SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
MARTIN LUTERO

LA RIFORMA PROTESTANTE


di Giandomenico Ponticelli - ( http://digilander.libero.it/ponticellig )

La rivoluzione della concezione religiosa ad opera dei protestanti, nei primi anni del 500, non riguarderà solamente l’Europa centro settentrionale, ma in varie forme coinvolgerà, da una parte l’Europa orientale, ed in misura minore anche Francia, Spagna e Italia. Gli uomini che condussero a questo cambiamento sostanziale erano uomini di chiesa, alcuni come Lutero erano frati, ciò che inizialmente contestavano era la corruzione del clero, il potere temporale del papa e le indulgenze, la matrice antipapale e nazionale che era contenuta nella polemica contro la chiesa non poteva non suscitare le simpatie di molti signori locali, che vedevano nelle nuove dottrine religiose la possibilità di poter eliminare le ingerenze cattoliche dai propri territori. 

Lutero
Inizialmente Lutero ancora monaco agostino si scaglia essenzialmente contro i troppi privilegi della chiesa, e soprattutto contro il meccanismo delle indulgenze, che dietro pagamento di una somma, garantisce l’assoluzione da tutti i peccati commessi in vita, rendendo superflue la confessione in punto di morte. Per Lutero l’uomo e totalmente succube della volontà di dio, sono quindi inutili qualsiasi azione o opera buona, (anche se meritevoli) ai fini della salvezza dopo la morte. La rettitudine morale e la misericordia di dio sono l’unica via di salvezza Le critiche di Lutero si scagliano contro il vescovo della basilica di san Pietro a Magdeburgo e su Johannes Tetzel predicatore domenicano, incaricato di divulgare nel regno le modalità per ottenere l’indulgenza. I due riuscivano ad ottenere grosse elargizione di denaro per un periodo della durata di otto anni, devoluti in favore della basilica di San Pietro, il ricavato ovviamente finiva per metà nelle tasche del vescovo e  per metà al papa. Sintesi di questa critica sono le famose 95 tesi di Wittenberg (vedi documento allegato), testo che gli tornerà utile per catturare la simpatia di Federico “il saggio” elettore di Sassonia, stanco di vedere prosciugare dalla chiesa il denaro dei propri sudditi. Nel 1519 e negli anni successivi maturano le altre tesi, che lo allontaneranno definitivamente dalla chiesa e da ogni tentativo di riforma della stessa dall’interno. 

Nel 1520 la prima reazione papale di Leone X con la bolla exsurge domine, che condanna 41 delle sue tesi, intimandogli il ritrattamento entro 60 giorni, altrimenti la scomunica. Nel dicembre dello stesso anno Lutero risponde bruciando la bolla papale in pubblica piazza. Nel 1521 la seconda bolla dect romanum pontificem gli comunicano la scomunica. Nello stesso anno la nuova dottrina si diffonde nelle varie aree della Germania, tutte le classi ne sono coinvolte, Lutero coglie l’occasione per rimarcare la netta riprovazione per ogni movimento e ribellione sociale. 

Con la Dieta di Worms, riunita alla presenza dell’imperatore Carlo V, dell’inquisitore della Germania Alberto di Magonza, dei nunzi pontifici: la chiesa intende lanciare un attacco mortale a Lutero e alla sua dottrina, schiacciandolo definitivamente. Carlo V, che non intende inimicarsi una parte dei principi tedeschi, non reagisce come il papato spera, Lutero che partecipa alla dieta con un salvacondotto imperiale difende le sue tesi, e la fedeltà alla chiesa, ma viene messo al bando e la sua dottrina e definita eretica, ma riesce a scappare. Federico il saggio suo protettore lo fa scortare fino al castello di Wartburg.


L’esigenza di organizzare la chiesa su basi nazionali ed indipendenti.
La negazione di tutti i sacramenti ad eccezione del battesimo e dell’eucaristia, perché sintesi dell’esistenza di dio.
Il libero esame delle sacre scritture.
La negazione del valore della buone azioni ai fini della salvezza.
La fine della mediazione ecclesiastica. 
Il principio del sacerdozio universale.
Una nuova dottrina dei sacramenti (religione interiore e chiesa invisibile).
Tabella 1 Tesi fondamentali di Lutero -Musi


Erasmo da Rotterdam Monaco agostino, nel 1488 scioglie i voti, le riflessioni che di li a qualche anno lo renderanno famoso, sono impregnate di umanismo e che anche se critiche verso la chiesa la riconoscono come unica depositaria del volere divino.
Tesi che sono sintetizzate nell’opera pubblicata nel 1524, “de libero Arbitrio”, su cui Lutero, che in un primo momento aveva preferito il dialogo, polemizza apertamente, con il “de servo arbitrio”, sancendo la rottura definitiva dei rapporti fra i due religiosi.

