SCHED
PERSONAGGI 

ADOLF HITLER 


(2) di 8

LE CONDIZIONI IMPOSTE ALLA GERMANIA

1) La rinuncia a vari territori, fra i quali, senza plebiscito: Alsazia e Lorena alla Francia, le province di Posnania e Prussia orientale quasi per intero alla Polonia, il territorio di Memel autonomo sotto la sovranità lituana, il territorio Hlucin alla Cecoslovacchia, Danzica eretta in città libera;  Schleswig settentrionale alla Danimarca, Eupen Malmedy al Belgio, l'Alta Slesia alla Polonia;

2) L'occupazione alleata della riva sinistra del Reno (da sgomberare in 15 anni), la perdita della sovranità sull'aria e sulle vie d'acqua continentali;

3) La perdita di tutte le colonie;

4) Clausole militari: minimo esercito professionale di soli 100.000 uomini, delimitazione e controllo degli armamenti da parte alleata, zona smilitarizzata fino a 50 km dalla riva destra del Reno;

5) Le riparazioni: cessione di gran parte della flotta commerciale e grandi quantità di macchinari e materiali vari, pagamento di una indennità (che verrà fissata solo nel 1920) in 269 miliardi di marchi oro da pagare in 42 anni; fino al 1962. (All'Italia che aveva "vinto" non andò meglio: debiti fino al 1988 (millenovecentottantotto!! - Non è un errore!)
(vedi il "Trattato di pace con la Germania")
----------------------------------------

1919 - 11 AGOSTO -  In Germania viene approvata la Costituzione di Weimar. Il Paese viene eretto a  Repubblica federale, con un governo centrale e 17 Lander regionali. Due Camere: il Reichstag, in rappresentanza del popolo tedesco; e il Reichsrat, in rappresentanza dei Lander. 

1919 - 10 SETTEMBRE - Le condizioni dettate all'Austria nel Trattato di Saint-Germain vietano esplicitamente all'Austria di unirsi alla Germania. E' costretta inoltre a rinunciare  a tutti i territori dell'impero non tedeschi e a un terzo circa delle terre tedesche; cedere il Trentino, l'Alto Adige, Trieste e Istria all'Italia, Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Dalmazia alla (nuova) Iugoslavia, la Galizia alla Polonia, la Bucovina alla Romania; riconosce l'indipendenza dell'Ungheria  e della Cecoslovacchia; si impegna a ridurre l'esercito e a pagare forti riparazioni.
Il potente impero degli Asburgo è andato in sfacelo; si riduce a un piccolo stato  insicuro, composto da circa 6,5 milioni di abitanti dei quali un terzo concentrato nella sola Vienna
E a Braunau il ripristinato vecchio confine sull'Inn diventò peggio di prima.

A SETTEMBRE Adolf Hitler aderisce al Partito dei lavoratori (Partito Operaio Tedesco).
L' Arbeitpartei  era stato fondato il 5 gennaio del 1919 da un giornalista sportivo  Karl Harrer e dal fabbro ferraio Anton Drexter e da altri due. Hitler ha la tessera 555, (la numerazione parte però dal 550, quindi lui è il quinto, alcuni dicono il settimo) e ha subito l'ambizione di diventare un esponente del partito, si muove, si agita, scredita quelli che comandano, sgomita, quando nel partito gli aderenti sono a fine anno circa 100. Fra i nuovi iscritti il generale Ludendoff, l'ex asso della squadriglia von Richthofen, il decorato Hermann Goring, i fratelli socialisti Otto e Gregor Strasse, Alfred Rosemberg, Rudolf Hesse,  Julius Streicher, l'anno dopo Joseph Goebbels (ne citiamo solo alcuni, quelli che saranno in seguito i protagonisti del nazismo).

