ROMMEL (2)

2 MARZO 1941 - DIARIO (Rommel) - "Ieri ho passato in rassegna le truppe italiane di fresco giunte dalla Patria. Dopo il Comandante mi ha fatto dono di un magnifico carro-abitazione da campo. Di ciò sono molto felice, perché esso mi sarà molto utile nelle prossime settimane".

(Rommel, scrive le righe sopra e contemporaneamente scrive pure le note che invia a Berlino)

DIARIO (Rommel) - "Gli italiani, qui in Africa, sono degli ottimi camerati e dei bravi e valorosi soldati. Se avessero i nostri mezzi e la nostra disciplina, potrebbero gareggiare con le nostre migliori truppe. L'episodio di Giarabub (allego un dettagliato rapporto sul fatto e sulla figura del Maggiore Castagna, di cui il Ministero della Propaganda potrebbe servirsi benissimo) rivela le doti di coraggio degli italiani"

(Rommel si dilunga quindi sui preparativi per l'azione sulla linea Farafa-Aghelia. Pensa alla trama di un film da intitolarsi "Sieg in Africa" (Vittoria in Africa) e ne studia i dettagli con il sergente Brausstub, un tecnico cinematografico.
In data 5 marzo, manda un rapporto a Roma e a Berlino sulle deficienti condizioni dell'artiglieria italiana).

DIARIO (Rommel) -
"L'antiareea è costituita da vecchissimi Skoda da 75 mm., ancora della guerra 1914-18; ho visto perfino mortai di bronzo antiquati, già dell'esercito austro-ungarico... Gli aerei sono logorati e non vengono ricambiati. I piloti italiani fanno miracoli. Gli apparecchi da ricognizione, mi dice Zecht, sono vecchi Caproni, inermi e lenti, micidiali per chi vola...Gli autosiluranti sono empirici e rudimentali: l'unica cosa viva è il valore e il coraggio dei piloti; un nostro aviatore rifiuterebbe di decollare con quegli apparecchi che qui chiamano a ragione "Totebahren" ("Casse da Morto").

12 MARZO 1941 - DIARIO (Rommel) - Sono qui da 4 settimane. Come è mutata la situazione in questo periodo di tempo! Molte volte mi sembra quasi un miracolo!

La collaborazione con gli italiani è sempre feconda. Rommel viene insignito di un Ordine cavalleresco italiano. Quale ufficiale di collegamento gli viene dato "il genero del Re, un uomo molto simpatico" (Calvi di Bergolo). Altro rapporto di Rommel a Roma, mandato in aereo, in cui ripete, come un leit-motiv, le sue critiche all'armamento italiano:

14 MARZO 1941 -
DIARIO (Rommel) - "I fucili italiani si chiamano modello 91, perché rimontano all'anno 1891; gli italiani non posseggono mitra, i carri armati da 6 tonn. sono ridicoli. L'evacuazione della popolazione colonica italiana dalla Cirenaica è stato un errore. Ha ingorgato la Tripolitania, ha dato agli arabi il possesso della terra e dei poderi bellissimi che lasceranno poi di mala voglia, per cui rimarranno ostili all'Asse. Ritengo che Balbo non lo avrebbe permesso: egli non avrebbe fatto l'errore di Graziani di attaccare a fondo senza riserve, rifornimenti e, soprattutto, senza aerei sufficienti. Wawell lo ha battuto per l'aviazione. C'è poi un mistero, nel collasso fisico e morale di Graziani, che non mi spiego. Gli italiani lo criticano vivacemente e dicono che aveva paura e aveva perso la testa. E' difficile dare un giudizio sull'episodio: i contemporanei sono i peggiori critici. In guerra, buona parte del successo è dovuta alla fortuna e alla decisione ed i casi si ripetono spesso, con sintomatica analogia. Non bisogna affrettarsi a criticare. Il nostro grande Federico, diceva: "Chi legge la storia con riflessione, troverà che quasi sempre si ripetono le medesime scene, per le quali basta mutare il nome degli attori":

17 MARZO - DIARIO (Rommel) - Gli inglesi sono sempre forti il doppio di noi, ma noi abbiamo in mano le posizioni migliori. Essi devono solo venire avanti e rompervisi i denti.

