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CRONOLOGIA

DA 20 MILIARDI
ALL' 1  A.C.
1 D.C. AL 2000
ANNO x  ANNO
PERIODI STORICI
E TEMATICi
PERSONAGGI
E PAESI

ANNO 619 d.C.
( QUI riassunto del periodo ( longobardo ) dal 591 al 652 ) >

*** I PATTI DI ERACLIO CON GLI AVARI-SLAVI
*** MAOMETTO - LA MORTE DELLA MOGLIE

*** BIZANZIO -  COSROE il re dei Persiani conquistata la Siria, occupata Gerusalemme, ora si appresta -come temeva Eraclio- a scendere in Egitto. Qui Niceta l'esarca bizantino disperando di poter difendere Alessandria, ha abbandonato la città.
Non fu quella dei persiani  una conquista di forza, nè venne ingaggiata una battaglia, ma si usò l'astuzia.
 I Persiani con piccole barche, uno due alla volta travestiti da pescatori, entrarono inosservati dentro il porto, senza mai essere notati; si nascosero dietro rocce e anfratti fino a quando divennero una moltitudine, poi a un segnale ben preciso, sferrarono l'attacco decisivo a sorpresa travolgendo così ogni resistenza e occupando  la città di Alessandria e che voleva dire il cuore dell'Egitto e l'Egitto stesso. Cioè la più ricca provincia dell'impero bizantino. 

A questo punto la determinazione di COSROE e le conquiste fatte finora in così breve tempo dal re persiano, diedero l'impressione che era ormai potenzialmente era lui il padrone di tutto "quel mondo" che una volta era considerato romano.
 Se Roma capitale dell'impero d' Occidente, già da tempo non poteva contare sui rifornimenti di grano da questa provincia
e fu una delle cause della sua decadenza, questa volta lo stesso destino era riservato alla capitale dell'impero d'Oriente.
 Anche Costantinopoli si vide privata della sua principale fonte alimentare, e proprio in un periodo di carestia e contemporaneamente era pure scoppiata un' epidemia che stava colpendo ricchi e poveri senza riguardo.

L'imperatore sa che non può affrontare due guerre, e sa anche che se deve portare la guerra in Asia contro i Persiani che sono già in Siria, deve volgere le deboli spalle gli attacchi degli Avari. 

Con questi quindi sacrifica le casse dello stato e il proprio orgoglio, concludendo un trattato con il Kaghan. Raccolse un bel gruzzolo, circa 200.000 nomismata, mise insieme come ostaggio suo figlio Giovanni Atalarico, suo cugino Stefano, Giovanni che era il magister e li spedì al campo degli avari, come tributo e come garanzie. 
Poi riunito il clero che aveva ultimamente un po' strapazzato con le sue riforme e alcuni -quelli che volevano sempre comandare- li aveva messi anche alla porta, fece loro un bel discorso.
 
"Se non mi aiutate a racimolare denaro, io abbandono il campo e come volevate me ne vado, lascio Costantinopoli e tutto l'impero, e voi che dicevate con le chiacchiere di essere  tanto bravi pensateci allora voi a difenderla. 
Se invece mi aiutate, guiderò io stesso l'esercito sul campo, con la forza del Dio delle battaglie senza temere la morte. Sotto la protezione della Madre di Dio sfiderò  i Persiani e tutta la potenza degli infedeli che hanno profanato il Santo Sepolcro, rubato la Croce di Gesù Cristo."

Il clero non ebbe scelta, si trovò d' accordo con la "missione" di questa Guerra Santa e andò incontro alle richieste dell'imperatore fondendo tutto il prezioso vasellame d'oro e d'argento per coniarne denaro per pagare sia gli Avari per tenerli calmi sul critico versante, sia le spese per la formazione di un grande esercito, sia per intervenire nella critica situazione alimentare che il paese stava attraversando.
Se si voleva mettere insieme un esercito di uomini, prima bisognava dargli da mangiare.
Insomma la Chiesa accettò di unirsi in questa missione religiosa (Gerusalemme) e in quella politica (Cosroe).

I preparativi iniziarono, ma ERACLIO si ritirò nelle stanze del suo palazzo, senza farsi vedere per mesi e mesi  incurante delle critiche. 
Mentre Cosroe devastava l'Asia arrivando perfino in Bitinia e sul Mar Nero, lui stava studiando nelle sue stanze una strategia di attacco che non doveva assolutamente fallire, pena la definitiva distruzione dell'impero.
 Una grande flotta navale era ancora a disposizione di Eraclio.  Da quando i suoi ammiragli 10 anni prima avevano riconquistato l'Egitto, non era stata più usata, anche perché da allora più nessuna battaglia era stata condotta via mare.
La fortuna fu quella che i suoi ammiragli invece di lasciarla al porto di Alessandria, la flotta navale l'avevano portata indietro, poi ormeggiata interamente nei porti del Corno d'Oro.

 Alacremente si ripristinò tutto il tonnellaggio che non era poco; ma nell'utilizzarla bisognava inventarsi una strategia, anche perché i Persiani di imbarcazioni non ne avevano, la loro forza era quella  terrestre, quindi il problema era come si poteva contrastare un esercito con delle navi.
La soluzione non era semplice ed Eraclio per trovarla impiegò due anni. Quando si decise, l'unica soluzione fu quella di condurre una guerra terrestre con lui al comando di un grande esercito.
 Ma impiegherà quasi dieci anni per sconfiggere i persiani, detronizzare e uccidere Cosroe.