1920 24 FEBBRAIO  - Hitler dentro il partito vuole subito dominare la scena. Prepara un documento ed enuncia durante un discorso alla Hofbrauhaus di Monaco i 25 punti programmatici del Partito dei lavoratori tedeschi; un partito nato dentro anomale file socialiste ma che comincia a raggruppare anche forze dell'estrema destra.
Più che punti programmatici di politica, decanta con voce dura e aspra e nello stesso tempo esaltante, anche se spesso è prolisso, una lunga serie di demagogici sentimenti di indignazione, concetti che promettono di vendicarsi di tutte le umiliazioni e di tutte le sofferenze inflitte dal resto del mondo alla Germania. Queste ferite del resto si stanno dilatando. E lui Hitler mette il coltello nella piaga e lo rimescola infinite volte. Così farà nei comizi, ripetendo nell'arco di mezz'ora - trascinando gli uditori- anche due dozzine di volte volte, l'indignazione su Wersailles, e il disprezzo per gli ebrei e i comunisti (che secondo  Hitler sono la stessa cosa).
"Straccerò i trattati, non pagherò le riparazioni, ripristinerò i confini, darò lavoro agli operai, ricreerò un forte esercito, sconfiggerò i comunisti, la Germania tornerà grande, ecc."  Dice quello che i tedeschi volevano sentirsi dire. E nel modo semplice come lo diceva,  ripetendo per mille volte le stesse cose con gesti teatrali, i suoi slogan li capivano anche i bambini. 

1920 13 MARZO  - Dall'ambiente  militare tedesco, quello più reazionario, si tenta un colpo di stato guidato dal generale Kapp  sostenuto da squadre armate di estrema destra (i Freikorps) con uomini reclutati fra soldati e ufficiali smobilitati; per quattro giorni tengono in scacco Berlino.  E pochi giorni dopo il 19 scoppia l'insurrezione operaia alla Rhur. Il governo le stronca entrambe;  per i Francesi il caos interno è una manna, ne approfittano per occupare Francoforte a garanzia dei danni di guerra, non ancora quantificati. Trovano il pretesto per un semplice carico di legname non consegnato nei tempi stabiliti. E' il primo fatto grave;  "provocatorio" lo ritengono certi ambienti reazionari.
I numerosi gruppi nazionalistici estremisti (ma con dentro di tutto) scatenarono un’ondata di terrore  contro i marxisti e anche contro importanti esponenti del governo. Il ministro delle finanze Matthias Erzberger verrà poi assassinato nell’agosto del 1921 e stessa sorte toccò al ministro degli esteri Walther Rathenau, assassinato nel giugno del 1922: il primo si era "macchiato" della colpa di aver firmato l’armistizio, il secondo pagò la sua disponibilità ad una " intesa" (gli oppositori dissero "svendita della Germania") con le potenze alleate sulle riparazioni. Insomma i Socialdemocratici che guidano il governo, con questo comportamento e anche perché presi ormai di mira, alle elezioni di giugno subiscono una pesante sconfitta. E' il secondo fatto grave e il primo campanello d'allarme.
 Si forma una nuova coalizione con dentro questa volta i nazionalisti, sempre in aumento. Ma per chi doveva governare una Germania sconfitta e in ginocchio, il compito non era proprio facile. Nemmeno per i nazionalisti.

1920 1° APRILE  - Il Partito dei lavoratori tedeschi -che ormai inizia a raggruppare  forze di estrema destra- si trasforma in Partito Nazi-onalsociali-sta dei lavoratori tedeschi (NSDAP). La Denominazione contratta diverrà Nazi-sta). A fine anno con i soldi di un ammiratore americano, 1000 dollari, Hitler acquista un foglio bisettimanale e stampa un proprio giornale: il Volkischer Beobacher (l'Osservatore popolare). Ci vuole un simbolo, una bandiera, e l' ex "artista" di Vienna disegna lui personalmente l'emblema del partito. Su un fondo rosso, mette al centro un disco bianco e vi pone una svastica, l'antica croce runica. 
Nel partito c'è anche un certo Ernst Rohm, è lui a creare e poi a guidare alcuni giovani, inquadrandoli in un reparto paramilitare, lo Sturm-Abteillung (truppe d'assalto) Abbreviato in SA. Sarebbe fuorilegge ma lo mascherano come un reparto ginnico del Nsdap.
Non hanno ancora un preciso programma, ancor meno un ben definito interesse di classe perchè iniziano ad entrare nelle loro file i disillusi di tutte le classi: l'ufficiale dell'esercito umiliato che non era riuscito dopo la guerra a trovarsi un posto nella vita civile; il capitalista danneggiato dal caos; il lavoratore disoccupato; ma, soprattutto anche i "colletti bianchi" della classe media inferiore, sul quale era ricaduto il peso economico maggiore di questi primi anni del dopoguerra. (Ed è quello che sta accadendo anche in Italia. In entrambi i due paesi ci fu il crollo della Banca di Sconto, con i prestiti inesigibili; quindi i risparmi della classe media in fumo, più arrabbiati degli operai senza lavoro che avevano in più fatto anche la guerra "vinta" ma "mutilata".).

