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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 419 d.C.

(QUI riassunto dell'intero periodo dal 395 al 431)

***MORTE DI WALLIA
*** TEODORICO RE DEI VISIGOTI
*** PRIMO TENTATIVO DI CREARE LA FRANCIA
NASCITA DELL'AQUITANIA COME REGNO
*** IL DISIMPEGNO ROMANO - PER LA PRIMA VOLTA 
ROMA CONCEDE UN TERRITORIO AI BARBARI

WALLIA lo abbiamo lasciato a coltivare il suo sogno, ma non lo puo' realizzare perchè muore in circostanze mai appurate;  scelto  dal popolo, gli succede TEODORICO I ( da non confondersi con quello che sara' il Re degli Ostrogoti, detto "il Grande" che conosceremo piu' avanti).

Wallia con il patto fatto con Onorio, si era dato molto da fare per impedire alle invasioni barbare di invadere la penisola iberica. L'Iberia sempre ben protetta dai valichi dei Pirenei e dalle truppe romane che controllavano i passi si era sempre sottratta alle invasioni. Ma se in questi ultimi anni si erano verificate alcune scorrerie era perchè era diminuita la sorveglianza, soprattutto per il vuoto di potere centrale che si era creato dentro l'impero negli ultimi decenni.

Vandali, Asdingi, Silingi, Suebi e Alani ne approfittarono, iniziando dal 409 e nei successivi anni a compiere devastazioni soprattutto nelle province occidentali e meridionali.
Nel 411 ci fu un'altra grande invasione (di Asdingi, Silingi, Vandali)  senza fare razzie (le solite "mordi e fuggi") ma cercarono questa volta di stanziarsi nelle fiorenti campagne iniziando lentamente a integrarsi con gli abitanti locali e anche con i sorveglianti.
A fermare altri arrivi e altri stanziamenti, non furono gli attacchi delle truppe imperiali (Wallia non era ancora arrivato), ma alcune malattie seguite da una grande carestia nel 412, che quasi ne minacciarono l'esistenza. 
Divenuti amanti della pace con vari accordi con i comandanti locali, questa convivenza tollerante durò fino al 416. Ma la nuova politica di Onorio, come abbiamo letto in precedenza era di cacciarli tutti e per farlo inviò prima Ataulfo, poi proseguì  in un modo più energico con il suo successore, cioè Wallia, che più che cacciare via i barbari dall'intero impero, voleva solo impedire l'invasione dell'Aquitania che gli era stata promessa da Onorio per  riavere la sorella.
Cioè Wallia voleva creare un suo regno, in seguito si era ripromesso di risalire fino alla Senna e infine sul Reno.

Wallia  in  nome dell'imperatore, guidando il suo esercito affiancato da quello romano in Gallia, iniziò dunque la sua offensiva. I Silingi  li ha già annientati. Gli Asdingi da quest'anno non si menzioneranno più, segno che furono annientati anche questi. Mentre i Vandali furono costretti dall'incalzare di Wallia a ritirarsi nella Baetica (Andalusia da Cadice a Cartagena)

I visigoti di Wallia, nella Baetica c'erano già stati agli inizi del 416, subito dopo la morte di Ataulfo, guidati dallo stesso Wallia. A Barcellona abbandonarono il progetto di Ataulfo che era l'ambiguo accordo fatto con Onorio, quello di cacciare tutti gli invasori dalle Gallie, voltarono le spalle a Roma e si erano preparati a salpare.
Wallia anche lui fu quasi sul punto di conquistare l'Africa, con quell'invasione che aveva gia progettato Alarico dall'Italia (volendo però salpare dalla Sicilia)  poco prima della sua morte a Cosenza. Era noto a tutti che i granai dell'occidente erano in Africa, quindi questa attrazione verso l'Africa era più che giustificata.

Preparata una flotta, Wallia salpò per l'Africa. Ma il destino disse no, come ad Alarico a Cosenza. Infatti, a venti chilometri da Gibilterra  l'intera sua flotta fu distrutta da una tempesta. Fu in questa circostanza che Wallia si rese conto che era meglio trattare con Onorio a certe condizioni:  restituiva Galla Placidia e chiedeva  600 mila razioni di grano; inoltre prometteva di mettersi a suo servizio, di continuare a liberare le Gallie dagli invasori, ed infine a cose fatte la sua richiesta fu poi quella di ricevere come premio l'Aquitania come territorio stabile per creare un proprio regno con la sua gente.

