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PERSONAGGI
PRESIDENTI DEL CONSIGLIO

... E POLITICHE 
DI ALCUNI
PRESIDENTI DEL CONSIGLIO 
 di LUCA MOLINARI

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Nel 1953 ALCIDE DE GASPERI abbandona dopo molti anni la guida del governo della Repubblica. Il fallimento della cosiddetta “legge truffa” fa venire meno la solidarietà dei tradizionali partiti laici minori (Psdi, Pli e Pri) alleati di governo della Democrazia Cristiana. 

Le difficoltà nella formazione del governo del Paese vengono risolte dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi che affida il compito di formare il nuovo esecutivo al Ministro del tesoro uscente
 GIUSEPPE PELLA. 
Anch’egli democristiano nacque a Vercelli il 18 aprile 1902 e svolse l’attività di commercialista specializzandosi in economia. 
Nel 1946 viene eletto all’Assemblea Costituente nelle liste della Democrazia Cristiana, partito per il quale venne poi eletto alla Camera dei Deputati ininterrottamente dal 1948 al 1963 e poi al Senato nel 1968 e nel 1972.
Nel 1946 e nel 1947 è Sottosegretario di Stato alle Finanze nel II e nel III Governi De Gasperi. Nel IV Governo guidato dallo statista trentino, Pella viene promosso ministro sempre nel dicastero delle Finanze. Dal 1948 al 1953 è Ministro del Tesoro e del Bilancio nei governi centristi presieduti da Alcide De Gasperi (V, VI, VII, VIII) e applica una politica monetarista molto gradita alla Confindustria e a Einaudi, ma avversata dalla sinistra democristiana soprattutto nelle persone di Giuseppe Dossetti e del Ministro delle Finanze Ezio Vanoni. 

Nel 1953 Pella diventa Presidente del Consiglio dei Ministri e tiene per se l’interim del Bilancio e degli Esteri. È un “governo d’affari”, ossia che ha il solo compito di far approvare i bilanci dello stato e che lo stesso De Gasperi (divenuto nel frattempo segretario della Democrazia Cristiana) definirà solo “un governo amico” della Dc. 
Nel 1954 lascia la guida del governo e ricomincia una vita attiva interno al partito nell’ala più conservatrice della Dc. Nel 1955, in occasione delle elezioni presidenziali per la scelta del successore di Luigi Einaudi alla massima carica repubblicana, sarà uno dei massimi esponenti della dissidenza antifanfaniana che permetterà l’elezione di Giovanni Gronchi. Il nuovo Capo dello Stato aveva individuato in questo anziano conservatore l’uomo giusto per realizzare il suo antico progetto di apertura a sinistra, al Psi di Nenni. Ma l’incontro tra Dc e Psi non verrà realizzato né da Gronchi, né da Pella, ma da Fanfani prima e da Moro poi.

Nel 1957 Pella è Ministro degli Esteri nel Governo Zoli, carica che mantiene anche nel II Governo Segni (1959). Nel 1960 è Ministro del Bilancio nel III Governo Fanfani, formatosi dopo la crisi del luglio del medesimo anno.
Nel 1972 ricopre l’ultimo incarico ministeriale nel I Governo presieduto da Giulio Andreotti. 
È morto nel 1981.

Le consuete crisi che caratterizzarono la II legislatura repubblicana (1953-1958) portarono alla formazione in successione di numerosi governi. Fu una legislatura di transizione e caratterizzata in generale dalla indecisione della Dc tra l’apertura ai socialisti e scelte a favore di coalizioni di destra con i monarchici e i missini.

L’ultimo governo della legislatura (1957) fu guidato da ... 
ADONE ZOLI
 ... anziano esponente democristiano romagnolo con un passato da antifascista.
Nato a Cesena, in provincia di Forlì’, il 16 dicembre 1887, fu eletto alla camera nelle liste della Democrazia Cristiana dal 1948 al 1958. Amico di Nenni fu da questi considerato come un candidato “votabile” dai socialisti nel 1955 per il rinnovo dell’inquilino del Quirinale.
Nel 1951 Zoli è Ministro della Giustizia nell’VIII Governo De Gasperi. Nel 1954 è Ministro del Bilancio nel I Governo Fanfani e viene riconfermato in tali incarichi anche nel successivo I Governo Segni.
Nel 1957 è Presidente del Consiglio dei Ministri con delega al Bilancio e al Lavoro e previdenza sociale. Il suo governo si reggeva sui voti decisivi del Movimento Sociale Italiano e, per un vecchio antifascista come Zoli, ciò era più che un imbarazzo: disse, girando volutamente le spalle ai banchi missini e della destra durante la sua replica nel corso della votazione di fiducia alle Camere, che i voti dei neofascisti non erano graditi e che, qualora fossero stati voti determinanti, si sarebbe dimesso. I voti del Msi furono determinanti, Zoli si dimise, ma Gronchi lo fece restare in carica (rinviandolo alle Camere) fino alla naturale scadenza della legislatura (1958).
È morto nel 1960.