1921 - Hitler diventa uno dei dirigenti  del NSDAP; ne diventa un virtuale capo, ma ambisce a diventarne il capo assoluto visto che ha due antagonisti (Ludendorff il generale e Ernst Rohm che ha in mano le SA) che con lui formano dentro il partito un triumvirato, ma sempre in accesa polemica fra di loro sulla linea da seguire: se riformista (il generale) o rivoluzionaria (Rohm) .
La frattura lacerante tra socialdemocratici al governo, i nazionalisti, e gli sparuti comunisti (Kpd) nelle piazze, ma anche gli errabondi cattolici del Centro- sempre defilati nei momenti di una forte azione politica), sarà così aspra da compromettere successivamente la possibilità di un fronte comune di forze progressiste di fronte all’avvento del nazismo. Anzi gli stessi Nazionalisti e il Centro Cristiano nel gennaio del '33, quando Hitler cercava una maggioranza, pur di evitare che i nazisti andassero al cancellierato presidenziale, volevano addirittura allearsi in un governo parlamentare.
Come Mussolini che si agita a Milano in questo 1921, il programma di Hitler è quasi simile al suo. E da questo momento la sua carriera (più voluta da altri che non sua) sarà una fotocopia di quella che lui sta percorrendo ora e percorrerà poi Mussolini. Cambieranno solo i personaggi e la scena, ma il regista diventa uno solo: il destino! (che però si chiama grande imprenditoria). Che li accomunerà nella sorte, nella vita e nella morte. 

1921 27 APRILE-11 MAGGIO - La Commissione per le riparazioni di guerra riunita a Londra fissa per la Germania la somma dovuta, ed invia un ultimatum per il rispetto del trattato firmato a Versailles, inoltre sollecita il primo pagamento. Allo scadere di sette giorni, l'armistizio sarebbe decaduto e 39 divisioni alleate avrebbero invaso la Germania dal Reno al Weser fin su alla valle del Meno separando la Germania del sud da quella del nord: "la Germania d'oro da quella di stagno"

L'11 MAGGIO il Governo tedesco è costretto ad accettare tutti i punti del trattato e versa il 21 agosto un miliardo di marchi-oro ai vincitori. La popolazione tedesca si risveglia da un brutto sogno; prende atto che i pagamenti di guerra richiesti devono essere realisticamente onorati e sono per la Germania una mannaia. Come e con quale economia, nessuno lo sa. Grande allarmismo. Inizia la fuga dei grossi capitali della grande borghesia. Quella media invece e i piccoli risparmiatori si ritrovano in mano  -con le banche in sofferenza e lo stato con le casse vuote- i titoli dei prestiti di guerra diventati carta straccia. Ma altrettanto stanno diventando i marchi; per fare i rimborsi o pagare gli stipendi il Governo stampa moneta notte e giorno, a profusione. Sono le uniche macchine che in Germania funzionano 24 ore su 24.

 1921 - 12 NOVEMBRE   - Si verifica il primo tracollo del marco tedesco. A DICEMBRE il nuovo governo chiede ai vincitori una domanda di moratoria per gli esosi pagamenti, ma viene respinta.
L'Inghilterra aveva proposto ai suoi alleati di fare una "grande transazione", annullando o mitigando molti debiti di guerra e i danni di riparazione. Ma la proposta non ebbe successo anche perchè la stessa Inghilterra era virtualmente lei stessa indebitata; doveva agli Stati Uniti 850 milioni di sterline, più 2 miliardi (da pagarsi in 62 anni)  che doveva incassare dagli alleati europei (compresa l'Italia) per conto degli Usa essendo stata nel corso della guerra una mediatrice degli alleati ed aveva contratto essa debiti in gran parte a loro nome. 
Esempio l'Italia: aveva ricevuto prestiti in dollari, ma il debito l'aveva contratto con l'Inghilterra che era stata una semplice mediatrice degli Usa. E se l'Italia non pagava gli inglesi, questi non potevano restituire i dollari che avevano ricevuto dagli Usa; e questi non intendevano proprio rinunciarvi. Quando la proposta inglese arrivò sul tavolo del Presidente Usa, questi la stroncò subito con la frase "Loro hanno avuto in prestito del danaro, no?". Quindi paghino!!

