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CRONOLOGIA

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ANNO 420 d.C.

(QUI riassunto dell'intero periodo dal 395 al 431)

*** IL MONACHESIMO IN EUROPA 

In tutto questo periodo di decadenza romana, non abbiamo più accennato ai movimenti religiosi che nel frattempo si sono sviluppati dentro lo stesso contesto sia come organizzazione sia come ritualità. Oltre che sul modello orientale che abbiamo visto entrare nel "Palazzo" (la ritualità bizantina  entrerà in seguito a far parte in quasi tutta la complessa liturgia della chiesa)  c'é in parallelo lo sviluppo del monachesimo; inizialmente indipendente, ma poi entra dopo i primi 100/200 anni nel grembo del potere delle istituzioni ecclesiastiche.
 (Ma non sempre, come ce ne darà testimonianza in seguito lo stesso San Francesco, quando siamo già' avanti di 800 anni, quindi nel 1200).

Il monachesimo é una regola di vita che sta nascendo in questi anni in Oriente. Alcuni cristiani si ritirano a vivere da soli nel deserto (anacoreti), mentre altri -  PACOMIO iniziatore dei cenobiti (lui è il primo cenobita)  si riuniscono in comunità dando origine ai CONVENTI o MONASTERI; ambienti che al misticismo vero e proprio degli orientali sovrappongono il senso pratico occidentale latino, che possiamo sintetizzare nella formula di S. Benedetto a Montecassino con l' "Ora et labora" =  prega e lavora. 
Contemporaneamente non dobbiamo dimenticare, nascono anche i primi CONVENTI PER DONNE, che guarda caso il primo di questi viene fondato dalla sorella di Pacomio a Chenoboskion (da qui il nome cenobi). 
Quando entrambi i due fratelli muoiono, lasciano nella zona ben 9 conventi per uomini, 2 per donne. 

Regola ferrea nei minimi particolari; per tutti, preghiera e lavoro; quest'ultimo per necessita', quindi lavori agricoli per l'alimentazione che era poi lo stretto necessario (non come oggi dove esistono 26.000, conventi che producono beni di consumo quasi a livello industriale per il turista in visita. Cioè un business).

Lo abbiamo gia' ricordato chi é il "monaco"; da monacus =solo. E' la  realizzazione ideale della solitudine, però intesa nel senso di "esser soli con Dio". Partendo da una visione pessimistica del mondo, il monaco rinuncia volontariamente ad esso per vivere nella ascetica santità, donde l'atteggiamento negativo nei riguardi della vita sessuale, della proprietà, dei piaceri dell'esistenza. (la stessa ascesi la troviamo anche nelle altre "religioni". Alcune -pur non essendo religioni rivelate,  ma solo una "filosofia" detta dei saggi-  le troviamo in India, Cina, Giappone e nel Tibet).

L'anno di cui stiamo parlando va a modificare questo isolamento degli anacoreti. Nel caotico periodo della decadenza romana di cui stiamo assistendo in questi anni gli ultimi rantoli per il tragico succedersi delle invasioni germaniche, il monachesimo sta allargando il suo regno.
Come abbiamo visto non é  un movimento spontaneo in Europa, ma piuttosto di importazione, soprattutto dall'Egitto. Qui l'ascetismo in questi anni aveva assunto aspetti eccessivi di annullamento dell'individuo, in alcuni casi perfino bizzarri. Non raro lo spettacolo curioso e deprimente dell'asceta appollaiato in cima ad una colonna o ad un albero, o in una grotta nel deserto, come Sant'Agostino; che però poi abbandonerà, si trasferirà nella grande Milano ad ascoltare Sant'Ambrogio, trovando in lui un'altra illuminazione che non era quella manichea).

Dall'Egitto sono arrivati e sono già presenti in Italia i seguaci di PACOMIO. I conventi  al momento sono solo piccole costruzioni, ma dopo S. Benedetto e altri fondatori, questi luoghi di preghiera diventeranno gigantesche costruzioni. I monaci diventeranno dei veri e propri architetti oltre che muratori.

In questo periodo tenebroso delle vicende umane della penisola, ma anche di tutta Europa, questi "elementi miti" della società, diversamente da quelli orientali, riuscirono infatti a rendersi utili proprio attraverso la loro opera di monaci attivi sia nel lavoro che nel sociale. Sono questi che offrono asilo alle popolazioni che fuggono nei giorni orrendi delle scorrerie barbariche, sono questi che con le loro conoscenze, dentro i loro orti avviano l'agricoltura alle migliori condizioni, che contribuiscono alla bonifica di vasti territori acquisendoli al lavoro degli uomini, che organizzano industrie, scuole, ospedali. Infine custodirono amorosamente il senso morale infondendo coraggio e speranza a uomini che vedevano il mondo sfaldarsi attorno a loro. 
Sarebbe ingiusto attribuirgli solo la predica della rassegnazione, perchè alcuni luoghi diventeranno oltre che attivi centri di cultura, anche centri sperimentali delle attività quotidiane, che allora era sostanzialmente l'agricoltura.

Purtroppo non c'erano solo loro, c'erano anche altri religiosi che a Roma, in alcune curie (quindi non possiamo fare di ogni erba un fascio) non esisteva la frugalità  e in fatto di morale si era molto accomodanti; oltre la profusione di agi e opulenza, c'era anche il bizantinismo esteriore, quello fatto di grandi paramenti, ricchi vestiari, riti, lusso.

Quando a Roma vi arrivò San Girolamo che conosceva il greco essendo di Stridone, chiamato nel 382, da Papa Damaso a tradurre in latino il Nuovo Testamento: lui arrivò con una mantellina di capra, camminava scalzo e al collo aveva due pezzi di legno che per lui era la croce. Si scelse nelle scuderie del Papa come alloggio un angolo con un po' di paglia, si procurò uno sgabello e un tavolaccio per dormire e come suppellettili aveva solo una ciotola, dove gli versavano il mangiare; lì iniziò la sua opera.
Possiamo immaginare cosa pensavano i prelati della curia;  lo guardavano con disprezzo dall'alto dei loro suntuosi baldacchini con le loro scarlatte bizantine vesti ricamate.

Roma, quando  vi arrivò Gerolamo, era ormai una città impudica;  e proprio per questo Gerolamo lancia una sua famosa filippica contro le donne nubili:  "non si conta  nemmeno più una vergine" si dipingono le guance, le labbra,  indossano parrucche, vanno scollate, portano il busto, e  uccidono i figli delle loro colpe come se fossero topi sgraditi".  
Non risparmia nemmeno le non nubili, anzi con queste è inesorabile, perchè afferma: "dopo sposate diventano ancora più sfacciate e peccatrici; raggiunto il matrimonio con qualche buon riccone, loro unico scopo é oziare, e tutto il loro unico interesse é fare le civette con i soldi dei propri stupidi mariti". Infine é spietato con questa considerazione  "la piaga dell'umanita' é il matrimonio";  Gerolamo lo considera "l'ottavo peccato capitale" dimenticandosi che era un sacramento.

Questa la situazione in questo anno 420. Siamo in piena confusione nel mondo spirituale e in quello materiale. L'uno e l'altro conosceranno mutamenti di direzione, alcuni buoni, altri fatali.

CONTINUA CON L'ANNO 421 >