'Impero d'Oriente di Arcadio. (vedi foto del Ponte, ancora esistente sulla Drina e il cippo nel mezzo che divide l'Oriente dall'Occidente - LA FOTO E' NELL'ANNO 1195 - con il resto della storia).

Le dominazioni successive fino ai giorni nostri, con alterne vicende, si svolsero sempre al di quà e al di là di questa linea (e da quel ponte). Per contendersi il territorio gli antagonisti si massacrarono a vicenda. Praticandovi la pulizia etnica quando lo conquistavano, seminando nei perdenti di turno odio e vendette, fino alla successiva riconquista, chi subito, e chi dopo pochi anni, e chi mai dimenticando, dopo secoli. Vedi  l'"odissea" odierna, non ancora terminata.

In agosto i tre giovanissimi fratelli decidono di incontrarsi per dividersi l'impero come nelle intenzione paterne, cercando in questo schema dinastico voluto dal padre di apportavi alcune correzioni che potevano anche essere accettate da entrambi in modo da non creare attriti in futuro. Ovviamente se il loro comportamento fosse stato irreprensibile.

Costantino II si aggiudico' la Spagna, la Britannia e le due Gallie, mentre a Costante venivano sottoposte le due Italie, l'Africa, l'Illirico e la Tracia, e a Costanzo venivano affidati i territori a sud della Propontide, l'Asia e l'Oriente col Ponto e l'Egitto. Non deve sfuggire che a Costante che ha poco piu' di 16 anni, nel suo territorio non solo possiede Roma la "vecchia" capitale ma ha anche la "nuova Roma", cioè Costantinopoli, non ancora proprio capitale ma di fatto è ormai  la sede politica, Roma ha conservato solo il nome.
Comunque i tre fratelli dopo l'incontro e le divisioni si lasciano apparentemente tutti d'accordo nel volerle rispettare. Ma già uno di loro sta tramando. Lo scopriremo nei primi mesi del prossimo anno.

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Viene inaugurato a Roma presso la Basilica di S. Agnese, il Mausoleo di Costantina ed Elena (figlie di Costantino) con una volta anulare decorata da bellissimi mosaici. Sempre quest'anno si costruisce la Basilica degli Apostoli, quella che poi prendera' in nome di S. Sebastiano, per la vicina catacomba omonima del martire, sulla via Appia.

Un piccolo gioiello della scultura, l'unico esistente dei tetrarchi, viene eseguito in questo periodo in porfido egiziano, e forse direttamente scolpite in Egitto. Passa inosservato a molti, ma è sotto gli occhi di tutti in una delle più belle piazze del mondo, quella di San Marco a Venezia. Infatti il capolavoro (alto circa un metro) si trova all'esterno della basilica a pochi metri dell'angolo sinistro guardando la facciata. Molti vi si appoggiano con indifferenza ignorando che quel piccolo gruppo di tre figure abbozzate, quasi astratte, ha 1700 anni, e sono i Tre Tetrarchi.

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