| DA
20 MILIARDI ALL' 1 A.C. |
1 D.C. AL 2000 ANNO x ANNO |
PERIODI
STORICI E TEMATICi |
PERSONAGGI E PAESI |
ANNO 641 d.C.
(Vedi
QUI i singoli periodi in
"RIASSUNTI DELLA STORIA D'ITALIA")
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LONGOBARDI IN LIGURIA E IN LUNIGIANA
*** COSTANTINOPOLI: MUORE ERACLIO
*** GLI ARABI IN EGITTO
*** IL TIBET TEMPORANEAMENTE CINESE
*** ROTARI RE DEI LONGOBARDI ATTACCA i bizantini che sono rimasti in Italia a difendere alcune città, convinti che sono loro e sempre loro nel diritto di comandare l' Italia, malgrado la loro insignificante presenza e il lassismo di alcuni esarchi. Rotari rompe la tregua e sconfigge sul Panaro l'esercito di TEODORO CALLIOPA e si impadronisce della Liguria e della Lunigiana. Quindi si dirige verso quelle poche terre che sono ancora difese da alcuni bizantini, fra Treviso e Cividale, poi conquista Oderzo.
Durante questa campagna nella zona della attuale Slovenia dove c'è SAMO - che sta "organizzando" quella che diventerà la futura Cecoslovacchia; su questo territorio respinge numerosi attacchi di Slavi della vicina "Iugoslavia" che questi hanno ormai conquistato. Ma un gruppo di questi ricacciati indietro si dirigono verso l'Istria e la Dalmazia ancora sotto le popolazioni italiane e fanno razzie, devastano città e fanno numerosi prigionieri, chiedendo poi un riscatto a Papa GIOVANNI IV che è disposto a versarlo ma solo per liberare una parte di essi.
A COSTANTINOPOLI La lotta per la successione diventa rovente e torbida perché in questo anno muore l'imperatore ERACLIO. Dei due figli eredi, uno Costantino III muore di tisi (sospetta) lo stesso anno lasciando un figlioletto in tenera età, mentre l'altro il fratellastro -figlio questo di Martina- viene accusato con la madre di essere stato lui la causa della morte, e quindi viene perciò deposto e fatto mutilare su ordine del senato; a lui viene tagliato il naso, alla madre gli viene tagliata la lingua. Mettono quindi sul trono proprio quel figlio infante di Costantino. COSTANTE II, 11 enne, detto poi POGONATO per via di una lunga barba che aveva.
*** GLI ARABI intanto conquistano a oriente le ultime città persiane. Però si é intanto formato un altro esercito con un nipote di SA'D che è anche lui in cerca di gloria e di bottini da rapinare nelle città persiane. Queste sono "visitate" e saccheggiate una per una; e oltre che ingrossare l'esercito con i diseredati che vi si uniscono, ottengono da quelle che si arrendono tributi, e da quelle che resistono i tributi se li prendono saccheggiandole e distruggendole.
Da ogni esercito che si ingrossa, dentro lo stesso si ottengono via via divisioni; ognuna con un capo e questi con una sua direzione di conquista, un suo personale obbiettivo e una sua personale spartizione del territorio conquistato.
Alle volte queste divisioni e spartizioni avvengono con accordi precisi, altre volte le divisioni sono traumatiche. Ma c'e' posto per tutti e quindi la moltiplicazione è assicurata.
In Egitto invece quel capo che si era improvvisato generale, ottenuti i rinforzi dai diseredati che vedono in lui il "vendicatore", si dirige deciso verso le terre del Nilo. A Babylon d'Egitto a est del Cairo si impadronisce della fortezza che è la piu' importante del delta del Nilo e quindi dell'intero Egitto. Da qui si appresta a sferrare il colpo finale su Alessandria la Capitale.
Da Bisanzio viene l'ordine di MARTINA al patriarca della città CIRO, di fare un trattato di pace e concedere l'intero Egitto agli Arabi, che quindi ora celebrano la vittoria anche sulle rive del grande fiume, e porta in ogni angolo del paese l'idea che è possibile ormai conquistare tutto il mondo.