Il 1° aprile le truppe dell'Asse occupano Marsa Brega, il 2 raggiungono e conquistano Agedabia e Zuetina.

3 APRILE  1941 - DIARIO (Rommel) - Dal 31 marzo attacchiamo con notevole successo. A Tripoli devono accorgersene, ed anche a Roma e probabilmente, finanche a Berlino. Ho osato varie avanzate, malgrado le direttive opposte, perchè l'occasione era propizia. Esse daranno in seguito i loro frutti. Nessun altro avrebbe agito come me, al mio posto.

4 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "Ieri è stato un gran giorno. Ho ricevuto un messaggio del Fuhrer in cui egli si congratula con me per gli insperati successi e mi dà nuovi ordini per l'ulteriore avanzata, che concordano pienamente con le mie prospettive".

Il 4 aprile, le truppe tedesche hanno occupato Bengasi, in 5 colonne miste sfrecciano nel sud bengasiono, attraversando il Gebel e occupano Schelei-dima, Msus, Ben Gania e Tocra. Il 7 vengono liberate Barco e Derna.

8 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "Non sono sicuro se la data è esatta. Noi siamo da giorni nel cuore del deserto ed abbiamo perduto ogni cognizione del tempo e dello spazio. Come tu potrai vedere dai bollettini del Comando supremo, la battaglia si sviluppa a nostro favore. Oggi è di nuovo una giornata infernale; dopo aver marciato per trecento chilometri fra sabbia e rocce, il grosso delle nostre truppe può ancora attaccare. Io sono decollato in aereo dalle nostre posizioni più avanzate ed ho trovato le avanguardie nel deserto. Puoi appena immaginare la nostra gioia. E' in preparazione una moderna battaglia di Canne".

Rommel è tutto dedicato alle cure della guerra. Delega un suo segretario a comunicare sue notizie alla famiglia.

11 APRILE 1941 - (DIARIO - Aiutante) "Il generale mi incarica stamane di scriverle, perché egli è dovuto andare di buon mattino sulla linea del fronte. Oggi combattiamo per la presa di Tobruk. Gli inglesi sono costantemente in ritirata e le nostre truppe li inseguono senza sosta. Come nell'Europa sud-occidentale, anche in Africa le nostre armate raccolgono successi, sotto la guida del Generale. Gli inglesi vanno incontro alla disfatta". (F.to caporale Herbert Gunther)

In effetti, le forze dell'Asse attaccano il 12 Tobruk ma la piazzaforte, efficacemente munita, oppose una accanita resistenza.

14 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "La battaglia per Tobruk finirà oggi, presumibilmente. Gli inglesi hanno duramente combattuto ed avevano moltissime artiglierie a disposizione. Ciò malgrado li piegheremo"

16 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "La battaglia di Tobruk diminuisce di intensità. Il nemico si imbarca. Noi ci prepariamo ad investire la piazzaforte fra qualche giorno. Questa sì che sarà una vittoria! Comunque abbiamo ottenuto un successo con forze irrisorie"

Ma le previsioni di Rommel subiscono una battuta d'arresto

17 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "Abbiamo un duro lavoro. Gli inglesi tengono saldamente Tobruk e si sono piazzati molto bene. Non possiamo fidarci completamente dei nostri alleati in combattimento...." (s'interrompe)

Lo sbarco inglese a Bardia, il 20 aprile, viene contenuto. Un rapporto a Roma ed a Berlino viene inviato da Rommel. Un altro rapporto riservato viene inviato a Canaris, sui "commandos" inglesi:

"...I Raids dei Commandos inglesi hanno azione e compiti di disturbo. Non sono in realtà efficaci, se non contro reparti esigui e isolati. In genere servono a tenere deste le sentinelle di notte. Essi furono intensificati in concomitanza con il fallito tentativo di ieri (Bardia). Si tratta di camionette leggere, con buoni motori, pingui rifornimenti, radio ed armi portatili. Fra le armi recano bombe a mano, mitra, razzi, pugnali, ordigni esplosivi. E' sintomatico che fra gli ordini scritti rilasciati ai Commandos, ordini caduti in nostre mani, vi è quello di uccidere i prigionieri dei reparti isolati, tutti, per non destare allarme ed evitare di nutrirli. Il testo dice di ucciderli preferibilmente "con pugnale, per evitare spreco di munizioni e rumori". E' un fatto questo da far conoscere al mondo ed all'opinione pubblica. E pensare che noi, specialmente gli italiani, trattiamo i prigionieri inglesi con i guanti gialli. Le truppe, sia dell'Afrika Korps che delle divisioni italiane, hanno talora diviso la boraccia d'acqua con i prigionieri australiani e sudafricani."