Come abbiamo già letto nei precedenti anni, le condizioni furono subito accettate, Galla fece ritorno a Ravenna, fu subito data in sposa da Onorio a Costanzo, e Wallia iniziò ad agire con notevoli risultati in Gallia, cacciando gli invasori. Nel 416 i romani erano padroni solo della costa orientale e di alcune città meridionali, mentre quest'anno erano state riconquistate gran parte delle sette province. Costanzo che dopo l'unione con Galla Placidia é praticamente il governatore dell'occidente,  formalmente consegna a Wallia la sua ricompensa: l'Aquitania come regno, e non come governatore di una provincia romana, quindi con Wallia stesso re autonomo in un proprio territorio.

Per la prima volta il governo imperiale concedeva a un popolo (franco, goto, germanico, barbaro, ecc.) un legittimo re e l'insediamento fisso in un territorio dell'impero, con un proprio governo, persino impegnato a difendere il territorio con una specie di federazione di città.

Non sappiamo di chi fu l'idea se di Costanzo o di Onorio. Ma in entrambi i casi, questa politica è dettata dall'esigenza di scaricare dall'impero un grosso peso, adottando una politica di decentramento. Del resto, questa scelta (anche se in un'altra forma) era già stata fatta nei confronti della Britannia nel 411, quando per lo stesso motivo (avere più forze in Italia) Onorio fece ritirare tutte le (striminzite) legioni romane dall'isola, abbandonandola all'anarchia. Più che un disimpegno fu una rinuncia totale, una fuga. Nè si poteva fare diversamente; mancavano uomini.

Insomma in questo 411 e 419, l'impero occidentale sta cessando di essere accentrato e romano e sta diventando un continente con territori autonomi,  governati dai locali nella futura Inghilterra, dai Germani (Franchi) nella futura Francia.
Il percorso è ancora impervio e lungo, ma ormai la traccia del sentiero è questa.

Wallia non riuscirà a godersi il premio, muore improvvisamente quest'anno, lasciando una eredità non facile a TEODORICO I. 
 Si ricreò subito nell'Aquitania una situazione confusa, anche complessa in molti casi, quando alcune esautorate vecchie autorità locali romane iniziarono a voler pretendere di  governare loro i cittadini romani presenti nel nuovo regno goto, contestando  l'autorità legale degli stessi, soprattutto quando i goti iniziarono le spartizioni delle terre  nella maggior parte  in mano ad una nutrita schiera di ex funzionari dell'impero il cui possesso (legittimo o illegittimo) era  da decenni e perfino da secoli ormai consolidato dall'imposto unilaterale "diritto romano",   ignorando quello consuetudinario delle genti locali, arcaico, ma non poi tanto irrazionale, visto che si conserverà fino a nostri giorni.

Un programma quello di Teodorico, irto di difficoltà che non accelerò di certo l'indipendenza politica dei goti. Dovremo aspettare altri due secoli.

Anche nella penisola iberica ci fu un certo disimpegno dei romani. Ricacciati i Vandali dallo zelante  Wallia nella Baetica, morto lui, questi si riorganizzarono e nel prossimo 421-22 si scontrarono con un forte esercito romano e visigoto, conseguendo una clamorosa vittoria, facilitata però dalla diserzione di molti visigoti dentro le file romane (questi erano del resto gli inconvenienti delle truppe miste).

Questa vittoria dei vandali sui romani (dal 136 a.C presenti sul territorio) riuscì a mettere insieme le popolazioni locali (autoctone o celtizzate) con i nuovi arrivati. Quest'unione ebbe subito i suoi effetti: raggiungere unitamente la meta, cioè la propria indipendenza. Crearono così subito i presupposti per la futura formidabile potenza marittima sulla costa iberica, da Cartagena fino a Cadice, conquistando le Baleari, Cartagena, Malaga, Gibilterra, Siviglia, cioé gli ultimi baluardi romani nella penisola iberica meridionale.

La caduta dell'impero è ancora lontana, ma lo sgretolamento è già iniziato.

CONTINUA CON L'ANNO 420 >