Si prefigurano quindi due strade, una in totale disaccordo con la chiesa, prefigurata da Lutero, e l’altra in polemica con la chiesa, ma a favore di una riforma ecclesiastica dall’interno dell’istituzione religiosa, motivata da Erasmo.
 

Unità e pacificazione cristiana attraverso la tolleranza
Il dubbio sistematico come metodo intellettuale
Il primato della volontà dell’uomo nella sua capacità di fare del bene e di evitare il male
Assoluta credenza nelle sacre scritture
La certezza della salvezza attraverso la fede
Tabella 2 Tesi di Erasmo -Musi

Primi fermenti sociali
Sulla scia di questi avvenimenti s’innescano diversi fermenti sociali, il primo dei quali e tra Federico di Sassonia e l’arcivescovo di Magdeburgo, sul quale si aggiungono le proteste degli altri principi protestanti. La rivolta dei cavalieri, che si coalizzano contro l’arcivescovo di Treviri, in nome di un impero germanico libero dal potere della grande feudalità laica ed ecclesiastica, tentativo che viene sedato con l’aiuto dei principi protestanti che vedono minacciata la loro autorità. Una serie di lotte “contadine” che prendono spunto dalle idee rivoluzionarie di un seguace di Lutero Thomas Muntzer, inneggianti all’uguaglianza sociale. 
Quali erano le loro rivendicazioni? Il ritorno all’ideale evangelico dell’organizzazione comunitaria dei fedeli, alle fonti della chiesa primitiva, al modello della povertà ecclesiale e dell’abolizione delle disuguaglianze sociali e del privilegio. Alle origini delle ribellioni popolari è la situazione sociale nelle campagne tedesche, sulle quali gravano il potere signorile, il dominio personale della feudalità, la limitazione dei diritti dei vassalli e i rapporti di servitù, gli abusi e l’estensione del dominio feudale anche nelle terre comuni.
Partita nel 1524 dalla selva nera, la rivolta si diffonde in Renania, in Svevia, in Turingia, in Francoforte, Alsazia, Corinzia. Nel 1525 le campagne della contea del Tirolo, che comprende i due principati vescovili di Trento e Bressanone, sono in fermento: il leader dei contadini e Michael Gaismair, che da forma a un progetto politico tendente a staccare dall’area Asburgica la contea del Tirolo e a farla gravitare intorno alla confederazione elvetica. 
La composizione sociale dei rivoltosi e molto più amplia di quello che si può pensare, oltre ai contadini, vi erano abitanti delle città soggette ai principi territoriali, cittadini esclusi dagli uffici, minatori.

“L’evento del 1525 registrò una partecipazione sociale assai ampia. Il movimento contadino riuscì a provare di saper di tener vivo un concreto disegno politico, e non di essere sorto come sola ribellione protestatoria. La predicazione del vangelo, nel clima della riforma protestante, non fu la causa della rivoluzione del 1525, ma nel diritto divino i contadini trovavano l’ideologia che cementò e sostenne le loro azioni. Il concorso delle classi alla ribellione si ampliò per la risposta favorevole che le città diedero al movimento. Nella coscienza contadina le insurrezioni erano legittime perché dirette contro l’introduzione di oneri non previsti dalla tradizione, l’obiettivo dei moti era limitato alla cancellazione dei nuovi tributi, nulla più. Il rapporto tra signori e contadini continuava a svolgersi all’interno di una feudalità convinta (R1)”.

