SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
UGH DOWDING

Quando Hitler scatenò la guerra in Francia, e questa era caduta sotto le armate tedesche alla Maginot, l'Inghilterra che era accorsa sul continente, se ne tornò sull'isola; un anziano generale che comandava la RAF, era quasi soddisfatto "Grazie a Dio, adesso siamo soli". E si oppose con tutte le sue forze alle continue richieste di inviare aerei al di là della Manica. D'accordo con lui era Churchill: "Se andiamo avanti così con la stessa percentuale di perdite, in due settimane non avremo più Hurricanes né in Francia né in Inghilterra".


Il 21 luglio, nell'euforia dei successi, Hitler ordina ai suoi generali di prepararsi all'invasione dell'Inghilterra con l"Operazione Leone Marino". Operazione che concertata con la Luftwaffe comandata da Goering e le forze di sbarco già pronte nei vari porti sulla costa, dovrebbe terminare il 15 settembre.

Ma per muovere le forze di sbarco e invaderla, è necessario diventare padroni del suo cielo. Ma Goering che è impaziente di cogliere il suo successo personale, non ha fatto i conti con l'anziano generale del "Grazie a Dio, siamo soli". Lui è HUGH DOWDING, classe 1882, 58 anni, con brevetto di pilota che risale al 1913; Comandante in Capo del comando caccia della RAF dal 1° aprile 1936, ma che già nell'estate del 1939 era previsto un collocamento a riposo, ripetutamente rinviato per le cattive intenzioni che aveva Hitler.

In previsione di una guerra, fin dal 1936, Dowding, appena avuta la nomina, aveva diviso la RAF in due vertici operativi, il comando bombardieri e il comando costiero. Il primo potenziandolo, il secondo creando una rete divensiva di avvistamento e di allarme basata su un nuovissimo strumento che prometteva miracoli: il radar.
Churchill credeva a questo miracolo ma anche alle capacità di Dowding. Che non vuole strafare, lui non agisce come Goering che ha scatenato e vuole vincere una guerra, lui vuole solo impedire che i tedeschi non sbarchino sull'isola.
Dowding non ha molti caccia rispetto ai tedeschi (704 caccia operativi, di cui 620 tra Hurricane e Spitfire e 350 bombardieri - i tedeschi dispongono di 1015 tra Do-17, Do-217, Do-215, He-111, Ju-88; 346 sono i bombardieri in picchiata (Stukas) Ju-87, monomotori; 375 caccia-bombardieri Me-110, bimotori, mentre la caccia comprende 933 velivoli monomotori Me-109.
Ma Downing non si scoraggia, lui è un vecchio lupo dei cieli. Conosce il mestiere meglio dell'improvvisato e arrogante Goering.

Ai primi di agosto inizia quella che passerà alla storia come la "Battaglia d'Inghilterra". L'azione tedesca anche se dura perche deve attaccare attraversando la Manica e farne ritorno, è razionale; la logica, è quella di colpire gli obiettivi principali; i bombardieri tedeschi infatti all'inizio puntano sulle postazioni costiere, sui porti, sugli aeroporti nell'entroterra, i cari depositi di carburanti, e gli uni e gli altri non sono poi molto lontani dalla periferia di Londra.

Per difendersi, negli alti comandi inglesi ci sono due strategie. Una è la "politica delle grosse formazioni" che dovrebbero ad ogni attacco alzarsi in volo di volta in volta e affrontare il nemico. Una strategia questa che però comportava un grosso rischio nelle perdite, calcolate in quella percentuale che sia Churchill che Dowding criticavano (andando avanti così resteremo senza nemmeno un aereo"). Strategia del capo della RAF era invece quella che ad ogni attacco i caccia dovessero affrontare da soli o in piccole formazione i caccia tedeschi che scortavano i bombardieri, ingaggiando dei duelli.

La controversia finì, che l'idea di Downing fu bocciata, e la ingrata decisione di metterlo presto a riposo.

Ad aiutare Dowding e a salvare l'inghilterra, furono gli stessi tedeschi. Nel corso della battaglia, Hitler e Goering commettono due gravissimi errori, al di fuori della precedente logica.
Quando i bombardieri tedeschi causarono alcuni vittime civile su Londra, Hitler si "scusò" con gli inglesi con un messaggio alla radio dicendo che era stato "un errore".

Churchill in un lampo di orgoglio, il 25 agosto, osò l'inosabile, inviò a Berlino sul Reichstag, uno stormo di bombardieri a bombardarla, poi alla radio fu sprezzante "Noi non ci scusiamo affatto, e il notro non è stato un errore".
Fra l'altro il bombardamento della capitale tedesca avvenne proprio mentre i rappresentanti russi si incontravano al quartier generale con Hitler per spartirsi già il bottino dopo la conquista dell'inghilterra.
Scendendo nei rifugi, un russo fece rilevare con sottile cattiveria "Considerate l'Inghilterra già sconfitta, ma queste non sono bombe inglesi? ".

