SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
WILLI BRANDT

IL SOCIALDEMOCRATICO
PADRE DELLA 
OSTPOLITIK

di Luca Molinari


Herbert Frahm è il vero nome di Wily Brandt che nacque a Lubecca il 18 dicembre 1913 da una commessa ragazza madre. 

Non conobbe il padre e fu allevato dal nonno materno, un camionista socialdemocratico che lo introdusse nel mondo del socialismo: nel 1929 si iscrisse al Partito Socialdemocratico Tedesco (Spd) e cominciò a collaborare per la stampa del partito. 

Nel 1933 all’avvento al potere di Adolf Hitler e del nazismo, fu costretto a fuggire in Danimarca dove assunse il nuovo nome di battaglia di Willy Brandt. Si trasferì ad Oslo e dalla capitale norvegese (di cui prende la cittadinanza) continuò la sua battaglia giornalistica a favore della democrazia contro il nazismo. Fu corrispondente giornalistico dalla Spagna dove era in corso la tragedia della guerra civile tra i sostenitori (legittimi) della repubblica e i golpisti di Franco. 

Quando i nazisti invadono la Norvegia Brandt ripara nella neutrale Svezia. 
Terminata la guerra torna in Germania come giornalista accreditato per il processo di Norimberga. Ripresa la cittadinanza tedesca inizia la sua carriera politica in seno alla rinata Spd per cui fu membro del Senato berlinese e deputato al Parlamento fino al 1957 anno in cui divenne borgomastro di Berlino Ovest. Fu proprio da questa carica che nel 1961 denunciò e condannò l’ingiustizia rappresentata dall’erezione del famigerato Muro di Berlino. 

Nel 1958 comincia una rapida carriera nel suo partito che lo porterà in breve tempo ai vertici della socialdemocrazia tedesca: prima Presidente della Spd di Berlino Ovest (1958) e poi in tutta la Germania federale (1963). 

Nel 1966 porta i socialdemocratici al governo con gli eterni rivali della Cdu-Csu nel governo di Grosse Koalition (Grande Coalizione) presieduto dal democristiano K. Kiesenger in cui Brandt è Vicecancelliere e Ministro degli Esteri. Comincia una nuova era di politica estera per la Germania federale: dialogo e poi riconoscimento dei Paesi dell’Est (compresa la Ddr) ed in particolare con la Polonia (definitiva rinuncia ad ogni rivendicazione tedesca oltre il confine polacco-tedesco dell’Oder-Neisse. 

La nuova politica estera (nota come Ostpolitik) continua dopo le elezioni del 1969 quando, dopo un balzo in avanti della Spd, Brandt diventa cancelliere federale formando un governo che, basandosi su di una coalizione tra la Spd ed i liberali della Fdp di W. Scheel (divenuto Ministro degli Esteri), manda all’opposizione la Cdu-Csu dopo oltre vent’anni di governo ininterrotto. 

Nel 1971 Willy Brandt viene insignito del Premio Nobel per la Pace, ma nel 1974 un suo stretto collaboratore, Guillaume, viene arrestato in quanto spia della stasi, la potente polizia segreta della Ddr. Brandt è costretto alle dimissioni (gli subentrerà il compagno di partito H. Schmidt a capo sempre di una “piccola coalizione” Spd-Fdp). L’ex cancelliere, che con la sua attività ha posto i presupposti per la pace in Europa e per la futura riunificazione tra le due Germanie, diventa Presidente della Spd e dell’Internazionale Socialista. 

Si dimise dalla Presidenza della Spd per contrasti interni al partito nel 1987 ed è morto nel 1992. 

Probabilmente il gesto più significativo della sua cancelleria lo compì nel 1970 recandosi a Varsavia, in visita al ghetto: “È il 7 dicembre. Brandt va nella piazza in cui tra le grigie case popolari, sorge il monumento agli eroi del ghetto ebreo, e si inginocchia chinando il capo. È in quel momento, il cancelliere che assume su di sé la colpa d’un passato di cui non è colpevole.” (E. Biagi, Cento Anni, Rizzoli, Milano 1993, XXVII fascicolo, p. 16.)


di Luca Molinari

vedi per i fatti politici  STORIA DELLA GERMANIA


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