Più avanti si cercò in altri modi di alleviare la drammatica crisi  tedesca; ma quando nel 1924 entrò in vigore il Piano Dawes che prevedeva aiuti alla Germania, si verificò questa ingarbugliata e cinica situazione: gli Stati Uniti iniziarono a investire  in Germania per permettere ai tedeschi di saldare indirettamente i debiti con gli alleati Usa, cioè - con l'Inghilterra al primo posto- in modo che questa saldasse le proprie obbligazioni con l'America. I dollari insomma attraversavano l'Atlantico, facevano un largo giro in Europa e tornavano tramite l'Inghilterra a riattraversare nuovamente l'Atlantico, ovviamente con gli onerosi interessi maturati e il valore aggiunto.
A guadagnarci era sì l'America, ma affari d'oro li fecero anche quelli che appartenevano a quel sottobosco che si era venuto a creare in Germania con questa astuzia. E' l'epoca della Repubblica di Weimar, un gioiello di liberalità, ma una repubblica senza repubblicani; perché assenti erano proprio i cittadini.
Una ubriacatura di pochi, durata tredici anni,  poi con eguale sfoggio di democraticità, nel 1933 la costituzione di Weimar consentirà proprio a Hitler e al suo nazismo di prendere il potere in modo assolutamente legale. (com'era avvenuto in Italia nel 1922 con Mussolini). Ed entrambi trarranno vantaggio dalla debolezza degli avversari
(vi rimandiamo ai tre link che trattano politicamente e culturalmente questo periodo).
(LA REPUBBLICA DI WEIMAR)

1922 - A partire dai primi mesi dell'anno inizia in Germania un vero e proprio catastrofico  crollo della moneta tedesca;  in parte connesso coi pagamenti delle gravose indennità di guerra, in parte dovuto al grande disavanzo commerciale (mancavano perfino gli alimentari necessari per vivere);  ma cosa più grave questa crisi aveva provocato la fuga convulsa e improvvisa dei capitali. Il governo per pagare aveva cominciato a fare ciò che fanno tutti i governi, quando non sanno più come affrontare una montagna di spese incontrollabili: stampava più banconote, con le conseguenze facilmente prevedibili. L' inflazione, a partire da metà 1922, comincia rapidamente ad aggravarsi. Il denaro perde di valore a vista d'occhio. Prima si paga pane, latte e patate con alcune migliaia di marchi, poi si passa ai milioni, per infine arrivare a miliardi e addirittura a migliaia di miliardi di marchi.
L'inflazione tocca vertici inauditi. La punta massima la raggiunge nel novembre del 1923, quando per acquistare un dollaro occorrevano 2.190 miliardi e 200 milioni di marchi.

  1 dollaro costava nel 1923
(in marchi):
1 kg di pane costava nel 1923
(in marchi):
gennaio 35.000 250
luglio 350.000 3.465
agosto 4,6 milioni 169.000
settembre 98 milioni 1,5 milioni
ottobre 25 miliardi 1,7 miliardi
novembre 2.190 miliardi 210 miliardi
dicembre 4.210 miliardi 399 miliardi

Gli operai vengono pagati ogni giorno, e usciti dall'ufficio paga corrono subito verso il mercato per spendere tutto e subito, perché un'ora più tardi i prezzi potevano essere già raddoppiati e il giorno dopo le stesse banconote non valevano più nulla. 200 fabbriche di carta stampano, giorno e notte, nuove banconote, francobolli e altri valori con sopra delle cifre sempre più astronomiche.

Nella sua ultima fase questa disastrosa inflazione è alimentata anche da un grande sciopero generale nel bacino della Ruhr, una resistenza passiva a cui il governo stesso ha esortato, contro l'occupazione francese di questa regione.  Ma la resistenza passiva provoca una totale paralisi dell'economia e un ulteriore precipitare dell'inflazione.


