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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
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ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 599 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** LA PACE IN ITALIA CON I LONGOBARDI
*** LA DISTRUZIONE DI MONTECASSINO


*** ITALIA - Con gli accordi dello scorso anno; e con un nuovo esarca a Ravenna (Callinico), c'è tregua tra Papato, Longobardi e Bizantini. 
Ma mentre Agilulfo firma  un accordo con il papa, il duca di Benevento Arechi lo ignora e continua le sue scorrerie nell'Italia meridionale.
Oltre Arechi, anche altri duchi si ribellano al potere regio; come Warnilfrida, consigliere del duca di Spoleto Ariulfo, che si rifiuta di giurare.

Comunque a parte i ribelli, questa pace che GREGORIO MAGNO cercava ad ogni costo, anche se è ancora relativa, segna la fine di un'epoca di "barbarie" nella storia d'Italia.
E' lo stesso Gregorio Magno in una lettera a ricordarci che "...l'Italia era così mal ridotta a causa delle guerre e delle varie malattie che non c'erano uomini a sufficienza per far la guardia alle mura". 
Inoltre la peste non era ancora scomparsa dall'Italia e dalla stessa Roma; seguitava a mietere vittime, assieme a un'altra carestia che mise in ginocchio i pochi che si erano salvati dall'epidemia.
 Un altro dolore Gregorio lo prova quando avviene la ..............

DISTRUZIONE DELL' ABBAZIA DI MONTECASSINO - 
SAN BENEDETTO da Norcia (480-543)  nel 529 dopo aver fondato quello di Subiaco (che verrà distrutto anche questo dai Longobardi nel 601) aveva fondato in questa località il suo primo monastero; l'abbazia era diventata una dei più grandi centri del monachesimo; per l'educazione e la cultura dello stesso.
La regola benedettina imponeva al monaco la povertà, la castità, l' obbedienza. 
Non era ancora un Ordine (questo avverrà nel 1339 con S. Anselmo), ma la nuova natura del monachesimo "benedettino" era anche il lavoro e non solo ascesi (anche se ai primi tempi lo stesso Benedetto era stato un seguace della sola ascesi, ritirandosi in una grotta alle porte di Roma, da solo, per tre anni, fuori da ogni contatto dal mondo; così fuori, che l'esistenza di Benedetto la conosceva solo un frate di un convento vicino). 

Questa ascesi moderata, la sua utilità pratica e la tendenza "romana" alla disciplina e all'ordine  le assicurarono una vasta diffusione. Anche se la sua "legge" si presentava impegnativa.
Questa nuova missione del "lavoro" portò anche a studiare i testi antichi, a rivisitarli, a scriverne i commenti, a scrivere nuovi testi, nuove espressioni nella filosofia divina e umana. Fu a Montecassino che si formò una grande biblioteca di testi biblici, commentari, copie di manoscritti di altre provenienze: bizantine, egiziane, ebraiche, mesopotamiche, arabe, indiane, forse anche buddhiste e confuciane.

Un tesoro di cultura che fu dai "barbari" longobardi distrutto con una prima scorreria nel 577, poi completarono l'opera quest' anno, e ciò che ancora rimaneva fu bruciato, fatto scomparire dalla faccia della terra. I poveri monaci dovettero fuggire a Roma e GREGORIO MAGNO li sistemò tutti al Celio (che come abbiamo già accennato, era il suo palazzo patrizio trasformato in monastero) e in un altro palazzo vicino al Laterano. 
E se da una parte questa tragedia poteva essere considerata una sventura, dall'altra favorì in un modo straordinario e notevole la diffusione dei benedettini nel mondo.

GREGORIO MAGNO (lo abbiamo già conosciuto, anche lui era di impostazione tipicamente benedettina - ricordiamoci la sua austerità e parsimonia) ne fece una "università di dottori", si adoprò che il monastero divenisse un centro di cultura religiosa che doveva avere il primato assoluto su ogni altro ordine e regola monastica. Era lui a scegliere chi era degno di entrarci, e se li scelse bene!
Dal Celio partirà AGOSTINO per l'Inghilterra di cui abbiamo già accennato, per fondare Canterbury ed evangelizzare tutta l'isola, e dal Celio partirono i missionari e i vescovi per la Francia, la Spagna, la Frisia e in tutto il nord Europa. 
Essendo assai rispondente allo spirito ed al carattere delle popolazioni sassone e germaniche, la regola benedettina molto rapidamente assorbì e subentrò alle altre regole fino allora in uso; in modo così totale che in seguito Carlo Magno si chiese se fosse mai prima esistita qualche altra regola monastica oltre quella di San Benedetto. 

GREGORIO MAGNO, quando lasciò ricchezza e carriera, per dedicarsi al monachesimo fu non solo affascinato dall' opera di Benedetto ma superò perfino il maestro; come zelo e intelligenza non fallì nemmeno una delle tante iniziative. Soprattutto  presso i germani; peccato che alla "protesta" di Lutero nessuno si ricordò questa sua grande opera; eppure mille anni dopo, nel 1520, tutti i monasteri tedeschi erano quasi tutti ancora benedettini; ma l'opulento sfarzo di Roma e le sue indulgenze monetizzate, avevano creato una distanza enorme tra la Chiesa di Roma e la Chiesa tradizionale germanica, fondata quasi tutta sull'austera regola benedettina.

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