SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
GIUSEPPE MERCALLI

Celebre sismologo, classificò l'intensità dei terremoti con la "scala" che porta il suo nome

A Napoli, in via Sapienza, che costituisce il primo tratto dell’antico decumano superiore, visse al civico 23 il notissimo sismologo e vulcanologo GIUSEPPE MERCALLI, che qui morì tragicamente in un incendio della sua misera abitazione.

Nato a Milano nel 1850, Giuseppe Mercalli prese gli ordini sacerdotali nel 1872, ma preferì il titolo di abate per dedicarsi agli studi di sismologia, come allievo del geologo lombardo Antonio Stoppani.
Laureatosi in scienze naturali, si occupò inizialmente dello studio geologico dei depositi glaciali della Lombardia. Quindi iniziò a dedicarsi all'insegnamento a Monza e poi a Reggio Calabria (1885); ottenuta la libera docenza fu professore di geologia e mineralogia all'Università di Catania e successivamente, dal 1892, insegnò vulcanologia e sismologia presso l'Università di Napoli. Qui nel 1911, subentrando a Vittorio Matteucci, divenne direttore dell'Osservatorio Vesuviano.

Tra i suoi centoquindici studi di sismologia e vulcanologia si ricordano le monografie sui vulcani attivi della Terra (1889) e gli studi sui terremoti di Casamicciola (1883), delle Isole Pontine (1892) e di Messina (1908), nonché le ricerche sui fenomeni del bradisismo del Serapeo e della Solfatara.
Scrisse anche il terzo volume dell’opera “Geologia d’Italia”, dal titolo “Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia”.

I suoi studi vulcanologici e sismologici gli procurarono fama mondiale, legati soprattutto alla scala di intensità dei terremoti che é universalmente nota col suo nome e ad uno schema di classificazione delle eruzioni vulcaniche.
In origine la “scala Mercalli” comprendeva dieci gradi elaborati in base ai danni prodotti dal sisma: dalla scossa strumentale di I° grado a quella disastrosa del decimo grado. Dopo il terremoto di Messina del 1908, Mercalli aggiunse un’altra scossa, detta catastrofica. Oggi questa scala è suddivisa in 12 gradi, l’ultimo dei quali corrisponde alla scossa ultracatastrofica, ed è indicata anche come Scala MCS (Mercalli-Cancani-Sieberg).

Vale la pena ricordare che Mercalli ebbe come prezioso collaboratore Achille Ratti, un giovane sacerdote che salì poi al soglio pontificio come Papa Pio XI. Il futuro pontefice scrisse su incarico del maestro il XII capitolo dell’opera “I terremoti storici italiani”, un catalogo che descrive oltre un migliaio di movimenti sismici avvenuti tra il 1450 a.C. e il 1881.

Negli ultimi anni di vita Mercalli insegnò, dal 1892 al 1911, al Liceo Vittorio Emanuele di Napoli e qui ebbe tra gli alunni anche Giuseppe Moscati, futuro medico e Santo napoletano.

Giuseppe Mercalli condusse sempre una vita parca e modesta, fatta di studio e di lavoro, fu un professore amato dagli alunni e stimatissimo dai colleghi, e l’intera città si commosse per la sua fine orribile. Il più famoso sismologo d’Italia morì infatti nel rogo di un terribile incendio sviluppatosi nelle due stanzette che costituivano il suo appartamento in via Sapienza. Era il 20 marzo del 1914, Mercalli aveva sessantaquattro anni e proprio il giorno prima aveva festeggiato il suo onomastico.
La città di Napoli ne ha onorato la memoria intitolandogli una strada del quartiere Barra ed un Liceo scientifico.


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