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Qui, Sant'Elena
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Napoleone
il  mio  memoriale
e la mia verità


IL MEMORIALE DI NAPOLEONE DETTATO A LAS CASES,
DOPO ESSERE RIMASTO SEPOLTO NELLA POLVERE, RIVEDE LA LUCE.
OPERA
(LA PRIMA EDIZIONE) RARISSIMA QUINDI COSTOSISSIMA.

CON GRANDE IMPEGNO DELL'AUTORE DI CRONOLOGIA ECCOLA QUI
INTEGRALE, PAGINA PER PAGINA, DIGITALIZZATA
CON OLTRE 600 INCISIONI ORIGINALI INSERITE NELLE STESSE PAGINE E CENTINAIA DI TAVOLE E DOCUMENTI FUORI TESTO.

SCOPRIREMO COSI' UN ALTRO NAPOLEONE! 
QUELLO CHE CI E' STATO SEMPRE NASCOSTO
NARRANDOCI TANTE FALSITA'  OPPURE I FATTI PEGGIORI.
SCOPRIREMO COSI' CHI ERA VERAMENTE, COME ANDARONO CERTI
FATTI, I COMMENTI SULLA STORIA CONTEMPORANEA E ANTICA,
SULLE LETTERE, LE ARTI, LE TANTE RIFLESSIONI, LE PREVEGGENZE POLITICHE
INSOMMA SCOPRIREMO QUANTO E'
ANCORA OGGI ATTUALE NAPOLEONE.
 
QUANTE ANTICIPAZIONI  CONCEPITE PER REALIZZARE GLI
"STATI UNITI D'EUROPA"
E  CHE COSA NAPOLEONE
SI ASPETTAVA DALLE NUOVE GENERAZIONI

"La leggenda di Napoleone mi par simile alla Apocalisse di San Giovanni: ognuno intuisce che vi è in essa un contenuto nascosto, ma nessuno sa quale" (Goethe)

Napoleone scriveva.... a Sant'Elena....nel suo memoriale:

"Quale gioventù é mai questa che io lascio?! Essa é nondimeno opera mia. Deve passare una generazione, poi i giovani vendicheranno l'oltraggio che io soffro qui, colle chiare opere che da essi usciranno" N. (N. moriva nel 1821, e nel 1821 iniziarono i primi moti, poi, dopo una generazione, nel '48 iniziarono le rivoluzioni! In Francia, in Italia, in Prussia, e perfino a Vienna. Ndr.)

"In Europa si contano più di 30 milioni di Francesi, 15 di Spagnoli, 15 di Italiani, 30 di tedeschi...Di ciascuno di questi popoli io avrei voluto fare un unico grande corpo nazionale... Si avrebbero avuto così le maggiori probabilità di attuare dovunque l'unità dei Codici, l'unità dei principii, delle idee e dei sentimenti, degli atteggiamenti e degli interessi... Allora poi sarebbe stato possibile sognare per la grande famiglia europea l'applicazione del Congresso Americano o quella delle anfizioni greche..." N.

"... Quali prospettive di forza, di grandezza e di prosperità! ... Per la Francia la cosa è fatta, in Spagna non è possibile; per istituire la nazione italiana io ho impiegato vent'anni, quella della Germania  esige ancor più pazienza ( nascerà infatti nel 1870 Ndr.) io ho potuto soltanto semplificare la loro mostruosa complicazione. Con ciò io volevo preparare la fusione dei grandi interessi dell'Europa, così come avevo in Francia uniti i partiti...Il malcontento delle popolazioni poco mi preoccupava, il risultato le avrebbe di nuovo ricondotte a me...." N.

"L'Europa sarebbe diventata di fatto un popolo solo; viaggiando ognuno si sarebbe sentito nella patria comune... Tale unione dovrà venire un giorno o l'altro per forza di eventi. Il primo impulso è stato dato. Dopo il crollo e dopo la sparizione del mio sistema   io credo che non sarà più possibile altro equilibrio in Europa se non la lega dei popoli". N.

"...Abbiamo bisogno di una legge europea, di una Corte di Cassazione Europea, di un sistema monetario unico, di pesi e di misure uguali, abbiamo bisogno  delle stesse leggi per tutta Europa. Avrei voluto fare di tutti i popoli europei un unico popolo... Ecco l'unica soluzione!" N.