Abbattere la struttura per ceti.
Formare una federazione di leghe su base corporativa, ispirate al vangelo.
Sottrarre prerogative politiche alla nobiltà.
Espropriazione di beni ecclesiastici e religiosi.
Tabella 3 obiettivi dei rivoltosi -Musi

Lutero in un primo intervento tenta di mediare tra i contadini e i signori, esortandoli alla pace, ed in particolare dice dei contadini: devono assoluta obbedienza ai re proprio perché il Vangelo condanna qualsiasi forma di ribellione. Quando il conflitto s’inasprisce Lutero condanna le masse di rivoltosi nel suo scritto, “Contro le masnade rapaci e assassine dei contadini”, ed esorta in principi alla repressione più feroce di tutti coloro che si ribellano.
Dopo alcuni successi iniziali, gli eserciti contadini sono sconfitti, nella battaglia decisiva di Frankenhausen, un esercito di contadini e cittadini, forte di 10000 uomini, è distrutto, ma si calcolano che complessivamente circa 100000 uomini morirono in battaglia, furono massacrati, trafitti, arsi vivi, accecati. 
Tutte le loro rivendicazioni furono ignorate.
 

Zwingli (1484- 1531)

Huldrych Zwingli, e ordinato sacerdote nel 1506, nel 1518 è cappellano del duomo di Zurigo, operando nella svizzera tedesca, luogo tradizionalmente aperto e senza censura, gli è possibile elaborare una riforma del culto con il consenso della cittadinanza. Le caratteristiche fondamentali delle sue tesi sono di ispirazione luterana, come Lutero respinge il primato papale, come Erasmo ricorre allo studio filosofico delle sacre scritture, ma a differenza degli altri crede in una forte accentuazione dello spirito comunitario dei fedeli. Il predestinato e colui che a fede, compie una critica sistematica dei sacramenti, contestandoli tutti tranne due, battesimo ed eucaristia, perché il segno della testimonianza di cristo.
Nel 1522 il consiglio municipale di Zurigo istituisce per il riformatore un posto di predicatore, sancendo con quest’atto un’alleanza fra Zwingli e le autorità locali.
Nel 1524 un decreto municipale abolisce dalle chiese immagini e reliquie, l’anno dopo aboliva la messa in latino; conventi e monasteri, soppressi nel cantone Zurighese, sono trasformati in scuole e ospedali. E’ abolito il servizio mercenario, viene istituito il tribunale matrimoniale e dei costumi.
Zwingli cerca di coinvolgere anche gli altri principi Luterani, in un disegno politico anti asburgico, trovano consenso solo nel principe Filippo d’Assia.
Nel 1531 perde la vita in uno scontro con i cantoni cattolici a Kappel.


Opposizione al sacerdozio, al celibato, ai santi.
Opposizione alla messa come sacrificio.
Una religiosità puramente evangelica.
Tabella 4 tesi di Zwingli -Musi

Anabattisti 

Gli anabattisti proclamavano una rigida disciplina comunitaria e dichiaravano apertamente la loro separazione dallo stato: essere perfetti cristiani significa tralasciare la cosa pubblica. Prendendo spunto dalle Teorie Millenaristiche , vivevano all’interno di comunità isolate, quasi segregate, in attesa del regno del signore; conducevano una vita diversa rispetto agli altri religiosi e praticavano la poligamia. La chiesa ufficiale teme gli esiti di una diffusione del culto dalle radici anti statali. I circoli anabattisti zurighesi guidati da Konrad Grebel e Felix Mantz, sono perseguitati, ed in parte distrutti. Alcuni seguaci riescono a fuggire in Germania e nei paesi bassi, dove alimenteranno le spinte più radicali della Riforma. 
Fortemente perseguitati fino ad essere trucidati nel 1535 a Munster dove avevano istaurato una sorta di dittatura. 

Calvino ( 1509-15)

(VEDI ANCHE IL CALVINISMO)

Nel 1536, a Basilea, pubblica l’Institutio Christiana, dove sono già espressi i fondamenti della concezione calvinista
Nella sua opera più importante “ordinanze ecclesiastiche” del 1541, afferma che una giusta riforma deve riformare prima di tutto i ministri di culto, per questo propone una nuova gerarchia ecclesiastica formata da:

Pastori Addetti all’insegnamento dei sacramenti e del vangelo
Dottori Specializzati nelle dottrine cristiane
Anziani Addetti al controllo della condotta morale dei fedeli
Diaconi Addetti all’assistenza e alla cura dei bisognosi
Tabella 5 Gerarchie ecclesiastiche secondo Calvino -Campanelli 