*** MUORE LA MOGLIE DI MAOMETTO

*** IN ARABIA muore la moglie di MAOMETTO, KADIGIA e lo zio ABU TALIB, suo protettore benchè si fosse sempre rifiutato di convertirsi alla sua religione. 
Maometto eredita  un cospicuo patrimonio di sua moglie già ricca ereditiera. L' aveva sposata quando diventò vedova di un ricco commerciante quarantenne, che morendo l'aveva lasciata erede di una considerevole fortuna. Poi guidando l'azienda di famiglia la donna aveva incrementato la sua fortuna.

MAOMETTO prima di sposarla era un suo impiegato, e si pensa che più che un tenero amore verso questa donna quarantenne non particolarmente piacente, fu lei a interessarsi  a questo giovane senza genitori, povero, e senza parenti prossimi, salvo lo zio. Non avendo più marito, non avendo figli, pare che riversasse su di lui una tenerezza di tipo materno.

 Il matrimonio con le leggi in uso non era facile a farsi; i due appartenevano a due ceti sociali molto diversi. Inoltre lei era donna con un padre ancora in vita. Gli oppositori non sarebbero mancati.
KADIGIA del resto era uno dei migliori partiti del paese.
 
Le norme matrimoniali erano anche quelle severe, e nel caso di Maometto per sposare la donna lui avrebbe dovuto donare 20 cammelli al padre di lei, che era un prezzo fissato in base al patrimonio che possedeva la vedova. Tuttavia si racconta che ci furono ugualmente delle ostilità da parte del padre, perché  indipendentemente dal donativo non voleva che sua figlia sposasse un suo subalterno, un semplice impiegato, oltretutto povero. 
La leggenda dice che lo si fece bere molto prima di firmare davanti ai testimoni il contratto matrimoniale, e che Maometto non disponendo di simili averi, né i soldi per acquistare i cammelli, tutti i suoi familiari si prodigarono per trarlo d' impaccio; si tassarono affinché il matrimonio potesse avere tutte le carte in regola per essere regolare. 

KADIGIA  gli diede 6 figli, di cui ne morirono 4 in tenera età. Fu una buona moglie che lo appoggiò nel realizzare con la sua forza d'animo il suo progetto politico e religioso; infatti essa non dubitò mai un istante che Maometto fosse l'inviato del Signore dell'universo e il portavoce della forza vitale da cui dipendeva ogni creatura. Che Maometto l'amò sinceramente si riscontra in alcune affermazioni che egli ebbe modo di fare in seguito. Quantunque dopo si unì a donne più belle e giovani di KADIGIA, Maometto ripeteva spesso che avrebbe voluto vivere in paradiso per essere accanto a sua moglie Kadigia.
 Fu indubbiamente molto importante l'appoggio morale della moglie; proviamo a pensare se al ritorno di Maometto dal colle di Hira fosse stato accolto con scetticismo, prediche o addirittura di sarcasmo per le sue assurde visioni. Kadigia invece incoraggiò Maometto anche quando il Profeta ebbe l'impressione, dopo il suo primo magico momento, di aver vaneggiato, sognato, cominciò lui stesso a dubitare di essere stato vittima di una pura illusione dei sensi. 
Alcuni familiari informati erano decisamente più scettici della moglie, alcuni parenti lo rimproverarono, gli diedero del ciarlatano, che gente come lui -visionari- ne era pieno il paese, e gli augurava, un suo zio, Lahab, che crepasse; gli tirò perfino delle sassate, perché disse, disonorava il parentado; che non volevano un pazzo in una famiglia che godeva di prestigio, onorabilità e un buon equilibrio psichico. 
Ma fu sua moglie, pur mantenendo il segreto in pubblico delle visioni, che gli fece placare gli ultimi dubbi, e lo convinse quando lei stessa non aveva più dubbi, e che Maometto poteva anche convincere gli altri. 
Paradossalmente il nucleo iniziale della religione islamica, i cui principi avrebbero ben presto rivendicato in un modo netto il predominio del maschio sulla femmina, fu dunque opera congiunta di un uomo e di una donna: Maometto e Kadigia. Senza di lei non ci sarebbe probabilmente mai stato un Maometto.
A dirlo è lo stesso Maometto, che riconobbe sempre alla sua compagna una assoluta parità: riteneva molto importante il suo giudizio e ascoltava sempre prima di ogni altro il suo parere.
(non era quindi poi così tanto maschilista - vedi poi anche l'anno  627)

Un po' alla volta intorno a Maometto finì per raccogliersi un piccolo numero di credenti, quasi tutti appartenenti a famiglie poco importanti, nonché alcuni artigiani e schiavi. Ma più cresceva questo consenso delle masse e più le relazioni delle famiglie dominanti -soprattutto di elite come quelle dei Qurayshiti- andavano guastandosi; anche perchè Maometto seguitava a scagliarsi contro gli idoli e i riti dei loro dei, e sempre più evidenti furono le divergenze con le antiche tradizioni e le credenze.

Kadigia nonostante avesse scelto un marito così ribelle del "sistema" lei era pur sempre una appartenente delle famiglie dominanti, una certa protezione al marito la dava, ma con la sua morte e senza il suo appoggio, la posizione di Maometto finì per farsi critica. Fin quando nel 622 fu costretto ad abbandonare la Mecca per insediarsi in un'oasi posta a 200 miglia più a nord, a Yathrib, destinata ad essere in seguito conosciuta col nome di Medina.
Qui Maometto creando una comunità, cominciò a concentrare un potere che  ben presto si propagò attraverso l'oasi e il deserto circostante, fino a controllare alcune vie commerciali.
Quando i Qurayshiti iniziarono a comportarsi da arroganti... "Dio diede il permesso al Suo apostolo di combattere e proteggersi".
Fu in questa fase di potenza in espansione e in lotta che la dottrina del Profeta assunse la sua forma definitiva.

CONTINUA ANNO 620 >