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CRONOLOGIA

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ANNO 584 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( invasione longobardi ) dal 568 al 590 ) >

 *** I LONGOBARDI IN ITALIA ELEGGONO UN RE


***  SPAGNA - Leovigildo  scatena la sua offensiva contro il figlio traditore; che in un primo momento lo contrasta con un ambiguo re Mirone il re degli Svevi; il re visigoto volge prima contro di lui tutto l'esercito, costringendolo non solo a ritirarsi ma a fare anche una pace per neutralizzare una eventuale alleanza con il figlio, poi si prepara ad affrontare il "ribelle".
Si dirige verso Siviglia dove si trova asserragliato il figlio, ormai solo. Ora la disputa è fra loro due, la cui conclusione la leggeremo il prossimo anno.


*** I LONGOBARDI IN ITALIA ELEGGONO UN RE

 Dopo 10 anni di scorrerie su e giù per l' Italia i Longobardi nella completa anarchia e sempre dilaniati al loro interno, forse  riflettono che da quel grande popolo che erano, ora sono disgregati; ciascun duca ha rafforzato il proprio potere  su un determinato territorio sul quale ha creato un piccolo stato indipendente, che però appare fragile.
La violenza anche fra di loro non ha pagato e le distruzione e i saccheggi in 10 anni hanno impoverito sempre di più il paese; fuggiti tutti i proprietari terrieri, l'Italia di questo periodo è quasi sull'orlo di una estinzione. Qualche contadino, qualche schiavo, qualche sopravvissuto non bastano per produrre quanto gli stessi invasori hanno bisogno. Hanno ormai in 10 anni di spoliazioni arbitrarie setacciato il territorio, e a un certo punto devono aver capito che bisognava fermarsi, organizzarsi, pensare a una vera e propria cooperazione e non una guerra fra di loro.

Nelle loro scorrerie che si erano estese anche verso i confini peccarono anche di imprudenza, mettendo in allarme anche i vicini, cioè i Franchi; che senza aspettare una visita sgradita, si organizzano -stanno tentando di fare un'alleanza con i bizantini- e si stanno preparando, per primi a scendere in Italia.

I duchi longobardi temendo da un momento all'altro questo inizio delle ostilità, decidono di riunirsi e discutere per darsi un vero re, un condottiero, qualcuno che organizzi la difesa dei confini, che guidi l'esercito, ma anche per creare una amministrazione meno anarchica. Un caos che sta creando anche fra di loro problemi di sopravvivenza. Dopo aver esaurito tutto quello che avevano depredato nei territori occupati, non permettendo quei pochi scambi che prima avvenivano, la decadenza economica è ormai totale.

Lo hanno capito tutti, in 10 anni hanno imparato dentro l'impero romano-bizantino cosa erano le leggi, cosa servivano i funzionari, i governatori, che cosa procuravano gli scambi commerciali tra una provincia e l'altra, quali erano le necessità - almeno le minime indispensabili- delle popolazioni. 
Non si poteva più assistere passivi alle morti per carestie, malattie o per deperimento alimentare; e di conseguenza allo svuotamento dei paesi, all'abbandono delle campagne. Si erano resi conto che quando erano arrivati ciò che avevano trovato non era il frutto di un giorno, e che il benessere non veniva giù dal cielo ma che era la risultanza di anni di impegno e di gruppi di individui organizzati da una pur minima amministrazione centralizzata. Che nulla era nato dal nulla. E che se andavano avanti così la morte era in attesa di prendersi anche loro, ormai non c' era più nessun dubbio, erano esposti anche loro ai disagi e alla decadenza.

 La dimostrazione l'abbiamo il prossimo anno con la discesa del giovanissimo CHILDEBERTO II, i duchi per primi attaccati alla sinistra del PO erano così indeboliti, cosi incapaci di organizzarsi, che chiesero di trattare offrendo doni in pegno di sottomissione, o per farli passare sul proprio territorio per aggredire altri duchi longobardi. Cioè tradivano la loro stessa gente.
Il re Franco nel vedere i doni che avevano racimolato quasi si mise a ridere, facevano pena, erano cianfrusaglie, monili, bestiame denutrito, che lui non sapeva che farsene. Ne sapeva che farsene di un territorio ridotto a quelle condizioni in pieno degrado, con fiumi non più curati, che ad ogni temporale uscivano fuori da argini invadendo paesi, città, campagne, seminando squallore, carestie  e malattie.
 