Il governo Zoli che godeva della fiducia del Msi fu solo l’anticipazione di ciò che avvenne nel luglio del 1960 quando il democristiano...
FERNANDO TAMBRONI
 ... formò il suo governo su indicazione diretta del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, suo grande mentore politico. Come noto a tale esecutivo e il permesso ai missini di tenere a Genova (città medaglia d’oro della Resistenza) il loro Congresso seguirono scontri di piazza e una grave crisi politica risolta con la realizzazione del III gabinetto Fanfani (il cosiddetto “governo delle convergenze parallele”) che rappresentava il primo passo verso l’apertura a Nenni e al Psi.
Tambroni era nato il 15 dicembre 1882 a Ascoli Piceno ed era stato membro della Costituente ed eletto alla Camera dal 1948 al 1958. Fu Sottosegretario di Stato alla Marina Mercantile nei VI e VII Governi De Gasperi (1950-’51). Nell’VIII Governo De Gasperi è Sottosegretario di Stato al Ministero di Grazia e Giustizia (1953). Nel successivo Governo Pella (1953) è Ministro della Marina Mercantile, incarico in cui viene confermato nel I Governo Fanfani (1954) e in quello Scelba (1954). Nel 1955 è Ministro degli Interni nel I Governo Segni, nel 1957 e nel 1958 è confermato nell’incarico nel Governo di Adone Zoli e nel II Governo Fanfani.
Nel 1959 Antonio Segni  torna al governo e forma il suo secondo esecutivo in cui Tambroni è responsabile dei Ministeri del Tesoro e del Bilancio. Nel 1960 è Presidente del Consiglio dei Ministri.
È morto nel 1963.

Dopo la crisi del III Governo Rumor diventa Presidente del Consiglio...
 EMILIO COLOMBO
... importante esponente della corrente dorotea della Dc. Colombo nasce a Potenza l’11 aprile 1920 e venne eletto all’Assemblea Costituente nelle liste della Dc. Una curiosità è rappresentata dal fatto che questo giovane democristiano sconfisse nel potentino e in tutta la Basilicata le liste liberali del vecchio Francesca Saverio Nitti, ex Ministro e ex Presidente del Consiglio dell’Italia liberale: l’era dei notabili era proprio giunta al termine e avanzavano i partiti popolari di massa. Dal 1948 al 1987 è stato eletto, sempre in quota alla Dc, alla Camera dei Deputati.
Nel 1950 è Sottosegretario di Stato all’Agricoltura e Foreste (VI Governo De Gasperi). Nel 1953 (VIII De Gasperi e Pella), nel 1954 (I Fanfani e Scelba) è Sottosegretario ai Lavori Pubblici. Nel 1955 (I Segni) e nel 1957 (Zoli) è Ministro dell’Agricoltura e Foreste. 
Nel 1958 Amintore Fanfani lo nomina Ministro del Commercio Estero nel suo secondo governo. Nel 1959 (II Segni), 1960 (Tambroni e III Fanfani) e nel 1962 (IV Fanfani) è Ministro dell’Industria C.A.
Nel 1963 Giovanni Leone lo nomina Ministro del Tesoro nel suo primo governo. Manterrà tale incarico nei successivi tre governi presieduti da Aldo Moro (1963-’68), nel II Governo Leone (1968, assumerà anche l’onere del Bilancio e della programmazione economica), nei primi tre governi di Mariano Rumor (1968-’70). Nel 1970 è Presidente del Consiglio dei Ministri e nel 1972 torna al Tesoro nel I Governo Andreotti. Dopo le elezioni anticipate di quell’anno Andreotti rimane alla guida del governo e Colombo ha la delega al Coordinamento delegazione Onu. Nel 1973 è Ministro delle Finanze nel IV Governo Rumor. Dal 1974 al 1976 torna al Tesoro nel V Rumor e IV e V Moro.
Diventa Ministro degli Esteri nel 1980 (II Governo Cossiga) e rimane alla Farnesina anche con Forlani (1980), nei due Governi Spadolini (1981-1982) e nel V Governo Fanfani (1982). Con Goria (1987) è Ministro del Bilancio e si sposta alle Finanze nel successivo Governo De Mita (1988). Nel 1992 sostituisce il dimissionario Vincenzo Scotti (Dc) quale Ministro degli Esteri del I Governo Amato. È stato Presidente dell’Internazionale democristiano e, una volta scioltasi la Democrazia Cristiana, ha aderito al Partito Popolare Italiano.

