SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
FERDINANDO IV
Re delle Due Sicilie (1816-25 come Ferdinando I )

FERDINANDO I di Borbone, re delle DUE SICILIE (già IV come re di Napoli e III come re di Sicilia). - Nato a Napoli da Carlo (poi III come re di Spagna) e da Maria Amalia Walpurga di Sassonia, il 12 gennaio 1751, morto a Napoli il 4 gennaio 1825.

Prima di lui tra il 1740 e il 1747 erano già nate cinque principessine, di cui quattro moriranno in tenera età; oltre Filippo (13 giugno 1747), Carlo Antonio (1748) e ancora una principessina che morirà dopo cinque mesi. Dopo Ferdinando arriveranno Gabriele, nel 1752, una principessina che vivrà solo dieci mesi e infine, nel 1758 Francesco Severio.


Dunque Ferdinando era il terzogenito maschio e non avendo particolari doveri, fin dalla sua nascita non ebbe al suo servizio nobili dame, ma fu invece affidato a una popolana, una certa Agnese Rivelli, madre del piccolo Gennaro; con lui il principino trascorse tutta la sua fanciullezza assimilando dal suo coetaneo non solo la partenopea allegrezza ma anche il dialetto napoletano e il modo popolano di vestirsi.
Ma all'età di nove anni (1759) alla morte del Re di Spagna, gli toccò di regnare in Napoli perché il legittimo erede al trono spagnolo, Filippo, fu diseredato per idiozia e Carlo dovette lasciare Napoli per Madrid, per succedere al trono del padre.

Il principino si ritrovò re di Napoli col nome di Ferdinando IV, sotto un consiglio di reggenza, nel quale entrarono, fra gli altri, Bernardo Tanucci
(già primo ministro di Carlo III). Tutore di Ferdinando fu il principe di San Nicandro, un uomo poco colto e dai modi rozzi. Fu lui ad occuparsi della sua educazione, procurando di farne soprattutto un uomo robusto e fisicamente forte, ma non curò in egual misura la sua educazione intellettuale, e anche se il ragazzo possedeva una notevole intelligenza e vivacità non gli curò lo spirito, cosicchè il fanciullo rimase incolto e grossolano. Più che la mondanità di corte, lui amava la caccia e la pesca, e - come abbiamo detto - parlando benissimo il dialetto napoletano si vestiva spesso da popolano come i suoi coetanei con i quali era cresciuto, per poi fare vita libera nei vari quartieri e mischiarsi con la gente comune.

Durante il tempo in cui la reggenza tenne il governo, il Tanucci, nonostante gli ostacoli che gli opponevano gli altri consiglieri, esercitò effettivamente, in nome di Ferdinando, il supremo potere. Allorché, divenuto maggiorenne, questi sposò Maria Carolina d'Austria, e specialmente dopo che, per aver dato alla luce il principe ereditario, la regina entrò a far parte di pieno diritto del Consiglio di stato (1775), il Tanucci, consenziente il re, dovette acconsentire prima a dividere con lei la direzione del governo e poi - quando Carolina iniziò ad essere insofferente della sua invadenza in ogni cosa di stato - a cedergliela del tutto.
In tal modo, se la politica riformatrice inaugurata da re Carlo e dal Tanucci poté essere continuata sotto gli auspici di Maria Carolina, figlia e sorella di sovrani austriaci riformatori, nel campo delle relazioni estere, il regno di Napoli dalla dipendenza della Spagna passò, per volere della regina, a quella austriaca e, quando scoppiò la rivoluzione francese, si trovò vincolato alla politica austro-inglese.
A questa, che del resto rispondeva ai reali interessi dello stato meglio della cosiddetta politica del «patto di famiglia», Ferdinando rimase fedele durante gli avvenimenti della fine del sec. XVIII e dei primi del XIX, pur con qualche deviazione (ricevimento di A. Mackau e di L. Latouche-Tréville sul cadere del 1792) e interruzione (armistizio di Brescia e pace di Parigi del 1796, armistizio di Foligno e pace di Firenze del 1801, matrimoni spagnoli del 1802, trattato di neutralità del 1805), in conseguenza delle quali dovette abbandonare due volte Napoli e ritirarsi a Palermo.

