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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICI
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 541 d.C.

( QUI riassunto dell'intero periodo ( guerra gotico-bizantina) dal 540 al 567 ) >

*** UNA STRAGE DI RE FRA I GOTI 
*** SPUNTA L'ASTRO TOTILA


Con un po' di carisma e con un po' di abilità, Teodorico per tanti anni era riuscito a tenere insieme i suoi ostrogoti: anche i più moderati con i più irriducibili. Questi ultimi sempre  insofferenti a Roma e a Costantinopoli e che volevano ad ogni costo germanizzare l'intera Italia opponendosi alla protezione bizantina; in effetti questo apparente sostegno dei bizantini era formale e solo un modo per procurarsi dal territorio italico dei contributi.
 
L'Italia dagli ultimi tre imperatori, da Zenone in poi, era stata sempre considerata come una colonia bizantina che era stata sì affidata a dei barbari, ma comunque sempre ben controllata dai suoi funzionari, che nella penisola dovevano occuparsi solo di una cosa: mandare denaro a Costantinopoli, sempre più denaro, tanto denaro. Le feste e gli sprechi della corte bizantina a Costantinopoli e i capricci di Teodora ne assorbivano sempre di più di denaro. E l'unica risorsa era quella: fare vere e proprie rapine. A esercitarle i piccoli gabellieri; poi prima che le somme giungessero a Costantinopoli, una serie di funzionari pensavano loro a decurtarne buona parte. Anche loro in Italia nelle varie province, come a Costantinopoli non si facevano mancare nulla.

Dopo Teodorico come abbiamo già letto in precedenza, dalle file dei Goti si erano fatti avanti gli avventurieri, con vocazione bellica più che politica. Ma se erano carenti di quest'ultima, non è che erano validi anche nella prima. Dominavano col terrore, perfino i propri uomini.

Le gelosie fra generali, con vedute diverse (fra intransigenti e moderati)  avevano già iniziato a dividere i goti. Già a Ravenna avevamo visto gli stessi goti quasi offrire il comando a Belisario, perché anche se era un bizantino e un nemico lui aveva dimostrato di avere delle qualità di condottiero, e probabilmente di questi in giro non ce n'erano fra i goti. 
VITIGE era scomparso dalla scena. Belisario abbiamo visto come. E a Pavia i Goti -tutto merito di Giustiniano- erano nuovamente riusciti a darsi un capo, ma non risolsero la loro situazione critica.
Il generale URAIA che era stato in un primo tempo indicato successore, forse non volendo accorciare la propria vita, aveva rifiutato l'ambita corona. Così il trono era poi andato al più battagliero ILDEBARDO, indubbiamente appoggiato dall'ala più estremista, quella dura ma  piuttosto esigua.
Le idee rivoluzionarie del nuovo capo e dei suoi seguaci dovettero scontrarsi con qualche contestazione di troppo in mezzo ai reparti, che erano forse solo in sintonia con le idee più moderate di Uraia. Ma tanto bastò da diventare lui il capo espiatorio, lui il responsabile della sedizione; seguì una ingiusta condanna a morte del povero generale fra lo sconcerto visto che godeva alta stima fra i suoi soldati.

Abbiamo detto che gli estremisti erano una minoranza, quindi l'altra non di certo poteva temere di essere sopraffatta. La condanna ingiusta di Uraia, contribuì a diffondere il malumore, fino al punto che un gepide, Vila, preso il coraggio affondò un coltello alla schiena del criminale.

Fu eletto nuovo re dei goti ERARICO, piuttosto moderato, non proprio con tante simpatie per i bizantini, ma del resto usando un po' di saggezza a questi bisognava fare riferimento. I barbari possedevano la forza ma mica l'abilità politica e amministrativa.  E con i bizantini Erarico riprese i contatti, operando con una opportunistica politica del disgelo.  Purtroppo provocando così altri malumori  dentro l'ala estremista, e alla fine anche lui, dopo solo cinque mesi che era sul trono, si ritrovò all'altro mondo: assassinato.

Sia Belisario che Cassiodoro avevano ben visto lontano; anzi vicino. Tre re assassinati nell'arco di un anno per la lotta al potere, un potere che vacillava fra due tendenze, entrambe non capaci di dare una svolta alla politica ostrogota, sia nel senso moderato che in quello esasperato; e questo solo per un motivo, che mancava un capo, un vero capo.
 Quello che da tempo era venuto a mancare ai goti, dopo Teodorico, era proprio un valido condottiero, abile, capace di tenere insieme le due correnti con il carisma di un vero re. 
E prima o dopo, questo sarebbe spuntato. E allora addio alla riunificazione dell'Impero.
Questo era il grave errore che Giustiniano aveva commesso. Belisario a Ravenna aveva già  in pugno la situazione, e proseguendo la sua opera non avrebbe mai permesso che sorgesse da nessuna parte un nuovo capo.

Infatti, prova e riprova, i Goti il loro capo, il loro condottiero lo trovarono.

TOTILA

Morto Erarico, non scelsero il solito generale, ma elessero un giovanissimo e valoroso capo; audace, brillante, e nonostante molto giovane dotato di una forte personalità. Inoltre era un bellissimo giovane, alto, atletico, comunicativo, simpatico. Senza odi e rancori per nessuno.
 
 Il fato riuscì all'improvviso a dare ai barbari un principe eccezionale sia per il suo coraggio cavalleresco sia per il ricco fascino di cui era dotato. Ma a parte il coraggio, per undici anni, esprimendo anche capacità politiche e militare non comuni, riuscì a tenere a bada la potenza dell'impero, riconquistando gran parte dei territori italiani precedentemente perduti, e nel farlo rovinando la reputazione del grande generale bizantino BELISARIO, inviato nuovamente in Italia nel 545 a combatterlo.
Belisario era anche lui un prode, ma davanti a Totila si sentiva impotente; e lo stesso generale disse di Totila "Lui ha sempre Dio accanto ad aiutarlo". Ed è un bell'epitaffio per riconoscere il valore dello straordinario capo dei goti..

 Iniziamo a narrare  le sue gesta che porteranno lo scompiglio in ogni esercito che lui con tanta spavalderia e coraggio affrontava... di nemici o ex amici.

Con un nome che era tutto un programma: che presto conosceremo

Oltre che riconquistare i territori, Totila conquistò le folle,  l'ammirazione delle popolazioni; anche quelle nemiche, mediante un atteggiamento conciliante del tutto nuovo rispetto a quello adottato dai suoi predecessori.

Sta naccendo il mito di Totila "l'immortale"..............


CONTINUA ANNO 542 >