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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
DA 1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 476 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo dal 476 al 488 ) >


*** TERMINA L' IMPERO ROMANO !
***TERMINA L'EVO ANTICO
*** INIZIA L'ETA' MEDIEVALE 

RIPERCORRIAMO CON UN BREVE UN RIASSUNTO
RIPARTENDO DALL'1 d.C. DOVE AVEVAMO FATTO IL...

< < RIASSUNTO BREVE DAL 753 a.C. ALL' 1 d.C.

le date significative dall' 1 al 476 sono invece riepilogate qui

I successori di Augusto (a partire dal 14 d.C., anno della sua morte) furono: Tiberio, che governò saggiamente, poi Caligola, ucciso dopo un breve governo pazzesco, poi Claudio intelligente ma debole, infine Nerone (nella tradizione tramandataci) tiranno, crudele e dissoluto, persecutore dei cristiani. Dopo di lui iniziò la dinastia del Flavi.

I FLAVI (69-96 d.C.) - Dopo un anno di sedizioni popolari, Flavio Vespasiano fu proclamato imperatore. Suo figlio Tito riprese e distrusse Gerusalemme compiendo un massacro di ebrei ribellatasi al potere imperiale (70).  Domiziano, fratello di Tito, che gli succedette, fu tiranno dissipatore e crudele. Subentrò poi a quella dei Flavi la dinastia degli Antonini.

GLI ANTONINI - (96-180) - L'impero ebbe un periodo felice sotto gli Antonini: Nerva, Traiano, Adriano, Antonino il Pio e Marco Aurelio. Traiano estese il dominio romano conquistando la Dacia (Romania); in Asia vinse i Parti, conquistò l'Armenia, la Mesopotamia e l'Assiria. Marco Aurelio il filosofo, inizialmente governò saggiamente l'impero, ma poi difendendolo contro i barbari germani gli ultimi anni della sua vita li spese ostinatamente solo per questo maniacale zelo, dimenticando tutto il resto.

LA DECADENZA DELL'IMPERO HA INIZIO.- (181-337) - Con Commodo figlio di Marco Aurelio, cominciò la decadenza dell'Impero Romano. Dopo la morte di Marco Aurelio, Commodo fece rapidissimi compromessi con i nemici che il padre aveva combattuto con ossessione e se ne tornò a Roma a godersi la vita di sovrano.
I popoli barbari divennero sempre più numerosi e aggressivi e le legioni indisciplinate, con conseguente spopolamento ed impoverimento dell'Impero. Degli imperatori del periodo successivo a Commodo, sono da ricordare Settimio Severo, imperatore energico e deciso che guerreggiò contro i Parti, in Britannia, e poi Caracalla che diede la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'Impero (212). Per circa 30 anni l'Impero fu poi sconvolto da sedizioni militari ed invasioni di barbari, finchè Diocleziano non trasformò lo Stato con nuove riforme, dandogli nuovo vigore. Egli pose l'impero sotto il comando di quattro uomini, due augusti (Diocleziano e Massimiano) e due cesari. Uno dei suoi successori, Costantino, avuta l'occasione si disfece dei colleghi e regnò da solo. 
Trasferì la capitale da Roma a Bisanzio (Costantinopoli). 
Con l'Editto di Milano (313) fece del Cristianesimo una religione tollerata dallo Stato.

I PROGRESSI DEL CRISTIANESIMO - Fin dall'inizio - tempi di Augusto- comparve a Roma il Cristianesimo. Una religione nuova che predicava la fratellanza degli uomini, tutti uguali davanti a Dio. Si era formata nella Giudea, sotto Augusto. Maestro di questa dottrina, Gesù Cristo, il Messia annunziato dai profeti. Nato a Betlemme, fu crocifisso a Gerusalemme, sotto Tiberio (33). I suoi discepoli, gli apostoli, iniziarono a predicare  la nuova dottrina (Vangelo), prima in Oriente poi a Roma: essi ebbero dei successi soprattutto in mezzo agli schiavi e alle classi povere, preoccupando non poco le autorità governative quando incitavano i soldati alla diserzione. 
I cristiani proprio per questo (ma anche per intolleranza agli altri dei, compresa la religione ebraica) furono perseguitati, specialmente sotto Nerone, Domiziano, Decio, e soprattutto sotto Diocleziano. Il numero dei credenti - complice la grave crisi delle istituzioni- tuttavia non cessò di crescere.
 Nel 313 Costantino accordò loro la libertà di culto. Dopo Costantino tutti gli imperatori romani furono cristiani, ad eccezione di Giuliano l'Apostata che tentò, ma inutilmente, di ripristinare l'antica religione degli dei. Teodosio, infine proclamò la Religione Cristiana, unica religione ufficiale dell'Impero (380) e ordinò che si chiudessero i templi degli dei. 
Il cristianesimo, intanto, si era organizzato a comunità o Chiese (luogo dove si riuniscono uomini di una medesima fede) governate da Vescovi, presbiteri, diaconi; e tutte sotto l'autorità del Papa, successore di S. Pietro, formarono una sola chiesa universale (=cattolica).