A Palermo rimase dal 1806 al 1815 e furono quelli gli anni ( vedi ) in cui ebbe a lottare col parlamento siciliano, il quale, con l'appoggio dell' Inghilterra, prese a combattere l'assolutismo. Costretto dal Bentinck a concedere la costituzione del 1812
(vedi “La Costituzione siciliana”) Ferdinando, dovette lasciare per qualche tempo il potere al figlio Francesco come vicario e far allontanare la moglie dalla Sicilia, che due anni dopo morì a Vienna dove si era rifugiata.
Dopo che Gioacchino Murat, vinto, abbandonò Napoli, Ferdinando (e su di lui pesa la responsabilità di averlo fatto fucilare) vi fece ritorno , e, in relazione al nuovo ordinamento imposto alle varie parti dello stato e al proposito di metter fine all'autonomia siciliana, assunse il titolo di Ferdinando I re del regno delle Due Sicilie.

Risoluto a mantenere il regime assolutista, resistette ai liberali napoletani, che invocavano la costituzione; ma nel luglio del 1820, allarmato per la rivolta di una parte dell'esercito (Pepe & C.), nonostante l'impegno in senso contrario assunto con l'Austria, capitolò alle loro richieste.
Represse invece con la forza il contemporaneo moto palermitano a tendenze utonomistiche (vedi "La rivoluzione palermitana")
Tuttavia inaugurò il parlamento costituzionale (1° ottobre), ma mantenne i contatti, per mezzo dell'ambasciatore francese Blacas, con le potenze della S. Alleanza e riuscì a ottenere dalla Camera il permesso di recarsi al Congresso di Lubiana, promettendo di sostenere la costituzione.
A Lubiana invece - pur lealmente ma inutilmente battendosi - per fare ritorno a Napoli e rioccupare il trono acconsentì a farsi precedere dalle truppe austriache (1821), e gli imposero perfino di richiamare in servizio  il principe di CANOSA, che già  nel 1816  Ferdinando  aveva esonerato per la troppa fanatica e feroce azione repressiva, che discreditava  la corte alimentando l'odio, invece di placarlo.
Questo triste ritorno deluse le aspettative dei suoi sudditi, che lo accusarono di doppiezza e perfino di tradimento, ma forse Ferdinando a Lubiana sperava che le altre potenze europee come la Francia e la Gran Bretagna, si sarebbero opposte all'intervento dell'Austria su uno Stato sovrano che non aveva -nella sollevazione del '20-  provocato nessun disordine pubblico. Ma  le altre potenze non si mossero.  E così Ferdinando alla fine pensò solo più alla sua sopravvivenza, e per sopravvivere in un clima rivoluzionario, iniziò ad assecondare la corte di Vienna.

Aveva agito con estremo rigore contro i repubblicani della rivoluzione del 1799, mandandone a morte centoventi; ma con i responsabili di quella del 1820-21, si dimostrò meno severo.
Alle soglie dei 75 anni, morì a Napoli il
4 gennaio 1825.


Durante il suo lungo regno Ferdinando compì importanti opere a Napoli e a Palermo. Riordinò l'università di Napoli (1777) e fondò quella di Palermo (1805), fondò inoltre l'osservatorio astronomico di Palermo (1790), al quale chiamò G. Piazzi, e quello di Napoli (1819); arricchì il museo di Napoli e la biblioteca; continuò gli scavi di Pompei e di Ercolano e le costruzioni iniziate dal padre (palazzi di Caserta e di Portici) e altre nuove ne intraprese (Favorita di Palermo, chiesa di S. Francesco di Paola in Napoli, ecc.). Altra istituzione a cui legò il suo nome fu la colonia di San Leucio presso Caserta, destinata alla lavorazione della seta e ordinata secondo i criteri di eguaglianza voluti dal Rousseau.
Rispetto alla Chiesa, mentre prima della Rivoluzione francese si era mostrato intransigente nel difendere i diritti statali, più tardi concesse molte cose. Mantenne però la scelta dei vescovi, che erano tenuti al giuramento (concordato di Terracina 1818).
Rimasto vedovo di Maria Carolina (8 settembre 1814), sposò morganaticamente Lucia Migliaccio, principessa vedova di Partanna, che amò molto, ma che non consentì portasse il titolo di regina e che non s'immischiò mai nelle cose dello stato.

Durante il regno di Ferdinando, salpò da Napoli la prima nave a vapore italiana e fu pure la prima che attraversò il Mediterraneo (1818).

A Napoli, davanti a Palazzo Reale, al centro della monumentale piazza Plebiscito, svetta nel cielo la statua equestre di Re Ferdinando I, opera del Canova.

altre note su Ferdinando IV >

Vedi i vari fatti in cronologia a partire dall'anno 1799 >

o i vari periodi sopra citati in "Riassunti di Storia d'Italia" >

< CARLO III - il padre di Ferdinando quando lasciò Napoli...

 


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