SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
GIOTTO

<< QUI una interessante e inedita biografia di Giotto

di Antonio Gaito

Le notizie sulla giovinezza e la formazione di Giotto sono molto poche, sappiamo che nacque (come vuole la tradizione più diffusa) da una famiglia di contadini (altri affermano da un lanaiolo) di Colle di Vespignano non lontano da Firenze, nell'anno 1267 circa (anche se il Vasari lo dice nato dieci anni più tardi).

E' noto che il suo maestro fu Cimabue, con il quale Giotto collaborò in alcune sue opere, anche se il racconto, secondo cui, Cimabue si accorse dell'abilità di Giotto vedendolo disegnare su un sasso una delle pecore che portava al pascolo, è inverosimile. E altrettanto leggenda è quella dell'O di Giotto.

Importante per la sua formazione fu il viaggio a Roma che intraprese prima di entrare a far parte del cantiere di Assisi.
A Roma si sviluppava a quel tempo un'importante scuola pittorica, quella di cui facevano parte Pietro Cavallini, Jacopo Torriti e Filippo Rusuti, i quali rappresentano in pittura la tipica monumentalità dell'arte classica.

Dopo quest'esperienza Giotto lavorò al cantiere di Assisi. La basilica di San Francesco d'Assisi è costituita da 2 chiese sovrapposte, la basilica inferiore ha una pianta articolata e presenta una serie di cappelle affrescate da diversi artisti, mentre la chiesa superiore....

... ha un programma iconografico unitario e chiaramente leggibile: le Storie dell'antico e del nuovo testamento sono collegate dalle illustrazioni della vita di San Francesco secondo il racconto di San Bonaventura composto nel 1260 circa.

Tra il 1277-80 Cimabue iniziò la decorazione del transetto sinistro della chiesa superiore, successivamente l'esecuzione degli affreschi passa ai suoi collaboratori, tra i quali Jacopo Torriti e Duccio da Boninsegna, iniziando a decorare gli spazi tra le finestre della navata con storie dell'antico e del nuovo testamento; alcuni di questi episodi sono attribuiti alla mano di Giotto avvertibile soprattutto nelle due Storie di Isacco e nella frammentaria Deposizione nel sepolcro.

Nelle decorazioni del registro inferiore, al di sotto delle finestre, lungo le pareti della navata, invece Giotto è il protagonista assoluto. Il ciclo decorativo su compone di 28 affreschi rettangolari delle misure di 270x230 cm, e rappresenta Scene della vita di San Francesco nelle quali Giotto ci presenta il santo rappresentato per la prima volta come un uomo, fra la gente, nella natura, in spazi architettonici, in luoghi riconoscibili e concreti, si vedano ad esempio gli affreschi della Rinuncia dei beni in cui il santo è rappresentato parzialmente nudo, la Morte del cavaliere di Celano, l'Omaggio di un semplice e il Presepe di Greccio in anticipo sulle ricerche della prospettiva.

Con la rappresentazione di queste scene Giotto chiude in maniera definitiva con lo stile bizantino e le rappresentazioni bidimensionali e frontali delle scene sacre, immettendole invece in un mondo che diventa reale, nell'affresco di San Francesco che dona il mantello al povero uno dei primi dell'intero ciclo sono presenti gli elementi tipici dell'arte giottesca e cioè il gioco di chiaroscuri con il quale dare volume alle cose, la loro rappresentazione prospettica e interesse verso una composizione armoniosa ma non statica.

Giotto ritornerà più tardi al cantiere di Assisi curando la decorazione della volta della basilica inferiore con Allegorie francescane e la decorazione della cappella della Maddalena.
Dello stesso periodo degli affreschi di Assisi è un dipinto su tavola, con fondo in oro, San Francesco riceve le stimmate, che oggi si trova al Louvre e che egli realizzò per la chiesa di San Francesco a Pisa nel quale sono rappresentati alcuni momenti della vita del santo.