21 APRILE 1941 - DIARIO (Rommel) - "Le ultime tre settimane sono state infernali, ma speriamo che il nostro attacco contro Tobruk, fra breve, sia coronato da successo. Le forze ora si equivalgono."

Il 29 aprile Rommel manda un rapporto a Berlino, riservato per Hitler. Il rapporto fa la storia delle ultime settimane di guerra in Libia e si lamenta della "disorganizzazione dei Comandi Italiani":
Scrive il contenuto sul diario, e riportano un severo ordine del giorno, diramato ai tedeschi e italiani, con minacce di sanzioni. "Gli italiani sono furiosi contro di me. Ma io preferisco dire la verità anche se dura e spiacevole, piuttosto che subire i deleteri effetti della debolezza sul campo di battaglia...Il fronte Libico è di estrema importanza per la condotta futura della guerra. Mi lamento per l'incomprensione del Comando tedesco di Roma, insabbiatosi sulle rive del Tevere e soffocato dall'atmosfera debilitante della insidiosa primavera romana" 

In maggio gli inglesi fanno sporadiche controffensive parziali. Grecia e Jugoslavia sono ormai occupate dalle forze dell'Asse. Nell'ultima decade del mese i tedeschi occupano Creta. L'insurrezione dell'Iraq, che ha portato al governo Rassid el Galiani, amico dell'Asse, viene soffocata dagli inglesi che il 1° giugno entrano a Bagdad. La situazione in Libia è in certo modo stazionaria. Gli inglesi sentono però la minaccia dell'Asse in Africa del nord e temono per l'Egitto. Churchill ai Comuni, il 7 maggio, pronuncia gravi parole: "Noi inglesi abbiamo la ferma intenzione di difendere fino all'estremo i nostri posti avanzati di Creta e Tobruk, senza pensare ad una ritirata. E' nostra intenzione di combattere con tutte le nostre truppe per la Valle del Nilo e per il nostro predominio sul Mediterraneo".
Il 15 giugno, gli inglesi tentano di liberare Tobruk, con una grande offensiva di forze corazzate, su di un fronte di 50 chilometri, fra Sollum e Sidi Omar. La controffensiva di Rommel arresta l'attacco nemico, minaccia il fianco dello schieramento inglese, costringe l'avversario a rinunciare agli obiettivi.
Rommel invia un rapporto personale a Hilter il 19 LUGLIO, in aereo a mezzo del tenente Moser. La copia di detto rapporto è andata smarrita, ma il generale Rommel ha come al solito appuntato i termini della sua relazione a tergo del messaggio di risposta di Hitler.