Alla fine del 1923 la giovane Repubblica di Weimar ha appena 4 anni. In questi 4 anni vide 2 tentativi di colpo di stato, centinaia di omicidi politici, un'inflazione senza precedenti nella storia e un conseguente esaurimento dell'economia. Il paese è profondamente lacerato e le forme di lotta politica a destra e a sinistra si stanno deteriorando. Per molti le conquiste della democrazia non contano più nulla, anche perché economicamente si sta peggio di quando si era in guerra. E soprattutto, la fiducia in questo stato e nelle sue istituzioni è molto scarsa, e purtroppo, non sempre a torto. Un esempio è la giustizia:

Nel periodo 1919-1922 in Germania avvengono 376 omicidi politici.
Qui le pene inflitte dai tribunali tedeschi:

per i 22 omicidi commessi dalla sinistra:
10x pena di morte, 3x ergastolo, 249 anni di prigione
per i 354 omicidi commessi dalla destra:
0x pena di morte, 1x ergastolo, 90 anni di prigione

Così la Germania  inizia ad essere minata all'interno di ogni classe sociale da tre micidiali mali, quello politico (sempre più passivo, e come forze dispersivo), quello economico (sempre più devastante), ed infine quello psicologico, perchè ormai si erano resi conto tutti (realisticamente anche i vincitori) che  "le esazioni previste dal trattato esorbitavano dalle possibilità del popolo tedesco".  Nemmeno più un matematico riusciva a calcolare quanti zeri occorressero per scrivere in marchi la somma dovuta ai vincitori. Erano le cifre semplicemente parossistiche.
La vera grande rivoluzione sociale iniziava ora, quella avvenuta con la guerra era nulla a confronto.  Così, quella che doveva essere una pace,  iniziò a fomentare un'altra guerra.

Cosciente ne era anche l'autorevole negoziatore Lloyd George, visto che aveva scritto nel memorandum di Fontaineblau (Paper Respecting Negotiations for and Anglo, French Pact, Cmd 2169 del 1924, p.77) "Non riesco a immaginare più grave motivo di una guerra futura se non il fatto che il popolo tedesco, che si è dimostrato uno dei più forti e potenti del mondo, possa trovarsi circondato da tanti piccoli stati formati per lo più da popoli che non abbiano mai avuto prima un governo stabile, ma che comprendano un gran numero di tedeschi desiderosi di riunirsi con la madre patria". In alcuni territori persi, i tedeschi erano il 90 per cento della popolazione.

George era quello stesso che il 23 aprile del 1919 avvertì Wilson della "sensazione crescente che con l'Europa gli Stati Uniti si stavano comportando da prepotenti" (Riunione del consiglio dei quattro, 3 maggio 1919: "The Paris Peace Conference, 1919". Vol V, p.430).
Attenzione però,  gli Stati Uniti non era tutta la popolazione americana, e nemmeno il Congresso, ma piuttosto solo l'autoritario Wilson, che dopo Versailles si era disinteressato di ogni cosa. Lui aveva altro a cui pensare. A quella sua (sulla carta encomiabile) "creatura" che concepì, fece nascere, ma che poi subito rimase orfana: la Società delle Nazioni.
Inglesi e statunitensi avrebbero voluto evitare misure troppo restrittive contro la Germania temendone una esclusione dal consesso delle grandi nazioni europee con tutti i rischi a ciò connesse (cosa che, purtroppo, poi avverrà). Invece i francesi sostennero e riuscirono a far applicare una linea estremamente punitiva nei confronti del popolo tedesco, ritenuto il vero responsabile della guerra. 
Il trattato  prevedeva norme estremamente umilianti per la Germania e secondo le direttive del governo di Parigi, "....la Germania bisognava metterla in ginocchio".
(Ma non dimentichiamo che questa era già un'idea della Francia e soci, prima ancora che scoppiasse la prima guerra mondiale.
E' interessante leggere cosa bolliva in pentola già nel 1913 > > >  