GLI ULTIMI IMPERATORI D'OCCIDENTE - (395-476) - Dopo Costantino, il successore Teodosio divise l'impero tra i suoi due figli: Arcadio ebbe l'Oriente; Onorio l'Occidente (395). Si ebbe così un Impero d'Oriente, con capitale Costantinopoli, e un Impero d'Occidente con capitale Roma (dopo trasferita prima a Milano poi  a ravenna). L'Impero d'occidente ebbe un rapido declino: barbari di ogni specie lo invasero (Visigoti, Svevi, Burgundi, Franchi, Sassoni, Vandali, Unni). I  Vandali di Genserico misero perfino a sacco Roma (455). In pochi anni, a Ravenna -divenuta la capitale- si susseguirono vari imperatori creati e deposti da generali barbari. 
Arriviamo dunque a questo 476 con Odocare generale barbaro che depone Romolo Augustolo, e viene acclamato re dai barbari. Questa segna la fine dell'Impero Romano.
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ORESTE - - Passano i giorni, passano i mesi, tutte le tribu', tutte le milizie barbare, aspettano. Sono impazienti, le feste per la vittoria sono finite, adesso tutti premono su Roma, dove hanno un loro imperatore, cominciano a diventare minacciosi, si uniscono  anche quelli che non avevano mai partecipato a una battaglia, a una missione; quelli che non hanno mai fatto una sola volta la sentinella a un fortino, ci sono tutti; più di tutti, perchè ci sono anche ex romani scontenti, diventati negli ultimi anni degli anarchici.


ORESTE non può cantare vittoria, il 23 agosto si mette la corona in testa, proclama "cesare" anche suo figlio ROMOLO (detto AUGUSTOLO) ma non basta, adesso per lui il pericolo non viene piu' da Roma e dall' l'Italia impotente, ma viene dalla sua stessa terra, dai suoi germanici; non si capisce piu' chi sono, sono delle bande che si dovrebbero chiamare milizie e invece sono gruppi che forse riponevano un po' troppa fiducia in un capo che non aveva nessuna diplomazia e nessun senso dello Stato. Eruli, Alani, Sciri, Turcilingi e tanti altri che andavano dal Reno, all'intero bacino del Danubio, e fino in Tracia sul Mar nero gli presentarono il conto. Volevano un terzo delle terre conquistate, era finalmente giunta la loro ora di conquista del territorio che avevano da decenni, alcuni da secoli abitato, difeso, ma sempre per conto degli imperatori romani. Ora avevano un loro imperatore e si aspettavano la giusta ripartizione, per viverci definitivamente in pace. 

ORESTE non seppe o non volle accontentarli, il potere assoluto gli aveva dato alla testa anche a lui. Tutte le tribu' sia quelle in Italia che quelle fuori, si trovarono contemporaneamente tutte d'accordo a eleggere loro capo una sola persona: l'erulo ODOACRE; quell ex bambino, figlio di quell' EDICONE, amico proprio di ORESTE, che aveva negli anni precedenti  preso in braccio, giocato insieme, quand' era fanciullo, portato sul suo cavallo nella campagne militari; ed era proprio quel ragazzino che gli si rivoltava contro; che però ora era capitano, ed aveva tutto l'appoggio dei suoi soldati.

ODOACRE, proclamato il capo di tutti barbari, scese in Italia e dichiarò guerra a ORESTE, nel frattempo  riparato a Pavia. Questa città pagò la cancellazione dalla faccia della terra con tutti i suoi abitanti con donne e bambini sgozzati, poi fu arsa, solo per aver dato rifugio al barbaro megalomane, che riuscì nell'ora critica però a fuggire, ma non lontano, si fermò a Piacenza; qui fu raggiunto da ODOACRE il 28 agosto. 
Dopo soli 5 giorni da Imperatore, proprio a Piacenza, Oreste fu decapitato. Il figlioletto (Romolo Augustolo di sei anni) a Odoacre gli fece tenerezza, lo risparmiò, lo depose ufficialmente e lo mandò a vivere con una congrua pensione in una sfarzosa villa in Campania, nei pressi di Napoli, a Capo Miseno; una villa fatta costruire da Mario, arredata da Lucullo.
Odoacre sceso poi su Roma, inizia a distribuire ufficialmente  un terzo delle terre fondiarie ai barbari d'Italia e a quelli del suo seguito; poi riscatta dai Vandali di GENSERICO anche la Sicilia ed infine, rinunciando a qualunque pretesa di cingere la corona prende le insegne imperiali e le rinvia all'imperatore ZENONE  a Costantinopoli. 

Con questa data si considera convenzionalmente finito l'Impero Romano d'Occidente e l'Evo Antico.

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