I SAVOIA - LA DINASTIA
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da SIGNORI a REGNANTI

< < per i vari fatti storici vedi i singoli
periodi in RIASSUNTI STORIA D'ITALIA

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Premessa: Questa è una sintetica Storia della Casa Savoia, la più antica ed illustre fra le dinastie d'Europa. Antica di quasi 1000 anni, illustre per aver 42 Principi Sabaudi regnato nelle proprie terre, poi nell'Italia unita. Di ognuno si riportano rapidi cenni biografici, senza critica storica, senza retorica, senza cortigianeria. Se analisi-critiche vi sono, queste sono riportate dentro i singoli periodi nei "Riassunti Storia d'Italia" o nei singoli anni di "Cronologia"; necessaria perchè nel bene o nel male la Storia di una buona parte della penisola italiana è anche la Storia della dinastia dei Savoia.
Le incisioni fanno parte di un rarissimo "Albero Gentilizio della Casa di Savoia" pubblicato in Torino nel 1701 dall'Abate Ferrero di Lavriano. Le successive - fino a Umberto II - sono state aggiunte con lo stesso stile.
Per i testi ci siamo avvalsi di "I Savoia" di D. Cinti (1929) "I Savoia" di E. Janni (1925), e per cfr. l'enciclopedia Treccani.
Le singole biografie, dei regnanti, o dei principi che si sono distinti, o dei personaggi (mogli, figli, rami collaterali della dinastia ecc.) a causa della enorme quantità di Kb, (20 mega, ca. 1500 pagine) pur presenti in rete, è consigliabile vederli
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E, FUORI D 'ITALIA, da Principesse Sabaude a REGINE E IMPERATRICI

pagine presenti IN RETE > >


L'ALBERO GENEALOGICO DEI SAVOIA
(
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___________________________________________

( periodo storico anni 1003 - 1720 )
Signoria di Savoia (1003-1103)
Contea di Savoia (1103-1416)
Ducato di Savoia (1416-1713)


UMBERTO BIANCAMANO - ( biografia >
(n. 980? - m. 1056 ?) Signore 1003 -ca 1047
Capostipite dei Savoia. Origine Sassone Borgognana o Provenzale.
Signore della Savoia dal 1003.
Sposa Ancilia (o Ansilia)


Figli: Amedeo I, Aimone, Buscardo, Oddone.

Per la sua bella vittoria a Ginevra ricevette dall'imperatore Corrado benefici e terre e probabilmente ottenne anche il permesso imperiale di fregiare il suo stemma con l'aquila imperiale tedesca...

... questa vi rimase fino all'avvento di Amedeo III (vedi avanti) lo sfortunato crociato che morì di peste durante il ritorno dalla Terrasanta. Da allora la famosa croce che era cucita nella tunica dei crociati iniziò ad apparire in piccolo all'interno dello stemma di Casa Savoia (spesso al centro dell'aquila), fino a quando Carlo Alberto adottò l'intero scudo crociato nell'intero stemma, e lo stesso, a seguito dell'Unità d'Italia fu poi inserito sormontato dalla corona reale, al centro del rettangolo bianco della bandiera nazionale italiana (vedi avanti).




AMEDEO I - ( biografia > >
(n. 1003- m. 1048?) Signore - 1047 - 1048

Figlio di Umberto I - Sposa Adila (o Adalasia - biografia > >


Figli: Umberto, Aimone (vescovo di Belley).




ODDONE - ( biografia > >
(n. 1010 - m. 1060) Conte - 1048 -1060

Figlio di Umberto I. Nel 1051 sposa ADELAIDE (biografia > >
contessa di Torino (due volte vedova ed erede di Susa, Pinerolo, Auriate)
estendendo così il regno al di qua delle Alpi.
Oddone muore cinquantenne lasciando la signoria alla moglie e ai figli:
Pietro, AMEDEO II l'erede;
Berta (moglie del futuro imperatore Enrico IV, poi divorziata);
Adelaide (moglie di Rodolfo di Svezia)

( CARTINA: > >
Domini dei Savoia dal 1047 al 1300
............................ dal 1300 al 1418
............................. dal 1418 al 1503




AMEDEO II - ( biografia > >
(n. 1048 - m. 1078) Conte 1057 - 1078

Figlio di Oddone; primo associato al fratello Pietro (n.1048 - m. 1080), dal 1078 solo.
Sposa nel 1067 Giovanna da Ginevra.
Figli Umberto II; Adelaide (incerte Costanza e Lucrezia)




UMBERTO II - ( biografia > >
(n. 1070 - m. 1103) - Conte 1080 - 1103

Figlio di Amedeo II, sposa Gisla di Borgogna.

Figli: Amedeo III; Guglielmo (vescovo di Liegi);
Adelaide (sposa Luigi VI di Francia); Agnese (sposa Arcimboldo conte di Borgogna).




AMEDEO III - ( biografia > >
(n. 1095 - m. 1148) - Conte 1103 - 1148

Figlio di Umberto II, sposa Adelaide poi Matilde di Albon. Figli: UMBERTO III (l'erede);
Mafalda (o anche Matilde) (sposa Re Alfonso di Portogallo) la prima di tre, regina del Portogallo;
Agnese (sposa Guglielmo I conte Genevese).
Amedeo muore di peste a Cipro il 4 marzo 1148, durante il ritorno dalla fallimentare II crociata.

Lo stemma di Casa Savoia inizia ad avere inserito lo scudo crociato, il simbolo che veniva cucito nella tunica dei liberatori della Terrasanta.


