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CRONOLOGIA

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GRECIA - L' antica - 2100 a.C.

ANTICA DESCRIZIONE GEOGRAFICA

UNA RAPIDA PANORAMICA FINO A QUANDO LA GRECIA FU RIDOTTA
A PROVINCIA ROMANA DA AUGUSTO CESARE NEL 30 a. C.
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L'antica Grecia comprendeva quella regione che al presente costituisce la parte meridionale dell'Europa. Terminava verso l'Oriente con il Mare Egeo, ora chiamato Arcipelago; verso il Mezzogiorno dal mare Cretense; verso l'Occidente dal Mare Jonio, o Golfo Adriatico; e verso il Nord dall'Illiria e dalla Tracia. La sua lunghezza dal Nord al Sud era di circa 350 miglia, e la larghezza media poteva esser calcolata circa 250 miglia.
Era posta quasi nel mezzo della Zona temperata settentrionale, e, come scriveva lo storico William Robertson (Storia dell'Antica Grecia, 3 volumi, anno 1822):
(e da questa accurata "storia" traggo i successivi capitoli)

"ůzona che sembra essere stata in modo particolare scelta dal Cielo, come la scena sopra di cui l'uman genere spiegar doveva nella più alta perfezione tutte le superiori facoltà, che lo distinguono così altamente sopra gli altri animali della terra; e non v'è dubbio, queste umane genti portarono al più elevato punto di perfezione quasi tutte le scienze: nella Politica, nelle arti liberali, nella Filosofia, nella Poesia, nell'Eloquenza, e ogni altro prodotto creato dall'ingegno umano".
"Chiunque aspira a superiori distinzioni, o come filosofo, o come uomo intelligente in una qualità militare o politica, non può per altri mezzi più realmente compiere il suo proponimento che con un accurato studio degli autori Greci, con un attenta lettura della loro storia, e con una giudiziosa applicazione delle massime ivi dichiarate ed inculcate".
"Inoltre, la "Storia dell'Antica Grecia" ci presenta forse più che quella di ogni altra nazione la più vivace pittura dei vantaggi e degli svantaggi prodotti da ciascuno dei vari sistemi di governo che hanno prevalso nel mondo, cioè monarchia, aristocrazia, dittatura e democrazia, con tutte le differenti forme e modificazioni che la politica del genere umano le ha poi divisate".
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La Grecia Antica può essere propriamente distinta in sei principali parti. Di queste la più settentrionale era la Macedonia; immediatamente da Mezzogiorno alla Macedonia giaceva la Tessaglia; l'Epiro si estendeva lungo le coste del Mare Jonio e ne formava la parte più Occidentale; l'Acaja, o Grecia propriamente detta, occupava lo spazio medio; e la parte più Meridionale era il Peloponneso, conosciuto al presente col nome di Morea, il quale, come costa dagli antichi nomi, formava una Penisola comunicante con l'Acaja per mezzo dell'Istmo Corinto, collo di terra largo circa sei miglia. Le Isole facevano la sesta parte.

Il clima della Grecia era eccellente in modo particolare. Esente del pari dal rigoroso freddo che affligge gli abitanti più vicini ai Poli, e dal soffocante caldo da cui sono oppressi quelli della Zona torrida, abbondava di ogni influenza propizia al genere umano. L'aria era pura, salubre, ed uniformemente temperata: corroborante senza esser fredda, e dolce senza cagionar languidezza.
Il suolo corrispondeva al clima e produceva con straordinaria pienezza non solamente tutto il necessario, ma ancora molte delle cose superflue della vita.
La dolcezza, la purità e la felice temperatura del clima bisogna senza alcuna questione, che avessero un efficace effetto sopra-coloro che vi erano nati ed educati. Infatti, nessun paese sopra la terra mai mostrò le umane sembianze adornate di tanta squisita bellezza, né l'umano spirito invigorito da sentimenti nel tempo stesso così giusti, così delicati e così vivaci.

Non può la storia di nessun popolo essere pienamente intesa, a meno che la Geografia del loro paese non sia conosciuta. Questa osservazione si applica alla storia presente più fortemente forse che a quella di alcun'altra nazione; poiché il territorio della Grecia essendo stato sminuzzato in molti separati stati, le dispute e le transazioni loro fra gli uni e gli altri, del pari che le loro varie militari spedizioni, formano, senza una particolare cognizione della Geografia del paese, una mole di inintelligibile confusione.
In un altro aspetto, similmente, la cognizione della Geografia dell'antica Grecia è di singolare utilità. Essa è, se possiamo usare tale espressione, la chiave dei Greci e dei Romani Poeti, le cui opere abbondano di continue allusioni ai fiumi, alle montagne dell'antica Grecia. Per queste ragioni noi poniamo qui sotto l'occhio del lettore una particolare, ma concisa descrizione di questo paese.

La Grecia, come sopra fu osservato, veniva distinta in sei principali province, cioè Macedonia, Tessaglia, Epiro, Acaja, o Grecia propriamente detta, Peloponneso, e le Isole.
I Romani distribuirono tutto il paese in due province; cioè la Macedonia e l'Acaja. La prima comprendeva la Macedonia, l'Epiro e la Tessaglia; l'ultima l'Acaja, il Peloponneso e le Isole. Nella nostra descrizione noi adotteremo la più antica divisione.