DIARIO (Rommel) - "L'offensiva inglese, secondo le nostre informazioni, era diretta a liberare Tobruk; non ritengo che essa avesse scopi più vasti. E' indispensabile che una nostra offensiva venga preparata con un certo tempo a disposizione a curata nei minimi particolari. L'Afrika Korps si è comportato benissimo, ma le riserve, le scorte e le armi devono essere messe a punto. L'esperienza ha insegnato che la guerra nel deserto comporta, per avre successo, una estrema mobilità, ma soprattutto la dovizia e la sicurezza dei rifornimenti. I calcoli fatti ci fanno ritenere che gli inglesi fanno la guerra da "rentiers": le proporzioni dei mezzi, e soprattutto dei viveri a disposizione, sono nei nostri confronti, da 1 a 7, e da 1 a 14 nei confronti degli italiani. E' indispensabile avere la completa superiorità aerea. L'aviazione tedesca è insufficiente, non solo per il controllo del Mediterraneo centrale, ma per la sola cooperazione con l'A.K. sul terreno africano. L'aviazione italiana è scarsa, scadente e vecchia. I servizi sono insufficienti e la cooperazione è un mito, anche se i piloti italiani fanno miracoli. E' indispensabile che Kesselring ponga a revisione i suoi criteri d'impiego del corpo aereo, per cui è necessario anzi vitale, che io abbia una autonomia in materia di impiego degli aerei. D'altra parte mi convinco sempre più che non esiste affiatamento e coordinamento non solo fra il Corpo Aereo Tedesco del Mediterraneo e gli italiani, a Roma, ma neppure fra l'Alto Comando Tedesco, il Supermarina e il Superaereo italiani. Del resto da varie fonti tedesche degne di fede, nonchè dal tenente M. che era sul posto, a bordo cioè della nave Ammiraglia italiana, ho avuto conferma che le ragioni della disfatta della Flotta italiana a Capo Matapan, nel marzo scorso, vanno attribuite esclusivamente a questi tre fattori: a) assenza assoluta dell'aviazione dell'Asse (sia per scorta che per ricognizione); b) mancanza di collegamenti fra il Supermarina, il Superaereo e l'aviazione germanica che, anch'essa, malgrado quanto dice K. non è intervenuta; c) dominio del cielo da parte dell'aviazione inglese. Se l'aviazione dell'Asse fosse intervenuta, non solo la Marina italiana non avrebbe avuto le gravissime perdite che ha avuto ma lo scontro - i cui riflessi politici stati deleteri nel levante e Medio Oriente - avrebbe potuto risollevarsi con la disfatta del nemico, perché i marinai italiani si sono comportati veramente bene e gli Ammiragli Jachino e Sansonetti sono stati Comandanti all'altezza del loro compito. Del resto von F. mi ha fatto pervenire notizie dal Cairo attraverso il deserto, previo appuntamento radio, confermano fra l'altro, non solo in merito alla battaglia navale su riferita, che gli inglesi contano soprattutto sulla supremazia aerea. Ora è indiscusso che occorre avere nel Mediterraneo una fortissima aviazione a sostegno a dell'offensiva contro l'Egitto.
Ritengo il problema di Malta tale da dover essere risolto subito come fu per Creta. In ogni caso è necessario, per i rifornimenti attraverso il Canale di Sicilia, che i convogli siano assolutamente indisturbati. La Marina italiana ha intensificato in questi ultimi mesi il sistema delle scorte, ma occorre aumentare il potenziale aereo. Sono d'avviso che, anche se è possibile soprassedere ad ogni azione per la Corsica, l'azione per Tunisi e Bizerta è condizione indispensabile per l'esito dell'avanzata dell'A.K. verso la Valle del Nilo. Tutta la situazione del Nord Africa è fluida e infida.

"Le mie informazioni e quelle di Canaris concordano, così come quelle degli itliani, nello stimare possibile un gesto di dissidenza da parte del Nord Africa francese che avrebbe enormi ripercussioni negative sulla situazione strategica generale e particolare del Mediterraneo, disponendo delle base essenziali del nemico, irrigidendo ancor più la Spagna e facendo crollare la già effimera resistenza francese in Siria.
"Mi permetto perciò di suggerire al Comando Supremo di prendere in considerazione, per la prossima offensiva che, ripeto, non potrà farsi prima dell'autunno, una doppia manovra verso est e verso ovest, con l'occupazione di Tunisi e Bizerta, nonché, se opportuno, dell'Algeria. Gli Arabi sono ancora passibili di essere influenzati verso l'Asse sia in Algeria che in Egitto. Raeder dovrebbe esaminare la possibilità, già studiata dall'Ammiraglio Canaris, di poter liberare, a mezzo delle nostre navi corsare e con l'aiuto giapponese, il Capo del Riff, Abd ed Krim, che si trova relegato alle isole Seychelles. Egli potrebbe rappresentare una forte carta nel nostro giuoco anche perché, sia per ragioni politiche che confessionali, il prestigio del Gran Muftì non si estende fino al Marocco: ciò metterebbe un freno al dissentismo francese in Algeria e potrebbe anche servire per premere sulla Spagna. Per di più, aumenterebbe enormemente il nostro prestigio fra gli arabi, sia dell'Egitto che del Medio Oriente. Nel caso la resistenza francese per  Tunisi, si dovrebbe studiare la formalità simbolica di una presa di possesso tedesca per evitare reazioni della suscettibilità francese nei confronti degli italiani. Un colpo di stato del Bey di Tunisi, che gode largo credito, potrebbe essere preso in esame: io ho avuto indiretti proficui contatti con il suo ambiente.

