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CRONOLOGIA

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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 373 d.C.

QUI riassunto  del PERIODO da GIOVIANO a VALENTE  dal 363 al 378 d.C.

* MA CHI ERANO I GERMANI
* E DA DOVE VENIVANO I FRANCHI

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Nelle zone germaniche, quelle che finora ci hanno interessato negli ultimi anni, abbiamo iniziato a citare spesso i Franchi, gli Alamanni, e i Sassoni. Molte altre tribù le abbiamo citate nei secoli scorsi. Quelle conosciute ai tempi di Tacito (98 d.C.) buona parte in questo periodo sono già scomparse, come i Catti, Cauci, Cheruschi, Suebi, Gepidi, Burgundi ecc. Forse integrati con altre tribù.

Lo stesso Tacito con le sue ricerche e "interviste" ai romani che tornavano da quei territori, era venuto a conoscenza (e credeva) che discendevano da tre ceppi ben precisi nonostante quelle incontrate dalle legioni fossero circa 40 tribù diverse (altri fonti affermano circa un centinaio) . Un ceppo, gli Ingevonis e Istevoni provenivano dall' oceanus Germanicus (così chiamato allora il mare del Nord). Un altro ceppo dal Suevicum (Baltico). Il terzo dal "Cimbrico Jutland (Danimarca), con gli Erminoni stanziati sull'Elba.

Stiamo parlando -citando Tacito- del primo secolo dopo Cristo, mentre in questi anni li troviamo tutti amalgamati, quasi un unico popolo con forti analogie negli usi e i costumi, ma non nelle loro arcaiche istituzioni. Queste erano molto differenziate, ecco perché non è ancora il momento di chiamarli tutti Germani, e meno ancora Franchi anche se così li abbiamo già citati, e per comodità così li citeremo ancora fin quando la divisione sarà quasi netta (con Meroveo e Clodoveo)

Fra poco con le orde che si abbatteranno su questo territorio - quindi altre fusioni-  sarà ancora più difficile per gli storici capire chi erano esattamente queste popolazioni e da dove venivano. Abbiamo per capirci qualcosa solo le pagine di Tacito, nella sua opera De origine situ germanorum, scritta nel 98 d.C.

Privi di queste note di Tacito, non solo noi ignoreremmo le loro origini ma le ignorerebbero  gli stessi Germani e i Franchi; non essendoci ancora nel secolo IV una lingua germanica scritta non potevano certo lasciare una documentazione storica. Quella di Tacito, resta in assoluto la prima opera d'informazione sulla vita e i costumi degli antichi Germani e ci offre anche l'opportunità di sapere qualcosa sulle loro divinità.

Culturalmente sappiamo poco, etnicamente qualcosa, con l'archeologia molto di più. Ci sono oggi gli scavi archeologici che testimoniano con vari reperti che la prima sede originaria è tra la Scandinavia del sud e le coste del Baltico nello Jutland e lungo il corso del fiume Elba. Ci indicano i reperti rintracciati la cultura detta di Jastorf che è datata 700 a.C. Ed è questo il periodo dove avvengono le prime grandi migrazioni.

Due le grandi direttrici migratorie: Verso il Reno a ovest e verso il Danubio a sud. Entrambe entrarono in contatto con la CIVILTA' CELTICA che si era diffusa su tutta Europa fin dal 1600 a.C.

Durante l'età del ferro ("la cultura di Hallstatt" è celtica) dal 700 a.C. fino al 500 a.C. i Celti sono sulla Mosa, sul Reno, sul Meno, sulla Marna, nello Champagne; tutti questi vennero chiamati GALLI. L'origine di questo termine sembra risalga all'indo-europeo garlus, dalla radice gar=gal, che significa gridare.

Altri gruppi dominarono invece l'intero corso del Danubio dalle sorgenti del Giura fino al Mar Nero. Infine lo sviluppo celtico interessò anche l'Italia del nord nell'ultimo periodo della loro massima espansione nel 400 a. C. soprattutto sul territorio Padano.

Le migrazioni germaniche al nord Europa, dunque iniziarono proprio nel 700 a.C. Nel 300 a. C. di Celti quasi non ne esisteva più traccia in Europa; o furono cacciati (ne ritroviamo un buon numero in Asia Minore prima come soldati di Filippo poi di Alessandro Magno) o lentamente furono assorbiti da questi altri popoli detti "figli del mare" - mero-vei, in inarrestabile movimento.

Furono chiamati dai romani i Celtici e i Galli, tutti Germani, per il motivo che una delle prime tribù che conobbero e sconfissero, così si chiamava, cioè jerman, provenienti dallo Jutland nordico, scesi assieme ai Suebi, Marcomanni, Cimbri, Ambroni, e ai Teutoni, verso il Danubio superiore. L'ultima indicata si stanziò nella Gallia meridionale, e anche questa essendo una delle prime tribù che si scontrò con i romani di Gaio Mario nel 102 a.C. per un lungo periodo Teutonici rimase l'equivalente per indicare i Germanici, poi anche i latini iniziarono a usare questo termine gallico per indicare tutti le tribù dei figli del mare, molto diversi come costumi, però legati dalle somiglianze dei dialetti e dai tipici utensili usati nelle varie attività quotidiane (saranno proprio questi oggetti - in seguito-  il "Filo di Arianna" archeologico per ricostruire i loro movimenti).