Prima di partire aveva fondato il famoso monastero di Altacomba (Hautecombe) che accolse in seguito fra le sue mura le tombe degli antichi Sabaudi, fino (perchè precluso il suo rientro in Italia) all'ultimo Re (di un solo mese, maggio 1946) Umberto.




UMBERTO III - ( biografia > >
(n. 1136 - m. 1189) - Conte 1148 - 1189

Figlio di Amedeo III e di Matilde. Ha quattro mogli.
Figli: Alice; Sofia (Sposa Azzo IV d'Este); TOMMASO l'erede.




TOMMASO I - ( biografia > >
(n. 1177 - m. 1233) - Conte 1189 -1233

Figlio di Umberto III, sposa Beatrice di Ginevra, poi Margherita di Faucigny).
Figli: AMEDEO IV (l'erede); Beatrice (Sposa Raimondo di Berengario);
Tommaso II; Pietro II; Filippo I.




AMEDEO IV - ( biografia > >
(n. 1197 - m. 1253) - Conte 1233 - 1253

Figlio di Tommaso I, sposa Margherita di Vienne, poi Cecilia del Balzo.
Figli: Beatrice (sposò Manfredi marchese di Saluzzo, poi Manfredi figlio dell'imperatore Federico II, e fu madre di Costanza); Beatrice (Contesson) e BONIFACIO l'erede.


BONIFACIO - ( biografia > >
(n. 1244 - m. 1263) - Conte 1253 - 1263

Figlio di Amedeo IV, sotto la reggenza dello zio TOMMASO II e la madre Cecilia, muore ventenne e non lascia figli.
Conte di Savoia diventa lo zio Pietro. Spodestato poi da Tommaso II
TOMMASO II (n.1199 - m. 1259) - Conte 1253 - 1259 era figlio di Tommaso I. Durante la reggenza del nipote, sposa Giovanna di Fiandra, poi Beatrice Fieschi. Figli: Tommaso III (che inizia il ramo Acaia); Amedeo V; Eleonora; Ludovico (che inizia il ramo di Vaud).
Tommaso II finisce in prigione, gli subentra Pietro II rientrato dall'Inghilterra.




PIETRO II - ( biografia > >
(n. 1203 - m. 1268) - Conte 1263 - 1268

Figlio di Tommaso I , fratello di Tommaso II (in prigione), rientra dall'inghilterra.
Sposa Agnese di Faucigny. Non ha figli maschi, solo una femmina (Beatrice).
Gli succede il fratello, Filippo I, dopo aspre contese con altri parenti.




FILIPPO I - ( biografia > >
(n. 1207 - m. 1285) - Conte 1268 -1285

Figlio di Tommaso I, era diventato vescovo, ma nel 1267 sposa la vedova
Alice figlia di Oddone II di Borgogna, ma non ha figli.
I domini passano al nipote Amedeo V.




AMEDEO V - ( biografia > >
(n. 1249 - m. 1323) - Conte -1285 - 1323

Figlio di Tommaso II, succeduto alla morte dello zio Filippo I.
Sposa Sibilla di Bage, poi Maria di Brabante.
Dalla prima moglie ha i figli: Edoardo; Aimone; Margherita (sposa Giovanni di Monferrato); Agnese (sposa Guglielmo II di Ginevra). Dalla seconda moglie: Caterina (Sposa Leopoldo d'Austria);
Giovanna (poi Anna) (sposa Andronico paleologo imperatore bizantino).




EDOARDO (il "Liberale") - ( biografia > >
(n. 1284 - m. 1329) - Conte 1323 - 1329

Figlio di Amedeo V e di Sibilla, sposa Bianca di Borgogna,
non ha discendenti maschi, ma solo una femmina,
Giovanna che sposa Giovanni III duca di Bretagna.
I domini passano al fratello Aimone.




AIMONE - ( biografia > >
(n. 1291 - m. 1343) - Conte - 1329 - 1343

Figlio di Amedeo, succede al fratello. Sposa Iolanda del Monferrato;
ha due figli: AMEDEO VI suo successore;
BIANCA Biografia > > ( n. 1331 - m. 1387)
che sposerà nel 1350 Galeazzo II Visconti signore di Milano )
e Umberto (che inizia il ramo Arvillars).




AMEDEO VI (Conte Verde) - ( biografia > >
(n. 1334 - m. 1383) - Conte 1343 - 1383

Figlio di Aimone. Sposa BONA di Borbone.

Figli AMEDEO VII, il successore.
Acquisizione di Biella, Cuneo e Santhià, e riunisce il paese del Vaud.
E' lui a fondare l'ordine cavalleresco del Collare della SS. Annunziata.
Valido giurista. Grande condottiero, fu soprannominato Conte Verde.




AMEDEO VII (Conte Rosso) - ( biografia > >
(n. 1360 - m. 1391) - Conte 1383 -1391

Figlio di Amedeo VI, sposa Bona di Berry.
Figli: AMEDEO VIII; Bona; Giovanna (sposa Giangiacomo Paleologo marchese del Monferrato).
Il dominio sabaudo dalle Alpi, sbocca al mare, acquistando e annettendo ai suoi domini "piemontesi" la contea di Nizza.

Amedeo fa costruire nel 1380 il famoso Castello di Fenis in Val D'Aosta


AMEDEO VIII - PRIMO DUCA DI SAVOIA - ( biografia > >
E ANCHE PAPA (antipapa)

(n. Chambery 1383 - m. Ginevra 1451)
Conte 1391 -1416 - Duca 1416-1440 - Papa 1439-1449

Figlio di Amedeo VII, minorenne succedette al padre. Dalla condizione di Conte, passa nel 1416 a quella di Duca di Savoia per investitura dell'Imperatore Sigismondo. Giovane ma abile politico si adopra sia nel consolidare il potere dei Savoia realizzando l'unione con il Piemonte nel 1418, sia nell'estendere i territori. Allarga così i domini e oltre la conferma dei privilegi già acquisiti, ottiene pure il vicariato della Lombardia .