La Macedonia aveva per confine verso il Nord le montagne Scardiane, per mezzo delle quali essa era separata dall'Illiria e dalla Mesia, ed il fiume Strimone segnava il confine con la Tracia; dall'Oriente il Mare Egeo, o Arcipelago; dal Mezzogiorno la Tessaglia e l'Epiro; e dall'Occidente il Mare Jonio, o Golfo Adriatico.
Secondo Plinio la Grecia anticamente fu occupata da circa cento cinquanta Tribù.
I più considerevoli fiumi in Macedonia erano l'Aliacmone, l'Erigone, l'Assio, il Cabri, e lo Strimone, i quali tutti sboccavano nell'Arcipelago: il Paniaso, l'Apso, il Lao, che bagna l'Apollonia, e il Celidno sui confini dell'Epiro. Questi ultimi si buttano nel Golfo Adriatico.
La più nota montagna in Macedonia è l'Ato, la quale sporge nell'Arcipelago in forma di Penisola. Dicesi che Serse avesse ordinato di scavare attraverso questa montagna un passaggio per l'armata navale con cui invase la Grecia. Non vi è traccia di quest'opera, e forse il progetto era solo una sognata follia.

Le Città principali in Macedonia erano Dirrachio, anticamente Epidamno, città marittima sul Golfo Adriatico; Pella sul fiume Assio, famosa per essere il luogo ove Filippo e suo figlio Alessandro il Grande respirarono la prima aura di vita; Tessalonica dove Cicerone fu relegato per i raggiri del fazioso Clodio; Stagira sul fiume Strimone in vicinanza del Monte Ato, famosa per essere stata la patria del Principe del Filosofi, Aristotele, quindi chiamato lo Stagirita; Anfipoli anticamente posseduta da una Colonia Ateniese, e nota per le dispute che essa cagionò fra Filippo e gli Ateniesi.
Il distretto di Macedonia chiamato Pieria è celebre nell'antica Favola per essere stato il luogo di nascita delle Muse, quindi sovente denominate Pieridi.
La Tessaglia giace immediatamente al Mezzogiorno della Macedonia, ed al Settentrione dell'Acaja, avendo l'Arcipelago all'Oriente, e il Monte Pindo che la divide dall'Epiro verso l'Occidente. Essa fu anticamente famosa per la sua eccellente cavalleria.
Il Peneo è il principale fiume in Tessaglia. Esso scorre fra le Montagne Ossa ed Olimpo, e serpeggia lungamente in piacevoli giri in un paese leggiadramente sparso di boschetti e di prati, ciò che forma il principale ornamento della deliziosa valle di Tempe, descritta per fino con estasi dai Poeti i cui occhi erano abituati al cospetto di alcune delle più belle contrade del Mondo.

Le più celebri montagne di Tessaglia sono l'Olimpo, il Pelio e l'Ossa, così famose nella Favola per la guerra dei Giganti.
Fra la Tessaglia e la Focide al piè del Monte Eta, giace lo stretto delle Termopili, che è un passo largo circa novanta piedi, il quale formava in un certo modo la porta dei meridionali distretti di Grecia, ed è per questa ragione frequentemente ricordato nell'Istoria. Ma è particolarmente noto per
l'eroica resistenza qui fatta da Leonida e suoi Spartani, contro l'esercito Persiano.
La Tessaglia era più anticamente riguardata come un distretto della Macedonia, e si chiamava Emonia. Essa fu pure successivamente conosciuta per i nomi di Pelasgico, Ellade, Driopide, Argide, e Tessaglia, derivati dai nomi di differenti Re ai quali fu soggetta. Finalmente il nome di Tessaglia prevalse. Omero chiama gli abitanti di questo paese Mirmidoni, Elleni, Achei.
Essa si divideva fra le seguenti Tribù; i Tessali, gli Estioti, i Pelasgi, i Magnesi, e gli Ftioti.
Il distretto dei Tessali conteneva le Città di Ipata, Sostene, Cipera: quello degli Estioti le Città di Gonfi, Festo, Tricca, ed Etinio; quello dei Pelasgi Pitèo ed Atrace; quello dei Magnesi, Jolco, Erminio, Castanea, Melibea, e Metone, all'assedio della quale il Re Filippo perdette un occhio; quello delli Ftioti, Ftia dove nacque Achille, la Tessala Tebe, Echino, Larissa, Demetriade, dove i Re di Macedonia per qualche tempo stabilirono la loro corte, e dove negli ultimi tempi gli Etolj tennero le loro pubbliche assemblee; e finalmente Pegasa, dove fa costruita Argo, la famosa nave con cui Giasone ed i suoi seguaci sciolsero le vele in cerca del Vello d'oro.
L'Epiro era separato dalla Macedonia per mezzo del fiume Celidno e del Monte Pindo; dall'Acaja per mezzo del fiume Acheloo.
Le Montagne Acroceraunia e Pindo sono le più note in Epiro. L'ultima è composta di una vasta giogaia di monti, la quale separa, come sopra osservammo, l'Epiro dalla Macedonia e dalla Tessaglia, e si estende dalle Moutagne Acroceraune al Monte Eta: quest'ultimo può esser considerato come il termine del Monte Pindo.