ARNALDO FORLANI ...
... è nato a Pesaro l’8 dicembre 1925 ed è stato eletto alla Camera dei Deputati dal 1958 al 1992 per la Democrazia Cristiana, partito di cui è stato segretario per ben due volte, dal 1969 ai primi anni ’70 e dal 1989 al 1992. 
Nel 1968 Ministro delle Partecipazioni Statali nel I Governo Rumor, nel 1968 è Ministro senza portafoglio nel II Governo Rumor. Nel 1974-’76 è Ministro della Difesa nel IV e V Governo Moro. Dal 1976 al 1979 è Ministro degli esteri nei III, IV, V Governi Andreotti. Nel 1980 è Presidente del Consiglio dei Ministri e nel 1983 e 1986 ricopre l’incarico di Vicepresidente del Consiglio dei Ministri nei due Governi presieduti dal leader socialista Bettino Craxi.

GIOVANNI GORIA... 
... nasce ad Asti il 30 luglio 1943 e dal 1976 al 1992 è Deputato eletto nelle liste della Democrazia Cristiana. Nel 1981 è Sottosegretario al Bilancio nel I Governo Spadolini. Nel 1982 diviene Ministro del Tesoro nel V Governo Fanfani, carica in cui si vede confermato nei successivi esecutivi (I e II Craxi, VI Fanfani). Dopo le elezioni del 1987 è Presidente del Consiglio dei Ministri fino al 1988. Nel 1991 torna al Governo come Ministro dell’Agricoltura e delle Foreste nel VII Governo Andreotti. Nel 1992 Giuliano Amato lo nomina Ministro delle Finanze nel suo primo governo. 
È morto a Asti nel 1994.

CIRIACO DEL MITA...
... è nato a Nusco, in provincia di Avellino il 2 febbraio 198 ed ha sempre militato nella corrente della sinistra democristiana in cui è cresciuto all’ombra di Fiorentino Sullo di cui è stato allievo.
Dal 1963 al 1992 è stato eletto deputato alla Camera dei Deputati e alle elezioni del 1996 è stato eletto deputato del collegio uninominale di Avellino per la lista “Democrazia e Libertà”, collegata al Partito Popolare Italiano (di cui è attualmente uno dei massimi leader e segretario nella Regione Campania) e alla coalizione di centro-sinistra l’Ulivo capeggiata da Romano Prodi.
Nel 1968-’69 è Sottosegretario di Stato nei primi due governi Rumor. Nel 1973-’74 (IV e V Rumor) è promosso Ministro dell’Industria C.A. Negli ultimi due governi presieduti da Aldo Moro è Ministro del Commercio Estero (1974-’76).
Nei successivi governi Andreotti di solidarietà nazionale (III e IV, 1976-’78) è Ministro del Mezzogiorno.
Dal 1983 al 1989 è segretario della Democrazia Cristiana e nel 1988-’89 è anche Presidente del Consiglio dei Ministri: come Fanfani negli anni ’50 è l’unico che sia riuscito a ricoprire entrambe queste cariche e come Fanfani ne è stato allontanato da entrambe dopo breve tempo. 

Nel 1992 dopo le elezioni politiche che vedono il ridimensionamento dei partiti storici (tranne Psi e Pli) e l’esplosione delle Leghe, l’originaria candidatura alla Presidenza del Consiglio del segretario socialista on. Bettino Craxi naufraga e al suo posto il nuovo governo viene guidato da un altro esponente del partito del garofano, l’on. Prof....