I comandanti si moltiplicano, gli eserciti si formano in ogni angolo del paese, ogni ricco mercante si organizza per fare delle spedizioni via terra e via mare; obiettivo: conquistarsi il proprio territorio, farsi il proprio regno. Le vittorie hanno eccitato tutti, e per queste intenzioni, nel preparare degli eserciti, ogni mercante investa in uomini e in mezzi. Questo grande sforzo collettivo militare fa decollare il paese verso un grande benessere, opulenza, liberalità che va a travolgere ogni tipo di vita fino allora condotta.
Nei paesi arabi o di recente conquista, il consumismo impazza, così come quando -in seguito- le crociate partirono da Venezia facendo diventare la Serenissima per 200 anni la regina di tutti i mari, oppure l'America quando scese in campo nella seconda guerra mondiale; il suo sforzo bellico fu non solo il toccasana della sua economia disastrata, ma fece in modo di trasformare una nazione i soli 15 anni nella prima potenza economica del mondo e di conseguenza anche la prima potenza militare.
Questa rapidità dell'espansione islamica impedisce com'è intuibile (visto com'è nata) di iniziare una solida e omogenea struttura istituzionale. Lo abbiamo già detto per quali motivi: il popolo arabo resta per ora organizzato in tribù sotto una relativa guida del califfo, e anche (importantissimo) da alcuni compagni del profeta. Il più stolto dei tiranni, capisce che la componente principale che fa unire le genti è quella religiosa, e quindi in ogni esercito c'e' sempre una presenza o più presenze di ex compagni di Maometto che hanno il loro preciso compito con la "missione" di tenere compatte le file, e di attribuire alla stessa missione i successi che ottengono e a farla accettare anche a quelli che assoggettano.
Queste tribù-eserciti si sono divisi i compiti, hanno in sostanza formato delle circoscrizioni militari nelle regioni strategicamente importanti, e vivono dei tributi incassati dai popoli sottomessi.
Gli Arabi non hanno mai visto terreni così fertili, colture così abbondanti, non hanno mai visto soprattutto fiumi così grandi in tutta la penisola araba. Nei loro insediamenti non infieriscono con cavillosi leggi, applicano il Corano e basta, la semplicità che si trovano in quelle pagine al riguardo della gestione della giustizia del territorio sono di una semplicità assoluta che vanno a rispettare innanzitutto con una relativa tolleranza il rispetto delle tradizioni locali, non solo materiali (come abbiamo visto nella distribuzione del territorio in "mezzadrie"), ma anche in quelle religiose che nelle stesse pagine del Corano sono contenute e che abbiamo accennate; non imposizione di un dogma preciso, salvo quelle che non comportino sovvertimento in quelle predicate, o sono contro le leggi create per l' Ordine Politico.
Tutte questo è il segreto del successo e favoriscono peraltro la sottomissione dei vinti e, in prospettiva, l'assimilazione culturale che si dimostra vincente rispetto a quelle prima esistenti nei territori conquistati.
Maometto in sostanza aveva creato genialmente in quelle poche pagine delle istituzioni politiche economiche assieme a quelle religiose degli elementi culturali doppiamente vincenti.
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*** NEL TIBET dopo una breve guerra condotta dai cinesi della dinastia T-ANG sul territorio Tibetano, la lotta si conclude con un trattato che porta a sposare il re tibetano SRON a una principessa cinese, favorendo così la sottomissione di questo territorio all'influenza della Cina.
E' in pratica il primo regno che si conosca da notizie storiche scritte, e quindi della nascita di questo territorio all'incirca di come si trova oggi, nonostante successivi rovesci e domini di altri regni cinesi, turchi e indiani. (vedi anno 643)Bibliografia:
Storia dei popoli Arabi, da Maometto ai nostri giorni di Albert Hourani, Mondadori 1992
Maometto di Gerhard Konzelmann, Bompiani, 1983
Storia della letteratura araba, Francesco Gabrieli, Nuova Accademia Editrice, 1956