Purtroppo agli errori (assolutistici degli europei e quelli americani distaccati) di Wilson non si riuscì a rimediare; perchè il Presidente  cinque mesi dopo fu colpito da una paralisi. L'anno precedente, prima d'imbarcarsi per l'Europa, aveva sfidato al Congresso  i repubblicani, che volevano (che presentimento!) includere una loro commissione per la pace di Versailles.  Wilson voleva invece fare tutto lui, da solo, personalmente. Così fece la "sua" pace e tracciò le "sue"  "linee" sulla nuova cartina d'Europa. Poi con tanto fervore si dedicò più solo alla sua Società delle Nazioni. Ma finito lui, finì anche tutta la sua politica in Europa. La stessa Società delle Nazioni (paradossalmente senza l' "America" che l'aveva proposta) in Europa fece presto fiasco. Una "Società di piccoli Cortili". E dentro questi i potenziali litiganti; insomma mancava il più forte per tenerli a bada
E l'America (che era solo Wilson, ripetiamo senza una buona parte degli americani - infatti nel '21  gli americani voltarono le spalle ai Democratici) dopo aver costretto gli alleati europei a far la pace sulla base di quel vago programma wilsoniano, si ritrovò (e li scansò subito) tutti i grossi problemi da risolvere con i vinti e con i vincitori, e soprattutto con i Tedeschi.


Ma i bravi capitalisti americani, avendo capito che non si potevano fare buoni affari con un paese che aveva sempre l'acqua alla gola, cominciano ad aiutare la Germania e riducono il peso del pagamento delle riparazioni (Piano Young - Ne parleremo ancora più avanti).
Nei cinque anni successivi, fino al 1930, la Germania vive un fortissimo rilancio economico. Sono i cosiddetti "anni d'oro" della Repubblica di Weimar. Insieme ad una sorprendente capacità di ripresa economica, la Germania dimostra una straordinaria vivacità in campo culturale. Cominciano a fiorire il cinema, il teatro, la letteratura, la pittura, la musica, i cabaret.
Berlino, con i suoi 4 milioni di abitanti diventa così la capitale europea della cultura, della creatività e del divertimento. Sono gli anni del Bauhaus, dei film di Fritz Lang e di Murnau, del teatro di Brecht, della pittura di Klee e Kandinsky. Si diffonde un clima allegro e spensierato, la gente vuole dimenticare la politica e la guerra, vuole guardare verso il futuro, vuole star bene. La Germania comincia a respirare, sembra finalmente la svolta.
Ma non tutti furono coinvolti in questi "anni d'oro", soprattutto quelli della provincia e i nazionalisti di Monaco e Berlino. Anzi molti si chiedevano "Ma questi dove trovano tanti soldi? La città di Berlino è ricca e noi paghiamo le tasse". E fra questi che si facevano queste domande c'era il "caporale" che finito in galera dopo il Putsch sta scrivendo in carcere il "Mein Kampf" in cui getta la base teorica del suo pensiero e del suo movimento, che intende costruire con più metodo ed organizzazione. Quando uscirà dalla galera si agiterà più di quando vi era entrato e con un abile propaganda - in un terreno fertile- riuscirà a organizzare un efficiente partito nazionale, creando subito altri problemi nel governo, anche se lui non è ancora un pericoloso uomo politico. Kurt Tucholski, uno dei grandi della letteratura e cultura tedesca di quegli anni esprimeva quello che molti tedeschi pensavano di Hitler: "In fondo, l'uomo politico Hitler non esiste, quel che esiste è solo il gran rumore che riesce a creare intorno a sé."
Qui abbiamo anticipato gli eventi, perchè il Putsch deve ancora avvenire. Vedi più avanti: 1923.

Ma non solo in Germania i grossi problemi non erano stati risolti, ma anche l'Inghilterra e la Francia ne avevano grossi di problemi, più psicologici che materiali, ed iniziarono a punzecchiarsi, timorose e invidiose entrambe (dell'Italia parliamo in altre pagine). Fino al punto che la prima indirettamente aiutò la Germania a riarmarsi nel timore che la Francia diventasse troppo forte; che rappresentasse una costante minaccia sulla Manica (i "fantasmi" napoleonici del passato non erano stati per nulla dimenticati). 
Paul Cambon ambasciatore della Francia a Londra scriveva "Io non credo alla possibilità di una rottura ma vedo che c'è disaccordo dovunque e su ogni questione, e - quel che è peggio- che nè a Parigi nè a Londra sono abbastanza intelligenti da ridurre le controversie all'essenziale" (Lettere al figlio Paul, 14 ottobre 1920 - The New Cambridge Modern History, 1968, vol, XII, p. 278).

