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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 616 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** MORTE DI AGILULFO

** Muore il re dei longobardi  AGILULFO dopo 25 anni di regno in Italia. Un priodo con notevoli ripercussioni nella vita del paese, politiche, economiche, oltre che religiose. Sulla questione religiosa (sotto l'influenza di Teodolinda)  Agilulfo era stato relativamente tollerante con lo scisma dei "Tre Capitoli"; quella frattura creatasi nel patriarcato di Grado e Aquileia. 
Con varie ambascerie aveva tentato di conciliare le due fazioni  con gli imperatori di Costantinopoli e il Papato, ma purtroppo non aveva trovato certamente gli appoggi e le persone giuste per farsi ascoltare; prima con Giustiniano, poi con Maurizio; sempre convinti a Bisanzio che i longobardi erano degli usurpatori, degli eretici ariani, dei barbari peggiori di quegli Ostrogoti cacciati con la lunga guerra gotica-greca.
Che Agilulfo si fosse dimostrato invece tollerante ce lo dimostra che  i scismatici trovavano ospitalità nel suo regno; erano degli ambigui compromessi ma si evitava di far scoppiare guerre di religione. 
 Abbiamo del resto visto che a Colombano gli venne perfino concesso un terreno nella Trebbia per creare un suo monastero. Questo convento sorto cattolico (pur essendo Colombano in contrasto con Roma su questioni dogmatiche) appena morto venne subito trasformato dai suoi confratelli in ortodosso, senza che i longobardo intervenissero.

Con la morte di Agilulfo, sua moglie la regina TEODOLINDA assume la reggenza in nome del figlio tredicenne, ADALOALDO. Cattolica, nonostante il primo marito Autari  non avesse mai consentito il battesimo ai bambini longobardi col rito cattolico, Teodolinda era riuscita con il secondo marito Agilulfo a far battezzare il figlio Adaloardo a Monza da un vescovo scismatico di Aquileia, che con i suoi seguaci aveva trovato asilo presso i Longobardi.

ADALOALDO (re dal 616-626) - Poco significativo è il Regno di questo ragazzino salito appena tredicenne sul trono. Del resto era la madre TEODOLINDA che regnava come reggente, e fu lei a proseguire una politica di forte avvicinamento alla Chiesa Romana. Da quando si era sposata con Autari aveva iniziato una fitta corrispondenza con papa Gregorio fino all'anno della sua morte (604). Poi proseguì nella sua opera dando un forte sostegno nella lotta contro gli ariani. 
Ma non dimentichiamo che lei era bavarese ed era già cattolica, anche se di madre longobarda. Infatti suo padre Gariboldo, aveva sposato una figlia del re longobardo Vonone, molto prima che Alboino invadesse l'Italia.

In contrasto con la maggior parte dei duchi longobardi ariani, inclini al nazionalismo, la cattolica Teodolinda appoggiata dagli scismatici  inizia a guidare un governo ovviamente favorevole ai cattolici. Di conseguenza una certa influenza romana in questi dieci anni di reggenza fece rapidi progressi nel regno longobardo, anche perché in queste province del nord, molti sudditi influenti appartenevano a un rango sociale di origine romana molto vicini alla Chiesa. Costoro avendo sempre avuto in precedenza ottimi rapporti con gli abitanti delle zone confinanti, erano poi quelli che intervenivano -nelle crisi militari e politiche- quando bisognava concludere qualche armistizio con i bizantini dell'esarcato di Ravenna ma anche con gli stessi duchi longobardi in lotta fra di loro.
E furono proprio questi duchi, contrari alla politica antiariana di Teodolinda e figlio, a deporli entrambi nel 626; salì così sul trono ARIOVALDO (ariano) duca di Torino marito di GONDEBERGA (cattolica), figlia di Teodolinda e sorella di Adaloaldo, che fuggito a Ravenna morì due anni dopo, forse avvelenato, nello stesso anno 628 morì anche Teodolinda.
Insomma anche fra parenti i longobardi per il potere non andavano tanto per il sottile.


*** NAPOLI pur non toccata dai Longobardi, ha anch'essa lotte intestine. Rimasta sempre una città bizantina, c'e una sommossa di due fazioni dentro la classe dirigente, entrambe bizantine. Si scontrano infatti per il possesso di Napoli, COMPSINO e il patrizio ELEUTERIO. In un primo momento ha il sopravvento il primo, ma poi è il secondo che esce vincitore dallo scontro sconfiggendo e uccidendo Compsino.

*** IN SPAGNA - Si fanno incombenti  ad opera e del re, del clero e della borghesia le persecuzioni fanatiche contro gli ebrei con l'imposizione del battesimo; con maggior zelo sono applicate misure repressive, la confisca dei beni e la perdita di ogni diritto ad occupare posti pubblici chi non si converte al cristianesimo (che abbiamo  dettagliatamente illustrato nel 609).

Sempre in Spagna in questo periodo opera a Siviglia il Vescovo ISIDORO (570-636). Scrive Chronica Maiora, una sintesi della storia universale partendo dalla creazione, nella quale condanna l'ideale universalistico di un impero romano-cristiano.
Isidoro scrive anche De Natura, un trattato di astronomia e geografia matematica che si riallaccia nella forma e nei contenuti alla tradizione scientifica del Basso Impero.

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