Infuriati dallo smacco subito, Hitler e Goeering, decisero di farla pagare cara a Churchill. Irrazionalmente il 15 settembre, scatenarono i loro bombardieri sulla capitale decisi a distruggerla. In quattro giorni -sosteneva Goering- sono sufficienti.
La capitale inglese come estensione è enorme, e le incursioni anche se causavano molte vittime, non provocavano danni militari considerevoli.
Inoltre mentre i tedeschi si accanivano sulla capitale, Dowding, nel frattempo aveva fatto arretrare all'interno gli aeroporti, i rifornimenti di carburante, i depositi di munizioni. Disponeva degli ultimi duecento caccia. Ne perse nel corso della battaglia 56, ma gli altri salvarono l'Inghilterra.
Con quella strategia cara a Dowding e l'idea di arretrare, si rivelò doppiamente vincente. Quando i caccia tedeschi comparivano all'orizzonte, quelli inglesi non li affrontavano di petto, ma iniziavano a giocare con la tecnica del "gatto col topo". Si alzavano in volo ognuno con la sua missione, si avvicinavano al caccia tedesco, e invece di ingaggiare un duello si facevano inseguire, portandoli così quasi tutti fuori dall'autonomia per il ritorno (60-70 minuti di autonomia).
Il duello inesorabilmente spingeva i tedeschi all'interno a perdere tempo. E, o finivano abbattuti dalle contraerea, o se scampavano, al ritorno finivano nei flutti della Manica senza carburante. Un migliaio di aerei tedeschi nel corso soprattutto nella successiva seconda fase fecero proprio questa brutta fine.

Cosicché Hitler più ritardava l'attacco, più Goering concentrava i suoi bombardieri sulla capitale inglese, e più Dowding aveva il tempo per portare a termine il suo piano.
Nei 22 giorni di irrazionale vendetta, i tedeschi iniziarono a perdere il primo giorno 30 caccia, il secondo giorno 70, e così negli altri giorni; cascheranno nella trappola 2750 aerei.

Churchill ancora una volta è sprezzante " Hitler sta bruciando i suoi caccia molto velocemente, e se continua di questo passo per molte settimane, ci darà un grandissimo vantaggio.
L'11 novembre Hitler mette definitivamente da parte l'idea dell'invasione dell'Inghilterra.

Dowding poteva ritenersi soddisfatto, ma non ebbe molto tempo per dormire sugli allori; appena due mesi dopo, il ministero dell'Aeronautica lo invitava a lasciare il comando. Dopo aver vinto la battaglia d'Inghilterra, oltre che l'ingratitudine, l'unica ricompensa che ottenne dal suo Paese fu quella di non ricevere un bel niente.
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La sua Biografia cronologica

Nasce: il 24 aprile 1882, a Moffat (Dumfries, Scozia). Primo dei quattro figli di un insegnante e della figlia di un generale.
1899, settembre terminati gli studi entra all'accademia militare di Woolwich.
18 agosto 1900, è arruolato come sottotenente di artiglieria da fortezza.
1904-1910, presta servizio in India.
1913, ottiene il brevetto di pilota.
1914, va in Francia come « osservatore » aeronautico.
1915, compie i primi esperimenti sulle comunicazioni radio con aerei.
1918 si sposa, ma rimane vedovo nel 1920 subito dopo la nascita del figlio Derek
(Si risposerà molto tardi, nel 1950 con Muriel Whiting, una giovane vedova di guerra)
1920, nominato capo di Stato Maggiore del comando dell'Inland Area.
1926 Primavera , diviene direttore dell'addestramento al ministero dell'Aeronautica.
1929 Settembre , comandante delle forze aeree in Transgiordania e Palestina: è promosso Vice Maresciallo dell'Aria.
1 aprile 1936, diviene comandante in capo del comando caccia della RAF.
1937, è promosso Maresciallo Capo dell'Aria.
15 maggio 1940, persuade Churchill a non mandare altri aerei in Francia.
16 novembre 1940, il ministro gli toglie il comando caccia.
1942, chiede il congedo dopo 42 anni di carriera militare.
Gli hobbies: lo sci e, in tarda età, lo spiritismo e la teosofia.
Ha scritto: « Dodici legioni di angeli », sulla battaglia d'Inghilterra". Scritto nel 1941, il libro uscì solo nel 1946, dopo aver vinto l'ostinata resistenza dei circoli ufficiali.
Ha detto: « L'Inghilterra è stata difesa, anzi salvata, da quattrocento giovanotti » - « La battaglia d'Inghilterra è finita nel preciso momento in cui Hitler annullò gli ordini per l'invasione che i tedeschi avevano cominciato a preparare ».
Hanno detto di lui: Francis Wilkinson: « Se non fosse stato per la sua colossale chiaroveggenza e per la meticolosa pianificazione, che aveva preparato fin dall'inizio, non ce l'avremmo mai fatta » - Alan C. Deere: «Dowding e Park hanno vinto la battaglia d'Inghilterra, ma hanno perso la battaglia di parole che ne seguì...» - Lord Willoughby de Broke: «Quelli di noi che hanno lavorato sotto il comando di Dowding furono molto meravigliati quando l'unica ricompensa che egli ebbe dalla gratitudine di un paese per il quale aveva vinto la battaglia d'Inghilterra fu di non ricevere un bel niente ».

Bibliografia
La seconda guerra mondiale di A. Petacco - 8 volume
I generali alleati, Ist. Geog. De Agostini


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