Abbiamo visto sopra le due grandi direttrici di marcia: verso ovest (Reno) e verso sud (Danubio); infine stanziarsi negli stessi luoghi occupati dai Celti. Sono trascorsi circa 1000 anni dalle prime migrazioni e insediamenti. Nel 373 d.C. siamo nel periodo dove a dominare sono rimasti solo due grandi gruppi: i popoli del nord attorno al Danubio, e sono questi gli Alamanni, mentre attorno al Reno gli altri,  presto li chiameremo Franchi.

A questo punto dovrebbe essere chiara la loro provenienza, ma ci sono però anche le leggende; una delle più affascinanti è quella di un cronista storico (non sappiamo la sua fonte o se fu feconda fantasia) dove racconta che questo popolo nell'antichità faceva parte del regno di Re Priamo di Troia; dopo una sanguinosa guerra (non nomina quale) furono scacciati dalla Frigia. Vagarono con mogli e figli per molti anni, all'interno delle ottime terre del Mar Nero, poi scoperta la foce del Danubio, dopo essere venuti in lite fra loro, si divisero in due gruppi.

Il gruppo comandato da un certo re Francione, risalì il grande fiume. L'agricoltura per quanto praticata era arcaica e non conosceva ancora la concimazione, essa si spingeva anno dopo anno su nuovi terreni dove i limi alluvionali favorivano le colture. Anno dopo anno Francione arrivò nel territorio che ritenne il migliore, incastonato fra quattro grandi fiumi, Danubio, Reno, Meno, Nekar, e gli diede il suo nome: FRANCONIA, il quel perimetro dove sorge oggi Norimberga, Stoccarda, Mannheim, Magonza, Darmstad, e infine Francoforte. Territorio che fu in seguito il centro della vita politica tedesca e del regno dei franchi orientali per molti secoli, poi residenza secolare degli stessi imperatori Carolingi.

Di qui, narra la leggenda, re FRANCIONE partì per conquistare a est, al di là del Reno il territorio che poi prese il suo nome: la FRANCIA.

Questa è una versione leggenda, molto popolare e accettata nel primo medioevo. Ma la storia più verosimile è un'altra più credibile; ed è quella dei Mero-Vei ("figli" del mare). Pur non disponendo di documenti storici, i reperti archeologici dicono oggi molte cose. Sembra dunque che il popolo dei Franchi, in questo periodo composto da moltissime tribù, una  in particolare riuscì a prevalere e ad assorbire le altre. Era la tribù dei Salii, provenienti dal lago salato Issel (=Salato) (Nel mare del Nord - Olanda - dove oggi c'è la diga - qui un tempo le acque marine stagnanti provocavano evaporando grandi depositi salini)

L'intera zona circostante, infatti, è chiamata Saaland: Terra del sale. Queste tribù a poco a poco, una parte si impose a sud ovest e arrivò fino allo Schelda, alla Mosa e sulle rive sx del Reno, mentre un'altra, penetrò all'interno della riva destra renana rimanendo piuttosto ribelle nei confronti dell'altra.

E qui che GIULIANO li incontrò per la prima volta in quella "pulizia" che abbiamo accennato nel 357, e dove dopo i vari compromessi concedette ai primi anche la libertà (con uno statuto di foederati) di rimanere sul proprio territorio nei vari pagus = ormai non più accampamenti ma veri e propri villaggi, e in seguito città.

Ce lo riporta nelle sue cronache AMMIANO MARCELLINO. Parla infatti di tribù di salii, uomini coraggiosi che si erano spinti a sud della Mosa fino ai fortini della strada romana di Colonia.

AMMIANO i componenti delle varie tribù li chiama tutti salii, ma i romani iniziano a chiamarli per distinguerli, "i liberi" cioè gli af-francati, alias Franchi salii, mentre gli altri, Ripuari salii, cioè quelli che vivono nell'altra ripa, cioè nell'altra sponda. (ripa è un termine romano, più precisamente usato dai primi Itali di Corfinio, in Abruzzo).

AMMIANO afferma che questi ultimi, i Ripuari salii, avevano un proprio re. Uno di questi di cui si ha notizia é CLOGIO o CLOJO o CLODIONE che occupava con altre tribù, vari pagus nella riva destra.

Successivamente, quando i romani con STILICONE entreranno in difficoltà, i Salii si erano spinti risalendo il Reno, fino alla odierna Franconia. Qui nel prossimo 431 e 451 si scontreranno con Ezio il generale romano comandante della Gallia. (lo troveremo nei prossimi anni in una famosa battaglia)

Tutte le storie di Francia narrano (Ma anche lo storico Prisco che conobbe di persona il re) che alla morte di CLODIONE successe suo figlio MEROVEO. Nel frattempo i salii si erano spinti nel Turnai e nella valle della Loira; e da Colonia fino alla odierna Francoforte (dando vita al loro territorio: la  Franconia). Inizia dunque la dinastia dei Salii, detti anche Merovingi, o uomini venuti dal mare. Lo stesso re, definito il capostipite dei MEROVINGI, cioè MEROVEO significa del resto, figlio del mare, da mer= mare, oveo=figlio.

(SULLA STORIA DELLA FRANCIA PRESTO METTEREMO  QUI
QUELLA DI CHAUTEBRIAND CHE E' UNA DELLE PIU' AUTOREVOLI)

VEDI ANCHE IL 458 - MEROVEO ASTRO NASCENTE DAL MARE

(vedi anche anno 376 e 377 - definizione Visigoti- Ostrogoti)

mentre per i successivi LONGOBARDI  anche loro provenienti dai mari del nord 
vedi i link dedicati.

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Si svolgono in Grecia i giochi della CCLXXXVII Olimpiade

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