Dopo aver deposto papa Eugenio IV (era il periodo della "Prammatica Sanzione" di Bourges, con l'atteggiamento antipapale di Re Carlo VII, che diede poi origine alla chiesa gallicana) i riformisti radicali elessero papa Amedeo VIII.
Dal 1439 al 1449 Amedeo VIII figura come antipapa col nome di FELICE V.
Rinunciò poi al fasullo soglio (si dice per favorire l'unità della Chiesa) dove invece vi salì papa Niccolò V.
Incline alla vita religiosa e a quella eremitica, già nel 1434, lasciando luogotenente il figlio Lodovico, Amedeo si era ritirato a Ripaglia presso Ginevra ove fondò l'Ordine di San Maurizio.
Amedeo aveva sposato Claudia di Borgogna dalla quale aveva avuto i figli Maria (che sposerà Maria Filippo Visconti) e LODOVICO suo successore..
Quanto al Ducato, aveva già abdicato a favore Ludovico nel 1440 dopo la nomina a papa.
Dopo il breve periodo d'oro di Amedeo VIII, con i successori ci fu un periodo di decadenza e di soggezione alla Francia, quando i Sabaudi divennero
doppiamente parenti del re di Francia Luigi XI; questi sposerà una figlia di Ludovico, e il suo erede Amedeo IX sposerà la sorella di Luigi, Iolanda di Valois - vedi sotto).


Amedeo VIII, il 17 giugno 1430, pubblicò dal castello di Chambery, lo "Statuto Generale", . ("Statuta Sabaudiae") Una promulgazioni di leggi per i vecchi e nuovi territori acquisiti.

Una curiosità:
sedici capitoli di questo statuto sono dedicati al "problema ebraico".

( vedi > > )


LODOVICO - ( biografia > >
(n. 1402 - m. 1465) - Duca 1440 -1465

Figlio di Amedeo VIII. Duca dall'abdicazione del padre.
Sposa ANNA di Lusignano


Figli: Amedeo IX (l'erede), Ludovico, Margherita, Carlotta (sposa poi Luigi XI),
Filippo II, Bona (che sposa Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano).




AMEDEO IX
- ( biografia > >
(n. 1435 - m.1472) - Duca 1465 - 1469

Figlio di Ludovico, sposa VIOLANTE (o Jolanda) ( biografia > >

... sorella di Luigi XI re di Francia.
Con Amedeo infermo, nel 1469, assume la reggenza la moglie che di fatto governa il ducato.
Figli: Anna (sposa Federico d'Aragona), Carlo I, Giacomo, Ludovico e FILIBERTO I l'erede.




FILIBERTO I
- ( biografia > >
(n. 1465 - m. 1482) - Duca 1472 - 1482

Figlio di Amedeo, in minore età fino al 1479, la madre Violante è la reggente.
Sposò giovanissmo Bianca Maria Sforza ma non fece in tempo ad avere figli,
morì misteriosamente all'età di 17 anni.
La vedova sposò poi l'imperatore Massimiliano d'Austria.




CARLO I - ( biografia > >
(n. 1468 - m. 1490) - Duca 1482 - 1490

Figli di Amedeo e fratello di Filiberto. Sposa BIANCA di Monferrato ( biografia > >
Figli: Iolanda, Ludovica (sposa Filiberto di Savoia), Carlo Giovanni Amedeo.




CARLO II GIOVANNI AMEDEO - ( biografia > >
(n. 1489 - m. 1496) - Duca 1490 -1496

Figlio di Carlo I. In minore età (n.1489) la Madre Bianca di Monferrato... ( biografia > > )


... ne è la reggente fino alla prematura morte, anno 1496.
Bianca inizia a risiedere a Torino, ben presto sede dei Savoia.
Non essendoci discendenti, la successione va allo zio Filippo II, 54 enne, che però muore l'anno dopo.




FILIPPO II (Senza Terra) - ( biografia > >
(n. 1443 - m. 1497) - Duca 1496 - 1497

Figlio di Ludovico, fratello di Amedeo IX. Conte di Bressa, sposa Margherita di Borbone, figli FILIBERTO II, a cui toccò il titolo ducale, e Luigia, che sposò Carlo di Valois, duca d'Angouléme, e fu madre di Francesco I, re di Francia. Dalla seconda moglie Claudina figlia di Giovanni di Brosse, duca di Bretagna, ebbe sei figli: CARLO, che regnò dopo la morte del fratellastro Filiberto II; Filippo, che fu vescovo di Ginevra e poi duca di Nemours e d'Aumale; Luigi, che fu prelato; Filiberta, che andò sposa a Giuliano de' Medici, ed altri due che morirono fanciulli. Dalla terza moglie, Libera Portoneri ebbe un figlio naturale, Renato (il Gran Bastardo) che inizia il ramo di Tenda.
Dopo tanto affannarsi per conquistare il ducato,
Filippo II quando ne ebbe il diritto come discendente regnò un solo anno, poi morì.




FILIBERTO II - Il "Bello" - ( biografia > >
(n. 1480 - m. 1504) - Duca 1497 -1504

Figlio di Filippo II e di Margherita di Borbone.
Sposa MARGHERITA d'Austria ( biografia > > ) figlia dell'Imperatore Massimiliano.
Muore 24 enne, senza figli, la discendenza passa al fratello Carlo III.