Acheronte e Cocito erano i più considerevoli fiumi in Epiro. Da questi fiumi e dall'adiacente paese, secondo Pausania, Omero formò la sua descrizione delle infernali Regioni.
L'Epiro conteneva le seguenti Città: Dodona nel distretto dei Molossi, famosa per il Tempio e per l'Oracolo di Giove Dodoneo, le cui risposte dicevasi che fossero tramandate nel bosco vicino da neri piccioni. Una ridicola impostura per la credulona curiosità del genere umano! Quest'oracolo si conosceva ai giorni di Omero e di Esiodo, e secondo Strabone cessò nel suo tempo.
Butroto nel distretto dei Tesproti, dove il Re Pirro tenne la sua corte.
Nelle vicinanze di questa Città, Cicerone aveva dei vasti possedimenti, ove egli qualche volta risiedeva.
Ambracia presso la Baja dallo stesso questo nome, reale residenza degli Eacidi. Azio, presso il cui promontorio, ora chiamato il Capo Figalo, avvenne l'importante battaglia navale fra Ottavio Cesare e Marcantonio, la quale decise il fato dell'Impero Romano in favore del primo. Nicopoli in faccia ad Azio, sull'altro lato della baja, edificata da Ottavio Cesare in memoria, e che porta il nome della vittoria omonima.

L'Acaja, o Grecia propriamente detta, era terminata verso il Nord dalle Montagne Eta ed Otride, che la separavano dalla Tessaglia; verso l'Occidente dal fiume Acheloo che la divideva dall'Epiro; verso l'Oriente dal Mare Egeo o Arcipelago; e verso il Mezzogiorno dall'Istmo Corinto, collo di terra lungo circa sei miglia, terminato dalla Baja di Corimo altra volta chiarnato Lepanto, verso l'Occidente, e dalla Baja Saronica o Baja di Egina verso l'Oriente.
Le più note montagne dell'Acaja erano: Callidromo, sui confini verso la Tessaglia, che sporge sopra il passo delle Termopili. Su questa montagna il traditore Efialte condusse un distaccamento dell'esercito di Serse, mentre il passo era eroicamente difeso contro il corpo principale delle forze del Tiranno da un pugno di bravi Greci comandati dal valoroso Leonida.
Eta, dove Ercole si abbruciò. Otride, i1 paese dei Lapiti. Parnasso ed Elicona nel distretto di Focide: la prima terminava in due punte; l'una chiamata Nissa consacrata ad Apollo; l'altra chiamata Cirra consacrata a Bacco. Questa montagna sovrasta Delfo, e nella Favola si reputava la residenza delle Muse. Elicona posta nelle vicinanze di Parnasso, era similmente, secondo i Poeti, moltissimo frequentata dalle Muse. Sopra queste montagne, e nel boschetto delle Muse erano le celebri fontane Ippocrene ed Aganippe. Qui si vedeva la tomba di Orfeo, presso la quale secondo gli antichi mitologisti l'usignuolo si dilettava nel fabbricare il suo nido. Sopra il pendio del Monte Elicona erano le Città di espia, Nissa ed Ascra, dove nacque Esiodo: Citerone in Beozia, consacrato a Bacco. Qui vi si celebravano certi misteriosi Baccanali. Imetto in Attica famoso per il suo soavissino mele, ed il bellissimo marmo particolarmente adattato per la statuaria.
Il Cefisso solo fiume di considerazione in Acaja si divideva in due rami; l'uno chiamato Asopo che separava il Territorio di Tebe Beozia da quello di Megara; l'altro detto Ismeno che scorre vicino a Tebe.
L'Acaja conteneva otto distretti; Etolia, Doride, Locride, Ozolea, Focide, Megaride, Attica, e Beozia.