Nell'anno 1300 a Roma realizzò alcuni affreschi di cui oggi non ci rimane traccia se non nelle fonti, dopodichè Giotto fa ritorno a Firenze dove eseguì altre opere alcune delle quali oggi frammentarie tra le quali il grande Crocifisso su tavola che si trova nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Novella nel quale è ancora evidente l'abbandono degli schemi bizantini e la rappresentazione di un solo chiodo per fissare i piedi del Cristo alla croce che induce alla sovrapposizione delle gambe creando un effetto prospettico.

Intorno al 1304-1306 Giotto lavorò a Padova dove decorò la cappella degli Scrovegni



eretta da Enrico Scrovegni per espiare i peccati del padre condannato da Dante nella Divina commedia alle pene dell'inferno.

Il programma iconografico della cappella esalta la figura della Madonna, la controfacciata è dipinta con il Giudizio Universale nel quale molte parti sono affidate ad allievi. Sui lati e nell'arco trionfale sulle pareti, divise in tre registri decorativi, si trovano le Storie di Gioacchino e Anna e le Storie della vita e della passione di Cristo che segnano l'inizio della maturità artistica del pittore, tra i quali: il Compianto sul Cristo morto e il bacio di Giuda....




Prima del 1310 realizzò la Madonna di Ognissanti, nella pala di grandi dimensioni (325x204 cm), che oggi si trova agli Uffizi di Firenze, Giotto riprese un tema tipico della cultura gotica rinnovandolo.

Nel 1320 ritornò a Firenze realizzando opere andate perdute o smembrate e disperse in vari musi del mondo come è successo per il polittico con Scene della vita e della passione di Cristo, riconosciuto in vari pezzi sparsi nel museo di Horne di Firenze e alla National Gallery of Art di Washington.

La sua propensione alla caratterizzazione fisica e psicologica dei personaggi da lui rappresentati è evidente nelle decorazioni che realizzò nelle cappelle Peruzzi e Bardi nella chiesa di Santa Croce a Firenze, le cappelle oggi sono solo due, ma secondo le fonti dovevano essere quattro.

La cappella Peruzzi fu affrescata per prima con Storie di San Giovanni Battista e di San Giovanni Evangelista, gli edifici rappresentati presentano architetture complesse con articolazione degli spazi molto varia nei quali l'interesse per la prospettiva da parte dell'artista è sempre più evidente.

Nella cappella Bardi sono affrescate le Storie di San Francesco la cappella però è stata manomessa nel corso dei secoli perciò l'integrità del ciclo decorativo ne risulta danneggiato.

Nella cappella Baroncelli invece si trova il Polittico della Vergine dipinto in seguito agli affreschi della cappella Bardi.

Tra il 1328 e il 1333 Giotto si recò a Napoli dove eseguì numerose opere per re Roberto d'Angiò, delle quali purtroppo non ci resta nulla. Da li poi si recò a Bologna dove lavorò al Polittico di Bologna oggi alla Pinacoteca Nazionale.

Per l'altare maggiore della basilica di San Pietro eseguì il Polittico Stefaneschi oggi alla Pinacoteca Vaticana.
Nel 1334 diviene "magister et gubernator" dell'opera di Santa Reparata cioè del cantiere del duomo di Firenze dove realizzò il primo piano del campanile detto appunto campanile di Giotto.

Nel 1335-1336 fu a Milano alla corte di Azzone Visconti ma anche di questo periodo non ci resta più nulla. Tornato a Firenze morirà l'otto gennaio del 1337 a 70 anni.