GIULIANO AMATO
Amato nasce a Torino da famiglia di origine meridionale il 13 maggio 1938 e diviene uno dei più famosi ed esperti giuristi italiani di cui sono note ed apprezzate molte pubblicazioni di valore di cui si sottolinea la salienza e l’acume che gli sono valsi la qualifica di “Dottor Sottile”.
Da sempre socialista, nel 1963-’64 aderisce per alcuni mesi allo Psiup in opposizioni al centro-sinistra di cui, però, dopo questa prima ed iniziale ostilità diviene un sostenitore. Lavora e collabora con Antonio Giolitti (Ministro del Bilancio del I Governo Moro, Psi) e con la CGIL. Nel 1983, 1987 e 1992 è eletto alla Camera dei Deputati nelle liste del Psi. È Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri nei due governi presieduti da Bettino Craxi (1983, 1986). 
Nel governo Goria (1987) è Vicepresidente del Consiglio e Ministro del Tesoro. Mantiene il portafoglio del Tesoro anche nel successivo governo guidato dal segretario democristiano Ciriaco De Mita (1988), ma perde la Vicepresidenza a vantaggio del compagno di partito Gianni De Michelis. Nel 1992 è Presidente del Consiglio dei Ministri. Segue un ritiro dalla politica attiva e un ritorno agli studi e all’insegnamento. Nel 1994 i Presiedenti del Senato e della Camera Carlo Scognamiglio (Fi) e Irene Pivetti (Lega Nord) lo nominano Presidente della neonata Autorità Antitrust. Nell’autunno 1998 il segretario dei Ds, on. Massimo D’Alema subentra al professor Romano Prodi alla guida del governo di centrosinistra dell’Ulivo e il professor Giuliano Amato ritorna al governo con l’incarico di Ministro per le Riforme costituzionali e istituzionali. Mantiene tale incarico fino al maggio dell’anno successivo quando, a seguito dell’elezione del Ministro Carlo Azeglio Ciampi alla Presidenza della Repubblica, viene indicato da D’Alema quale nuovo Ministro del Tesoro (D’Alema stesso assumerà l’interim del Ministero delle Riforme che verrà affidato all’on. Antonio Maccanico nel mese di giugno a seguito di un rimpasto nella compagine di governo). Amato è ancora Ministro del Tesoro nel II Governo D’Alema (1999). Nella primavera del 2000 il centrosinistra perde le elezioni amministrative e D’Alema rassegna le dimissioni ed è proprio ancora Giuliano Amato a succedergli alla guida del nuovo governo di centrosinistra che costituisce la seconda esperienza del professore torinese alla testa dell’esecutivo del nostro Paese.

Nel 1994 si forma il governo guidato da Silvio Berlusconi in cui il delicato Ministero del Tesoro è affidato al Direttore della Banca d’Italia in carica, il dottor...
LAMBERTO DINI
 ... (che è nato a Firenze l’1 marzo 1931 e di cui è nota la carriera nel Fmi, nella Banca d’Italia e in altri organismi internazionali e di cui sono apprezzate sia la preparazione, sia le conoscenze finanziarie ed economiche).
 Il governo Berlusconi dura appena sette mesi scarsi a seguito dei dissidi interni nella coalizione di centrodestra tra Berlusconi e il leader leghista Umberto Bossi che, togliendo il suo determinante appoggio al governo ne provoca la caduta nel dicembre 1994. Nel gennaio 1995 si forma un governo tecnico che si regge sul voto favorevole del centrosinistra (il futuro Ulivo), della Lega Nord e sull’astensione del Polo di centrodestra (unici voti contrari quelli dei neocomunisti di Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti). Tale governo è presieduto da Lamberto Dini, Ministro del Tesoro uscente che tiene per se l’interim di tale dicastero. In occasione delle elezioni anticipate dell’aprile 1996 Dini fonda un proprio partito politico, Rinnovamento Italiano – Lista Dini che fa parte della coalizione di centrosinistra Ulivo fondata e guidata dal professor Romano Prodi. 
Nelle liste proporzionali di Rinnovamento Italiano si presentano (oltre che i candidati diniani) gli uomini del Si (Socialisti Italiani) di Enrico Boselli e del Patto Segni di Mario Segni. Il centrosinistra vince le elezioni e Romano Prodi forma il nuovo esecutivo in cui Lamberto Dini è nominato Ministro degli Esteri, incarico in cui verrà riconfermato nei successivi gabinetti, i due governi D’Alema (1998, 1999) nel II Governo Amato (2000). In vista delle elezioni del 2001 ha contribuito a creare l’aggregazione delle liste e dei partiti centristi dell’Ulivo, la cosiddetta Margherita in cui sono confluiti, oltre al suo Rinnovamento Italiano, il Ppi, i Democratici e l’Udeur. 

di Luca Molinari


 Francomputer 
Pluralisticamente accettiamo altre tesi - pro e contro
Non per partito preso o per attribuire torti o ragioni 
ma perchè è giusto cercare di capire

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