Calcide, Oleno, e Calidone, erano le principali città di Etolia. Nelle vicinanze dell'ultima sorgeva la Foresta Calidonia famosa per la caccia del Cinghiale Calidonio, il quale fu ucciso da Meleagro.
Doride conteneva le Città di Bojo, Citimo, e Pindo.
Nella Locride Ozolia stava la Città di Nauhato, ora chiamata Lepanto, famosa nei tempi moderni per l'importante combattimento navale accaduto fra gli Spagnoli e i Veneziani da una parte, comandati da D. Giovanni d'Austria, ed i Turchi dall'altra, e furono questi ultimi a subire una tragica disfatta.
Nella Locride Epicnemidia erano le Città di Cneinide, Opo, e Tronio.
Le più notabili Città della Focide erano Anticira, Cirra, Pitia, e Delfo ai piedi del Monte Parnaso dove il Concilio degli Anfizioni teneva le sue deliberazioni, ma principalmente celebre per il Tempio ed Oracolo di Apollo.
La Megaride aveva le Città di Megara e di Eleusi. La prima dette il suo nome al paese, e fu la patria di Euclide il filosofo, così appassionato ammiratore del ragionare di Socrate, che con rischio della sua vita per motivo della guerra accesa fra gli Ateniesi ed i suoi concittadini, penetrò in Atene vestito da donna per ascoltare -lui- il più saggio dei Filosofi.
Eleusi era consacrata a Cerere, e famosa per la celebrazione di certi religiosi riti in onore di quella Dea, i più segreti e solenni fra la moltitudine delle sacre cerimonie osservate fra gl'idolatri pagani.
In Attica erano Atene e Maratona; Atene è la città più distinta di tutta l'antichità; un nome che in ogni petto animato dall'amore della letteratura e delle belle arti produce le più calde sensazioni di gratitudine, di amore, e di rispetto. Le più luminose produzioni del genio, i più profondi ed ingegnosi sforzi dell'umana mente si dispiegarono in questa terra. Essa era posta nel mezzo di una bellissima e vasta pianura circa quaranta miglia al Mezzogiorno di Tebe, e con la stessa distanza al Nord dall'Istmo di Corinto, composta di due grandi parti, cioè Cecropia ed Atene; la prima traeva il suo nome da Cecrope suo fondatore, ed era fabbricata sopra un'eminenza nella più elevata parte di cui stava la cittadella. L'ultima si estendeva nel piano, e chiamavasi col nome greco della loro tutelare Deità Minerva. Un muro comune circondava entrambe, ed Atene divenne il nome generale delle due unite Città.
I fiumi Ilisso e Cefiso serpeggiavano nel piano all'oriente e all'occidente della città, poi unendosi e mescolando le loro acque formavano un solo fiume prima di scaricarsi nel mare.
I Tempj, i Teatri, e gli altri pubblici edifici di Atene dimostravano tutto ciò che più è ammirabile nella scultura e nella architettura. Al di là, ed aggiunte ai sobborghi vicini vi erano due celebri passeggiate, le quali alla remota posterità saranno ricordate con venerazione da tutti gli ammiratori dell'antica filosofia. Una di queste era in un adornato giardino detto ACADEMO dal nome di colui al quale questa proprietà originalmente apparteneva, e fu frequentato da Platone e dai suoi seguaci. Nella altra, chiamata il LICEO, Aristotele e quelli della sua scuola passeggiavano e ragionavano sotto il coperto di un ombroso bosco, e furono quindi denominati Peripatetici, o i Filosofi Passeggianti.

Nel territorio di Atene si incontravano pure le marittime Città di Falera, Munichia e Pireo, tutte sulla Baja Saronica, ora chiamata il Golfo di Egina: Pireo, la più comoda di esse, per questa ragione fu migliorata, allargata e fortificata, prima da Temistocle, ed in seguito da Pericle. Benché quasi cinque miglia distante da Atene, era essa unita a questa Città per mezzo di due prodigiose muraglie alte circa sessanta piedi e larghe in proporzione, le quali efficacemente proteggevano la comunicazione.
Maratona fu resa famosa per la vittoria ottenuta dai Greci comandati dall'ateniese Milziade sopra il numeroso esercito di Dario.
Beozia conteneva diverse famose Città. Tebe, posta fra i fiumi Asopo ed Ismeno. L'onore della fondazione di questa Città è da alcuni storici attribuita ad Anfione; da altri a Cadmo Fenicio coree capo di una colonia di suoi concittadini. La sua Cittadella, chiamata Cadmea, si reputava fortissima . Ercole e Bacco; i Poeti Lino e Pindaro; il filosofo Cebete, distinto discepolo di Socrate, l'impareggiabile Epaminonda, furono tutti nativi di Tebe. Tespia, consacrata alle Muse, posta sul pendio del Monte Elicona. Frine così infame per la sua pessima morale, ma così celebre per la sua bellezza, ebbe i natali in Tespia. Questa donna fu per tal modo insensibile alla modestia del suo sesso, e nello stesso tempo così vana della sua personale avvenenza, che alle feste di Nettuno in presenza di tutto il popolo andò nuda a bagnarsi nel mare. Da questa pubblica mostra di donna cotanto bella dicesi che Apelle traesse l'ammirabile pittura di Venere Anadiomene. Essa attestò il suo attaccamento alla sua nativa Città collocandovi una inestimabile statua di Cupido, capo-lavoro del famoso scultore Prassitele suo appassionato ammiratore, dal quale ella l'aveva ottenuta in dono. Là si accorreva da tutte le parti a contemplarla con inesprimibile diletto ed ammirazione. Platea giaceva al piede del Monte Citerone sopra il fiume Asopo, fra Tespia e Tebe. Qui i Greci comandati dallo spartano Pausania guadagnarono una decisiva vittoria sopra i Persiani, il cui Generale Mardonio, e le migliori truppe del loro esercito furono fatte a pezzi. Cheronea fa patria di Plutarco, l'eccellente biografo. Aulide, dove le Greche forze si unirono per la spedizione contro Troja, qui sciolsero le vele.
Leutra posta ai piedi del Monte Citerone su i confini di Megara fra Tespia e Platea, dove i Tebani comandati da Epaminonda e Pelopida sconfissero gli Spartani, benché molto superiori di numero.