Il concistoro era un organo a maggioranza laica preposto alla sorveglianza generale.
Nel 1564 per la seconda volta a Ginevra, realizza il modello di riforma da lui teorizzato caratterizzato da una forte compenetrazione fra religione, politica, istituzioni locali. Lo stato è una struttura fondamentale e ogni cittadino deve vivere per la gloria di dio, per la realizzazione della società.
Per Calvino le opere sono indispensabili come segno dell’elezione divina, della predestinazione. Tutta l’attività dell’uomo è così impregnata di spirito religioso, che contribuisce a svolgere nel migliore dei modi possibili le azioni del fedele nel mondo: dalla sua professione ai suoi affari, alla produzione, al commercio, tutta l’attività umana deve essere vissuta dal calvinista come realizzazione della vocazione. Per l’uomo medievale le opere buone sono un premio di assicurazione per l’eternità, per l’uomo calvinista sono solo un mezzo per corrispondere all’elezione e ai disegni divini. Città, lavoro, professione: questo trinomio è esaltato nella concezione calvinista.

Predestinazione
Ogni uomo nasce predestinato alla gloria eterna o alla dannazione. E la dottrina della doppia predestinazione che assegna il primato alla grazia, alla quale l’eletto non può sottrarsi e per la quale è portato ad agire nell’osservanza dei divini sacramenti, a seguire la propria vocazione ad adempiere ai propri compiti e a raggiungere un successo pratico. 

L’etica protestante e lo spirito del capitalismo
“Lo storico sociologo Max Weber, nel suo celebre saggio “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, pur sostenendo che il capitalismo era gia presente nel medioevo, ha messo in relazione lo spirito del capitalismo moderno, razionale e con una forte base etica, con la dottrina calvinista della vocazione, soprattutto nei suoi sviluppi del XVII e XVIII secolo…attraverso il lavoro professionale indefesso, continuo, sistematico, compiuto a gloria di dio e non per godere delle ricchezze acquisite (R2)”…

“L’uomo non deve servire dio come il monaco, mediante un’ascesi che lo allontana dal mondo verso l’ozio senza amore, ma dio vuol essere glorificato nel mondo, sempre però mediante l’ascesi. Perciò l’uomo deve lavorare per gli altri, perché la volontà di dio sia fatta in questo mondo con la produzione di opere efficaci; egli non deve lavorare per godere il guadagno e avere successo, ma anzi senza goderne… L’instancabile progettare e produrre da parte dell’imprenditore e del lavoratore non mirano quindi al guadagno e al godimento, ma alla ricerca di un indizio che determini l’assegnazione allo stato di grazia. Se l’imprenditore incominciasse a godere il suo guadagno invece di impiegarlo ad allargare ancora il suo successo e a glorificare pertanto dio nel mondo, egli avrebbe un indizio del contrario.”(R3)
 
Carlo V
All’inizio del ‘500, Carlo V si sforza di mediare tra la chiesa e i principi protestanti, nella speranza di poter restaurare l’impero con l’aiuto del protestantesimo, e di poter realizzare il suo sogno di una riforma politica religiosa all’interno dell’impero. Nel 1525 dopo la rivolta dei contadini, i principi cattolici stringono un’alleanza contro i principi Luterani, questi un anno dopo stringono un analoga intesa. La Germania si trova quindi spaccata su due fronti, fino all’incoronazione di Carlo V imperatore, il nuovo tentativo di pacificazione è rappresentato dalla dieta di Augusta (1530), attraverso la mediazione di F ilippo Melantone. Il problema spinoso, è quello della giurisdizione vescovile nelle città imperiali, esse si oppongono a una sua restaurazione, strettamente connessa alla restituzione dei patrimoni ecclesiastici. Il 27 febbraio nasce la lega Smalcalda, la lega diventa il centro delle forze anti asburgiche e stringe relazioni con la Francia e L’Inghilterra.
Nel 1542, alla Dieta di Spira, i protestanti chiedono all’imperatore il riconoscimento ufficiale della loro posizione a esso condizionano gli aiuti militari e finanziari contro i Turchi. La guerra tra la Lega di Smalcalda e l’imperatore scoppia nel 1546. A Muhlberg (1547), Carlo V infligge una dura sconfitta alle forze protestanti, ma negli anni successivi le truppe imperiali sono battute, nel 1555 Carlo V è costretto a firmare la pace religiosa di Augusta, secondo la quale ogni principe può decidere quale culto professare nei suoi possedimenti. 

