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CRONOLOGIA

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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
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ANNO 463 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo dal 432 al 476 ) >

*** BISANZIO: 
ALTRO CHE FANTOCCIO QUEL LEONE!


A Costantinopoli, imperatore formale é LEONE I, ma a comandare, lo abbiamo letto lo scorso anno, è ASPAR, l'uomo che lo ha scelto e fatto salire sul trono e che oltre che essere un valente burocrate, ha grandi appoggi della chiesa ed è anche magister militum, cioè la più alta carica dopo l'imperatore; anche se è lui di fatto a governare come imperatore. Esercito e chiesa si erano trovati d'accordo di mandare sul trono un burattino da poter manovrare a piacimento senza esporsi troppo

Aspar era un barbaro alano, ariano, già alla corte di Teodosio II e poi in quella di Marciano. Subito dopo il misterioso assassinio di quest'ultimo (nel 457), il patriarca lo aveva scelto come reggente con la facoltà di nominare lui un imperatore. La sua scelta cadde su LEONE I, uno sconosciuto tribuno militare della Tracia. In sostanza era un uomo di paglia, un burattino in mani molto esperte: uno la più autorevole personalità in campo religioso, e l'altro la più autorevole in campo militare.

 Purtroppo avevano fatto male i propri conti e lo avevano sottovalutato, perchè costui una volta sul trono si mise a fare veramente l' imperatore, prendendo iniziative e snobbando tutto ciò che gli diceva il suo protettore,  che alla lunga la cosa cominciò a non garbagli più. Aspar si era accorto che aveva in mano un ribelle e non un burattino.
Leone una volta nominò lui il prefetto con un suo uomo e non con quello che invece gli era stato indicato ed era gradito ad Aspar; un'altra volta addirittura si permise di espellere dalla chiesa il Patriarca senza avvisarlo ma a cose fatte; un'altra ancora non inviò più contributi a TEODIMIRO in Pannonia causando una nuova rottura dei rapporti nonostante a Costantinopoli ci fosse in ostaggio TEODORICO  il figlio prediletto del re degli Ostrogoti.

Insomma LEONE I,  stava facendo di testa sua, era entrato nella parte e intendeva fare a suo modo l'imperatore, senza suggerimenti, nè consigli e tanto meno prendere ordini. Quindi stava preoccupando seriamente Aspar. L'uomo non rispondeva più ai suoi comandi.
Ma la  cosa grave era che Aspar che lo aveva indicato al  patriarca e costui lo aveva benedetto Nel nome e per volontà di Dio, lo stesso patriarca considerando transitoria quella scelta, gli aveva promesso a suo figlio ARDABUR una futura nomina.
Tra i due quindi iniziano delle vere e proprie ostilità. Ed entrambi prendono seri e cautelativi provvedimenti per non essere assassinati da qualche sicario. I necessari incontri avvengono in un clima teso e ognuno dandosi una protezione rilevante.

Uno dei più grossi contrasti tra i due è che l'imperatore non vuole perseguire la politica di Aspar,  che ha nei confronti degli elementi ostrogoti germanici una spiccata simpatia (del resto lui stesso di nascita è un "barbaro" Alano). Aspar li ha introdotti a corte, e come magister militum ha organizzato l'esercito con molti elementi non bizantini ma stranieri.  Mentre l'altro -Leone I- non  condivide queste scelte, fino al punto di bloccare di sua iniziativa  i pagamenti dei tributi al re ostrogoto Teodimiro, che oltre che avere il figlio in ostaggio proprio a Costantinopoli, all'impero bizantino lui sta offrendo protezione sui Balcani..
Leone non è solo,  ma ha formato un gruppo che sta prevalendo sulle criticate idee e sulla conduzione  politica e militare di Aspar.
I provvedimenti che entrambi prendono per non essere assassinati, permetteranno ad entrambi di salvare la pelle per qualche anno, ma a risentirne è tutta la politica dell'impero bizantino e con serie ripercussioni anche in quello d'occidente.

Sarà proprio Leone la causa di alcuni fallimenti epocali. Quello del '68, quando invece di collaborare con l'occidente per sconfiggere in Africa i Vandali di Genserico, tradendo il patto, con lo stesso conclude un accordo separato cedendo al Capo Vandalo buona parte delle province bizantine in Africa, permettendogli così di consolidare il suo regno con l'intera Africa Romana, la Sicilia, la Corsica, la Sardegna, le Baleari. Quasi l'intero Mediterraneo in mano al Vandalo.

Fatto grave poi nel '71, quando per le ragioni riportate sopra, in un attimo di disattenzione, l'uomo ai quali Leone doveva il trono, ASPAR assieme a suo figlio ARDABUR, vengono assassinati.

Un altro fallimento diplomatico e strategico  si ripeterà nel 473, quando lasciato libero Teodorico, lo stesso benchè giovane - ma piuttosto determinato- prende il comando di tutti gli ostrogoti e minaccia lo stesso Leone, se non concede alla sua gente vasti territori nei Balcani e a sud del Danubio.
Un atto di forza del giovane ostrogoto che lo proietta subito nell'olimpo dei grandi condottieri. Infatti  non ottiene soltanto quanto ha chiesto, ma si fa nominare a 19 anni, Magister equitum.
Una fulminea carriera che durerà cinquant'anni, ma anche se riuscirà a diventare il padrone d'Italia, ed ad essere un abile politico senza ricorrere troppo spesso alle armi, non verrà mai soddisfatta la sua grande ambizione; quella di essere riconosciuto effettivo signore d'Italia o di diventare imperatore d'occidente; aspirazioni negate nonostante la morte di Leone; l'aiuto dato a Zenone per sbarazzarsi di Basilisco (un generale che gli aveva usurpato il trono); e nonostante Zenone stesso lo avesse - per gratitudine- dichiarato figlio adottivo.

Diventerà uno dei più importanti capi barbari che dominarono l'Italia, ma anche - per tanti motivi- una figura assai discussa.
Lo incontreremo ancora spesso in queste pagine. Teodorico ha compiuto quest'anno solo la sua prima impresa; e a 20 anni è di fatto principe e re degli Ostrogoti.

CONTINUA CON L'ANNO 464 >