Il Peloponneso, penisola come il nome porta, ora chiamata la Morea, separata dalla parte settentrionale dal continente di Acaja dall'Istmo Corinto, è circondata per tutto il restante dal mare, cioè dall'Arcipelago o Mare Egeo da un lato, e dal Golfo Adriatico o Mare Jonio dall'altro.
I più considerevoli fiumi del Peloponneso erano il Peneo e l'Alléo, il quale scorrendo per l'Arcadia e per l'Elide passa presso Olimpia; ed il Pamiso, il più grande fiume dentro l'Istmo il quale sbocca nel mare sulla costa di Messenia. L'Eurota che scorre per la Laconia e bagna Sparta; e l'Inaco il quale passa per l'Argide bagnando la sua Capitale Argo.

Stinfalo, Foloe, Cronico e Taigeto sono 1e principali montagne nel Peloponneso. Stinfalo giace fra l'Acaia e l'Arcadia. Foloe è un altissimo boscoso monte in Arcadia, la sommità del quale è spesso coperta di neve. Cronico è in Laconia. Qui, secondo gli antichi Mitologisti, Saturno si nascose fuggendo da Giove. Taigeto è posta nelle vicinanze di Sparta. Essa abbondava di bestie selvagge, e somministrava alla Spartana gioventù i divertimenti della caccia.
Il Peloponneso era diviso in sei distretti. Acaja, propriamente così detta, Elide, Messenia, Arcadia, Laconia, ed Argolide. Corinto era la principale Città in Acaja, posta in mezzo all'Istmo che porta il suo nome. La sua cittadella fabbricata sopra un aspro e scosceso monte si reputav inespugnabile anche con la forza. La Città aveva due porte: Cencrea verso l'Arcipelago d'onde si faceva il commercio verso l'Asia e Lecheo verso 1'Adriatico, frequentato dai vascelli impiegati nei viaggi da e verso l'Italia e la Sicilia.
Corinto era di tutta Grecia la Città più florida. Fu potentissima in forza navale, ed acquistò grandi ricchezze col commercio. Dopo Atene e Sparta, quello di Corinto era il più considerabile stato della antica Grecia.
Laide così celebre per la sua bellezza fu nativa di Corinto. Le donne della sua professione trovavano qui uno straordinario incoraggiamento e protezione. Sicione era parimente posta in Acaja, ed era riputata come la píù antica Città della Grecia. Arato, che si distinse cotanto come Generale della Lega Achea, nacque a Sicione.
Elide giace sopra l'occidentale costa del Peloponneso, avendo l'Acaja al Nord, e l'Arcadia e la Messenia al Sud. Olimpia, similmente chiamata Pisa, posta sul fiume Alfeo, era la principale Città dell'Elide. Quivi si celebravano i Giuochi Olimpici.
Aveva inoltre nelle sue vicinanze un ricco tempio di Giove Olimpico, il più bell'ornamento del quale era una statua di avorio del dio, eseguita con arte dal celebre Fidia.
Cillene, altra Città d' Elide, era considerata il luogo di nascita di Mercurio, quindi chiamata Cillenio. .
La Messenia giace sulla costa austro-occidentale del Peloponneso. Essa veniva riguardata come il più fruttifero paese di tutta la Grecia. Messene, Pilo e Corone erano le principali Città di Messenia. Pilo fu patria di Nestore, distintosi nella guerra di Troia. Questa Città essendo andata a decadenza, fu, durante la guerra Peloponnesiaca, rifabbricata dagli Ateniesi, e all'incirca allo stesso tempo presero possesso dell'Isola Sfatteria sopra la stessa costa. Le guarnigioni Ateniesi poste a Pilo e Sfatteria tormentarono continuamente i Lacedemoni durante questa guerra distruggitrice.

L'Arcadia è un paese montuoso, e forma il centro del Peloponneso. Le Città più note in questo distretto erano Tegea, Stinfalo, Mantinea e Megalopoli. Nelle vicinanze di Mantinea avvenne la sanguinosa battaglia fra i Tebani e i loro alleati per una parte, comandati da Epaminonda, e i Lacedemoni e gli Ateniesi per l'altra. Gli ultimi furono sconfitti, ma Epaminonda spirò nelle braccia della vittoria.
Megalopoli fu la patria di Polibio lo storico.
La Laconia giaceva sulla costa austro-orientale del Peloponneso, e confinava con la Messema e l'Arcadia. La sua principale Città era Sparta, i cui abitanti egualmente si distinguevano per la loro bravura e per l'austerità dei loro costumi. Era essa fabbricata sulla sponda occidentale del fiume Eurota, il quale essendo rare volte guadabile proteggeva la Città dal suo lato. Benché posta in una pianura conteneva diverse eminenze nel suo circuito. Essa non aveva mura. Giteo, alla bocca dell'Eurota sulla costa dell'Arcipelago, era il principale porto della Laconia. In Laconia si incontravano pure le Città di Leutra ed Amicla.
L'Argide, ancora nominata Argolide ed Argia, giaceva sulla costa orientale del Peloponneso e veniva terminata dall'Arcadia verso ponente, e dalla Laconia verso il mezzogiorno. Essa conteneva le Città di Argo, Nemea, Micene, Nauplia, Trezene, ed Epidauro.
Argo, la capitale, sorgeva sopra la riva del fiume Inaco; in questa Città Pirro Re di Epiro terminò la sua vita. Nemea era posta fra Argo e Corinto; qui si celebravano i giuochi Nemei in onore di Ercole. Micene era la principale Città del Regno di Agamennone e la sua reale residenza; Epidauro, una città marittima, dove aveva un famoso tempio Esculapio.