Riforma cattolica 
La contro riforma

Il primo atto della chiesa in materia di contro riforma e la convocazione del concilio di Trento, 1545-63, il cui ordine perentorio era la sconfessione della politica anti clericale di Lutero, e di tutti coloro che ne facevano propaganda.
Si decide un intervanto sui fedeli, da farsi attraverso le proprie strutture pastorali per il recupero dello spirito e della morale, ed in ultimi si realizzano piani di massima per la riconquista dei territori persi.

La riforma degli ordini e un movimento parallelo alla controriforma ma pone le sue basi già prima del concilio di Trento.

I punti fermi sono:
* La nascita di nuovi ordini religiosi , in tutti e forte l’adesione al sociale, ai poveri e ai bisognosi.
Teatini
Fatebenefratelli
Cappuccini
Francescani


 * Educare il clero, spesso rozzo e ignorante che non conosceva neppure il latino, attraverso l’istituzione dei seminari.
Però i finanziamenti non sono sufficienti, e i seminari sono costretti a chiudere poco dopo la loro apertura. Nelle situazioni più drammatiche ai seminaristi si chiedeva il pagamento della retta e di portare con sé il letto o addirittura il pane.

* Eliminare pratiche comuni ritenute dannose per la morale, come il concubinaggio.
Il concubinaggio era un contratto matrimoniale stipulato dai genitori di due fanciulli, la promessa di matrimonio permettendo alla ragazza di vivere a casa dello sposo futuro: tutto ciò avveniva perché c’era molta povertà e in questo modo si sarebbe salvata almeno la figlia. Per combattere quest’usanza i missionari, procuravano dei grossi sacconi di tela, per evitare la promiscuità sessuale, ed infine ordinavano al parroco di impedire ai genitori l’accesso alla chiesa.

* Le armi a disposizione dei vescovi:

Riunioni con il clero delle diocesi
Visite pastorali Obbligatorie ogni anno
Relazionis ad umina Ogni tre anni
>
* Evitare l’accumulo di benefici da parte del clero.

Il beneficio era una forma di contratto tra il sacerdote e un secondo contraente, che poteva essere un signore, un nobile, o i membri di una comunità, in cui il sacerdote si impegnava ad espletare le funzioni in cambio di un corrispettivo in denaro, all’interno di una cappella o di una chiesa.
I benefici potevano essere:

Per libera collazione.
Per giuspatronato laico.

Prima del concilio di Trento non c’era limite nel numero di benefici che si potevano accumulare, ma soprattutto non esisteva nessuna norma che ne regolasse l’usufrutto, così poteva capitare che lo stesso sacerdote espletava le sue funzioni in una diocesi e un beneficio in un’altra diocesi, ed era molto difficile che il sacerdote riuscisse a rispettare tutti gli impegni. Dopo il concilio, i benefici non sono aboliti, ma n’è vietato l’accumulo. Dopo di ciò, si sviluppò un nuovo tipo di finanziamento, le “pensioni ecclesiastiche”, beneficio concesso ai vescovi alla fine del loro servizio in una diocesi, il vescovo superiore stabiliva in maniera arbitraria l’accollazione, che gravava sulla mensa vescovile. Esisteva anche un altro tipo di pensione deciso dalla santa sede a favore di persone che avevano un minimo di 8 o 9 anni di servizio, in genere chierici con la prima tosatura.

Ordini religiosi
Con il fallimento della riforma della cosiddetta “chiesa secolare”, incominciarono a diffondersi gli ordini religiosi, che in poco tempo riescono a colmare le lacune generate da anni di cattiva professione del culto o addirittura di totale inadempienza. L’ordine dei gesuiti, tra il 500 e il 600, sarà il protagonista di questo cambiamento, che attraverso delle missioni sul territorio, si avvicinava al popolo cercando di correggerne le cattive abitudine, sia in materia religiosa che nell’ambito del comportamento sociale.
Le missioni avevano due caratteristiche fondamentali, la prima definita “centrale” e la seconda “strepitosa”. Quando i gesuiti arrivavano in un posto stabilivano subito un centro in un luogo specifico, per poi girare per le vallate circostanti in cerca di villaggi da riorganizzare, vagavano per le campagne in cerca da recuperare, richiamavano la popolazione cantando ritornelli religiosi, il loro obiettivo era di raccoglierli all’interno della chiesa, dove realizzavano uno spettacolo le cui caratteristiche particolarmente cruente impressionavano a tal punto i contadini ignoranti da spingerli alla redenzione.