ECCO PERCHE' IN 200 ANNI HANNO SCRITTO COSE  FALSE
TRE IMPERI IN DECADENZA NON VOLEVANO UNA EUROPA SOLA
MA TUTTI VOLEVANO CONSERVARE NEL LORO "ORTICELLO"
LE PROPRIE "TANE" E COME SQUALLIDE "TALPE" SEMPRE A LITIGARSELE.

"Gli Stati Uniti d'Europa! Un disegno genialmente demoniaco nella sua origine, perfettamente razionale nelle sue deduzioni. L'Europa non è più una tana di talpe...Quello che vuole ottenere a forza coi suoi 800 mila uomini dovrà un giorno fondersi, spintovi dalla ragione e dalla necessità, in un patto spontaneo. Un giorno da tutti quei popoli nascerà un popolo solo. Ecco l'unica soluzione che io vedo, e che a me piace." N.

"L'Europa Unita! Qui non si parla nè di una fusione dittatoria delle diverse stirpi, nè di un sentimentale affratellamento: soltanto di interessi e di riunioni di stirpi già per sè affini. Il secolo XIX avrà il compito di creare le condizioni preliminari fondando le Nazioni, e il secolo XX comincerà ad attuare la mia idea". N.

 "Io confisco a mio vantaggio le due forze in ascesa del XIX secolo, il liberalismo e il nazionalismo" N.

"Qui a SantElena, a quale vergognoso destino fummo noi riservati? Le angosce che noi qui soffriamo son quelle della morte. All'ingiustizia, alla violenza ecco aggiungersi ora l'oltraggio, il dolore de' prolungati martirii. Ma se io ero tanto nocivo, perché non si sono di me sbrigati? Poche palle nel capo o nel cuore sarebbero bastate, ed in questo delitto sarebbesi almeno scorto una loro energia...." N.

"Come mai i sovrani europei possono tollerare che mi si offenda?.... Non iscorgono essi che uccidono in me se medesimi colle proprie mani? .... Presentate nondimeno, o signori, le vostre lagnanze, e date opera acciò l'Europa le conosca e se ne sdegni: le mie sarebbero al disotto della mia dignità e del mio carattere: io comando o mi taccio". N.

tutte le citazioni sono tratte dal "Memoriale"

POTEVA NAPOLEONE SALVARSI FUGGENDO ?

"Un magnate americano, residente a Parigi, scrisse a Napoleone proprio nell'ora in cui il cammino della Storia si era arrestato per un attimo (la notte del 24-25 giugno 1815 ). Come nel campo di battaglia di Marengo, la Storia alla Malmaison aveva rallentato vistosamente il suo corso, come se esitasse a proseguire o volesse mutar direzione. Sono questi i momenti in cui accadono grandi cose o grandi disgrazie.
 Gli scrisse l'americano: "Sino a tanto che voi foste alla testa di una nazione, si potevano da voi aspettare qualunque miracolo, qualunque avventuristica e la più gigantesca lusinga, ma oggidì nulla più voi potete in Europa. Fuggite subito e riparate negli Stati Uniti. Mi è noto l'animo dei capi e le disposizioni del popolo: voi troverete colà una patria, ed una abbondante sorgente di vita"

"Napoleone non volle ascoltare questa sollecitazione, egli non credeva che il sentimento della propria dignità gli permettesse un travestimento od una fuga (non era un Luigi XV qualsiasi). Si credeva obbligato a far vedere a tutta l'Europa intera  la sua estrema devozione...egli sperava che alla vista dell'imminente pericolo, gli occhi si sarebbero riaperti, che il popolo sarebbe a lui tornato,  ch'egli avrebbe potuta salvarla l'Europa".

"Fu questa lusinga a fargli prolungare di qualche minuto il suo soggiorno alla Malmaison, poi a fermarsi a Rochefort, poi a scrivere l'inutile lettera al reggente d'Inghilterra. E se si trova oggi a Sant'Elena  è solo perchè non riuscì a discostarsi da questa idea, da quest'obbligo e da questa devozione" (ib)

"Poi a Sant'Elena l'Imperatore mi diceva che l'avveramento di questo sogno, la fuga in America, lo avrebbe riguardato come una sorgente di una gloria nuova e singolare. "L'America -proseguiva un po' amareggiato di non aver ascoltato quel consiglio- sarebbe stato il vero nostro asilo sotto qualsiasi aspetto. Esso è  un immenso continente, sede di una libertà intieramente particolare. Se voi siete malinconici, voi potete salire in vettura, correre mille leghe,  e godere costantemente i piaceri della libertà...Voi siete colà uguale a tutti: voi vi confondete a piacer vostro nei rivolgimenti della  folla, senza inconvenienti, serbando i vostri costumi, il vostro idioma, la vostra religione, ecc.... cittadino in tutti i paesi" . (ib)

