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20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
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1 D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
PERIODI
STORICI E TEMATICI |
PERSONAGGI E PAESI |
ANNO 418 d.C.
(QUI riassunto dell'intero periodo dal 395 al 431)
*** IL LIBERO ARBITRIO
a Cartagine
Lasciamo da parte i veri e propri fatti politici dell'anno -che riprenderemo il prossimo anno- e soffermiamoci su altri eventi di carattere religioso che avranno una importanza epocale.
E' l'anno della grande controversia a Cartagine, dove è riunito il sinodo dei vescovi africani. Le polemiche sono tante e tutte su una questione che farà scrivere molte pagine nella sterminata produzione sia di opere teologiche sia filosofiche, fino ai nostri giorni: il libero arbitrio.
L'argomento verrà sempre dibattuto da due correnti di pensiero a confronto; dove ognuna la espone con la sua soggettività, anche se affermano gli oratori (paradossalmente) che la propria è quella "oggettiva ma inconoscibile".
Inconoscibile, come in questo periodo, dove il problema si è fatto acuto, quando a Cartagine si assume seriamente l'idea di un destino che tutto sovrasta o quello dell'onnipotenza divina.
La dottrina neotestamentaria del libero arbitrio inizia così ad alimentare una controversia teologica secolare sino al al sec.XVI (Lutero, Calvino). Nel nuovo testamento si afferma infatti che il credente opera meritoriamente solo con l'aiuto della grazia, e che Dio ha "predestinato" gli uomini: donde il problema di stabilire l'ambito della libertà umana di fronte alla grazia e alla predestinazione. A questo riguardo Pelagio sostiene che l'uomo é l'arbitro unico del proprio destino e che non ha bisogno dell'aiuto divino per fare il bene ed evitare il male.
Sant' AGOSTINO al Concilio combatte la sua ostinata battaglia contro le dottrine di PELAGIO che abbiamo appena citate.
La tesi di quest'ultimo é che la volontà umana é autosufficiente per il bene e la salvezza. Mentre Agostino pur avendo già risposto in precedenza con la sua opera De gratia et libero arbitrio", dove condanna il pelagianesimo e sostiene la teoria della predestinazione, quest'anno a Cartagine aggiunge lo scritto De gratia Christi et de peccato originale contrapponendo a Pelagio l'identificazione di libertà umana a grazia divina.
La controversia si riaccese nel secoli successivi. Ne saltiamo undici di secoli e arriviamo a Erasmo da Rotterdam che intervenne nel 1524, con De libero arbitrio, sostenendo la libertà umana e la meritorietà delle azioni dell'uomo. Lutero rispose con De servo arbitrio ove si nega che Dio operi le sue decisioni essendo influenzato dai meriti dell'uomo. Ma non finì qui, la discussione proseguì in seno al cattolicesimo del sec XVI con la controversia de auxiliis, ed ebbe come protagonisti DE MOLINA e BANEZ. Poi nel pensiero moderno e contemporaneo la discussione proseguì e s'imperniò sul tema della libertà sociale e politica, non nuova neppure questa, visto che nella cultura greca il problema della libertà inizia a emergere con Socrate, Platone e Aristotele, che discutono alcune tesi nelle sue implicazioni e le oltrepassano; in sintesi ne fanno un problema di conoscenza: "nessuno compie il male volontariamente, ma solo per ignoranza del bene".
La questione non cesserà di far discutere tutti i teologi e i filosofi che seguiranno nei prossimi secoli (Descartes, Spinoza, Locke, Hegel, e altri) fino alla concezione scientifico-filosofica del DETERMINISMO, un termine usato per la prima volta da Kant in La religione nei limiti della pura ragione, che riconosce l'universalità del principio causale e pertanto sostiene che "ogni fenomeno naturale é sottoposto alla necessitazione causale e che anche le azioni umane sono determinate necessariamente dai loro motivi. Concetto di libertà come autodeterminazione "la facoltà di iniziare da sè un evento". Un grosso sforzo nel legare la libertà alla legge morale e di conciliarla con il determinismo delle leggi naturali"
Ma anche quella di Kant fu messa in crisi nel XX secolo dai nuovi principi della termodinamica e dalla fisica quantistica.