Utilizzavano ogni cosa pur di impressionare le persone, si ungevano i capelli con la cenere, brandivano teschi, fruste, catene. Alle luci soffuse delle candele accompagnavano le parole funeste sulle pene a cui avrebbero dovuto soccombere tutti quelli che non si attenevano alla legge divina. Le missioni avevano una durata massima di 15 giorni, e l’ultimo giorno aveva luogo una processione, in cui la popolazione tutta, aveva la possibilità di espiare i propri peccati.

Alla fine di questo breve passaggio, tutti i conflitti e le faide tra i paesi erano appianati, i mali peggiori come la prostituzione, il concubinaggio e in alcuni casi l’assassinio, erano estirpati, ma gli effetti erano brevi e di lì a qualche mese tutto ritornava come prima.

Con i redentoristi invece gli effetti hanno una durata più stabile, partiti dalle tecniche adoperate dai gesuiti vengono rielaborate, in modo da poter avvicinare il popolo, senza impressionarlo, e di renderlo cosciente delle propri cattive abitudini. Sparivano quindi i teschi e tutto ciò che spaventava gli ignoranti e venivano sostituiti dalle parole semplici del popolo, le loro missioni avevano una durata più lunga, mai meno di 20 giorni, e ogni tre mesi venivano eseguite dei controlli sui territori per verificarne i risultati.

Il declino degli ordini 
Tra il 1768 e il 1771 vengono emanate in molti stati europei delle leggi di ammortizzazione tese a limitare le proprietà di monasteri e conventi: limitavano o proibivano la cosiddetta “mano morta ”, rendevano le proprietà concesse a censo dai luoghi pii a contadini per più di 15 anni, proprietà effettive dei contadini. Allo stesso tempo e un proliferare di scritti contro la chiesa, ad opera di giuristi e letterati, che messi all’indice dalla “Congregazione dell’indice ”, condannavano inesorabilmente i loro esecutori.
Cosimo Amidi, “la chiesa e la repubblica dentro i loro limiti”; Carlo Antonio Pilati “di una riforma d’Italia” del 1767, scritti che denunciavano la diffusione della proprietà ecclesiastica e la scarsa preparazione del clero. In una serie di istanze denunciavano la mancanza di vocazione del clero, la soppressione del clero regolare, la riduzione del clero secolare, la sottrazione di ricchezze alla chiesa e la successiva trasformazione in pubblici servizi.
A partire dagli anni ‘50 vengono prese una serie di provvedimenti giuridici nei confronti degli ordini, negli anni ‘40 Carlo di Borbone incominciò una politica di soppressione dei conventi minori, e con i beni incamerati e venduti vengono realizzati il teatro San Carlo e l’ospizio dei poveri. Nel ‘59 il Portogallo espelle la “Compagnia di Gesù ” ed in successione anche Spagna, Regno di Napoli e gli altri stati italiani, consentendo così di recuperare immense proprietà ecclesiastiche e di avviare la laicizzazazione dell’istruzione. Le terre della Compagnia di Gesù vengono messe a censo, comportando un grosso trasferimento di terre dalla chiesa nelle mani della borghesia e della nobiltà.

(By: Giandomenico Ponticelli)


seguono pagine di MATTEO F. M. SOMMARUGA

IL GRANDE SCONTRO TEOLOGICO del 1500. Provocato dall'ascetico frate
tedesco, diede a mezza Europa una nuova anima e una nuova cultura

LA GUERRA DI MARTIN LUTERO CONTRO LA CHIESA DI ROMA > >

vedi anche "BIOGRAFIA DI PAPA LEONE X" > >

LA QUESTIONE DELLE INDULGENZE > >


 ALLA PAGINA PRECEDENTE 

 CRONOLOGIA TEMATICA     CRONOLOGIA GENERALE