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WATERLOO - Si è scritto molto su questa battaglia. Ma sempre con i panegirici dei vincitori. La verità, venne clandestinamente fuori pochi mesi prima della morte di Napoleone. Nel 1820 circolò per l'Europa, una relazione di otto pagine, con nove considerazioni militari e politiche sulla disfatta e sugli errori commessi a Waterloo, non da Napoleone (nonostante la strana assenza di Grouchy, i ritardi e la confusione di Ney, l'inefficienza di Soult, l'inettitudine di Girolamo, e il tradimento di Beaurmont)  ma quelli clamorosamente commessi dagli inglesi; cioè da WELLINGTON che si era -non proprio stategicamente- ma "ingenuamente" ficcato dentro una sacca. La sua fortuna fu che durante la notte e fino al mattino diluviò. Fino a mezzogiorno Napoleone non riuscì nel pantano che si era formato a muovere l'artiglieria che avrebbe completamente distrutta l'armata di Wellington. E questi vista la critica situazione dove si era cacciato, ebbe tutto il tempo per ritirarsi e fuggire all'accerchiamento preparato da Napoleone. Vinse insomma la pioggia, non Wellington! E l'Inglese, questa, non la poteva certo prevedere; non è da generale affidarsi al cielo, ma alle armi e alla intellelligente strategia.

Wellington se non aveva questa fortuna dal cielo era spacciato!

  Questa clandestina relazione sparì dalla circolazione; era anonima, ma dal contenuto si capì subito che era scritta da Napoleone, o dettata da lui, perchè solo lui poteva conoscere alcuni particolari che vi erano riportati;  inoltre, c'erano le sue usuali espressioni. Fu fatta uscire furtivamente da Sant'Elena nonostante la stretta sorveglianza che c'era sull'isola.  Alcuni esemplari arrivarono anche a Torino (all'epoca della difficile situazione in cui si era cacciato il giovane ex cadetto di Napoleone, Carlo Alberto).
Ne abbiamo rintracciato una copia originale dell'epoca. La pubblicheremo assieme al Memoriale.

Leggeremo così la versione di Napoleone. Sempre tenuta nascosta. Tolta dalla circolazione.
Così lo stesso "Memoriale", la prima edizione fu pubblicata nel 1844 (a Torino, con Carlo Alberto Re!), ma già l'anno dopo, nel 1845, con i tagli della censura, le 1450 pagine erano erano diventate solo 700, i due grossi volumi, uno solo!
Ma anche questa edizione fu ovviamente eliminata da tutte le biblioteche pubbliche di tutti i Paesi. Mentre i privati se ne sbarazzarono, anche perchè ovviamente era rischioso avere una copia in casa del Memoriale, con la repressione in atto che c'era chi ne possedeva una copia in casa poteva finire sulla forca. Napoleone era sempre un fantasma che toglieva il sonno a molti monarchi e ai principi di tutta Europa; di lui (e soprattutto delle sue idee) non bisognava far sapere nulla; salvo quello di far sapere che era un ambizioso, un macellaio, un rivoluzionario, un senza Dio, una nullità, una nuvola grigia passeggera subito sgombrata dal ritorno della loro "solare illuminazione" (sic!) con la retriva Restaurazione.

Las Cases, amaramente, abbandonando l'isola e quindi Napoleone al suo destino, così scrisse: "... qui l'imperatore è stato sempre lo stesso... noi che abbiamo avuto l'onore di servirlo, abbiamo imparato con l'esperienza - ma non ne dubitavamo- che un grand'uomo può restare e divenire ancora più grande agli occhi di coloro che notte e giorno, lo hanno visto qui a nudo".

Gli inglesi non capirono proprio nulla: relegandolo su quell'isola volevano distruggere la leggenda di Napoleone, la resero invece sublime.

In sublime ritardo anche gli ingrati francesi.
Dopo la disfatta di Waterloo, al suo rientro a Parigi, nella profonda delusione, così commentava Napoleone:


"....credevo, ero convinto che la nazione mi avrebbe ancora sussidiato del suo concorso, invece trovai una turba di imbroglioni,  legioni di titolati che avevo io tolto dal fango, un gregge di malavveduti, di ambiziosi, di egoisti, facevano a gara ad essere stranieri; pensavano i vilissimi sciagurati, alle individuali loro convenienze, mentre trattavasi di una guerra mortale di princìpi; che prima o poi li ingoierà tutti".