I mari che circondano la Grecia sono sparsi di isole innumerevoli.
Nel Máre Egeo noi osserviamo Eubea, Salamina, Egina, Sciro, Tenedo, Lenno, Samotracia, Lesbo e Chio.
Eubea è separata dal continente di Beozia da uno strettissimo ramo di mare chiamato Euripo. Quest'isola è circa novanta miglia lunga e larga venti, ed è fertile in grano ed in vino. Una osservabile irregolarità di marea accade nell'Euripo; dal nono al vigesimoquinto giorno della Luna, il mare qui monta e discende dodici, tredici, e quattordici volte in ventiquattr'ore, con una rapidissima corrente.
Anticamente l'Eubea conteneva due ricche Città, Caristo e Calcide. Presso la prima erano cave di un bel marmo. Qui fu trovato l'amianto, specie di pietra che può esser ridotta in sottili pieghevoli fili, cui gli antichi tessevano un panno. Questo panno quando era sporco si poneva nel fuoco, che lo purificava come l'acqua purifica la lingeria, senza mai consumarlo.
Calcide è presso l'Euripo di fronte ad Aulide in Beozia. Essa fu una potentissima Città, e mandò fuori molte colonie. Qui vi morì Aristotele.
Sciro conteneva la tomba di Teseo. Qui pure, secondo i Poeti, Achille fu celato fra le donne di Licomede, Principe dell'Isola, per schivare di andare alla guerra di Troia, dove gli era stato predetto che sarebbe rimasto ucciso.
Tenedo era una piccola isola non lunge da Troia.
Lenno è di forma quadrata, lunga circa sette leghe da ciascun lato. Qui, secondo gli antichi Mitologisti, cadde Vulcano quando con un calcio fu cacciato fiori dal Cielo da Giove; quindi Vulcano è denominato Lennio.
La terra Lennia, produzione di quest'isola, è un minerale famoso per le sue virtù medicinali. Omero parla del vino mandato da Lenno ai Greci che assediavano Troja.
Lesbo ha circa diciassette leghe di lunghezza e sette di larghezza: fu celebre per le sue belle donne, per l'eccellente vino, e per la sua fertilità. Le sue cittadine venivano riputate esperte cantatrici. Mitilene ne era la capitale. Saffo la Poetessa, e Pittaco il Savio, furono nativi di Lesbo.
Il vino di Chio altamente stimato era il nettare degli antichi. Quest'Isola aveva circa quattordici leghe di circonferenza. Le donne di Chio erano belle in modo particolare.
Egina, chiamata ancora Enone, giace nella Baia Saronica fra l'Attica e la Megaride. Essendo un potente marittimo stato nelle vicinanze di Pireo, essa risvegliò la gelosia degli Ateniesi, i quali entrati in contesa con gli Egineti fecero una legge, la più barbara che s'incontri nella Storia, la quale ordinava che fossero tagliati i pollici a quanti cadevano nelle loro mani per renderli così incapaci a nuovamente maneggiare i remi.
Salamina , il regno di Telamone padre di Aiace e di Teucro, fu famosa per l'importante vittoria ottenuta nelle sue vicinanze dalla Greca navale armata sopra quella di Serse. - Gli Ateniesi soffrirono lunghe contese con i Megarensi presso quest' Isola; alla fine essi abbandonarono interamente il loro disegno, e dichiararono delitto capitale a chiunque avrebbe riproposto l'impresa.

Ma Solone sensibile al gran vantaggio che gli Ateniesi potevano ritrarre dall'avere il comando dell'Isola, compose dei versi per incitarli a riprendere la spedizione. Per schivare la pena inflitta dalla legge appena menzionata lui finse di esser pazzo, e in tal carattere, corse per le strade declamando i suoi versi con grande veemenza. Lo strattagemma riuscì e i suoi concittadini persuasi a fare la spedizione, ricuperarono felicemente l'Isola.

