SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
JEAN PAUL MARAT

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(Boudry, Svizzera 25-5-1743 - Parigi 13-7-1793)

(Marat era di origine sarda - vedi in fondo )

Rivoluzionario francese.
Contese a Robespierre il titolo di 
"uomo più terribile della Rivoluzione"

Dopo essersi laureato in medicina e aver trascorso parecchi anni in Inghilterra, fece ritorno in Francia, dove pubblicò irritanti testi su argomenti di natura scientifica, politica e sociale. In modo polemico, trattando gli Accademici di Francia come degli ignoranti. Anche Voltaire lo criticò aspramente, come tanti, e lui continuando ad alzare il tiro, in un modo furibondo.

Le sue idee materialistiche in campo scientifico e rousseauiane (Vedi Rousseau, Jean-Jacques) in campo politico, finirono con l'emarginarlo dagli ambienti della cultura ufficiale. Di aspetto brutto, trasandato, sporco, e in più un irritante malattia della pelle che lo costringeva a stare immerso in tinozze d'acqua medicamentose.
Campando al soldo di un conte che lo aveva scelto come guardia del corpo, la sua idea fissa era sempre quella di umiliare gli accademici.

Fin quando arrivarono i primi segnali della Rivoluzione. 

Questa gli aprì nuove prospettive all'insegna di una vivace battaglia politica e culturale.
Anche qui fa tutto da solo.

Nel settembre 1789 iniziò le pubblicazioni del "suo" giornale "L'Ami du Peuple" ("L'amico del popolo"), che divenne presto il giornale radicale più autorevole. Con un linguaggio sferzante, accusò i politici moderati di tradimento e invocò contro di loro la violenza del popolo. Con un fanatismo sanguinario, incita i cittadini al massacro ad ogni occasione e chiede a loro "500, 1000, 10.000, 100.000 teste per il trionfo della Rivoluzione.

Eletto alla Convenzione nazionale, Marat sottolineò l'urgenza di misure dittatoriali per difendere i principi della rivoluzione. Capo del club parigino dei giacobini, fu il bersaglio principale dei deputati moderati noti come girondini.

La sua lotta accanita contro di loro terminò il 2 giugno 1793, quando la Convenzione epurò ventitré girondini e si arrivò infine, alla formazione di un potente governo giacobino, a cui Marat non sopravvisse.

Fatale fu un manifesto affisso sui muri di Caen: 
 "Che cada la testa di Marat e la Repubblica sarà salvata… Purifichiamo la Francia da quest'uomo assetato di sangue… Marat vede la salute pubblica solo in fiume di sangue; ebbene allora deve scorrere il suo, perché deve cadere la sua testa per salvarne altre duemila".

Da Caen parte una giovane donna....Charlotte Corday

Marat muore assassinato nella sua vasca da bagno il 13 luglio 

qui CHARLOTTE CORDAY

ritorno  "RIVOLUZIONE FRANCESE" )


Da Marra a Marat

un nome famoso di origine sarda

Jean-Paul Mara, con tale cognome fu registrato, alla nascita, il figlio di Jean Mara, sardo cagliaritano (molto probabilmente: Giovanni Marra), ex prete cattolico giunto in quel di Boudry, borgo del principato prussiano di Neuchâtel (non ancora politicamente svizzero) destinato a diventare Cantone elvetico, confederato, nel venturo 1814.
Il padre, quindi, convertitosi al calvinismo in terre protestanti, sposò Louise Cabrol, ginevrina discendente di profughi ugonotti, scappati da una Francia intollerante e persecutoria. Ex ecclesiastico e persona istruita, il Mara fu professore nella vicina Neuchâtel (a 10 km da Boudry) e disegnatore per una locale manifattura di merletti. Fin’allora straniero, in quegli anni acquisirà la borghesia di Boudry (la naturalizzazione). Ebbe tre discendenti da sua moglie, di cui uno passerà alla Storia.

Nato il 24 maggio 1743, il giovane Jean-Paul Mara ereditò il carattere caparbio e grintoso della madre (caratteristica comune a tanti profughi protestanti, rotti a mille difficoltà) e compí i suoi primi studi a Neuchâtel. A sedici anni partí dal borgo natío per Bordeaux dove fu precettore dei rampolli d’un armatore. Sembrerebbe che abbia condotto durante quei tre anni i primi studî di medicina.

Nel 1762, si trasferí a Parigi per altri tre anni, da dove deciderà di partire per l’Inghilterra, onde evitare i pericoli di una vita dissoluta e formarsi nelle scienze (secondo le sue stesse parole). Giunse a Londra a 22 anni e, probabilmente, si mantenne finanziariamente impartendo lezioni di lingue. Certo è che in quei dieci anni accumulò un patrimonio notevole di conoscenze letterarie e mediche, assortite da uno spiccato interesse per le questioni sociali. Nel 1770 andò a Newcastle, dove esercitò la veterinaria prima di tornare a Londra, nel 1772, per aprirvi un ambulatorio medico. Cominciò allora a pubblicare in inglese alcuni scritti di carattere sociologico e scientifico.

Nel 1774 uscí il famoso The Chains of Slavery; successivamente, un paio di saggi sulla blenorragia e la presbiopia fra cui An Inquiry into a Singular Disease of Eyes. Il 30 giugno 1775, fu laureato dottore in medicina dall’università scozzese di Saint Andrew. Da quei tempi, per evidenziare le sue origini culturali francofone (che avevano già ridotto di una “r” il suo cognome) e distinguersi dai locali Mc Mara e O’Mara scozzesi, aggiunse una “t” finale, muta, francesizzando definitivamente il proprio patronimico e diventando il Marat rivoluzionario, passato alla Storia.

Cesare Spoletini
Soc. Dante Alighieri. Neuchâtel.


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