CARLO III ( il buono ) - ( biografia > >
(n. 1486 - m. 1553) - Duca 1504 - 1553
Figlio di Filippo II e Claudine, sposa BEATRICE figlia del re del Portogallo.

Regnò pigramente per 49 anni; la moglie ebbe invece grande influenza (biografia > >

Carlo muore 67 enne, lasciando il ducato al figlio: Emanuele Filiberto.




EMANUELE FILIBERTO - "Testa di ferro" - ( biografia > >
(n. 1528 - m. 1580) - Duca 1553 - 1580

Figlio di Carlo II e di Beatrice di Portogallo.
Sposa MARGHERITA di Valois, ( biografia > > ) figlia del re di Francia Francesco I.
Oltre vari figli naturali, suo erede CARLO EMANUELE I.

CARTINA della SAVOIA dopo la pace di Cateau-Cambresis del 1559
( CARTINA: > >




CARLO EMANUELE I - ( biografia > >
(n. 1562 - m. 1630) - Duca 1580 - 1630

Figlio di Emanuele Filiberto. Sposa la figlia di Filippo II re di Spagna,
CATERINA d'Austria (biografia > > ).
Ebbe dieci figli: fra i quali Filippo Emanuele e Vittorio Amedeo I ( suoi successori), Margherita (che sposa Francesco IV Gonzaga di Mantova), Isabella (che sposa Alfonso d'Este duca di Modena), Tommaso Francesco (che dà vita al ramo dei Carignano - dove poi nel 1821 verrà ripescato Carlo Alberto dallo zio senza eredi Carlo Felice.

Ginevra all'epoca di Carlo Emanuele I

Torino all'epoca di Carlo Emanuele I

Casale all'epoca di Carlo Emanuele I




VITTORIO AMEDEO I
- ( biografia > >
( n. 1587 - m. 1637) - Duca 1630 - 1637)

Figlio di Carlo Emanuele I, sposa Maria Cristina di Francia, figlia del re di Francia Enrico IV.
Figli: Carlo Emanuele II; Margherita; Iolanda (che sposerà Ranuccio II Farnese); Adelaide; Enrichetta (che sposerà Ferdinando di Wittelsbach);
FRANCESCO GIACINTO , primo erede, infante sotto la reggenza della madre "madame reale".

GIACINTO - ( biografia > >
(n. 1632 -m.1638)

Alla morte del padre essendo infante la reggenza passò alla madre
MARIA CRISTINA di Francia ...

( "madame reale" biografia > >
ma il piccolo re Giacinto muore l'anno dopo.


CARLO EMANUELE II - ( biografia > >
(n. 1634 - m. 1675) - Duca 1634 - 1675

Figlio di Vittorio Amedeo I, fratello minore che subentra al fratello maggiore morto, ma sempre sotto la reggenza di Cristina ("madame reale"). Sposa prima Francesca Maria d'Orleans, poi in seconde nozze con la cugina consanguinea MARIA GIOVANNA di Savoia del ramo Nemours.
(biografia
> >


Alla morte del marito, dal 1675 Maria Giovanna divenne reggente fino al 1680 (al compimento dei 14 anni del figlio) ma di fatto tenne il potere per unici anni, fino al 1686.
Muore nel 1724.
Figlio: VITTORIO AMEDEO II l'erede


( periodo storico anni 1713 - 1945 )

da RE DI SICILIA, a RE DI SARDEGNA (1713 - 1861)
(Dal 1831 Carlo Alberto - ramo Savoia-Carignano)
VEDI GLI AVVENIMENTI NEI SINGOLI PERIODI IN
"RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"


Primo Stemma Reale del Regno



VITTORIO AMEDEO II - ( biografia > >
(n.1666 - m. 1732) - Duca 1675- '84 - Re di Sicilia dal 1713, dal 1720 Re di Sardegna

CARTINE:
del Principato del Piemonte, del Regno di Sicilia, del Regno di Sardegna
( Cartine:> >

Figlio di Carlo Emanuele, infante subentra al padre, sotto la reggenza della madre MARIA GIOVANNA di Nemours (biografia > > seconda moglie di Carlo E. - Maggiorenne nell'84 è Duca; dal 1713 al 1718 re della Sicilia, che però è scambiata con la Sardegna diventandone re dal 1720 al 1730 anno che abdica a favore del figlio. -
Sposa prima Anna Maria D'Orleans ( biografia
> >
poi Anna Canalis di Cumiana.
Figli avuti da Anna Maria d'Orleans: Maria Adelaide ( biografia
> > ) che sposa Luigi duca di Borgogna, nel 1711 è delfina di Francia);
Maria Luisa Gabriella (che sposerà Filippo V re di Spagna) ( biografia
> > );
CARLO EMANUELE III (il successore).
Notevole l'aiuto datogli dal cugino Eugenio di Savoia - biografia
> >
(al comando di un esercito austriaco) nel 1706 durante l'assedio francese di Torino.


CARLO EMANUELE III - ( biografia > >

( n. 1702 - m. 1773) - Re di Sardegna 1730 - 1773

Figlio di Vittorio Amedeo II e prima moglie Anna Maria d'Orleans,
sposa prima Anna Cristina di Baviera, poi Polissena di Baviera d'Assia,
poi Elisabetta Teresa di Lorena, sorella dell'imperatore Francesco I.
Figli fra gli altri, l'erede del regno, VITTORIO AMEDEO III.
Carlo era salito sul trono di Sardegna a 28 anni a seguito dell'abdicazione del padre.