E negli ultimi tempi dalla neuroscienza, visto che la fisica quantistica entra di prepotenza nei neuromediatori che determinano lo scambio di ioni delle nostre sinapsi ("i mezzi incaricati a darci le informazioni, quindi le esperienze per costruire non il mondo oggettivo ma quello soggettivo; la nostra unicità personale, chiamata filosofia personalistica, che é una misteriosa esistenza rappresentata da noi stessi in quanto esseri capaci di esperienze. Esperienze postnatali e l'educazione forniscono una spiegazione soddisfacente dell'unicità dell'io che avvertiamo" Eccles).Eccles (Nobel della neuroscienza) concludeva la sua opera The understanding of the brain, con un brano sul tema Libero arbitrio, senza farne una disputa filosofica: "Tutto ciò che ho da dire é che il libero arbitrio é un fatto di esperienza. E' qualcosa che ciascuno di noi prova. Nessuno avrebbe immaginato che il libero arbitrio esistesse se non ne avesse fatto esperienza, con il che intendo la capacità di effettuare delle azioni che sono state programmate nel pensiero, o almeno il tentare di effettuarle. Il libero arbitrio è spesso negato per il motivo che non si può spiegarlo, che esso implica degli eventi inspiegabili con la fisica e la fisiologia odierna. La sottigliezza, l'immensa complessità dei disegni tracciati nello spazio e nel tempo e le proprietà essenziali del sistema sono al di là di qualsiasi livello di indagine possibile con la fisica e la fisiologia di oggi, e forse con la fisica e la fisiologia di un lungo tempo a venire".
L'enunciazione del principio dell' indeterminatezza di Heisemberger ("teoria quantistica" o "principio di indeterminazione") riguarda soprattutto il mondo fenomenico (fisico e matematico), ma anche quello morale, pur essendo trascendentale, con il principio di Heisemberger fa ritornare attuale Agostino, il quale direbbe a un fisico, riferendosi al mondo fenomenico, che ogni particella atomica anche nella sua corsa pazza indeterminata, verso un punto dove noi non sapremo mai con le nostre osservazioni dove andrà a finire, quella particella invece sa benissimo dove andare, quindi non casualità, perche' Dio nel creare l'universo, ha predestinato anche quella, nel suo percorso che noi riteniamo indeterminato. Una affermazione semplice, perchè al momento attuale non abbiamo ancora a sufficienza conoscenze tali che ci permettono di andare oltre i pochissimi segreti che oggi conosciamo dell'universo e della natura umana.
Perfino Heisemberger, disse "quando sarò di là, devo chiedere al Padreterno un paio di cosette che proprio non sono mai riuscito a capire".
Bella anche la frase di Einstein "Dio quando creò l'universo non giocò a dadi"
Vale la pena leggere EINSTEIN, in questo stesso sito, nel link "Personaggi", dove ci parla dell'importanza dell'astrazioni nelle teorie scientifiche, libere dai legami delle esperienze.
-------------------------*** A ROMA il 29 DICEMBRE, viene nominato Papa BONIFACIO I : Succede a Papa ZOSIMO, nominato lo scorso anno, ma papa per pochi mesi.
L'elezione di Bonifacio I, non è avvenuta senza contrasti; infatti, una fazione di cristiani della dottrina di Pelagio, rifiutano questo papa di dottrina "agostiniana"; nominano un certo EULALIO, fra l'altro appoggiato anche dall'imperatore Onorio.
A Cartagine nel frattempo, come abbiamo letto sopra, si svolge un altro sinodo per condannare nuovamente le dottrine di Pelagio.
Bonifacio I, verrà comunque confermato il prossimo anno e resterà sul soglio fino al 422, mentre Eulalio verrà deposto--
BONIFACIO I, romano (pontificato 418-422)
Vecchio prete romano, fu eletto nella basilica di San Teodoro, da un conclave di vescovi e prelati il 29 dicembre del 418. L'elezione fu arrogata dalla gerarchia ecclesiastica in contrapposizione con la volontà del popolo cristiano, il quale aveva già acclamato pontefice l' arcidiacono Eulalio nella basilica di San Giovanni in Laterano.
Nel contenzioso furono chiamate in causa o solleticate le autorità imperiali, prima quelle prefettizie di Anicio Sìmmaco ( di fede politeista) e poi direttamente, quella dell'imperatore Onorio.
In un primo momento l'imperatore tentò di risolvere la questione in maniera civile e tentò la ricomposizione della vertenza attraverso la convocazione di ben due concilii, quello di Ravenna e quello di Spoleto. Constatati vani i due tentativi, Onorio decise una composizione "salomonica" della questione, attraverso il bando dei due contendendenti da Roma.
Nella pasqua del 419, Eulalio decise di dire messa nella basilica di San Giovanni in laterano, trasgredendo all'ordine imperiale. Tanto fu sufficiente, oppure il pretesto, per far propendere l'ago della bilancia dalla parte di Bonifacio I.
Bonifacio I fu riassunto a Roma quale vescovo della città; Eulalio si sottomise alla volontà imperiale e pontificale. Durante questo pontificato si manifestarono comunque dei tentativi di scissione o "eresiarchi", come furono comunemente definiti. Il tentativo di scissione più importante fu senza dubbio l'imperversare dell' ortodossia "pelagiana".
Bonifacio I morì il 4 settembre del 422 ed il suo corpo fu sepolto nell'oratorio della chiesa di Santa Felicita di via Salaria.