E le divergenze erano che l'Inghilterra secondo i francesi non nutriva abbastanza rancore verso la Germania. Ma di motivi gli inglesi ne avevano diversi per comportarsi così. A parte quelli (irrazionali) atavici, il primo era che la Germania nella sua disperazione potesse cadere nelle accoglienti braccia della Russia bolscevica; secondo motivo - essendo questa la loro attività principale - volevano riprendere  i commerci con la Germania, lasciando da parte i rancori, perchè "gli affari sono affari". Volevano insomma ridare un po' di fiducia ai tedeschi, riabilitarli. Non spingerli troppo sul baratro del lesionismo o autolesionismo. Se i tedeschi lo avessero fatto non avevano nulla da perdere, più in basso di così non potevano mica andare. E questo li poteva indurre a tentare pericolose "avventure" rivoluzionarie. (La stessa cosa stava accadendo in Italia. Non dimentichiamolo).

Con l'aggravante -questo era il nocciolo della nuova situazione (anche in Italia) - che in piazza non scendevano più solo le masse di analfabeti plebei. Rathenau, il patron della Aeg e futuro ministro degli esteri fece chiarezza: «Quella che si chiama rivoluzione tedesca è lo sciopero generale di un esercito sconfitto». Facciamo qui attenzione! Era gente di città (come in Italia) che aveva fatto la guerra gomito a gomito con quelli arrivati dalla provincia e che avevano in trincea non solo ricevuto il battesimo del fuoco, ma in quella vissuta (nuova) comunanza di uomini e di esperienze avevano anche per la prima volta sentito la giusta fierezza di aver fatto il proprio dovere; si erano sprovincializzati e improvvisamente anche politicizzati. Nessun evento precedente - come la Grande Guerra- aveva inciso così enormemente nelle masse. Ogni regione, ogni città, ogni paese, aveva i suoi morti, i suoi amareggiati reduci e in ogni più piccolo villagiio il diffuso rancore.

1923 - In Germania iniziano disordini un po' ovunque. E quelli provocati dagli estremisti sono infatti "avventure"; vorrebbero distruggere tutto per poi riedificare (questo avviene anche nella cultura e nell'arte - vedi WEIMAR - ARTE E CULTURA); ma come farlo?   nessuno lo sa ancora. Nemmeno i più esaltati. Vorrebbero distruggere e agire; sembra una contraddizione ma le idee sono ancora confuse, perchè una direzione di marcia non è stata tracciata. 
L'intero anno 1923 è un incubo per chi vuole sopravvivere ad ogni costo. E il costo di questa sopravvivenza è altissimo. L'inflazione -come abbiamo visto- tocca le vette più assurde, persino inconcepibili. Un uovo costa 500 milioni di marchi. Ogni uomo della strada sa che deve accadere da un momento all'altro qualcosa, e questo qualcosa  non può che essere traumatico. A DICEMBRE occorrono 4.210 miliardi di marchi per avere un dollaro. Fanno fatica a fare i conti della spesa quotidiana  perfino le mogli pur avendo i mariti astronomi abituati ai numeri dell'universo.

Ed ecco arrivare a uno dei tanti disordini, con a capo un generale e un caporale. Evento legato a una causa apparentemente nobile  ma che ha però già al suo interno quel germe  che andrà a sconvolgere prima ideologicamente la Germania, poi politicamente e militarmente tutto pianeta. 
Questo accade perché gran parte della popolazione inizia a proiettare i propri desideri, le nostalgie e le speranze in questa ideologia, e proprio su Hitler che predica questa dottrina. Il "caporale"  prima fa vedere i socialdemocratici e i comunisti come dei disturbatori della quiete, poi appena salito al potere usando perfino l'insolenza ne predica il terrore. Ma non farà tutto questo da solo. 

continua > >

< ALLA PAGINA INIZIALE DELLA BIOGRAFIA

CRONOLOGIA GENERALE  *  TAB. PERIODI STORICI E TEMATICI