VITTORIO AMEDEO III - ( biografia > >

( n. 1726 - m. 1796) - Re di Sardegna 1773 - 1796

Figlio di Carlo Emanuele III e di Polissena di Baviera-Assia, sposa Maria Antonietta di Borbone, figlia di Filippo V re di Spagna.
Figli: Carlo Emanuele IV; Luisa Maria Giuseppina (che sposerà Luigi XVIII di Francia);
Maria Teresa (che sposerà il successivo re di Francia Carlo X); Vittorio Emanuele I e Carlo Felice.


CARLO EMANUELE IV - ( biografia > >

(n. 1751 m. 1819) - Re di Sardegna 1796 - 1802 (deposto da Napoleone)
Figlio di Vittorio Amedeo III.

CARTINA
della nuova dominazione Francese in Piemonte
( Cartina: > >

Carlo E. rifugiatosi in Sardegna, abdica in favore del fratello Vittorio Emanuele I.
Sposa MARIA ANNA CLOTILDE di Francia (sorella di Luigi XVI) ( biografia > >

Carlo Emanuele non ha figli. Morirà nel 1819.


VITTORIO EMANUELE I - ( biografia > >

(n. 1759 m. 1824) - Re di Sardegna (1802-1821 - dal 1815 anche del Piemonte)
Figlio di Amedeo III, e fratello di Carlo Emanale IV, da quest'ultimo ha ricevuto il regno anche se solo parziale. Con la Restaurazione ritorna la sovranità anche in Piemonte, ma a seguito dei fermenti rivoluzionari, V. E. abdica a favore del fratello Carlo Felice.
Sposato con MARIA TERESA d'Asburgo-Este ...

( biografia > > )

... ha sei figli, fra i quali: Maria Beatrice Vittoria (che sposerà l'arciduca d'Austria Francesco IV); Maria Cristina (che sposerà Ferdinando II re delle due Sicilie); Carlo Emanuele.
Fino alla caduta di Napoleone regnò sulla sola Sardegna poiché i suoi domini di terraferma erano stati annessi all'impero francese; alla Restaurazione col secondo Trattato di Parigi nel 1815, gli furono restituiti integralmente, con l'aggiunta della Liguria. Geloso della sua indipendenza, ma devoto alla reazione più gretta, piuttosto che concedere la Costituzione richiesta dagli insorti del 1821 abdicò a favore del fratello Carlo Felice.


CARLO FELICE - ( biografia > >
(n. 1765 - m. 1831) - Re di Sardegna 1821-1831


Stemma del Regno di Sardegna

Figlio di Vittorio Amedeo III, riceve il regno dopo l'abdicazione del fratello Vittorio Emanuele I.
Sposa Maria Antonietta Ferdinanda Cristina di Borbone-Napoli.
Non ha figli, e nomina reggente il nipote Carlo Alberto, del ramo Carignano
(discendente di Carlo Emanuele I, 1580-1630) che alla sua morte (nel 1831) eredita il regno.

Salendo sul trono Carlo Felice aveva fatto subito svanire tutte le speranze concepite dai patrioti piemontesi sotto la brevissima reggenza di Carlo Alberto. Reazionario convinto ed inflessibile sostenitore del "diritto divino" fu ostile ad ogni riforma politica e liberale; dopo aver severamente colpito gli autori del moto rivoluzionario del '21, che avevano angustiato il fratello, nei dieci anni limitò le sue cure al campo economico, giudiziario (codice del '27) e militare (spedizione contro i pirati barbareschi di Tripoli del 1825).



CARLO ALBERTO - ( biografia > >
(n. 1798 - m- 1849) - Re di Sardegna 1831 -1849


Stemma Reale adottato da Carlo Alberto

Figlio di Carlo Emanuele di Carignano e di Maria Cristina Albertina di Sassonia-Curlandia. Sposa Maria Teresa di Toscana. Dopo la disastrosa battaglia di Novara, nel 1849 abdica a favore del figlio. Figli: Vittorio Emanuele, Maria Cristina, e Ferdinando Maria Alberto duca di Genova, che inizia il ramo Savoia-Genova - sua figlia Margherita orfana andrà poi in sposa al figlio di Vittorio Emanuele, Umberto.

All'epoca della dominazione napoleonica in Piemonte, Carlo Alberto seguì i corsi di studi a Parigi e a Ginevra; nel 1814 Napoleone lo nominò sottotenente del Reggimento Dragoni; caduto l'Impero poco dopo, fece ritorno a Torino ed ivi fu riammesso nella famiglia reale benché guardato un po' con sospetto a causa delle sue simpatie per la Francia napoleonica. E a sua volta anche lui insofferente alla etichette della retriva corte piemontese.
23 enne, nel
1821 il giovane Carlo Alberto ebbe una parte non molto chiara nei moti costituzionali avvenuti in Piemonte. Certamente egli era stato in contatto con i rivoltosi, ma all'ultimo momento (preso forse da scrupoli) pare si ritraesse mentre i congiurati, in buona o in mala fede, continuarono a contare su di lui.
Tutto questo accadde quando dopo l'a
vvenuta l'abdicazione del re Vittorio Emanuele I (1821) con Carlo Felice, questi non avendo figli, nominò reggente il nipote, il quale senza consultarsi con lo zio, accordò un po' troppo precipitosamente la Costituzione salvo l'approvazione del Re; questi disapprovò l'operato, chiamò gli austriaci in Piemonte, ed ordinò a Carlo Alberto come punizione di allontanarsi dalla corte e di recarsi presso le truppe fedeli a Novara, cosa che Carlo Alberto fece senza esitare.
Caduto in sospetto per il suo atteggiamento non solo ai Carbonari che lo accusarono di tradimento e per i quali divenne l'"esecrato Carignano" (Berchet), ma anche a corte, si recò dapprima in esilio presso il suocero, Ferdinando III di Toscana, poi per riscattarsi con lo zio e nei confronti degli Austriaci, prese parte alla repressione della rivoluzione liberale spagnola combattendo al Trocadero attirandosi in tal modo l'odio dei suoi antichi amici politici.

