SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
NILDE IOTTI

4 DICEMBRE 1999
ADDIO SIGNORA
 DELLA POLITICA

 

 di Luca Molinari

LEONILDE IOTTI (e si badi bene non Jotti, ma Iotti come lei stesa amava ricordare) nacque a Reggio Emilia nel 1920 in una famiglia antifascista. Il padre, ferroviere antifascista, non si oppose al fatto che alla piccola Nilde fosse impartita un’educazione anche religiosa. Terminati gli studi liceali Nilde Iotti si recò a studiare all’Università Cattolica di Padre Agostino Gemelli a Milano dove, dopo l’incontrò con professori come Amintore Fanfani, maturò un ancora più profondo spirito antifascista. Furono anche, però, gli anni in cui fu assalita da un duro travaglio spirituale.

Una volta laureatasi intraprese la carriera dell’insegnamento e durante i mesi della guerra partigiana partecipò attivamente alla Resistenza senza mai, però, abbandonare la sua professione di insegnante. Nell’immediato dopoguerra, dopo una esperienza come consigliere comunale comunista a Reggio Emilia, venne candidata dal Partito Comunista Italiano all’Assemblea Costituente dove, eletta con 15.936 voti di preferenza ( in una città come Reggio Emilia dove il Pci aveva ottenuto da solo il 45,7% dei suffragi distanziando di molto la Dc, che si era fermata al 26,7 % dei voti, ed i socialisti che avevano raggiunto il 25,4 % dei consensi), entra a far parte della Commissione dei 75 presieduta dal demolaburista Meuccio Ruini e contribuisce alla stesura della nostra Costituzione repubblicana.

 Con la vita parlamentare sviluppa anche la sua vita privata (la tormentata relazione con il leader di Botteghe Oscure, Palmiro Togliatti, conosciuto in un fatale e “galeotto” incontro in un ascensore di Montecitorio e con cui convisse e fu vicino fino alla morte del segretario comunista avvenuta nel 1964) e quella di partito, divenendo, in breve tempo, uno dei più importanti e stimati esponenti politici di tutto il panorama dei partiti politici italiani. 

La sua carriere politica e parlamentare si sviluppa tutta tra i banchi di Montecitorio dove viene eletta ininterrottamente dal 1946 al 1996 e in cui rimarrà seduta fino al 1999. Nel 1976 il Pci di Enrico Berlinguer conquista un grande consenso elettorale e ottiene importanti cariche parlamentari. L’on. Nilde Iotti diviene Presidente della I Commissione della Camera dei Deputati, la Commissione Affari Costituzionali. Nello stesso anno il comunista Pietro Ingrao diventa Presidente della Camera: è proprio a questo suo compagno di partito che Iotti subentra nel 1979 alla Presidenza di Montecitorio, carica ricoperta fino al 1992 per 13 lunghi anni. 

Da Presidente Nilde Iotti agirà con imparzialità mettendosi in urto con il gruppo dirigente dello stesso Pci durante la discussione del
decreto relativo al taglio di 4 punti di contingenza (il cosiddetto “decreto di San Valentino”, 1984) e con il socialista Bettino Craxi (quando questo era Presidente del Consiglio, 1983-87) ed il democristiano Francesco Cossiga (quando questo era Presidente della Repubblica, 1985-92) per riaffermare l’indipendenza e la sovranità del parlamento. 

Nel 1987 ottiene un incarico di governo con mandato esplorativo (poi abortito) da parte del Presidente della Repubblica Cossiga: è la prima donna ed il primo esponente del Pci ad arrivare così vicina a Palazzo Chigi. Nel 1992, in un’Italia scossa da Tangentopoli e sconvolta dal vento secessionista e qualunquista del leghismo, viene sostituita alla Presidenza della Camera dal democristiano Oscar Luigi Scalfaro, che rimane sulla poltrona più alta di Montecitorio solo per un mese quando, con il voto di maggioranza e opposizione, viene eletto Presidente della Repubblica. 

La parabola politica di Nilde Iotti sembra volgere al termine, ma
l’esponente post comunista (nel frattempo il Pci si è trasformato in Pds) avrà ancora l’onore e l’onere di ricoprire cariche di prestigio sia come Presidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali nel 1993-94 dopo le dimissioni da tale carica dell’on. Ciriaco De Mita (Dc), sia come Presidente della delegazione parlamentare italiana presso il Consiglio d’Europa ricoprendo la carica di Vicepresidente italiana preso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (1996-99). Continuò a rappresentare, anche da deputato semplice, un forte punto di riferimento per tutto il Paese.

In un clima di unanime cordoglio è morta pochi giorni dopo essersi dimessa da deputato per malattia il 4 dicembre del 1999.

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ADDIO SIGNORA DELLA POLITICA 

“In politica – diceva Napoleone III – bisogna guarire i mali, non vendicarli”. Proprio queste parole di Luigi Bonaparte possono rappresentare un ottimo epitaffio per la vita e l’opera politica dell’on. Nilde Iotti, la cui scomparsa oggi viene pianta da tutti i democratici e davanti al cui ricordo il mondo politico china il capo in segno di lutto e di rispetto.

Donna simbolo di una generazione di donne che dovettero lottare per la propria emancipazione in una società fortemente maschilista e conformista, rappresentante di una generazione di democratici e di antifascisti le cui battaglie e le cui vittorie hanno permesso a noi giovani di vivere in un’Italia e in un’Europa libere e democratiche senza vederci scippati delle gioie della nostra giovinezza dalla barbarie della guerra e dell’oppressione della dittatura come invece fu per la sua, esponente politico più longevo per continuità ininterrotta della carica elettiva ricoperta (eletta nel 1946 come membro dell’Assemblea Costituente venne poi sempre rieletta in tutte le successive consultazioni per l’elezione popolare della Camera dei Deputati), comunista e di sinistra aperta alle innovazioni per il bene primario e supremo del Paese e dei cittadini, Nilde Iotti ha rappresentato, rappresenta e rappresenterà sempre l’incarnazione e la personificazione della genesi, dello sviluppo e delle trasformazioni dell’Italia “Repubblica fondata sul lavoro” (art. 1 della Costituzione del 1948) nata dalla libera scelta del popolo e dell’Assemblea Costituente frutto della Resistenza democratica e d antifascista.

Travagliata ed intensa, ma non sembra il caso di violarne l’intimità, fu anche la sua vita privata, segnata dal lungo e profondo amore con Palmiro Togliatti: “Tutto è stato difficile nella sua vita privata come in quella politica straordinariamente intrecciate fra loro” (Vittorio Foa, ora in Giorgio Corbi, Nilde, Rizzoli Milano 1993, p. 246).

In quest’ora suprema e triste aleggiano nell’aria mesta e dolorosa un profondo rammarico: non aver visto l’elezione del Nilde Iotti alla Presidenza della Repubblica nell’elezione presidenziale del 1992 (e questo senza nulla togliere alla persona ed all’operato di Oscar Luigi Scalfaro la cui opera, anzi, è degna del più alto rispetto e di una profonda gratitudine).

di Luca Molinari


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