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20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
DA
1 D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
PERIODI
STORICI E TEMATICI |
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ANNO 340 d.C.
QUI
riassunto del PERIODO
di GIULIANO dal 337 al 363 d.C.
L'ANNO 340
*** COSTANTINO II E COSTANTE
- E' GUERRA
*** UCCISIONE DI COSTANTINO II
*** DOPO I BALCANI E' IL CENTRO EUROPA A FORMARSI
Sembrava che l'incontro dei tre fratelli di due anni fa avesse risolto ogni reciproca animosità, che tutto filasse per il meglio riguardo alla divisione dell'impero. Ma al di fuori di COSTANZO che sembrava più che soddisfatto del suo Oriente, pur dandogli alcuni problemi Sapore II, gli altri due nonostante la giovane età già tramavano di farsi fuori l'un l'altro; soprattutto COSTANTINO II nei confronti di COSTANTE, ritenuto da lui ancora ragazzino, ma soprattutto perchè i suoi territori confinavano con i suoi ed erano quelli del fratello più appetitosi.
Infatti Costantino II iniziò a muoversi, ed agire e a comportarsi da padrone con la scusa di fare il tutore del giovane fratello Costante, che invece nonostante la sua giovane età aveva un carattere che lo portava a volere essere ad ogni costo indipendente, e quel fratello cominciava ad essere un po' troppo ingombrante nelle sue terre, e forse - inquietandosi a ragione- anche pericoloso.
Dopo alcune intromissione del fratello maggiore in Africa, Costante decise di dare all'altro fratello Costanzo la Tracia e Costantinopoli con la intuibile intenzione di farselo alleato in caso di un attacco di Costantino.
Infatti quest'ultimo sta già tramando di portagli via sia l'Africa che l'Italia, e il fratellino non ha perso tempo a capire le sue intenzioni; quindi si prepara a fare le sue contromosse.
PRIMO SCONTRO MORTALE - COSTANTINO II,( 23enne) come sappiamo già governa la Gallia, la Spagna, la Britannia. Ma non gli basta, prepara dunque il suo esercito e decide di muoversi per prendersi da suo fratello COSTANTE sia l' Italia che la Rezia, e naturalmente a cose fatte farà poi un pensierino pure verso l'Africa.
Scavalca dunque in GENNAIO in pieno inverno le Alpi, attraversa tutta la pianura Padana e si affaccia all'improvviso su Aquileia, dove ci sono i presidi di COSTANTE. Qui da' inizio all'aggressione che causa molto sorpresa nella guarnigione che data la stagione invernale non era neppure molto guarnita. COSTANTE subito informato dove si trova, in Dacia, a Naisso (odierna Nis -Iugoslavia), parte immediatamente percorrendo a tappe forzate il tragitto balcanico sia di notte che di giorno e, in mezzo a tormente di neve, piomba anche lui ad Aquileia, dove si scontra frontalmente con le forze di COSTANTINO II. Le sbaraglia trovando complici i soldati del fratello che avevano considerato anche loro stessi questa aggressione di Costantino un indegno tradimento fatto al fratello.
Con queste condizioni sia esterne che interne Costantino non avrà scampo è in trappola. Infatti verra' catturato e ovviamente subito giustiziato. Il suo sogno di grandezza è durato proprio poco.
Rimangono ora solo due imperatori. COSTANTE (20enne) in tutto l'Occidente, e COSTANZO II, (22enne) in Oriente. La disputa sembra aperta ma non più di tanto visto che entrambi sembrano soddisfatti della divisione. Costanzo sembra star bene nei suoi territori, e Costante altrettanto con quelli che ora ha ereditati dal fratello. Un territorio enorme per la sua giovane età e la sua poca esperienza.
COSTANTE non perse molto tempo a farsi conoscere nei territori del fratello ucciso. In Aprile aveva già visitato molte province, aveva fatto un viaggio in Spagna, si era fatto conoscere nelle Gallie e ai confinanti ribelli germanici si era presto dimostrato un autentico spauracchio per la sua decisione di affrontare le questioni con cipiglio e autorevolezza.
Malgrado la giovanissima età si dimostrò subito un condottiero intelligente e di inesauribili energie. Cavalcava notte e giorno sfiancando i cavalli lungo il percorso, e lui senza mai accusare stanchezza procedeva nei piu' impervi percorsi incurante sia nel caldo piu' torrido che del gelo più pungente.
Il suo motto era che "l'inerzia è un'ammissione di debolezza" e che un imperatore con così vasti territori non poteva stare fermo, bisognava sempre rimanere attivi non deludere i cittadini, dare l'esempio ai propri soldati. E per farlo - aggiungeva - si doveva essere incuranti dei rischi e dei disagi. Quindi si dimostrò subito con il suo modo di fare un uomo energico, infaticabile e nella sua azione di governo anche imparziale. Seppe concludere con alcune irrequiete tribù germaniche una pace onorevole con molta serietà, decisione e fermezza e questo senza umiliare il nemico. Insomma cominciava ad essere oggetto di venerazione da parte dei suoi soldati.
Nel 341 e nel 342 fu impegnato (lo leggeremo appunto in questi anni) sui confini dei suoi territori, poi nel 343 decise in pieno inverno di attraversare la Manica e sbarcare anche in Britannia per domare alcune invasione di Pitti o di Scoti.
Purtroppo paradossalmente la maturità non gli portò maggior saggezza, anzi gli tolse quella che aveva. Infatti il giovane Costante nel corso di questi anni si trasformerà nel carattere. Diventerà arrogante, parziale, abulico, apatico, amante del lusso, e dei piaceri carnali. Tutte le sue qualità migliori scomparvero. La sua vita privata si fece scandalosa, cominciò a favorire gente che non meritava, e a questi favoriti permetteva ogni cosa che invece non tollerava e addirittura puniva in altri. Infine -cosa molto grave- diventato un "mondano" comincerà a disprezzare perfino l'esercito.
Dentro i suoi migliori reparti, iniziarono alcuni malumori che culmineranno fra pochi anni in una profonda ostilità, fin quando qualcuno ordì un complotto per sbarazzarsene. Ma ci arriveremo a tempo debito, nel 350.
Ora dobbiamo invece parlare delle sue qualità positive che in questo momento possiede ancora e che determinarono e modificarono lo scenario di tutta l'Europa.
Questo ventenne infatti operando con una inconsueta saggia politica, permetterà la nascita di due cellule nel centro Europa, che daranno inizio alla costituzione di un nazionalismo secolare irreversibile (partendo da quello tribale) dove si edificheranno due grandi nazioni, la Francia e l'Inghilterra, e per separazione della prima, indirettamente la Germania. Nazioni dove sta nascendo non solo la lingua, ma gli abitanti locali stanno creando delle unità etniche, un popolo, uno stato.Non sono più quelli descritti da Tacito.
In pratica con la scissione religiosa, la prima divisione politica del continente e il riconoscimento di libertà di stanziamento data ad alcune popolazioni in alcune regioni del centro, l'Europa sta costruendo la sua fisionomia; che non cambierà più etnicamente. Confini, baluardi, linee di demarcazioni consentiranno queste unioni, che nell'arco di pochi secoli si consolideranno.Sono questi gli anni determinanti della storia d'Europa. Del centro Europa