Nel 1831 alla morte di Carlo Felice salì al trono senza difficoltà (è leggenda o verità che Metternich tramasse per escluderlo dalla successione); subito dimostrò grande energia e rigore nel reprimere qualunque tentativo di rivoluzione liberale. Si dedicò con alacrità al riordinamento dello Stato, risanando le finanze, promuovendo lo sviluppo economico del Regno, riorganizzando l'esercito e dando impulso alle riforme amministrative di cui le più notevoli furono l'istituzione del Consiglio di Stato (organo giurisdizionale con il quale il sovrano veniva in un certo senso ad autolimitare la propria autorità) e la promulgazione di un nuovo codice civile. In questa attività Carlo Alberto più che alle nuove idee del secolo guardò alla tradizione settecentesca e solo in parte ripristinò la tradizione amministrativa napoleonica che Vittorio Emanuele I e poi Carlo Felice avevano eliminato.

In politica estera si distinse per il sostegno dato alla causa del legittimismo aiutando in Portogallo i miguelisti ed in Spagna i carlisti, parteggiando entrambe le volte con i reazionari contro i liberali.
Pur in cuor suo nemico dell'Austria si alleò con essa nel 1831 per timore della Francia di Luigi Filippo; tuttavia, dopo la crisi egiziana del 1840 (occasione in cui l'Austria dimostrò la non volontà a soccorrere il Piemonte qualora fosse stato attaccato dalla Francia) Carlo Alberto si staccò sempre più da Vienna senza però agire in modo concreto, tormentato com'era da scrupoli religiosi.
Questi svanirono quando nel 1846 l'elezione di Pio IX sembrò dar corpo alla concezione giobertiana di un papato conscio di una missione italiana.

Carlo Alberto aveva una sua teoria in base alla quale gli unici due sovrani legittimi erano i Savoia ed il Pontefice: quando vide che quest'ultimo si schierava contro l'assolutismo e contro l'Austria pensò fosse venuto il momento di divenire lui la "spada d'Italia".
Cominciò appoggiando energicamente dapprima il Papa nel conflitto che questi ebbe con l'Austria per l'occupazione di Ferrara (estate 1847) e quindi il Granduca di Toscana nella controversia che questi ebbe con il Duca di Modena che era appoggiato da Vienna (autunno 1847).
All'interno del suo regno, accordò alcune riforme che l'opinione pubblica richiedeva ma solo dopo che Ferdinando II di Napoli ebbe promesso la Costituzione (29 gennaio 1848). Egli pure promise di accordare la sospirata carta costituzionale ai suoi sudditi (8 febbraio 1848). La promessa fu adempiuta il 4 marzo successivo, non senza crisi di coscienza e ondeggiamenti (non per nulla fu chiamato "re tentenna" VEDI QUI A POESIA > > ). La Costituzione, chiamata Statuto Albertino, era ricalcata sulla carta francese del '30 e non instaurava il governo parlamentare ma quello costituzionale (quindi senza responsabilità dei ministri dinanzi alle Camere).
Lo Statuto Albertino (testo originale autografato e firmato, con gli 84 articoli > >

Due giorni dopo la creazione del ministero "costituzionale", affidato a Balbo, scoppiava a Milano il moto rivoluzionario noto con il nome di Cinque Giornate. Sotto la pressione degli avvenimenti e dopo nuove, sia pur brevi incertezze, Carlo Alberto decise l'intervento armato contro l'Austria. La guerra, condotta personalmente dal re, dopo alcuni successi iniziali, finì con la grave rotta di Custoza cui seguì la battaglia di Milano ed il frettoloso rientro dei piemontesi nelle terre del regno sardo che soccombenti rischiavano di perdere anche questo.

La sconfitta, originata da varie cause, tra cui l'incapacità del re come comandante supremo, diede adito a gravi ma infondati dubbi sulla sua lealtà. Alcuni, memori del 1821, arrivarono addirittura ad insinuare che Carlo Alberto si fosse fatto sconfiggere apposta dagli austriaci (per così essere "costretto" a ritirare lo Statuto, mal visto da Vienna). In realtà il re non solo lasciò che fino al luglio del 1848 il governo restasse parlamentare, ma tollerò che venissero revocati dal loro impiego pubblico militari e civili che l'opinione pubblica giudicava avversi al nuovo regime, ed alla fine dell'anno chiamò al governo i democratici con Gioberti alla testa.

Tuttavia si oppose al piano di questi, di intervenire in Toscana per abbattervi il governo democratico di Guerrazzi e restaurare quello del granduca Leopoldo II preferendo licenziare il ministro e riprendere, come voleva l'opinione pubblica, la guerra contro l'Austria benché fosse convinto nel suo intimo dell'enorme difficoltà dell'impresa e dovesse rinunciare ad essere il comandante supremo dell'esercito, carica alla quale fu chiamato un esule polacco, Wojciech Chrzanowski, che dava apparentemente assicurazione all'opinione pubblica se non proprio delle sue capacità militari quelle della sua rettitudine politica.

La breve campagna si risolse dopo appena tre giorni con la disastrosa battaglia di Novara (23 marzo 1849): Carlo Alberto abdicò il giorno stesso in favore del figlio Vittorio Emanuele II, ritirandosi in Portogallo, a Oporto, ove morì poche settimane dopo (28 luglio) sia per malattia riacutizzatasi dopo le fatiche dell'ultimo anno, sia per lo strapazzo terribile del viaggio da Novara ad Oporto, compiuto quasi senza sosta, ma soprattutto per la tanta amarezza di come era avvenuto il suo tramonto.
La sua rapida fine suscitò attorno a lui un alone di benevola simpatia di cui non aveva mai goduto quand'era in vita, e tale corrente è poi andata crescendo fino al punto da rasentare l'agiografia dei santi, chiamandolo il "martire di Oporto".

