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CRONOLOGIA

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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
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E PAESI

ANNO 443 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo dal 432 al 476 ) >

*** IL TRATTATO DI EZIO CON GENSERICO
*** GLI ERRORI DI EZIO


Il trattato fatto da EZIO con Genserico, già sbarcato sulla penisola dopo essersi impadronito dei territori dell'impero in Africa è un contratto grottesco perchè ufficialmente riconosce a Genserico la sua indipendenza e non più il vassallaggio dei territori africani della Numidia e della Mauretania, come se questi fossero di sua proprietà e in grado di difenderli, mentre Genserico li ha di fatto già fatti suoi visto che non esiste più un romano in Africa a difendere una solo metro di territorio. 

L'arrogante EZIO (e con lui quindi VALENTINIANO III e GALLA PLACIDIA)  gioca sempre la carta diplomatica sbagliata;  è all'opposto di quello che ha deciso di fare l'imperatore d' Oriente; più disponibile ma anche più astuto e con una visione politica molto diversa. 
Certo lui ora è solo un imperatore formale, è infatti diventato un sovrano vassallo di Attila, cioè di un capo barbaro. Gli ha concesso dei donativi, ha stipulato dei tributi annui da versargli. Ma se lo ha fatto è  per uscire fuori da una situazione molto critica, pari a quella di Ezio ora; ma Teodosio ha anche il tempo a suo favore per vedere evolvere questo stato di cose, cioè non ha fretta.
Attila pur esoso nella parte venale (la sua richiesta di 2000 libbre d'oro), personalmente non ha grande interesse per il denaro, lui vuole solo fare il "capo branco". Dominare la situazione. E come abbiamo visto lo scorso anno, Teodosio ha perfino cessato di versagli il contributo, ma non è che Attila abbia infierito poi per questo.
E nemmeno vuole sostituirsi a Teodosio nel fare l'imperatore. Attila non ha queste ambizioni. Solo dopo gli verranno, ma la colpa non era nemmeno tutta sua. Furono i serventi e inetti principi che tremanti sotto il suo sguardo magnetico si fecero soggiogare ad ogni suo comando.
"Solo l'opinione volgare lo reputava terrificante. Mentre i suoi modi erano superbi, traspariva la sua potenza in ogni suo atto, fino nello sguardo. Cupido di guerra, sapeva però frenare all'uopo questo ardore, saggio si mostrava in consiglio, non era inflessibile coi supplichevoli, favoriva coloro che gli si legavano con fede.(Prisco).

Questi eventi in Oriente avrebbero dovuto insegnare qualcosa a Ezio. Forse lo stesso GENSERICO non voleva altro che questo: essere un capo riconosciuto. E anche lui come dirà poi Attila, si sentiva che doveva compiere una missione.
"Genserico  era tetro, soggetto agli eccessi di una nera malinconia; fra gli sconvolgimenti del mondo, egli appariva grande, perchè si innalzava sopra le rovine. In una spedizione marittima si era allestita ogni cosa, egli stesso era a poppa sulla nave: dove si recava? Non lo sapeva. "Signore, lo interpellò il pilota, a qual popolo volete portar voi la guerra?" - " a quello contro il quale iddio è sdegnato", gli rispose il Vandalo". (Prisco) 
Lo stesso ATTILA quando verrà fra breve in Italia, questo desiderava.
Attila soleva dire "La stella cade, la terra trema, io sono il martello dell'universo". Si nominava egli stesso col titolo che il mondo gli aveva apposto, Flagello di Dio (Rerum hungaricarum scriptores).

Del resto Ezio (lui stesso non romano ma illirico) che occupava la posizione di Militar Magistri ne era un esempio palese dove volevano arrivare i barbari..

Invece EZIO, pur profondo conoscitori dei popoli e capi barbari, si comporta diversamente. Con il trattato offre qualcosa a GENSERICO che il capo vandalo considera già suo nella sua totalità; cioè tutti quei territori che ha già conquistato.

A Genserico il trattato di Ezio non piace, la corte ravennate non gli riconosce l'attributo di "capo branco". Mentre lui capo indiscusso del branco lo è di fatto; che poi ci siano romani o vandali dentro il suo esercito poco importa. Lui intende l'Africa un suo regno, e chi ci vive suoi sudditi.

EZIO questo non lo capisce, sembra che il topo dica al gatto che ha già la bocca spalancata "aspetta un momento che dobbiamo parlare del rispetto dei diritti della vita". 
Questa è la situazione dell'impero davanti alle pretese o ai desideri di Genserico. Poi verranno quelli di Attila; cui nutrirà Ezio odio-amore. Lo combatterà, ma poi accusato di nutrire troppa simpatia per il barbaro, verrà assassinato proprio per questa sua debolezza.

CONTINUA CON L'ANNO 444 >