Passeranno infatti 100 anni esatti (1815 - 1915 ) e nell'incapacità di mettersi d'accordo su i loro "cortiletti", i tre Imperi storici crolleranno uscendo dal conflitto tutti sconfitti, in quanto la guerra (la Prima, poi la pausa, e infine la Seconda che fu la continuazione) segnò uno spostamento della potenza internazionale in due blocchi; e in mezzo a questi, l'intera Europa, che prima a Versailles, poi a Parigi, fu messa in "liquidazione".
Furono eliminati gli Imperi e i Feudi, ma i "cortiletti" e i litigi delle nuove "comari" rimasero.
Gli Stati Uniti d'Europa concepiti da Napoleone non sono ancora nati.
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Chiudiamo con una nota di Nietzsche: "E perchè precisamente l'uomo che sortì gli effetti più rovinosi non potrebbe essere il vertice dell'intero genere umano, così alto, così superiore che tutto rovina per invidia nei suoi confronti?" (La volontà di potenza, af.877)

Il solitario venticinquenne Schopenhauer, nell'814, tutto preso dall'entusiasmo di Fichte per una guerra di liberazione contro Napoleone, stava arruolandosi volontario, si procurò perfino delle armi. Ma si trattenne e invece di partire per la guerra si ritirò in una casa di campagna a dedicare tutto il suo tempo e le sue energie all'opera che doveva riuscire il suo capolavoro, "Il mondo come volontà di rappresentazione".
"dopo tutto, Napoleone non faceva che esprimere, in modo chiaro e preciso, quell'intima sensazione e brama di una vita più piena, che i deboli mortali sentono, ma devono forzatamente dissimulare"
(
Wallace, articolo su Schopenhauer in Enciclopedia Britannica).


IL MEMORIALE, QUEST'OPERA, RARISSIMA, CHE HO RINTRACCIATO, E' STATA ORA MESSA INTERAMENTE SU CD, DIGITALIZZANDOLA IN GRANDE FORMATO

SARA' COSI POSSIBILE SULLO SCHERMO LA LETTURA DEL TESTO ORIGINALE, E UNA PERFETTA VISIONE DELLE OLTRE 600 INCISIONI E LE TAVOLE FUORI TESTO IN GRANDE FORMATO DEL CELEBERRIMO INCISORE DEL TEMPO, CHARLET. 

ANTICIPIAMO QUI L'OPERA COMPOSTA DA 1.600 PAGINE
ORIGINALI CON TUTTE LE INCISIONI E LE TAVOLE

NON POSSO PRESENTARE L'INTERA OPERA SU INTERNET, PER LA ENORME DIMENSIONE, DEL RESTO (PER IL LENTO CARICAMENTO IN RETE - CIRCA 200 MEGA) LA LETTURA SAREBBE LENTA E NOIOSA.
IDEALE E' QUINDI IL CD (vedi QUI)
CON LE VELOCI PAGINE IN CASCATA, O DALL'INDICE IL VELOCISSIMO RICHIAMO DEL NUMERO DI PAGINA-ARGOMENTO, .


E' UN OPERA UNICA!! STRAORDINARIA !! CHE HA QUASI 200 ANNI MA E' DEGNA DI ESSERE LETTA E CONSERVATA.
PER ALCUNI INTERNAUTI IL CD E' GIA' OGGETTO DI CULTO.

NEL DISCO SONO INOLTRE INSERITI UNO AD UNO ANCHE I
123 PROCLAMI E DISCORSI MILITARI E POLITICI DI NAPOLEONE

SCOPRIREMO COSI' CHE IL
"MIGLIORE STORICO DELLE GESTA DI NAPOLEONE,
E' NAPOLEONE STESSO".


MOLTI NON SI RENDONO CONTO QUANTO L'ERA MODERNA, QUELLA CONTEMPORANEA E QUELLA FUTURA DEVONO E DOVRANNO A NAPOLEONE.

QUI ALCUNE PAGINE DEL MEMORIALE

INIZIO PAGINE CON IL " PREAMBOLO" DI LAS CASES

oppure

INDICE OPERA - LA PRIMA PAGINA E IN SUCCESSIONE LE ALTRE


(ATTENZIONE: attendere con pazienza il caricamento delle pagine
essendo tutto riprodotto fedelmente in grafica - media 130 kb x pagina
Ovviamente chi ha il CD non ha questi problemi)


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