Figura complessa si trovò a vivere in un periodo di transizione senza avere programmi ben definiti salvo (anche se celato) il persistente odio per l'Austria, il rispetto per la Chiesa ed il desiderio di espandere i domini della sua casata. Alle naturali titubanze di cui vive nei periodi di trapasso da una forma politica all'altra (ed in questo ebbe compagni anche Leopoldo II di Toscana, Ferdinando II di Napoli, ed altri) aggiunse ulteriori dosi d'incertezza derivanti dalla sua natura e dalla sua disgraziata giovinezza; è alla luce di queste considerazioni che si possono spiegare molti suoi atteggiamenti che gli valsero odi inestinguibili. Ma in seguito lo stesso Berchet si ricredette, e il carducciano appellativo di "Italo Amleto" iniziò ad essere più benevolmente accettato.

QUI
LA GRANDE AVVENTURA - DA CARLO ALBERTO A VITTORIO EMANUELE II >


La bandiera italiana con al centro lo Stemma Reale dei Savoia

IL REGNO DI SARDEGNA NEL 1843
( pubblicazione originale - digitalizzata - tabelle varie)

CARTINA, POPOLAZIONE - STRUTTURA DEL REGNO
casa regnante e governo - gli ordini religiosi - giustizia e finanze -
lo stato militare - l'istruzione pubblica - la sanità - la Sardegna

i RE D'ITALIA (1861 - 1946)
Vittorio Emanuele II - 17/03/1861 09/01/1878 muore
Umberto I - 09/01/1878 29/07/1900 ucciso
Vittorio Emanuele III - 29/07/1900 09/05/1946 abdica
Umberto II 05/06/1944 Luogotenente del Regno 09/05/1946 11/06/1946 inst. Repubblica


(VEDI GLI AVVENIMENTI NEI SINGOLI PERIODI IN "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA"


VITTORIO EMANUELE II - ( biografia > >

(n. 1820 - m. 1878 )
Re di Sardegna 1849-1861 - Poi Re d'Italia fino al 1878.
E' il I° re d'Italia, anche se conserva il II° del Regno Sabaudo Sardo.

CARTINA GIGANTE
dell'Italia ANNO 1861, ANNO 1866, ANNO 1870
( il file > >

Figlio di Carlo Alberto, eredita il regno per abdicazione del padre nel 1849. Sposa il 12 aprile 1842 Maria Adelaide D'Austria di Lorena (+1855), ma inizia la relazione dal 1848 con Rosa Teresa Vercellana (la "Rosina" - Poi Contessa di Mirafiori e di Fontanafredda) che sposerà in seguito (nel 1869) morganaticamente, dopo aver già avuto da lei 2 figli (Vittoria n. 1849-1909) e Emanuele Alberto (n. 1851-1894)
Dalla prima moglie ha invece avuto: Maria Clotilde (che sposerà Giuseppe Napoleone- muore nel 1911); Umberto I (n.1844 +1900); Oddone (+1866); Maria Pia (n.1847+1911); Amedeo I (n.1845+1890).
(AMEDEO I inizia il ramo Savoia-Aosta; sposerà (1867) prima Maria del Pozzo della Cisterna; figli: Emanuele Filiberto (n.1869+1931) duca d'Aosta; Vittorio Emanuele (n. 1870+1946) duca di Torino; Luigi Amedeo (n.1873+1933) Duca degli Abruzzi. Dalla seconda moglie ebbe Umberto Maria (n.1889+1918) Conte di Salemi.


VEDI QUI IN DETTAGLIO CRONOLOGIA DI UN RE - > >

Allo scoppio della prima guerra d'indipendenza (1848) seguì l'esercito del padre, al comando di una divisione di riserva. Alla battaglia di Goito (30 maggio) guidò personalmente all'assalto la brigata Guardia, rimanendo ferito. Dopo la battaglia di Novara e l'abdicazione di Carlo Alberto (23 marzo '49) si trovò dall'improvviso sul trono di Sardegna, in un momento difficile per il Paese e con lui stesso impreparato nelle cose di governo, che il padre non gli aveva mai trasferite. Per l'impossibilità a continuare la guerra Vittorio Emanuele II dovette subito firmare l'armistizio di Vignale (24 marzo '49) con il maresciallo austriaco Radetzky.
(vedi gli eventi  a partire dall'anno 1848, in CRONOLOGIA - > >

Se l'esercito era stato duramente provato dalla sconfitta non migliore era la situazione interna del regno, scosso anche da una sommossa repubblicana a Genova (aprile '49) repressa nel sangue. La maggior difficoltà politica era costituita dall'ostilità della Camera dei Deputati, a maggioranza democratica, a ratificare il trattato di pace con l'Austria. Vittorio Emanuele II, per superare l'opposizione della Camera, raggiunse l'estremo limite della correttezza costituzionale (ma lo aveva promesso agli austriaci e questi erano acquartierati ad Alessandria) emanando quel proclama di Moncalieri (20 novembre '49) con il quale scioglieva la Camera ed indiceva nuove elezioni (promuovendosi però presso i nobili proprietari terrieri). L'appello reale conseguì il suo effetto ed il Piemonte, firmata la pace con l'Austria, poté dedicarsi alla soluzione dei grandi problemi interni, primo fra tutti il consolidamento del regime costituzionale.