"I rapporti con gli italiani sono buoni: i soldati italiani sono ottimi, pazienti, resistenti, coraggiosi, ma mal comandati e peggio armati. Comunque occorre che il Comando Supremo italiano dia il suo contributo all'offensiva, specialmente con bersaglieri.
"E' Necessario che il massimo segreto sia mantenuto sulla preparazione dell'offensiva: ho fondati motivi di ritenere che in Italia è illusione il supporre di mantenere il riserbo sui propositi più confidenziali: Comandanti e Capi parlano e chiacchierano e non conoscono riservatezza. Roma è una specie di Shangai, un bazar levantino in cui le informazioni si scambiano, si vendono, si barattano, si regalano, si inventano. D. mi ha comunicato in 24 ore, pettegolezzi banali che riguardano, fatti in Africa e riferiti, dopo poche ore, sulle rive del Tevere: del resto gli inglesi sono informatissimi, al minuto delle partenze dei convogli dai porti italiani. Si deve alla machiavellica manovra degli ammiragli e dei Comandanti delle scorte -ormai duramente provati dall'esperienza- se le perdite non sono maggiori; infatti mi riferiscono che i comandanti italiani contravvengono regolarmente agli ordini di operazioni che vengono loro comunicati, sicuri come sono di trovare subito sulla rotta stessa, appuntamenti con sommergibili ed aerei inglesi"

Il 22 GIUGNO rientra il tenente Moser con un messaggio del Fuhrer. Hitler assicura di aver preso nota del rapporto. Elogia l'A.K.. Dice che ha già studiato con il Comando Supremo i piani per l'offensiva contro l'Egitto. E perplesso per Tunisi, ma ritiene preferibile procedere all'occupazione. Kesselring e Student studieranno un piano per Malta con gli italiani. Le preoccupazioni per l'Africa del Nord sono giustificate. Hitler annunzia di aver scritto al signor Mussolini per l'offensiva, raccomandando il massimo segreto. Va bene per l'autunno. Canaris studierà la faccenda di Abd el Krim.
Ma nessun accenno né a Rommel né a Mussolini dell'INVASIONE DELLA RUSSIA che avviene proprio il giorno 22.

Rommel lo stesso giorno 22 scrive la seguente lettera all'amico Enno. E' ancora fiducioso degli aiuti e nulla sa cosa sta succedendo a est.

22 GIUGNO 1941 -
DIARIO (Rommel) - LETTERA A ENNO - "Ho fiducia nel destino dell'Afrika Korps. Se le forze mi aiuteranno, riuscirò a ributtare gli inglesi fino a Canale. Qui la guerra è del tutto diversa da come voi potete immaginarla: le esperienze della Polonia e della Francia non reggono. Gli inglesi sono molto ricchi di mezzi, ma prudenti: io spero di dare una grossa delusione ad almeno uno dei tre Cunningham. Il nuovo Comandante italiano, Generale Bastico, è persona seria e ritengo che mi darà un valido aiuto. Ammon non è ritornato da Alessandria, ma ho avuto la sorpresa di avere notizie di von F. da Kartum, ove lavora benissimo, attraverso il Lago Ciad e il deserto libico; ho avuto queste notizie per mezzo di una romanzesca impresa di un coraggioso ufficiale italiano di Napoli, degna dei libri di Karl May! Non ho visto Zech. Saluti a Frieda".

La situazione in Libia è statica; Rommel si preoccupa di avere forze a disposizione per l'offensiva autunnale e perchè - annota- "le informazioni dalla Valle del Nilo danno per certe intenzioni aggressive nemiche". Intanto la resistenza ha Tobruk non accenna a cedere"  (agosto 1941).
In Russia (ora sa tutto dell'attacco e anche delle difficoltà) le battaglie assumono proporzioni gigantesche  per cui gli altri fronti rimangono nell'ombra. Il ruolo di Rommel è di terz'ordine e ciò umilia il suo orgoglio:
"Momentaneamente - scrive - siamo i parenti poveri".

