SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
ARMANDO DIAZ

Illustre generale dell'Esercito Italiano, uomo politico

Celebrato in tutta Italia per la vittoria riportata nella prima guerra mondiale, Armando Diaz nacque a Napoli il 5 dicembre del 1861, in una delle case anticamente addossate al Castel Nuovo, ed adibite a depositi e ad abitazioni degli ufficiali d’artiglieria.
Figlio di militare Armando, trascorse a Napoli la sua infanzia, in questa cittadella militare arroccata al Maschio Angioino, ove ebbe come compagno di giochi il futuro musicista Rodolfo Falvo, il cui padre era anch’esso ufficiale d’artiglieria.

Avviato giovanissimo alla carriera militare Diaz fu allievo dell’Accademia Militare di Torino, ove divenne ufficiale d’artiglieria, avviandosi a percorrere le tappe di una brillante carriera.
Partecipò alla guerra di Libia con il grado di colonnello, nel 1912, battendosi valorosamente restò ferito a Zanzur.
All’inizio della Grande Guerra fu, assieme a Luigi Cadorna, segretario del Generale Pollio, Capo di stato maggiore dell'esercito, venne poi nominato capo del reparto operazioni presso il Comando Supremo, ed infine posto a capo della 49° divisione sul Carso.

Nelle operazioni di guerra Diaz si distinse per sprezzo del pericolo oltre che per capacità di comando; per le ferite riportate, venne anche decorato con la medaglia d’argento
Dopo la disfatta di Caporetto, l’8 novembre 1917, Diaz fu improvvisamente designato a sostituire Luigi Cadorna come capo di stato maggiore generale e, recuperato quello che rimaneva dell'esercito, organizzò la resistenza sul monte Grappa e sul fiume Piave.

Guidò quindi, nel 1918, le truppe italiane durante l'offensiva di Vittorio Veneto e, rinsaldato l’esercito nell’organizzazione, nell’armamento e nel morale, grazie anche a un migliore trattamento delle truppe, le condusse brillantemente alla vittoria, che fu accompagnata dal suo famoso bollettino in cui comunicava la rotta dell'esercito austriaco e il conseguente successo italiano.

In tutta la sua carriera Diaz si distinse per sprezzo del pericolo oltre che per capacità di comando e nei difficili anni di guerra riuscì a dimostrare la sua capacità di soldato e la sua grande umanità, rivelandosi comandante ideale per un esercito che aveva ormai perduto molte delle speranze che lo avevano animato fino alla disfatta di Caporetto. Attento alle esigenze dei suoi soldati seppe agevolarli concedendogli turni meno lunghi in trincea e licenze più frequenti.

Per la gloriosa impresa di Vittorio Veneto Armando Diaz meritò nel 1921 il conferimento del titolo di Duca della Vittoria. Fu inoltre decorato con il collare dell'Annunziata, divenne Senatore del Regno nel 1918, su nomina del Re, e durante il primo governo Mussolini fu ministro della Guerra. Nel 1924 lo stesso duce lo nominò con Cadorna Maresciallo d’Italia.

Diaz morì a Roma nel 1928, ma amò sempre profondamente la sua città e volle fortemente il Mausoleo dei caduti sulla collina di Posillipo, affinché fossero onorati degnamente i tanti caduti di guerra napoletani.
Napoli volle celebrare il suo illustre cittadino, intitolandogli una strada del centro, e con il bel monumento opera di F. Nagni e G. Cancellotti che ritrae Armando Diaz in groppa al suo cavallo, il quale ha una zampa sollevata ad indicare che il condottiero fu ferito in guerra. Sull’alto basamento, ornato ai lati da bassorilievi in marmo, è scolpito il testo del bollettino della Vittoria.

vedi anche i singoli periodi delle Prima Guerra Mondiale

in particolare "la sostituzione di Cadorna"


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