Nella Francia meridionale funzionava già una vera e propria zecca, monete auree con i nomi del re e dell'imperatore, mentre  in Italia solo qualche monetina circolante con l'effige di Odoacre, di Giustiniano che forse provenivano da tesori nascosti da qualche ricco proprietario poi depredato. Non esisteva più -lo abbiamo già scritto- una moneta circolante, esisteva solo il baratto. E ci meravigliamo come CHILDEBERTO non abbia avuto la tentazione e l'intenzione di spingere l'acceleratore e scendere a prendersi in un boccone l' intera Italia a sud, quella ancora relativamente sana.

Come vedremo più avanti, firmo' un patto di non aggressione (e anche una promessa di matrimonio-alleanza) e se ne ritornò al suo paese, convinto che aveva perso solo del tempo con degli straccioni, che tutto erano meno che duchi; erano e rimanevano solo uomini di tribù, senza neppure un capo, un re (anche se lo avevano anni prima nominato), ma solo degli sbandati che si aggiravano come avvoltoi su prede ormai spolpate da 10 anni, a turno fra di loro; miseri banchetti di poveracci fatti in casa di poveracci.
Ricordiamo che l'intera penisola contava in questo periodo poco più di 4 milioni di abitanti, che avevano abbandonati i grossi centri e si erano ormai dispersi nell'entroterra, in valli e colline, lasciando spopolate quasi tutte le città e le floride campagne che erano tutte nella immediata periferia delle stesse.

I Longobardi dovettero capire tutto questo molto chiaramente già con qualche anticipo.

Fu dunque eletto quest'anno, AUTARI, figlio di quel CLEFI ucciso da un servo nel 574, che aveva regnato solo diciotto mesi; poi, dopo di lui era scoppiata l'anarchia.
 
Per dare un fondamento concreto a questa monarchia, Autari accettò la corona a certe condizione che i duchi gli cedessero metà del proprio patrimonio terriero per formare un patrimonio regio capace di creare una solida base politica-economica e militare. Inoltre non aspirava al rango di capo barbaro, ma a un regno legalmente riconosciuto all'interno dell'intero territorio.

Le fondamenta di questa nuova monarchia, almeno secondo le scarse informazioni che abbiamo di questo periodo (l'unica è quella di Diacono) poggiavano su una struttura  molto ben diversa da quella precedente, piuttosto tribale (cioè l'autonomia del proprio territorio conquistato)
I vari duchi nel dare  metà della loro proprietà  avevano il diritto di ricevere protezione da questa nuova unità statale che si incaricava non solo di amministrare ma anche di difendere militarmente il territorio del duca (il dominio) al pari di quello statale  (il demanio) amministrato dai preposti reali (gastaldi).
Autari con questi poteri  potrà riorganizzare un vero e proprio esercito regio e, come vedremo, sventerà non solo gli attacchi dei Franchi ma torneranno i Longobardi a fare conquiste territoriali.  Autari cercherà di attenuare i contrasti col Papato e ridurrà fortemente le tendenze autonomistiche dei duchi più ribelli (che seguiteranno ad esserci) per far fronte sia alle minacce interne come a quelle esterne; usando la diplomazia, creando alleanze e, in certi casi, anche utili unioni matrimoniali.


*** REGNO FRANCO - Muore assassinato CHILPERICO, re franco della Neustria, che -nel 575- aveva fatto assassinare il fratello Sigiberto per impossessarsi dell'Austrasia. La cognata vedova Brunechilde era riuscita non solo a fuggire e a salvarsi ma anche a  respingere i suoi tentativi, reggendo il regno del figlio allora infante CHILDEBERTO II, di 5 anni.

A Chilperico succede ora CLOTARIO II, mentre  Childeberto ora 15enne è lui a prepararsi per scendere in Italia il prossimo anno dopo accordi con i bizantini di Ravenna per cacciar via i Longobardi dall'Italia. Non sanno ancora i Franchi che però le cose in Italia stanno cambiando.

*** SUL DANUBIO GLI AVARI della Valle della Fame sono intanto arrivati ad occupare Viminacium (odierna Kostolac) e Singidunum (odierna Belgrado). E da quello stesso itinerario stanno arrivando altri Avari (i Baian) che andranno quindi ad ingrossare le file di questo popolo della steppa che sta invadendo ora l'occidente dai Balcani

CONTINUA ANNO 585 >