La crisi dei trasporti, quindi i rifornimenti collegati a essi- rende nervoso Rommel: egli manda rapporti a Roma, a Berlino, al Comando Supremo. Critica Cavallero che preme per avere un successo comunque in Libia: 
"Ritengo che Cavallero influisca negativamente sul signor Mussolini". 

Un telegramma cifrato a Mussolini a Roma in data 8 OTTOBRE 1941 minaccia la perdita della Libia se non si curano i convogli ed i rifornimenti. In settembre, le perdite in mare sono state del 35 per cento di materiali e del 55 per cento di uomini. In un rapporto a Berlino insiste perché Kesserlring che dovrebbe venire in Italia come Comandante in Capo delle forze Mediterranei, studi i piani per Malta e Biserta....", Inoltre aggiunge   "Mettete in guardia il Comando Supremo, contro la leggerezza del Generale italiano Pricolo". (Novembre 1941)

A metà novembre, Rommel ha un colloquio con il Capitano di fregata L. venuto da Bordeaux, passando per Roma. Un appunto sul Diario a firma R.G. riporta i punti salienti:
DIARIO (Rommel) - "Morale pessimo in Italia. Lo scacco navale in Mediterraneo ha influenzato malamente l'opinione pubblica che non crede più ai bollettini. Comunicate ad L. le informazioni su Alessandria ed il suo porto. L'aviazione italiana dà segni di ripresa, specie con le azioni in Mediterraneo Orientale, che agiscono sull'opinione pubblica egiziana. Discusso il problema delle motozattere per azioni sulla costa e rifornimenti"

19 NOVEMBRE 1941 - DIARIO (Rommel)-  "Gli inglesi passano all'offensiva in Libia, su di un immenso fronte di 150 km, facendo perno su Sollun. L'attacco britannico ha vaste mire" (Rommel, più tardi, Natale 1942, conserverà dei brani del discorso di Churchill fatto ai Comuni, alla vigilia dell'offensiva: "La imminente battaglia di Cirenaica è stata elaborata e preparata a lungo e con ogni cura. Abbiamo aspettato cinque mesi perché il nostro esercito potesse essere ben equipaggiato con tutti quegli armamenti che hanno fatto la loro esperienza in questa guerra. Tutti i soldati dei reparti britannici e dell'impero combatteranno con la massima decisione anche perché si rendono conto del peso che una vittoria britannica in Libia avrà sul corso della Guerra. Si ha di mira la distruzione delle forze armate nemiche").

Rommel annota anche un proclama alle truppe imperiali inglesi dell'Egitto di qualche giorno prima dell'offensiva (17 novembre): "L'Armata del Deserto saprà scrivere negli annali della Storia una pagina pari a quelle di Blenheim e di Waterloo". Rommel lo commenta di suo pugno con una citazione in inglese di Carlyle: "Ofd all the Nations of the World; at present, the English are the stupidest in speech, the wisest in action"

La battaglia infuria in Marmarica. Malgrado l'aggressività in mezzi e gli sforzi inglesi, questi non riescono a sfondare, subendo fortissime perdite in morti, feriti e prigionieri. La battaglia dopo 11 giorni, lascia in definitiva le posizioni quo ante, pur avendo logorato le armate incontrate. Rommel riprende fiato e può scrivere lettere e rapporti.

9 DICEMBRE 1941 - DIARIO (Rommel) - "Poiché i reparti hanno solo scarso valore combattivo e le truppe tedesche sono molto indebolite, così ho dovuto sospendere la battaglia di Tobruk. Speriamo si riesca di evitare l'accerchiamento e di tenere la Cirenaica. Gli italiani combattono male, i rinforzi non sono arrivati. Ci restano a disposizione solo poche munizioni e poca benzina. Le operazioni aeree non sono più possibili. La situazione non è mai stata così poco sicura"
.
La seconda fase della battaglia per la Marmarica s'inizia sotto cattivi auspici per le Forze dell'Asse a causa della gravissima mancanza di rinforzi e di rifornimenti. Gli italo-tedeschi ripiegano su Ain e Gazala e poi su Agedabia; il 19 dicembre perdono Derna, il 20 il villaggio Berta, il 25 Bengasi.