Le Cicladi, un gruppo di dodici piccole Isole, giace in forma circolare, come il nome esprime, intorno a Delo; e le Sporadi, un'altra unione di minute Isole più distanti l'una dall'altra e sparse intorno alle Cicladi, giace più vicino a1l'ingresso nel Mare Egeo verso Creta - Delle Cicladi, le più considerevoli erano, Andro, nelle vicinanze di Eubea; Delo e Paro famosa per il suo bel marmo. - Delo, secondo alcuni antichi sembrerebbe nata istantaneamente da qualche violenta scossa nella terra cagionata da un maremoto-terremoto - Secondo la favola poetica, Delo fu la patria di Apollo e di Diana figli di Latona. Era bagnata dal fiume Cintio, d'onde Apollo è qualche volta
chiamato Cintio, e Diana Cintia. Molti mercanti di Corinto, dopo che la loro nativa Città fu dai Romani distrutta, decisero di stabilirsi a Delo per
il suo comodo porto.
Delle Sporadi, le più considerate Isole erano Icaria, Patmo, Samo,
Coo, e Carpato. Sanno è posta di fronte ad Efeso, alla distanza di circa sei miglia dal continente dell'Asia minore. Essa è lunga circa dieci leghe e larga
cinque. Qui nacque Pitagora. Giunone parimente era reputata nativa di Samo.
Coo fu la patria del pittore Apelle, e del principe dei Fisici, Ippocrate.
Nel Mare Jonio, le principali isole erano Corcira, Cefalonia, Zacinto, ed Itaca. Omero pose i Feaci e i giardini del Re Alcinoo, in Corcira. Qui i Corinti stabilirono una Colonia, circa un mezzo secolo avanti il tempo di Solone. - Antonio, collega di Cicerone nel Consolato, fu relegato a Cefalonia, dove gettò i fondamenti di una nuova Città. - Gli abitanti di Zacinto, erano un'effeminata genìa snervata dal lusso, conseguenza della loro ricchezza. Itaca, situata all'oriente di Cefalonia, è principalmente nota per essere stata il regno e la residenza di Ulisse.
Creta, la più estesa di tutte le Isole che circondano la Grecia, giace al di là dell'ingresso nel mar Egeo. Si calcola che sia circa duecento miglia lunga e sessanta larga. Produceva frumento e frutti in grande abbondanza, ed era fàmosa per il suo eccellente vino. I suoi abitanti, che con molta probabilità erano riputati in origine una Colonia Fenicia, furono anticamente un popolo guerriero. Avevano una buona cavalleria; ed erano esperti nell'arco e
nei combattimenti navali. - Le loro leggi riscuotevano l'ammirazione dei Greci; e la memoria del loro legislatore Minosse era altamente venerata.
I Cretensi in seguito degenerarono e divennero infami per la loro pirateria ed effeminatezza. Gortina, Cidone, e Gnosso erano le principali Città di Creta, e Ida e Ditte erano le più note montagne, manon aveva fiumi di alcuna importanza.
Le vaste Isole di Cipro e di Rodi sono poste nella orientale estremità del mare mediterraneo, ma anticamente non venivano annoverate fra le Isole Greche. La prima giace circa trenta miglia all'occidente della costa di Siria, ed è lunga pressappoco centocinquanta miglia, e larga settanta. - Rodi è distante dalla costa di Caria nell'Asia minore circa venti miglia soltanto, ed è lunga e larga venti all'incirca.
Gli antichi Greci fondarono molte Colonie, particolarmente in Italia, in Sicilia e nell'Asia minore. Nell'ultima menzionata provincia, queste Colonie possedevano un vasto tratto di paese lungo la costa del mare, distinto in tre province, l'Eolia, la Jonia, e la Doride.

L'Eolia giace sulla costa del mare Egeo, ed ha la provincia di Troade, o piccola Frigia, al settentrione, e la Jonia a mezzogiorno. Più anticamente, e prima che gli Eoli qui si stabilissero, essa era chiamata Misia. - Le più note Città in questa provincia, erano Cuma, Focea, ed Elea. Cuma si diceva essere stata fondata da Pelope, ed era una Città marittima. Focea stava sull'imboccatura del fiume Termo, fra Cuma e Smirne, e fu fondata da una Colonia Ateniese. Marsiglia al mezzodì della Francia, è da alcuni autori ritenuta fondata da una Colonia venuta da Focea. - Elea era un porto sulla bocca del fiume Caico. Qui, nacque Zenone, il fondatore della Setta Stoica.
La Jonia giace al mezzodì dell'Eolia. Gli abitanti Jonii, che diedero il loro nome al paese, erano, secondo le loro tradizioni, emigrati dall'Attica. Le loro principali Città, erano Smirne, Clazomene, Teo, Lebedo, Golofone ed Efeso. Smirne era una ricca Città di commercio, ragguardevole per la bellezza della sua posizione. Clazomene stava sopra la costa; e fu la patria del filosofo Anassagora, l'istruttore dell'illustre Pericle. Teo era posta sovra una baia di mare dirimpetto a Clazomene; quivi nacque il celebre Poeta Lirico, Anacreonte.
Lebedo stava similmente sopra la costa; qui si celebravano gli annui giuochi in onore di Bacco. Colofone era famosa per un oracolo di Apollo nelle sue vicinanze; ma più famosa ancora per avere il più plausibile diritto all'onore di essere la patria d'Omero, il principe dei Poeti Epici.
Ma di tutte le Città della Jonia, Efeso era la più distinta. Essa era situata sulla costa tra i fiumi Calstro e Meandro.
Il suo principale ornamento era l'insigne tempio di Diana, uno dei più magnifici edifici che il mondo vide.
La Doride giace al mezzodì della Jonia. Alicarnasso e Gnido erano le sue principali Città. Erodoto, il padre dell'Istoria , era nativo della prima; ma fu trasportato con una Colonia di suoi concittadini a Turio in Italia. Qui pure nacque pure Dionisio soprannominato l'Alicarnasseo. A Gnido vi era una statua di Venere di inestimabile valore, eseguita dal famoso Prassitele. Gnido fu parimente la patria di Tesia il fisico; il quale avendo accompagnato Ciro il giovine nella sua abominevole spedizione contro suo fratello Artaserse, fu fatto prigioniero nella battaglia di Cunassa, e restò alla Corte di Persia diciassette
anni. In questo periodo, si dice che egli scrivesse una voluminosa Istoria de'Persiani e degli Assiri.
Nella sua Istoria in vari passaggi sembra dissentire da Erodono, del quale mette in forse la precisione. Ma lo stesso Tesia è dagli scrittori posteriori ritenuto poco attendibile, specialmente da Plutarco, che nel riportare ciò che lui aveva narrato è preso dal sospetto che sia stato troppo credulo e vago nelle sue ricerche. Ma siccome tanto Erodoto, quanto Tesia, scrissero principalmente ciò che sapevano per tradizione, così, loro malgrado possono essere stati male informati dalla natura delle cose, e quindi noi possiamo dare poco credito alle remote storie con gli antichi loro tempi noti soltanto per tradizione orale.