Vittorio Emanuele II era propenso ad esercitare l'autorità regia fuori dai limiti dello Statuto, ma diede poi  prova di lealtà costituzionale promulgando quelle leggi Siccardi contro i privilegi del clero alle quali non era del tutto concorde. A ciò, tuttavia il monarca fu indotto anche dal fermo contegno del governo, presieduto da Massimo D'Azeglio. Nel novembre 1852 al D'Azeglio successe Camillo Benso conte di Cavour. (Il padre proprietario terriero (uscito indenne dalla varie "bufere" napoleoniche) oltre che amministratore di grandi proprietà, era il capo della Polizia a Torino)

I rapporti di Vittorio Emanuele II con Cavour non furono sempre cordiali né facili, poiché il grande ministro, pur devoto alla monarchia, non esitava ad esporre al re i suoi punti di vista, non sempre concordi con quelli del sovrano (intervenne perfino nella sua vita privata), ma nelle linee il re seguì costantemente (pur con molti contrasti) la politica del Cavour, nel desiderio di restaurare la fama del suo esercito e del suo Regno, come nel caso dell'intervento in Crimea. 
Per aumentare il prestigio ed i domini della sua casata approvò l'Alleanza con Napoleone III, con il quale il re sabaudo condivideva un certo gusto per la politica segreta con l'ex carbonaro.

Gli anni più favorevoli al regno di Vittorio Emanuele furono quelli dal '59 al '61. Partito in guerra contro l'Austria nell'aprile del '59, meno di due anni dopo era acclamato re d'Italia da un Parlamento italiano. Certamente, alla rapida ascesa del monarca, contribuì l'opera di Cavour e di Giuseppe Garibaldi (rapporti non sempre chiari con quest'ultimo) che, con la spedizione dei Mille, gli donò a Teano il grande regno meridionale; ma si deve riconoscere che in quegli ultimi anni decisivi Vittorio Emanuele II fu risolutamente (!?) con la causa dell'unità nazionale.


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La terza guerra di indipendenza (1866) portò alla corona il Veneto, ma senza quella vittoria militare che il re desiderava. Inoltre al compimento dell'unità italiana mancava ancora Roma.

Quando nell'estate del '70 scoppiò la guerra franco-prussiana, Vittorio Emanuele II era più propenso di accorrere in aiuto a Napoleone  III, l'antico compagno d'armi e di intrighi di dieci anni prima, ma si piegò alla volontà dei suoi ministri che vollero cogliere l'occasione propizia per scendere invece su Roma, proprio quando i Francesi stavano entrando in crisi e infatti poi persero contro i prussiani.

A Roma si recò anche il re, ma come si era trovato spaesato a Firenze, dove era stata portata la capitale in seguito alla Convenzione di Settembre (1864), così si trovò a disagio a Roma. Non soggiornò mai al Quirinale preferendo ritirarsi in una residenza più modesta, con la moglie morganatica Rosa Vercellana (la bella "Rosina", che il Re -sposato e con figli- mise incinta, quando la bella esuberante contadinella aveva 14 anni)  poi divenuta contessa di Mirafiori. (Cavour fu sempre indignato e ostacolò furiosamente questo rapporto; e altrettanto indignati i parenti di sua moglie e sua madre - come noto - entrambe austriache).

Concluso il periodo del Risorgimento, il re era in un certo senso un sopravvissuto, rispetto a tanti altri protagonisti. Nel 1876 vide allontanarsi dal governo per contrario voto parlamentare la Destra Storica dalla quale erano usciti i suoi ministri più abili ed i suoi più fidati consiglieri. Ossequiente alle indicazioni del Parlamento, chiamò al governo la Sinistra. Ciò avveniva nell'anno della sua morte, nel 1878.
Lasciò il regno al figlio UMBERTO I (vedi successiva biografia
> >

Vedi anche i singoli ANNI o i "RIASSUNTI STORIA D'ITALIA" > >

oppure in dettaglio CRONOLOGIA DI UN RE - > >


UMBERTO I - ( biografia > >
Re d'Italia 1878-1900

Figlio di Vittorio Emanuele II, sale sul trono alla morte del padre nel 1878. Sposa la cugina di primo grado, Margherita di Savoia, orfana di Elisabetta di Sassonia e di Ferdinando Maria Alberto, duca di Genova, fratello di suo padre. Un unico figlio: Vittorio Emanuele III, che eredita il trono il 29 luglio 1900 all'assassinio del padre.

ANNO 1900 L'ASSASSINIO DI UMBERTO I - > > >


SALE SUL TRONO RE VITTORIO EMANUELE III - - > >
( n. 11 nov. 1869 - m. 28 dic. 1947 )

Breve cronologia della sua famiglia - - > >

Cronologia dei fatti nei singoli periodi in riassunti "Storia d'Italia" - - > >


UMBERTO "Re di Maggio" - L'ULTIMO SOVRANO (9 mag. - 12 giu. 1946)
( n. 1904 - m. 1983 )

Altre note su Umberto > >

vedi i singoli periodi o i singoli anni nei riassunti "Storia d'Italia" - in rete

in particolare 1946 MONARCHIA o REPUBBLICA? - - > >

 

altro vedi

www.casasavoia.org

Sito Ufficiale della Real Casa d'Italia



I SAVOIA: UN VIVAIO DI PULZELLE PER I REGNANTI D'EUROPA - >

seguito dalla biografie delle "fortunate" e "sfortunate" principesse > >

1945: il "TESORO DEI SAVOIA"? finì dal rigattiere > >

27 dicembre 1947: L'ULTIMA BEFFA DI VITTORIO EMANUELE III > >