 
DIARIO (Rommel) - Rapporto di Rommel a Berlino: (riportato sul Diario)
"E' necessario che il Ministero della Propaganda sia più prudente e meno affrettato nel diramare notizie sulla Libia. Le delusioni tornano poi a nostro danno e demoralizzano i soldati".
Altro rapporto inviato a R., a Roma senza data ma presumibilmente 20 dicembre:
"Insisto perché giungano rinforzi e soprattutto benzina: Invito a fare pressioni "sia pure agendo su Mussolini soltanto (soltanto è sottolineato e potrebbe significare: all'insaputa di Berlino) affinchè Tunisi e Biserta vengano occupate anche a costo di un colpo di testa".

Un telecifrato, in pari data (il 20), a Berlino, oltre i rifornimento per aereo sollecita l'azione su Malta.

Unterhofer si reca in aereo a Roma con una lunga lettera per von Rintelen "aprire da solo". 

Data: 12 DICEMBRE 1941 - DIARIO - Rommel si giustifica contro rilievi romani circa il trattamento da lui fatto agli italiani, e circa lamentele Generale Gambara. Rommel dà la colpa al generale Cavallero, che per far dispetto a Gambara, crea equivoci e pettegolezzi. Afferma che egli se ne infischia di onori e ricompense; "La casa brucia e la vanità non spegne le fiamme; io sono qui per fare la guerra e gli interessi del Reich e per seguire gli ordini del Fuhrer. Il resto per me non conta: fesserie".

16 DICEMBRE 1941 -
DIARIO (Rommel) - Altro telegramma a Roma e Berlino. Rommel critica gli ordini di rinchiudersi a Bengasi ("faremmo i topi in trappola") e di tenere la linea della Sirte: "Se sarà necessario io mi trincererò con l'A. K. Lei sa, non sono affatto ben disposti verso di noi. Si cerca di riversare le responsabilità della situazione libica sull' A.Korps.  In effetti, qui al Comando Supremo italiano temono che il signor Mussolini faccia piazza pulita e perciò ritorcono contro di noi i loro errori. K., a mio avviso non si impegna troppo nel senso che Lei sa. R. è più deciso ed è riuscito a far insistere con Berlino dal signor M. Domani le invierò in aereo la relazione con i dati e la copia del telegramma del 13 novembre che ho ritrovato all'ufficio cifra. Con osservanza e auguri per il nuovo anno". St.

In una lettera a Goebbels con gli auguri del nuovo anno, Rommel si lamenta che la stampa Reich non si interessa eccessivamente dell'A .K. Si notano due tre frasi pessimistiche.

30 DICEMBRE 1941 -
DIARIO (Rommel) - Un telegramma cifrato del Comando Supremo della Wermacht, in data  segnala la possibilità di una nuova avanzata inglese. Allegato al messaggio uno specchio dell'Ufficio informazioni dell'A.Korps per il generale Rommel, in data 31 DICEMBRE in cui vengono sintetizzate le informazioni dell'esercito italiano (SIM), della Marina italiana (SIS), degli informatori arabi, dell'Ufficio intercettazioni radio. Da tutte queste sorgenti, risultano in corso vasti movimenti di mezzi e rifornimenti dall'Egitto, e nuova preparazione aerea del nemico.
Le previsioni britanniche sono orgogliose: al Cairo e a Londra, si pensa di buttare fuori gli italo-tedeschi dall'Africa prima del 31 gennaio. I telegrammi cifrati, intercettati e decifrati di auguri per il capodanno fra i tre Cunningham parlano di prossima vittoria comune. Scambi di messaggi fra il British Naval Senior Officer di Suda, il Navy H.Q. ed il Fleet Air Arm di Alessandria indicano una intensificazione del pattugliamento navale di Sicilia e nel Mediterraneo Centrale (30-31 Dicembre).

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