| DA
20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
1 D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
PERIODI
STORICI E TEMATICi |
PERSONAGGI E PAESI |
ANNO 608 d.C.
(
QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >
*** MUORE PAPA BONIFACIO III
*** ARTE LONGOBARDA
Gli succede BONIFACIO IV nativo di Valeria di Marsi, eletto il 25 Agosto. Resterà sul soglio fino al 615 non profondendo molto impegno su quanto era stato fatto dai suoi predecessori, soprattutto Gregorio. Lui preferisce condurre una politica meno radicale, del non intervento negli affari sia della chiesa che politici; questi ultimi del resto nei suoi primi anni di pontificato non sono critici; essendoci in Italia una tranquillità che non si era mai verificata in precedenza.
Nessuna scorreria di longobardi, nessuna recriminazione di qualsiasi genere, duca e sudditi per i conducono una vita di relativa operosità nei loro territori senza disturbarsi.
A Milano (Monza) risiede il re longobardo AGILULFO, che "governa come un "romano" la città". Sua moglie TEODOLINDA saggia regina gli è accanto con il figlioletto Adaloardo, suo erede, che ha ora 5 anni; è lui (dopo il battesimo voluto dalla madre) la figura rappresentativa della conversione al cattolicesimo, che ha portato oltre che alcuni benefici anche un po' di pace fra i longobardi. Insomma la figura di GREGORIO MAGNO seguitò per alcuni anni a influenzare la corte longobarda, nonostante il clima di ostilità che si era venuto a creare dentro il clero ariano; sia per le due elezione del Patriarca di Aquileia e Grado (già citata nell'anno 606), ma anche per la regina e suo fratello Gundoaldo duca di Asti molto popolare fra i longobardi (erano entrambi figli di Gariboldo re della Bavaria quindi cattolici fin da primo giorno quando scesero in Italia).
Teodolinda continuerà a prodigarsi anche quando gli morirà il marito; ma dovremo aspettare il 653 quando Anastasio convertendosi al cattolicesimo fu l'ultimo vescovo ariano longobardo.
ARTE LONGOBARDAIn questo periodo felice, si assiste anche a una iniziale vitalità artistica longobarda nelle arti figurative, salvo la pittura che sarà sempre del tutto assente (più tardi solo un paio di affreschi nell'VIII sec.).
L'espressione artistica più caratteristica fu l'oreficeria, espressa con lavori di sbalzo e cesello.
A Monza chi visita il Duomo e la sua famosa "Cappella Teodolinda" ammirerà il tesoro dei Longobardi ivi conservato e noterà uno dei più interessanti oggetti artistici lasciatici da Teodolinda.
In argento massiccio la famosa "chioccia" che riunisce i pulcini sotto le sue ali. Una immagine simbolica della protezione di cui poteva godere in questo periodo la popolazione di quella pace tra Chiesa e regno longobardo (che durò -come abbiamo già anticipato nel 605- fino a quando Teodolinda resterà regina (616), poi reggente del figlio (626).
Fa parte di questo tesoro anche la CORONA FERREA in oro ornato di gemme e smalti.
(ferrea perché cerchiata all'interno da un anello di ferro che secondo la leggenda contiene un chiodo della croce con il quale fu crocifisso Gesù Cristo).
Quanto all'architettura longobarda solo più tardi essa determinò il sorgere e il definirsi di quello che sarebbe stato chiamato stile romanico, che ha accolto anche influssi orientali di provenienza armeno-caucasica, e bizantina come la chiesa di San Salvatore a Brescia costruita verso la fine del regno nel 753 o come a Cividale nel tempietto longobardo di Santa Maria in Valle assai noto per la complessa decorazione a stucco degli interni e per una scultura dell'altare; o il sarcofago di Teodota nella chiesa di San Martino.
In Meridione, l' arte longobarda è presente nella chiesa di Santa Sofia, fatta costruire da Arachi. Le strutture architettoniche associano elementi bizantini e gusto longobardo. Si trova qui anche uno dei rarissimi affreschi longobardi.
I campanili furono introdotti nell'architettura occidentale proprio dai Longobardi, come i menhir e gli obelischi, essi rappresentano il tema maschile, la virilità puntata verso il cielo.
Nell'architettura religiosa longobarda di grande importanza è la creazione della cripta, sacello sotterraneo ubicato nella parte più sacra dell'edificio, che corrisponde all'elemento femminile, come "ventre" depositario di ogni segreto e di ogni fertilità.
Nell'arte longobarda il serpente ebbe sempre un simbolo ricorrente, molti si ritrovano nelle decorazioni delle chiese romaniche.