Così i Pelasgi, i quali per loro propria ragione traevano la loro discendenza da Pelasgo, in base a tante menzionate remote tradizioni, sono considerati i più antichi abitanti della Grecia.
I Greci nei loro più remoti tempi, erano, come ogni altra tribù, una schiatta selvaggia totalmente ignara di agricoltura; e forse proprio per questo che iniziarono a rendere divini onori a Pelasgo che aveva insegnato loro a nutrirsi di ghiande e come somministrarsi un più ricco e sostanzioso nutrimento, raccogliendo e utilizzando certe erbe e certe radici.
Ciò dimostra che questi Pelasgi presero sì originalmente il nome di Greci; ma ben presto lo abbandonarono, poichè Elleno, il figlio di Deucalione, re di
Licia avendo soggiogato il Peloponneso, chiamò tutto il popolo con il suo nome: Elleni; ed il paese allo stesso modo: Ellade.

Acheo e Jone nipoti di Elleno, divennero i capi di due tribù; il primo, degli Achei che abitavano l'Acaia; e l'altro, degli Jonii che possedevano il territorio chiamato in seguito Lacedemone.
Eolo e Doro, similmente discendenti di Elleno, furono nella stesso modo capi di due altre tribù chiamate con i loro stessi nomi: EOLO diede vita agli Eolidi che sotto Pelope figlio di Tantalo si stabilirono in Laconia; e DORO diede vita ai Dori i quali occuparono la provincia a cui diedero ovviamente l'omonimo nome: Doride, un territorio situato nelle vicinanze del Monte Parnasso.

In seguito gli Eraclidi, o discendenti di Ercole, invasero il Peloponneso e ne cacciarono gli Achei e gli Joni i quali perciò si ritirarono alle coste dell'Asia Minore.

Per trattare questa "Storia Greca" nella più distinta e metodica maniera, noi la divideremo in quattro età, o periodi, che racchiuderanno in tutto uno spazio di circa 1938 anni (millenovecentotrentotto anni).

LA PRIMA ETÀ inizia con la fondazione del piccolo regno di Sicione, reputato il più antico regno della Grecia, e che secondo il nostro computo corrisponde all'anno 2101-2084 a.C. (duemilaottantaquattro) fino al principio della guerra fra i Greci e i Persiani, che corrisponde all'incirca all'anno 494 a.C.; cioè un arco di tempo di circa 1590 anni.

LA SECONDA ETÀ si estende dal principio della guerra fra i Greci e i Persiani, fino al termine della guerra Peloponnesiaca nell'anno 404 a.C, cioè lo spazio di circa novant'anni.

LA TERZA ETÀ si estende dal termine della guerra Peloponnesiaca fino alla morte di Alessandro il grande, nell'anno 323 a.C., cioè uno spazio di ottantuno anni.

LA QUARTA ed ultima età si estende dalla morte di Alessandro il Grande fino al tempo in cui la Grecia divenne provincia Romana, subito dopo la distruzione di Corinto circa l'anno 146 a.C., quindi un arco di tempo di circa cento sessantasette anni.

La fine dell'Istoria della Grecia è da alcuni storici esteso al periodo dell'estinzione del Governo dei Seleucidi in Asia, fatta da Pompeo Magno nell'anno 65 a.C.; mentre da altri viene invece esteso al tempo in cui la stirpe dei Lagidi si estinse in Egitto con la famosa Cleopatra, cioè quando questo paese fu ridotto nella forma di una Romana provincia da Augusto Cesare nell'anno 30 a.C.

A questi periodi sopra accennati, aggiungeremo una relazione dei più memorabili avvenimenti della Magna Grecia, la quale comprendeva l'Isola Sicilia ed una considerabile parte di quel territorio che fino all'Ottocento era conosciuto come il Regno di Napoli (cioè quasi l'intera -anche se costiera- area dell'attuale Italia meridionale).

Occupiamoci ora della prima età e dei primi regni della futura Grecia > > >

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