Antonio Gaito


RIEPILOGO SCHEDA BIOGRAFICA


1266/67 - Nasce da Bondone a Colledi Vespignano.
1272 - Entra come apprendista nella bottega di Cimabue.
1290 - Incomincia ad accettare lavori in proprio e sposa Monna Cinta (o Ciuta) dalla quale avrà otto figli. A quest'epoca conosce già Roma e Assisi.
1296/97 - Giovanni di Murro lo invita ad affrescare la basilica superiore di Assisi. Negli anni successivi Giotto divide il proprio tempo fra Assisi e Roma.
1303/11 - Primo fra i pittori toscani, lavora nell'Italia settentrionale, a Rimini e a Padova.
1311 - Si stabilisce definitivamente a Firenze.
1327 - Si iscrive all'Arte dei Medici e Speziali.
1329/33 - È a Napoli, ospite di Roberto d'Angiò che lo colma di onori. Esegue varie opere interamente perdute.
1334 - Succede ad Arnolfo di Cambio come architetto del Duomo e delle fortificazioni di Firenze, il 19 luglio dà inizio alla costruzione del campanile di Santa Maria del Fiore.
1335/36 - Azzone Visconti lo invita a Milano, dove esegue affreschi interamente perduti.
1337 - Muore a Firenze l'8 gennaio. È sepolto in Santa Croce.

OPERE PRINCIPALI


* Padova - Cappella Scrovegni - Affreschi comprendenti un Giudizio Universale sulla parete d'ingresso, una fascia centrale con scene della vita di Cristo, una fascia sovrastante con episodi della vita di Maria e di Gioacchino, uno zoccolo monocromo con figure allegoriche (1304/06)
* Bologna - Pinacoteca - Madonna con il Bambino (1330 ca.)
* Rimini - Tempio Malatestiano - Crocefisso (1310 ca.)
* Firenze - Cappella Peruzzi in Santa Croce - Affreschi con storie della vita di san Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista (1311 ca.)
* Cappella Bardi in Santa Croce - Affreschi con storie della vita di san Francesco (1317 ca.)
* Santa Maria Novella - Crocefisso (1290 ca.)
* Santa Maria della Costa - Madonna in trono con il Bambino e Santi (1290 ca.)
* Uffizi - Madonna in Maestà, detta di Ognissanti
* Campanile del Duomo, iniziato il 19 luglio 1334 e proseguito dopo la morte del maestro, da Andrea da * Pontedera e da Francesco Talenti che ne modificò la sommità
* Assisi - Basilica inferiore di San Francesco - Affreschi con le storie della vita di Isacco (1290 ca.)
* Basilica superiore di San Francesco - Affreschi con storie della vita di san Francesco (1296/1300)
* Vaticano - Pinacoteca Vaticana -Trittico Stefaneschi (1298/1300)

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"L'opera di Giotto, più che reazione suscitata dal crescente irrompere dell'arte gotica, fu irrefrenabile atto di creazione che oppose all'arte gotica nella coscienza e nello stile un modo di essere tutto diverso, finalmente liberato dal genio dell'artista compagno di Dante.
Ciò che per secoli era rimasto oppresso sotto il cumulo di idee ch'erano andate costituendo la cultura medioevale, e sotto le alluvioni barbariche; tendenze e qualità che erano riapparse soltanto a lunghi intervalli mostrando tuttavia la loro vitalità tenace e da ultimo già erompente; quanto, or più or meno latente, ma sempre attivo, aveva distinto per tutto il Medioevo le sorti della civiltà in Italia, sembra essere stata la remota e continua preparazione, avvenuta mercè le persistenti qualità di stirpe e di cultura, al momento in cui il genio di Giotto e il genio di Dante dovevano raccogliere in sé tutte le forze lontane e quelle urgenti, elevandole a nuovo potere e dando ad esse forma nell'arte : in un'arte classica per profonde affinità con l'antica, ma nuova anche di fronte a questa perché l'umanità vi ha sensi altrimenti complessi : in un'arte italiana.
Da quel momento in cui Dante e Giotto operano, la vita e la cultura italiana hanno, e manterranno poi sempre, i caratteri che a loro sono più propri in ogni aspetto e soprattutto nell'arte, libera espressione dell'individuo, che dalla stessa natura di Italia sembra trarre la pienezza dei sensi, la serena nobiltà, la chiarezza e la grandiosità di concezione in cui paiono riflettersi i suoi cieli e la composta armonia di linee della terra" (
Giotto, di Pietro Toesca, Utet, 1941).



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