SCHEDE BIOGRAFICHE
PERSONAGGI
CHARLES WORTH

Il primo stilista

di Giovanna Giannini


L'immagine sopra è ripresa dal "Giornale per le Signore" settimanale "Il Monitore della Moda", pubblicato in Italia dall'editore F. Garbini; l'unico giornale di mode che -come a Parigi- usciva in Italia con "inserito il figurino" (modello). Quello sopra è del 17 agosto 1896, l'anno successivo alla morte di Charles Worth.

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Charles Worth, era un individuo piccolo, asciutto, nervoso, quasi sempre vestito di nero, ma elegante e per molti aspetti l'epitome dell'affascinante uomo degli atelier. Gli bastava far sfilare per pochi secondi le proprie clienti per realizzare abiti appropriati alle loro caratteristiche fisiche. Non erano loro a scegliere stoffe e colori ma lui. Accettava malvolentieri clienti che non gli erano stati precedentemente presentati.

Fu lui ad inventare l’alta moda, perché se nelle epoche precedenti il disegnatore di moda era un personaggio abituato a lavorare nell’ombra delle sue clienti, umile e anonimo, costretto a recarsi personalmente nelle abitazioni delle donne che richiedevano suoi lavori, con Worth invece sono le signore a muoversi dalle loro case per andare nella sua bottega e attendere pazientemente il loro turno.

Era un vero e proprio artista, non lavorava su commissione di clienti illustri cui assecondare i capricci, ma presentava dei modelli frutto solo ed esclusivamente del suo genio e della sua fantasia.

CHARLES FREDDERICK WORTH nasce a Boume in Inghilterra nel 1825. Iniziò a lavorare come commesso a 12 anni in grandi empori londinesi, prima da Swan & Edgar a Piccadilly e poi da Lewis & Allemby, specializzati nella commercializzazione di stoffe, tappezzerie e sete. Giovane affascinante e ambizioso, a vent’anni -già uomo di inconsueta energia e spirito di iniziativa- raccolti i pochi risparmi decide di trasferirsi a Parigi, la capitale della moda. Qui venne assunto come commesso nel celebre "magasin de nouveautès" Gagelin e Opigez che vendeva scialli e altri oggetti di moda al 93 di rue de Richelieu. Dopo pochi mesi aveva sposato una collega commessa, Marie Vernet, anche lei molto bella. Worth parlava con le clienti mentre drappeggiava elegantemente gli scialli della casa attorno alle spalle di Marie. E proprio per l'affascinante moglie cominciò a disegnare dei vestiti che Gagelin e Opigez erano felicissimi di vendere.
Marie Vernet ha dunque il diritto di essere considerata la prima mannequin della storia.

Dopo 5 anni, riuscì ad aprire un reparto di sartoria divenendone successivamente responsabile.

Nel 1853, anno delle nozze tra Napoleone III ed Eugenia di Montijo, la maison Gagelin fu incaricata di fornire il corredo all’Imperatrice e questo la portò a raggiungere una fama internazionale e a partecipare alle Esposizioni Universali di Londra e Parigi. Proprio a Parigi Worth ebbe l’occasione di esporre una sua creazione originale: un manto di corte ispirato a modelli dell’antichità classica.

Nel 1857 decise di lasciare Gagelin per avviare una propria attività. In questa nuova avventura fu accompagnato da un amico di origine svedese, Otto Bobergh. La loro bottega si trovava in un’anonima strada parigina che però grazie a Worth diverrà la più celebre della capitale.

Gli inizi non furono facili, lavoravano per lui solo 20 operaie ma poteva contare sulla preziosa collaborazione della bella moglie. Presto però giunse un importante commissione da parte della principessa Pauline de Metternich, moglie dell’ambasciatore prussiano alla corte di Francia. Worth riuscì a conquistare con i suoi abiti la principessa che non tardò a presentarlo all’Imperatrice Eugenia.

Nel 1859 divenne il sarto ufficiale di corte, specializzandosi soprattutto nella realizzazione di abiti da sera e da ballo. Fu sicuramente tra i primi a capire la necessità di ridurre l’ampiezza degli abiti femminili applicando il cosiddetto pouf. Il pouf consisteva nel drappeggiare e imbottire la parte posteriore degli abiti e nell’appiattire invece il davanti, che risultava così meno ingombrante. Sarà sempre Worth ad inventare l’abito princesse, realizzato per la prima volta per l’Imperatrice Eugenia. Questo vestito si presentava come una veste sciolta e comoda, cucita senza tagli in vita, diversa dai consueti abiti femminili del tempo composti da gonna e corsetto staccati.

Attraverso l’utilizzo di stoffe sontuose e lavorazioni esclusive contribuì a rilanciare le seterie di Lione, spingendo i produttori tessili a elaborare disegni e modelli sempre diversi e di grande attualità. Sciolta la società con Bobergh, fece entrare nella sua impresa i due figli Jean Philippe e Gaston, portando così al consolidamento e all’espansione della sartoria. Divenne fornitore delle corti di Francia, Austria, Svezia, Italia, Spagna e Russia ma anche della nuova borghesia industriale, della politica e del mondo dello spettacolo.

Worth fu il detentore indiscusso del gusto e dell’eleganza della seconda metà dell’800. Sarà il primo ad introdurre concezioni commerciali e sartoriali innovative. A lui il merito di aver diviso la moda in stagioni e di aver pensato fornire cartamodelli delle sue creazioni sul mercato internazionale, preferendo diffondere personalmente le proprie idee piuttosto che cedere alle imitazioni. La figura del sarto ne uscì notevolmente cambiata, con Worth divenne il padrone della moda, che d’ora in poi non terrà più conto dei capricci o della struttura fisica del cliente, ma solo delle leggi di alternanza che ella stessa decreta.

Nasce l’alta moda come professione e creazione autonoma distinta dalla semplice confezione sartoriale, un settore speciale riservato a poche elette, a signore benestanti che desiderano abiti esclusivi.

Charles Worth morirà a Parigi nel 1895 lasciando in eredità ai figli il proprio impero che dopo un primo periodo di successi, faticheranno a portarlo avanti, perché la concorrenza si era nel frattempo irrobustita.
Nel 1953 la maison venne assorbita da Paquin.

Giovanna Giannini


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